Opinioni di un invisibile

Sottrarsi insieme è l’unica possibilità che abbiamo per resistere a chi continua ad aggiungere. Sottrarsi al populismo. Fidarsi dei punti interrogativi di tutti non dei punti esclamativi di un leader maximo. L’invisibilità come creazione di spazi interiori di libertà da condividere. Sottrarsi al gioco delle parti. Comprendere che maggioranza e opposizione, poiché usano lo stesso schema dell’aggiungere e dell’illuminarsi reciproco e vano, hanno finito anche involontariamente per accecare la ragione dell’uomo, e non sono più interlocutori al nostro radicale e profondo bisogno di cambiamento. Dobbiamo riprendere in mano le redini del gioco da un altrove, come se fossimo già vent’anni dopo. Guardare con compassione a questi anni con gli occhi di chi, scampato alle sabbie mobili, si volge indietro e osserva la melma brulicante che lo stava risucchiando. Farsi pionieri di un nuovo stato di coscienza, perché il mondo così come ci viene rappresentato, in particolar modo dalla televisione, è al collasso e non ci rappresenta più interiormente. Anche se siamo confusi, -se ci hanno confuso senza scrupoli-, anche se non riusciamo più a raccapezzarci. Questo show-business mascherato da realtà ci ha “dopato”. Questa pseudo-realtà ci ha trasformati in cloni, senza che ce ne avvedessimo.
In questi giorni, negli Stati Uniti, intorno alle grandi aree urbane si vanno formando delle tendopoli. Non sono homeless, sono famiglie come le nostre che si sono viste pignorate la casa, i mobili, tutto. Hanno perso lavoro e risparmi. Lo schema “+visibilità=+potere” e quello della ricchezza inesauribile, poiché denaro genererebbe denaro, è crollato. Le borse hanno rialzato la testa, la riabbasseranno, la rialzeranno ancora, ma -a me sembra- il meccanismo sottostante è marcio. Centinaia di migliaia di persone negli Usa vivono in tenda, come i pellerossa che i loro bisnonni cacciarono dalle praterie. Un ciclo si è chiuso. E come sempre, l’America è stata la prima a saperlo. Una parte di noi si tiene stretti, disperatamente, gli ultimi quattro soldi. Un’altra, “invidia” quelle tendopoli. Perché è da lì, io credo, che potrà nascere una nuova visione, un modello di società dell’immediato futuro. Stanno saltando i deboli, masse di deboli con dentro masse di ex benestanti, mentre i veri responsabili del disastro fanno ancora i maestri del pensiero. Hanno in mano tutto: giornali, banche, governi. Dobbiamo stare con i deboli non per un vezzo “di sinistra”, ma perché sono loro la maggioranza invisibile, ed è intollerabile -se si è autentici democratici- continuare a dar credito a un centinaio di miliardari che tengono in pugno le nostre vite. Perché chi ha nel portafogli più della metà delle risorse della Terra è l’equivalente dei passeggeri di un solo aereo. Prima o poi -è inevitabile- la Storia lo tirerà giù. Lo faremo noi? Lo faranno i nostri bis-nipoti? Nessuno può dirlo, ma è un nostro profondo e ineludibile dovere civile comprendere che una minoranza di persone altolocate, fra le quali molte mafiose ed eticamente deprecabili, non può e non deve più controllare i destini dell’umanità. Per queste semplici ragioni credo che un movimento di resistenza culturale, come gli Invisibili, abbia una ragione profonda di esistere, in particolare in Italia, dove il potere mediatico ha raggiunto il culmine con una visibilità intollerabile. Davanti a questa luce falsa e accecante, bisogna farsi buio, buio fuori luce dentro, e ritrovarsi a tentoni. Per scoprire insieme tutto quello che abbiamo perduto. E piantare le nostre tende nel domani.
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  1. 11 Risposte to “Opinioni di un invisibile”

  2. By Anna on mar 27, 2009

    Io, invece, ho la sensazione che non abbiamo perduto nulla, semplicemente perché non l’abbiamo mai avuto, ahimè! Scusami Diego per questa “correzione”. C’è chi dice che era meglio ieri, ma se mi volto indietro, nel passato più remoto come in quello più recente, ho tanti, ma proprio tanti dubbi in proposito.

