Noi, telegiornali umani
Come ci si può sbarazzare da certe immagini catturate dalla memoria al telegiornale? Anche i sogni, come gli hamburger, si sono globalizzati. È sufficiente il telegiornale visto la sera prima a fungere da cerniera fra la memoria intima e quella del mondo. Chi è il bambino cinese dagli occhi pesti, scampato al terremoto, sepolto vivo per due giorni sotto cataste di cadaveri e suppellettili, se non te stesso? E come posso non ritenermi complice del branco di minorenni che ha gettato in una cisterna il corpo bruciato di una quattordicenne, incinta di uno di noi? Siamo davvero certi che ci comporteremmo in modo diverso dai militari birmani che rubano alla loro gente gli aiuti umanitari di pregio?
Il contagio delle immagini che cortocircuitano i nostri sfilacciati “Io”, è inarrestabile. Anche quelle meno drammatiche. Ieri, a “Striscia la notizia”, milioni di italiani hanno sbirciato un provino televisivo di qualche anno fa. Riguardava una ragazzotta di provincia che cantava con sforzata disinvoltura “Imagine” di John Lennon. Stacco temporale e -non si sa perché- la stessa giovinotta (sanamente incredula, che Dio la benedica) giurava fedeltà alla Repubblica come ministro delle pari opportunità. Nulla ha più “pari opportunità” dei nostri sogni. Da stanotte abbiamo dieci milioni di ministri coi tacchi che cantano “Imagine” al presidente Napolitano. E se non lo diventeranno davvero s’incazzeranno, ma quanto s’incazzeranno! Ve ne accorgerete nei loro prossimi sogni, che sono vita di tutti i giorni, come la scalmanata che in questo istante, sotto casa, suona inspiegabilmente a distesa il clacson della sua utilitaria. Ce l’ha con un ministro delle pari opportunità, ma non lo sa. Il tutto mentre noi assaltiamo camion di aiuti umanitari in Birmania, o fornai in Egitto dove il pane è petrolio, e ieri notte abbiamo arso viva una quattordicenne, litigato con Fini alla Camera in veste di Di Pietro, e siamo stati il pirata della strada che, nel fuggire, ha pensato bene di ripassare sul cadavere della propria vittima, perché la sera prima aveva visto un film sugli zombie e voleva sincerarsi che fosse morta di sicuro.
Siamo il pensionato atteso al varco dal borseggiatore all’uscita dalla Posta, il padre che abusava di sua figlia in cantina, il clochard di colore manganellato dai poliziotti bianchi a Filadelfia e Obama che forse, vincendo alle primarie, imprimerà una svolta ai destini della Terra. Io sono il mio ragazzino, che ieri sera, davanti al Tg, mi chiedeva: “Perché questi parlano solo di notizie di morti ammazzati, papà?”, e tu, proprio tu, sei suo padre costretto a chiedersi quale valore salvifico gli avrai mai trasmesso che lo trattenga un domani dall’identificazione con un branco di sventurati. La televisione ha rotto gli argini dell’Io, gli schermi “al plasma” sembrano davvero fabbricati col nostro stesso plasma, non c’è cittadella che tenga, memoria personale che possa resistere all’urto di questa proiezione universale in cui siamo protagonisti e spettatori, tutti dentro lo schermo e tutti fuori nello stesso istante, così i nostri nervi sono costretti a reggere l’isteria del mondo.
solo per la città,
forse voi penserete
dove girando và.
Solo, senza una meta…
Solo… ma c’è un perché:
Aveva una casetta piccolina in Canadà,
con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà,
e tutte le ragazze che passavano di là
dicevano: "Che bella la casetta in Canadà!" .
Ma un giorno, per dispetto, Pinco Panco l’incendiò,
e a piedi, poveretto, senza casa lui restò.
"Allora cosa fece?" Voi tutti chiederete.
Ma questa è la sorpresa che in segreto vi dirò.
Lui fece un’altra casa piccolina in Canadà,
con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà,
e tutte le ragazze che passavano di là
dicevano: "Che bella la casetta in Canadà!”.
22 Risposte to “Noi, telegiornali umani”
By Zee on Mag 15, 2008
Da qualche anno sto seriamente pensando di trasferirmi in Canada. Sarà perchè anche mio padre mi cantava questa canzoncina? E perchè da ben 22 anni non possiedo più un televisore?
