Primi passi del MDI
Il neonato movimento degli invisibili, sia in questa pagina di FB, che in quella del gruppo, che in quella del mio sito personale, sta vagendo con promettente vitalità. I principii generali della Carta degli Invisibili sono condivisi da tante persone che da tre, quattro giorni si sentono meno sole. Le adesioni alla pagina del movimento, ieri, alle 13 in punto, erano 2246, in neanche quattro giorni dalla nascita, e alle 11:00 di oggi, ora in cui scrivo questa nota, sono 2546. In matematica e statistica sono sempre stato un asino, ma contando con le dita, si tratta di 300 nuovi invisibili, in meno di un giorno. La considero una notizia felice.
Il neonato movimento gattona su Facebook con il suo vestitino rosso. Abbiamo un logo. C’è chi dice che assomiglia a un congegno esplosivo, a qualcuno ricorda una boccetta di Chanel numero 5, chi ci vede troppo rosso, chi ci nota troppo nero, ma ho la sensazione che alla maggioranza di noi piaccia un casino e già non ne possa fare a meno. Di “dipendenze” ce ne permettiamo fin troppe, ma avere smania di condividere cultura, passione politica, senso di appartenenza e voglia di reagire agli omini grigi che ci impongono la loro ossessionante “visibilità”, la ritengo dipendenza sana, una “droga” che non ha controindicazioni. Perché se tutti leggessimo un libro al giorno (fatta eccezione per il “Mein Kampf”) il nostro sarebbe un paese meno sciocco, meno superficiale e, soprattutto, meno masochista di quel che è diventato.
Questo movimento non ha un leader. L’averlo fondato ha il mero potere di una scintilla. Accendere il fuoco tocca solo a noi, insieme. Mantenere acceso questo falò non sarà facile. Aderire con un clic (in certi casi senza neppure aver letto la Carta degli Invisibili) è come avere una magnifica libreria in salotto senza averne letto un libro. Tuttavia è sempre preferibile avere una casa con dei libri che gli scaffali vuoti. Una notte, prima o poi, un “Gattopardo” o una “Montagna incantata” lassù in alto, cadranno in terra aperti come un fico maturo. Ne leggeremo una foglia e resteremo stregati.
A chi dice “Ora basta parole. Bisogna subito fare qualcosa” suggerisco di respirare con calma. L’MDI è nato il 22 Febbraio, domenica. Oggi è giovedì. Se vogliamo che questo movimento abbia un’anima, dobbiamo soffiargliela dentro. Altrimenti morrà prematuramente e produrrà un’ennesima delusione, tuttavia ci avremo comunque provato, che non è poco. Fare anima credo sia un fatto di pragmatismo clamoroso. Nella Carta degli Invisibili, che è stata buttata giù di fretta e andrà meglio delineata e specificata, ci sono tre righe che hanno potenza spirituale e sociale. Queste: “Gli Invisibili è un movimento di resistenza culturale che privilegia le libertà di pensiero, la condivisione della conoscenza, il potere delle idee, rispetto al potere politico dei singoli e al pensiero unico mediatico; l’essere all’apparire; il noi all’io; il bene collettivo al tornaconto personale.” Ripeto: “l’essere all’apparire; il noi all’io; il bene collettivo al tornaconto personale.” Siamo sicuri che 2546 vene, nervi, muscoli, lineamenti, ossa e occhi del Movimento degli Invisibili aderiscano profondamente a queste parole? Queste sono parole che costano tante rinunce. Essere fedeli e coerenti con i propri ideali ha un prezzo altissimo. Per esempio, io sono un narcisista del cavolo, che si sforza quotidianamente di redimersi, di imparare a dire “nostro” invece che “mio”, di dare, nel mio piccolissimo, il contributo creativo che è parte viva del mio mestiere, pensando agli altri, più che alla vanità personale. E non è facile, per niente facile, non sempre ci riesco. Ma nella politica italiana mi manca talmente tanto quel “senso dello Stato” di cui dovrebbero essere dotati gli statisti, così tanto da gridare e sbattere la testa al muro, che ritengo un dovere, anche come autore, comportarsi allo stesso modo. Dare la colpa agli altri lo considero un esercizio qualunquista, inutile e vano. Lo diceva anche il nostro vecchio Jack Folla: “Se l’idea di società che abbiamo dentro è un po’ meno ignobile, un po’ più solidale e felice di quella che stiamo scontando attualmente, non è nostro diritto pretenderla, ma è nostro dovere praticarla ed attuarla, come se fosse già quella, e non questa, l’Italia in cui viviamo.”