    Forse ora è semplicemente diventato più evidente ed insopportabile e, probabilmente, è un bene, così non possiamo più nascondere la testa come lo struzzo e la piantiamo di stare gli uni contro gli altri, a litigarsi l’osso: gli operai contro l’artigiano, l’impiegato contro il professionista, gli uomini contro le donne, per dirla breve tutti contro tutti, avvelenandoci e sprecando la nostra vita a farci la guerra per poi compiangerci se si perdeva qualche sterile ed inutile battaglia.

    Così ora (forse) cominciamo a renderci conto che le nostre menti erano alterate da chi aveva interesse a farci vedere una realtà, inesistente, virtuale perché quella per loro era ed è la giusta strategia per avere sempre più potere e denaro.

    Così ora (forse) cominciamo a renderci conto che quelle che crediamo siano nostre libere scelte in realtà sono scelte indotte da chi manovra e comanda il mondo.

    Così ora (forse) cominciamo a renderci conto che il mito del P.I.L., per il quale facciamo tutti tifo, è un inganno e che è solo un contenitore dove c’è la produzione di armi utilizzate per guerre e stragi, le catastrofi naturali e meno naturali, l’inquinamento del pianeta, l’11 settembre, l’incidente automobilistico, la costruzione di prigioni, le produzioni di beni a basso costo dove si sfrutta manodopera di bambini e chi ne ha di più ne metta.

    Così ora (forse) cominciamo a renderci conto che non può essere il denaro che dà denaro, ma il lavoro (giusto) che deve dare dignità e benessere all’uomo.

    Ho sentito dire, qualche tempo fa, che sarebbe logico che il lavoro e tutte le attività produttive fossero detassate e che la totalità delle imposte fossero rivolte alle attività finanziarie.
    Ops: forse è un’idea da comunisti. Che parolaccia, niente allora non si può fare!!!

  3. By mariella on mar 27, 2009

    Penso che data la contrazione ormai inevitabile degli acquisti, contrazione destinata senz’altro ad aumentare, fra breve comincieranno a diminuire i “consigli per gli acquisti”. La pubblicità a cosa servirà? fra le aziende che chiudono e quelle che non riescono più a vendere per calo di domanda, la pubblicità dovrà ridimensionarsi con conseguente diminuzione dei compemsi per programmi televisivi, giornali, calciatori e compagnia cantante.
    Dato per scontato che tutte le persone che hanno perduto il proprio reddito si trovano in grave difficoltà e dovranno ridisegnarsi il futuro non so come, sottolineo che ogni disfatta porta con sè anche il seme del rinnovamento. Da esperienze altamente negative che ti riportano alla giusta dimensione della realtà, può nascere una vita nuova e uno spirito più consono ai ritmi della Terra.

  4. By Francy274 on mar 27, 2009

    Già,come dire :”le “rape” sono rinsecchite i ricchi saranno sempre meno, chi vuol restare ricco simpatizzi con le “rape”, perchè prima o poi queste insorgeranno ed i pochi ricchi che rimarranno fuori dal gruppo verranno come minimo trucidati”….Che tristezza.Scusami Diego, lo so bene che non è questo il senso del Tuo post., ma davvero siamo al capolinea,ora temo proprio coloro che cercheranno i consensi fra le tende.
    Intato però sempre più gente soffre la fame ed il freddo, le immagini di un’Africa che muore non ci turbano più, perchè a morire ora siamo Noi.Pazzi e ciechi, questo siamo stati, eppure lo si sapeva che, fin dalle sue origini, la TV era solo spettacolo.In molti hanno svenduto il proprio cervello per pigrizia nell’impegnarsi a cercare riscontri su quanto veniva detto da quel piccolo schermo, ed i pochi, che non si sono lasciati lobotizzare, sono finiti nel marasma come gli altri per aver taciuto.”Affinchè il male trionfi è sufficiente che il bene stia in silenzio”. E’questa la colpa di chi non si è lasciato soggiogare dallo show dei media, pur sapendo : “il silenzio”.
    Intanto aspettiamo che i Nostri pronipoti crescano,(ironica speranza), e speriamo di esserci ancora per un istante, giusto il tempo di vedere quel sogno, che oggi nutriamo, diventare realtà.
    Un saluto, è sempre un grande piacere per me leggerTi.

  5. By alf on mar 28, 2009

    Ciao,

    Sono sostanzialmente d’accordo con Anna.

    Tu parli di ritrovarsi, di chiuderci al mondo e farci luce dentro, riflettere.

    Credo che, solo per il fatto di essere qui, tutti noi siamo persone che riflettono. Credo anche che quando tu parli del “noi” parli degli italiani, di tutti quelli che non ci sono. Giustamente ti riferisci ai mass media come chi ci riempie la testa di cose vuote, di modelli inesistenti.