Grazie Diego
Zee
By selva on Mag 15, 2008
Sei un pugno ben assestato nello stomaco, Diego. Decisamente vero quel che affermi ed altro ci sarebbe da aggiungere, lo sai. Mentre aggiungo, taglio e cucio misfatti che credo non mi appartengano ed invece condivido, telegionale anch’io, cercherò di dimenticare il mio bloc-notes da qualche parte. Come…lo sai.
Grazie.
clelia
By manuel barone on Mag 15, 2008
bellissimo articolo, Diego. Nessuno di noi e’
completamente buono o completamente cattivo,
ed e’ arduo capire come ci comporteremmo noi
messi di fronte a situazioni estreme o comunque impreviste. Pero’ la tragedia che ha
colpito la Birmania e il suo popolo mi hanno
scosso profondamente: 120.000 morti (a cui
si spera di non dover aggiungere i “dispersi”) che si potevano evitare, perche’ la giunta militare che governa quello
sfortunatissimo paese era stata avvisata in
anticipo che Nargis avrebbe colpito la Birmania, e il servizio meteorologico indiano
li aveva anche informati che sarebbe stato
investito nello specifico il golfo del Bengala. Se avessero evacuato la popolazione
residente in quelle zone, forse si sarebbero
salvati tutti, invece la giunta militare non gli ha detto nulla e li ha lasciati morire
e ora gli ruba anche gli aiuti e non fa entrare personale sanitario dall’estero
La giunta militare birmana e’ uno dei regimi
piu’ feroci e sanguinari del mondo.
sono davvero triste per quello che e’ accaduto.
By Tiziana on Mag 15, 2008
Sacrosante parole quelle che scrivi!
Dentro la pincopalla accesa non ci sono solo telegiornali umani, ma purtroppo pure i grandi fratelli-umani, gli amici umani di … e tantissime altre meravigliose porcherie!
Oggi ti “sento” triste e malinconico, un po’ demoralizzato e allora oggi tocca a me tirarti un po’ su di morale …
Oggi scrivi, riferendoti al tuo ragazzino … “e tu, proprio tu, sei suo padre costretto a chiedersi quale valore salvifico gli avrai mai trasmesso che lo trattenga un domani dall’identificazione con un branco di sventurati…”
Ecco Diego proprio questo deve essere la spinta necessaria a far sì che i nostri figli siano davvero l’alternativa a questo mondo di tv-dipendenti, dove gli unici dispensatori di valori sono i talk-show o le Marie de Filippi di turno. Dobbiamo seminare tutti i giorni, non stancarci mai di essere critici verso chi non ha rispetto di noi, dei falsi e dei bugiardi, di chi si fa forte prendendosela con chi è debole o con quello che non può difendersi. Noi (genitori, adulti, insegnanti, ecc.) dobbiamo cercare di essere di esempio ogni giorno, ogni ora, ogni momento … non serve chiaccherare bene o “raccontare” loro i nostri valori, ai figli bisogna farglieli conoscere e apprezzare con il nostro comportamento, è questa l’eredità più importante che possiamo lasciare a loro, magari oggi non apprezzeranno (certo preferirebbero l’ultimo modello di telefonino, la macchina sportiva e potente o un appartamentino ai monti o al mare, o più semplicemente il jeans o la maglietta di moda), ma domani certamente capiranno.
E ora volevo salutarti con una buona notizia: mia figlia il mese prossimo compie 18 anni e ieri ha ricevuto, un po’ in anticipo, il suo regalo: il Sindaco (donna) le inviava una copia della Costituzione accompagnata da una breve lettera in cui spiegava l’importanza di quel “libriccino” ma soprattutto esortava lei e tutti i giovani ad impegnarsi in prima persona perchè diceva, tra le altre cose, è importante comprendere che “voi siete il futuro …”.
Speriamo!
By Amelie on Mag 15, 2008
Oggi ho un gran mal di testa:mentre lavoro ascolto la radio,non dico quale,roba di Parlamento,che brutti vizi,che si prendono a volte.La parola d’ordine è stata:ARMONIA.
E una parola grossa,se la rapportiamo al mondo ci esce un bel:?
Che vuol dire,niente.
Il film preferito di mia nipote è :The ring.dove una ragazzina,risponde a un telefono,e la voce dietro gli ripete:morirai entro 7 giorni..a lei piace,a me no,a te neanche Diego,siamo veramente immobili,di fronte a tutto.
nel video gioco di mio nipote preferito,ci sono uomini che schiacciano i pedoni con la macchina.A lui piace a me no.