Sono trascorsi pochi anni, e in questo paese ormai si soffoca. Chi è diverso dalla massa più incolta e bruta, dalla feccia che risale il fondo, come definì Montanelli il berlusconismo, rischia la vita per strada. Francamente non credo che il premier di Arcore sia un razzista. Ma se ti allei con gentaglia come Gentilini sei addirittura più colpevole di lui. Perché quando Gentilini e altri leghisti forcaioli blaterano di bruciare moschee, loro ci credono e Berlusconi no. Per questo è ancora più responsabile di loro, tale e quale al Duce quando aderì all’odio razziale antiebraico di Hitler. I nazisti ci credevano, i fascisti no, o comunque meno. Pertanto erano assai più colpevoli delle SS. Credo perciò che fare anima, confrontandosi ciascuno con quelle parole degli invisibili, sia il primo passo che, se ne siamo davvero convinti, darà vita vera al movimento.
Dopo il logo, in giornata registrerò il sito web, come da molti richiesto. Non ho particolari preclusioni né idolatrie rispetto a Facebook. Lo considero un mezzo tecnologico di straordinaria efficacia, dipende dai contenuti che ci metti, ma non mi fido neanche di me, figurarsi di chi non conosco. Un nostro sito è comunque più sicuro. Infine penso, come sta scritto sulla carta degli invisibili, che al più presto, quando sarà pronto il sito, si debba aderire agli Invisibili con nome e cognome visibile, indirizzo e un telefono. Basta un foglio e una penna. Se non ci fidiamo nemmeno di noi tanto vale chiuderla qui. Questo ridurrà di molto le adesioni, ma le renderà trasparenti. E ci consentirà d’incontrarci dovunque, comunque e in ogni caso. Alla luce del sole, per guardarci negli occhi. Se siete e sarete d’accordo. Grazie ancora. E buona giornata.
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18 Risposte to “Primi passi del MDI”
By lucalain on feb 26, 2009
Ciao Diego,
aderisco in toto alle tue considerazioni, e sia su FB che sul sito metterò tutti i dati possibili; credo che questo movimento debba essere non demagogo, in quanto la frase: facciamo subito qualcosa, è ormai obsoleta e stancante.Credo che dobbiamo riscoprire la bellezza dentro di noi, e capire che anche trovarsi a bere un bicchiere di vino, insieme, dà modo di far scaturire idee e progetti, di FAR PARLARE la gente, vis a vis.Questo dà nuove speranze.Obama ha parlato a 53 milioni di americani,in un giorno feriale senza dover proclamare guerra a qualcuno; noi saremo un po’ meno, ma facciamo in mododche la speranza sia reale e contagiosa, che l’ideale prevalga sul compromesso.La carta degli invisibili saremo noi, in ogni suo punto…ed è un buon inizio.
Un abbraccio a tutti
By Riccardo Brero on feb 26, 2009
Che dirti Diego,non per lusingarti,ma stai facendo una cosa bellissima.
Spero,ma non credo che tutti quei 2546 che hanno aderito agli Invisibili abbiano il coraggio di esporsi e di mettere il loro nome e cognome per accedere al sito.
Ripeto lo spero per tutti.Quello che ho notato è che pochi nuovi partcipanti al blog si sono fatti vivi qui.Io mi metto nei loro panni….se ti avessi conosciuto su facebook,la prima cosa che avrei fatto sarebbe stato entrare nel tuo sito.Poi magari sbaglio,anzi sicuramente.
Ciao Invisibili,spero che quando ci incontreremo vi renderete visibili e reali.
Quante speranze.
Abolito lo “sciopero selvaggio”….non ho mai capito bene questa parola e non ho mai sopportato la regolamentazione e limitazione degli scioperi.Ci sono persone che hanno lottato per ottenere il diritto di sciopero…anche per noi.
E noi popolo italaino ci facciamo soffiare via i diritti faticosamente ottenuti così?
Ricordo quando c’erano gli scioperi dei mezzidi trasporto,la gente per la strada e nelle interviste cosa diceva……Basta è ora di finirla…non si può andare avanti così…dovrebbero licenziarli…ecc…
Ma cosa si credono che la gente scioperi si esponga e perda giornate di lavoro per la gloria,o per ripicca o per andare a fare un giro?
Ma cosa hanno nella testa?Invece di solidalizzare!
Non lo capirò mai.