    Credo non solo che le nostre menti siano riempite di spazzatura per evitare che si riempiano d’altro. La mia sensazione è che i messaggi che vengono sapientemente inviati dalla “tata a colori” siano finalizzati a creare e inculcare schemi di ragionamento (o non ragionamento) utili a chi li propone.

    Tu spesso critichi Grillo e Di Pietro. Ma rendiamoci conto che il successo di Grillo per esempio deriva dalla stessa fame di realtà, dallo stesso senso di irrealtà che almeno in parte spinge noi qui. Sono differenti i modi di approccio perché differenti sono gli strumenti, la storia, la cultura e le capacità che ognuno di noi si ritrova sulle spalle.

    Grillo diffonde un verbo come un profeta e non so quanto lo faccia poiché si senta tale o con il fine di raccogliere il massimo numero di persone nel minor tempo possibile; il buon Tonino, purtroppo un politico, non capisco se si renda conto che non tutta la popolazione è in grado di recepire i suoi messaggi, che non sono altro che il rispetto delle norme democratiche, è un fato di coerenza. In una popolazione “sana” di lui non ci sarebbe bisogno e non potrebbe esistere un partito che sia apertamente “contro” di lui.

    Eh, purtroppo non ho la tua penna (e nemmeno al tua tastiera); quando penso ai miei nonni, penso che se vedessero una sola puntata di Report inizierebbero a piangere, preoccuparsi, reagire; penso che a sentir Travaglio (o solamente ad informarsi, beninteso) un popolo al quale non siano stati tolti gli strumenti mentali del pensiero critico, avrebbe delle reazioni. Le monete a Craxi, sbagliate e tristi finché vuoi, lo erano. Invece, il nulla assoluto.

    Vedo cose strane. Persone alle quali affiderei ben più dei 5 denari, con le proprie opinioni su disparati argomenti, un cervello brillante, completamente appiattite sulle posizioni televisive dell’uno o dell’altro, sia esso Grillo, mister B. o uno di sinistra qualsiasi.

    Qui è stata tolta, cancellata, schiacciata, la capacità di ragionare col proprio cervello; e la grande scommessa sul futuro è quella di riuscire ad accendere la capacità critica nelle persone, quella che tutti hanno. Probabilmente questo avrebbe come effetto il riaffermarsi di valori come il rispetto reciproco e la condivisione, per citarne solo due.

    Buona giornata.

    Alf

  6. By Anna on mar 28, 2009

    Comunicazione di servizio: iniziativa di resistenza culturale degli invisibili.

    La libertà internet sempre di più sotto assedio. Già qualche settimana fa su questo blog avevo parlato dell’argomento, penso però che non sia male riproporlo visto che fra tre giorni (il 31 marzo) il Parlamento Europeo dovrà votare alcuni emendamenti, proposti sulla legge di riforma europea delle comunicazioni elettroniche, che darebbero agli operatori mano libera di filtrare il traffico internet in base ai loro interessi.
    Ha iniziato Sarkozy in Francia, con la norma che permette di far disconnettere l’utente Internet (senza che possa difendersi), che per tre volte viene beccato a scaricare contenuti protetti da copyright. Il parlamento di Strasburgo, aveva invitato la Commissione e il Consiglio a evitare l’adozione di misure in contrasto con le libertà civili, i diritti umani e i principi di proporzionalità ed efficacia, ma i sostenitori della proposta Sarkozy (noi non siamo da meno, abbiamo il caro D’Alia e amici) non desistono ed hanno presentato alcuni emendamenti che ripropongono tali norme anti-liberali nel cosiddetto Pacchetto Telecom che, appunto, consiste nella riforma europea sulle comunicazioni elettroniche.
    Non voglio disquisire sulla legalità della pratiche piratesche, ma certo è una “balla” quella che viene presa al balzo per ostacolare, come troppo spesso accade, la libertà dell’individuo.
    Nella malaugurata ipotesi che anche nel Parlamento Europeo passi qualche norma del genere non c’è chi ci potrà salvare in Italia contro la legge D’Alia.
    Non mi interessa chiedermi quanto possa essere efficace, però per conto mio ho fatto girare molte e-mail da indirizzare al Parlamento Europeo ed ai parlamentari Europei. Ci sono sul Web varie lettere aperte da indirizzare a chi si ritiene opportuno.
    Se gli lasciamo prendere anche la rete …………

  7. By roxana on mar 28, 2009

    in sintesi:
    Telecom censura Internet?
    Grillo e’ azionista di Telecom?
    Signor Signora Coerenza se stesse di casa, dimorerebbe in quale anima?