Ora basta sono stato abbastanza prolisso,ma sono rabbioso.
Ciao Diego
Ciao miei hermanos invisibili
RISPOSTA: Hai ragione, caro Riccardo. Ma scrivere qui sopra, non vuol dire non esserci. Da quando ho messo su FB il link di http://www.diegocugia.com, quattro giorni fa, le presenze quotidiane su questo sito sono aumentate del 40%. Magari non scrivono ma leggono. Peccato, mi piacerebbe leggerli anch’io, ma va bene anche così.
By Tiziana on feb 26, 2009
E’ vero questo luogo sta diventando un po’ solitario, meno gente ci scrive … forse FB è più immediato e pratico … poi se scrivi di là, sembrerebbe inutile scrivere anche qui …
E invece anch’io spero che tanta gente passi e lasci il suo “messaggio in bottiglia”.
Riccardo mi sembra che la situazione sciopero sia ancora peggio: non vogliono semplicemente (e solo)regolarizzare lo sciopero selvaggio (!) ma si sono inventati pure lo SCIOPERO VIRTUALE!!
Non capisco se sono fuori di testa loro o se ci credono proprio delle teste di c***o!!
Forse la seconda!
Insomma ci dicono che se vogliomo possiamo sì fare sciopero, però senza astenerci dal lavoro … praticamente se si decide di aderire allo sciopero si farà così:
- ci si presenta al lavoro e si svolge la propria mansione (chissà chi si accorgerà che abbiamo scioperato!)
- il datore di lavoro ci tratterà dalla nostra busta paga la quota equivalente alla giornata di sciopero, poi lo stesso importo andrà versato ad un fondo di solidarietà(!) o qualcosa di simile!
Ma è mai possibile?
SCIOPERO VIRTUALE????????????
Ci mancava proprio!!!
Penso chi sarà quel fesso che scipererà andando al lavoro lo stesso, non percependo lo stipendio e soprattutto, non andando ad incidere minimamente su eventuali disagi o perdite a carico del datore di lavoro o di suoi eventuali clienti, disagi o perdite che inciderebbero invece molto in fase di
contrattazione!!!
Se non l’avessi sentito con le mie orecchie, avrei pensato ad una barzeletta!
By Perladivongola on feb 26, 2009
Fare anima,agire il cuore!!!
Federica
alee!!! mi parte un flamenco-bolognese per festeggiare!!!!!!!
By Rulando on feb 26, 2009
Questo movimento servirà anche per combattere l’analfabetismo politico di cui parlava Brecht…
L’ANALFABETA POLITICO
Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Lui non ascolta, non parla
né partecipa agli avvenimenti politici.
Non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce,
della farina, dell’affitto, delle scarpe
e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
Un analfabeta politico è tanto asino
che si inorgoglisce e gonfia il petto
nel dire che odia la politica.
Non sa l’imbecille che
dalla sua ignoranza politica proviene
la prostituta, il minore abbandonato,
il rapinatore ed il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico disonesto, ingannatore e corrotto,
leccapiedi delle imprese nazionali e multinazionali.
Bertold Brecht
By Riccardo Brero on feb 26, 2009
Tiziana è proprio così siamo il paese delle barzellette….lo dimostra sempre il nostro “premier”che ne racconta tante.
Paese delle barzellette e degli analfabeti politici come ha riportato nostro hermanos Rulando.
Pensa se tutti invece di scioperare virtualmente,lavorassimo virtualmente!
Lucalain non vedo l’ora di offrirti un buon bicchiere di vino per berlo insieme a tutti gli invisibili.
Ciao
P.S.:vabbè uno anche per Diego
By daniela_dom on feb 27, 2009
Io ho sempre fatto parte, per scelta, della schiera degli “analfabeta politici” in quanto tutta la “politica” che ho visto e studiato ha sempre professato belle idee senza mettere in pratica una virgola…a destra come a sinistra, in tutto il mondo…probabilmente per il difetto di fabbrica dell’essere umano che riesce a vedere il “noi” solo quando ha perso tutto…
quindi ho scelto di essere analfabeta, fino a oggi, fino a che non ho letto la carta degli Invisibili, e adesso intendo mettere il mio nome e cognome ovunque gli Invisibili saranno! non in quanto rossa, verde, nera o di qualsiasi altro colore si decida di essere, ma in quanto essere umano.
Una buona giornata a tutti.
Daniela
By lucalain on feb 27, 2009
Eccomi Ragazzi,
Riccardo il vinello quando vuoi, davvero.