  8. By roxana on mar 28, 2009

    negli anni 90 ero iscritta al club degli autori, o lettori, ora non ricordo piu’ bene, cmq in odor di mondadori, e poi ahime’ di berlusconi.
    Ho disdetto tutto cio’ che poteva collegarmi – legarmi – a lui, ancora oggi non ho la tv digitale terrestre.
    Mi fate piccoli esempi di coerenza, per favore?

  9. By mariap on mar 28, 2009

    ora ci sono anch’io e ne sono orgogliosa.
    per età(tanta) e per cultura(poca)non riesco
    a esprimere quello che sento,però leggo con
    passione tutto quello che scrivete.
    non verrò in Sardegna e posso appoggiare il
    movimento degli invisibili solo moralmente ma
    cerco di rimanere vigile e critica verso
    quello che sta succedendo.può bastare?

  10. By Anna on mar 29, 2009

    Secondo quello che dice Grillo stesso, avrebbe acquisito azioni telecom per portare avanti la battaglia contro la Telecom e, devo, dire che in effetti un po’ di casino lo ha fatto, secondo altri, invece, anche lui “è manovrato” da poteri ben superiori e nasconde qualche fine inconfessabile.
    Per natura sono portata a non sposare mai una tesi contro l’altra, ma di cercare di capire partendo dalla radice del problema – con i miei grossi limiti e conoscenza – e quello che mi lascia molto perplessa di lui, al di là del fatto che non mi ritrovo in quel modo di urlare – che probabilmente è funzionale al suo tipo di lotta – è che non affronta la causa ma solo gli effetti. Le sue battaglie sono sacrosante, ma non possono prescindere da chi manovra tutti gli accadimenti, altrimenti se ne ha una visione ridotta che ci porterà solo a fare campagne sterili, che portano a poco o nulla. Tempo fa, prima del vero fenomeno dei grillini, lui aveva iniziato ad individuare i veri danni del sistema, – il sistema che governa veramente il mondo, quello del potere bancario, finanziario, delle grosse multinazionali, della lobbyes, della massoneria – ora invece le sue battaglie sono sui singoli eventi ignorandone le cause e questo, certo, non aiuta la gente ad avere consapevolezza vera con il rischio di creare solo una banda di seguaci che, mentre strillano ed urlano, non comprendono chi sono i veri responsabili. Può darsi che sia, come avrebbe detto lui stesso in qualche occasione, perché la gente ha più capacità di comprendere l’evento circoscritto e non quello globale, però in questo modo si rischia di avere sempre il branco che segue il gregge senza che possa nascere la vera consapevolezza. Non credo che siano da rinnegare le battaglie delle piccole e singole cose, ma bisogna farle con la consapevolezza lucida di avere chiaro dove si vuole veramente arrivare, come sono anche convinta che non vanno rinnegate tout court le battaglie di Grillo, di Di Pietro eccetera, anzi vanno sostenute, ma avendo chiara sempre quale debba essere la meta da raggiungere.
    E’ per questo che sono qui con il “prete” Cugia e non li: voglio percorrere la via, e diciamolo senza mentire a noi stessi, più impervia e più solitaria della nostra vera crescita individuale.
    Ciao

  11. By Francy274 on mar 29, 2009

    Una precisazione per Anna….
    Il parlamento europeo si è già pronunciato nel votare gli emendamenti sulla legge di riforma europea delle comunicazioni elettroniche.Si sono pronunciati il 26 Marzo scorso….Tranquilla, Sarkozy e Co se la sono presa in saccoccia.Una piccola grande vittoria per gli internauti di Francia ed Italia, speriamo solo che non vengano raggirate le disposizioni approvate a larga maggioranza sulla: “Raccomandazione sulle libertà fondamentali su internet”.
    Nemmeno i “pirati” possono essere perseguiti!
    Un punto per Noi!!!!!

  12. By Anna on mar 29, 2009

    Si, è vero che si è pronunciamo, ma mi pare di aver capito che il voto ci sarà lunedi e non vorrei che ci fosse qualche emendamento che sfugge !?! e trovano il modo di far rientrare dalla finestra quello che pensavano fosse uscito dalla porta.
    Ciao e sempre in campana!

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