La carta degli invisibili deve essere firmata con il nostro sangue e sudore, e sarà così.Signori, ho voglia proprio di vedere cambiare le cose, sono stanco, a 32 anni alla sera sono stanco e sono stufo….quindi son pronto a lanciare la cravatta e lottare.
Io sono Luca, abito a Milano e sono Invisibile…e ne vado fiero.
By Riccardo Brero on feb 27, 2009
Ritorno al nucleare
Abolizione del diritto di sciopero(per adesso)nel settore dei trasporti
Beppino Englaro accusato di omicidio volontario
Leggi razziste
Ronde
Razzismo dilagante e incitato dai media
Tv spazzatura
Mezzi di informazione sottomessi
Ignoranza dilagante
………………………………………………..
Questo NON è il paese dove voglio vivere e morire.
Firmiamo questa carta facciamo questa cosa,diamoci una speranza
Anch’io sono stanco,ho 40 anni e sono stanco e stufo,non ho la cravatta,ma sono pronto!
Io sono Riccardo, abito ad Alessandria e sono invisibile…..e ne vado fierissimo.
Ciao Diego
Ciao Luca e ciao a tutti
By anto on feb 27, 2009
Si sta sistematicamente sfigurando l’Italia! Quando avranno finito non riconosceremo più questo Paese! Dobbiamo fermarli….
By antonio acri on feb 27, 2009
Aderisco con entusiasmo a questo progetto e spero tanto in un grande successo per tutti quelli che sperano in giorni migliori e in un fututo più umano.Sono veramente felice che si stia cercando di fare qualcosa di buono contro questa barbarie dilagante.
Ciao Diego
By mariella on feb 27, 2009
Ciao a tutti.
MDI (sottotitolo “La folla di Jack”).
Ci conto sulla visibilità. Io, riccardo e cinzia ci avevamo già provato.
Ci conto ancora anche sul PD. Con tanti dubbi, ma bisogna pur costruire un argine. Se gli argini saranno due, molto meglio.
By una on feb 28, 2009
Buonasera Diego,
sto cercando di spiegare e far conoscere il progetto del MDI ad amici, parenti e colleghi. Mi ha fatto sentire improvvisamente bene la disponibilità vera ad aderire al movimento, c’è voglia di migliorare colletivamente ed individualmente, ma il problema è la rete. Alcuni, non hanno computer o connessioni, altri, “feisbuc”? mmmhhh… troppo visibile. Per chi non ha computer, e desidera essere informato, mi sono impegnata a far girare fotocopie dei tuoi interventi e ho pregato gli altri di registrarsi su FB con un eventuale pseudonimo, cosa che per altro hanno subito fatto.
Ora, vorrei sapere, se per chi non ha internet, è possibile aderire anche solo spedentoti una mail con tutti i dati e se una volta pronto il sito, chi si è registato con un nome fittizio potrà continuare ad usarlo dandoti comunque le generalità richieste.
Mi dispiace doverti fare queste domande, ma devo essere precisa nelle risposte.
Ti saluto con riconoscenza
RISP. DIEGO: Cara Giulia, l’importante è che chi aderisce lasci i propri dati a una costituenda segreteria tutto qua. Poi può pure avere il nick Diabolik. Lo dico solo per una minima forma di serietà e, qualora il sito subisse un black-out, di reperibilità. Ciao, e grazie per quel che stai facendo.
By Anna on feb 28, 2009
Riflessioni del giorno.
Ti capita per caso di vedere un film, già iniziato e del quale non conosci neanche il titolo, che non è tra quelli di cui ne ha parlato stampa e TV, ma che ti lascia una sottile malinconia perché muove le tue corde più profonde. Ad esempio una commedia che parla del mondo del lavoro, della mobilità, del profitto per il profitto, che mostra lo scontro tra due visioni diverse, una che privilegia i rapporti umani e le piccole cose della vita, l’altra che invece è rappresentata da un giovane rampante, ambizioso e intraprendente.
Quando è finito prendi il telecomando, cambi canale e vedi un capezzone qualsiasi che dice “la sinistra deve riflettere su questo”, non so precisamente su che cosa, ma considerato il personaggio posso immaginarlo e di sicuro non è la stessa riflessione che vorrei io. E poi mentre sono nel bagno intenta a prepararmi, perché anche oggi ho deciso che devo andare in ufficio, sento un altro che dice “bisogna regolare lo sciopero perché sono in gioco i diritti della collettività, perché non sono più tollerabili scioperi selvaggi, dobbiamo pensare alla produttività se vogliamo andare avanti e superare questa crisi, blà blà blà”.
La sottile malinconia che mi aveva lasciato il film, piano piano lascia spazio ad un senso di profonda tristezza, di rabbia e di impotenza. Guardo fuori, vedo che è una splendida giornata e che sarebbe bello andare con il mio compagno di vita a fare una passeggiata in riva al mare, come facevamo tempo fa, respirare profondamente il mare e le sue onde, la splendida duna, i gabbiani e le varie specie di uccelli che popolano il parco antistante. No, non è possibile perché entrambi abbiamo impegni di lavoro. Poi rammento il viso raggiante di mio figlio, l’ultima volta che sono andata a trovarlo nella città in cui studia, quando gli ho portato i limoni del nostro giardino ed una bottiglia di olio fatto con l’unico albero d’ulivo del nostro giardino, ed ancora la gioia che ho provato nel donare un cesto di quegli stessi limoni ad un amico.
Poi vedo il viso invecchiato di mia madre il giorno del suo compleanno e vedo me mentre gli telefono per fargli gli auguri, perché, accidenti, non ho trovato il tempo e l’energia per farglieli di persona … e capisco perché le parole di quegli squallidi personaggi mi abbiano lasciato una profonda tristezza, un senso di impotenza e di rabbia. Ora tutto mi è chiaro, quei sentimenti non sono contro di loro ma contro me stessa: in fondo io vivo e mi comporto come dicono loro, la produttività prima di ogni cosa, anche se non voglio ammetterlo. O certo, ho le attenuanti, in fondo il mio fine è nobile: devo darmi da fare per offrire ai miei figli un futuro migliore, poter permettere loro di studiare all’università che hanno scelto, anche se lontana da casa, cercare di avere la possibilità di aiutarli ad avere una piccola base economica. No accidenti: io ho un cervello che ragiona che sa distinguere il giusto dal falso, difendo i più deboli, è forte in me il senso della giustizia, della libertà, cerco di difendere le mie idee, aderisco e cerco di dare un contributo a nobili cause, accidenti io non sono come loro. Ma sarà vero?
Scusate questo lungo sfogo, ma denunciare a voce alta le mie debolezze mi aiuta a lavorare su me stessa per vincerle.
Sono, comunque qui, disponibile a metterci la mia faccia al MDI.
By una on feb 28, 2009
Hola Diego,
aveva ragione la tua mamma, non sai proprio tenerti un cecio in bocca.:)
By roxana on feb 28, 2009
sante parole Anna,
succede a tutti ed e’ gia tanto esserne consapevole, nel frattempo continuiamo a giocare alla rivoluzione, perdendoci per strada.
By genny on mar 2, 2009
Ciao Diego !!!!! A proposito come stai!!!!
Sono d’accordo !!!
By alf on mar 8, 2009
Caro Diego, condivido appieno.
Ci sono cose incredibli che si riescono a fare, basta non spaventarsi quando non c’è nulla.
Ci sono invece progetti faraonici che rimangono nulla.
Dipende da noi.
Riflessione del mattino: quello che sta succedendoin Italia, dal punto di vista “scientifico” è molto interessante: la comunicazione sta creando consesno, realtà del ttto fantasiose, incapacità al pensiero.
Vedo un po’ di ballarò, un po’ di annozero. Noto una cosa: le verità, i commenti sulla vita reale, le critiche… vengono relegate davvero ai comici o agli “umoristi”.
A Ballarò le cose vere, quelle di cui le persone parlano, le dice Crozza. Analisi reali le fa Travaglio ad Annozero e qualche settimana addietro rimanevo basito dai pezzi comici di Albanese con Cetto La Qualunque e il Ministro del Terrore. Non riesco a riderci sopra, perchè erano terribilmente, drammaticamente e paurosamente reali.
Eppure, relegati ai comici, poi si parla d’altro (momento serio), dove Tronchetti Provera dichiara, invitato da Fazio, che tutta l’indagine su presunte intercettazioni illegali si è sgonfiata, quasi ti aspetti di leggere che hanno archiviato l’inchiesta. Poi vai a leggere su intenet e scopri che hanno rinviato a giudizio la Telecom, il cui capo e responsabile era proprio lui.
Credo siaquesto un punto molto importante sul quale riflesttere e far riflettere il maggior numero di persone.
Beh tu poi sei del mestiere… sbaglio qualcosa?
Alf