Diciamo che c’è una coltivazione degli orrori,tutti i giorni,in ogni posto.
Non sopporto quando vanno dai genitori,magari di ragazzi morti,e gli chiedono:come sta?Questa è la cosa mi da più fastidio di tutte.
E per quello che a volte accendo un falò;
immaginario in salotto
e ballo con dei lupi.
un kiss—–
Possono convivere i pesciolini
con i fiori di lillà-
By ridolfo on Mag 15, 2008
oggi ho voglia di esplodere.
sono stanco, preoccupato, di pessimo umore e il cercare la positività che da qualche parte ho e non trovo, mi svuota ancor di più.
sono stanco di un lavoro ingrato, fatto con gente avida, costruito su principi superficiali, in cui il mondo che non esiste diventa terreno su cui costruire innumerevoli false-realtà.
sono preoccupato per due persone molto care
che stanno male, a cui vorrei dare tutto quel sostegno che fatico a dare pure a me stesso.
ho voglia di sbattere la porta.
di dire a gente idiota che lo è.
di incazzarmi con me stesso perchè mi
costringo ad accettare tutto questo
e non trovo la forza e il coraggio
di combatterlo.
fuuu….
amen
scusate
grazie
By .Wayne on Mag 15, 2008
poco fa mi stavo riguardando la tua prima puntata di Alcatraz
è storia, Jack … storia che a distanza di 8 anni continua a ripetersi, ben trasmessa
poi … ho trovato il tuo nuovo post
ora, mentra lavoro al pc, ho girato su “l’italia sul due”
banchetto di perchè e di percome su un altro omicidio
cambio canale? o lascio lì per scoprire fin dove possono spingersi i professori delle vite degli altri?
tutto fa brodo
in collegamento c’è un padre che ha appena perso la figlia
mi chiedo se si rende conto di essere usato
stacco
reclam di un telefim, “Criminal minds”
la voce in sottofondo: “pronti ad entrare nella mente dell’assassino?”
dunque torna la trasmissione in diretta
… son preso dalla tentazione di cancellare questo mio post
… e di lasciare soltanto un
è sempre un piacere scoprire il tuo pensiero
stammi bene
.W
By Beppone on Mag 15, 2008
Jack noi siamo i telegiornali, ma siamo anche i telecomandi che cambiano canale quando qualcosa diventa troppo ostico da digerire e così i nostri cervelli evitano danni al cuore.
Far finta di non vedere spesso diventa l’unica via di uscita… l’unica porta con maniglione antipanico che ci permette di trovare una via di fuga dall’incendio delle nostre coscienze.
Grazie Jack… Pinco Panco e’ un tocco di fantastico in un mondo a volte fin troppo reale.
By mariella on Mag 15, 2008
Vi dico un piccolo segreto:
“Il televisore ha un tasto ON/OFF (acc/spent) che in genere funziona. Non toccatelo, lasciatelo OFF. Starete molto meglio”.
Questo segreto lo conosciamo in pochi e non ha alcun effetto. Ma se lo conoscessimo in moltissimi l’effetto lo avrebbe, e sarebbe dirompente.
Diffondete il piccolo segreto.
By roxana on Mag 15, 2008
e’ un mondo che ha bisogno di culle e non di bare.
By cinzia on Mag 15, 2008
E’ troppo questo mondo per un uomo, c’è un’abbondanza che mette paura. Le immagini, i pensieri, le opinioni, troppo.
E’ come mangiare in maniera esagerata, ci si sente male, ci si deforma.
Quello che paga il prezzo più salato è il pensiero che s’ingolfa e esplode dentro di noi.
Il telegiornale, il rumore del telegiornale, gli omicidi, le nefadendezze più contorte, come si può sostenere questo senza marcire.
Abbiamo imparato a difenderci da questo malumore di fondo,ma non sempre riusciamo a scamparla, a volte brandelli di morte mediatica restano attaccati all’anima e si rigenerano dentro fino a diventare il nostro stesso pensiero.
Io non ci riesco a non soffrire per lo sforzo che devo fare per tenere lontano da me questa poltiglia inutile, mi batto da una vita per allontanarmi dal precipizio del niente travestito da tutto che pretende di volersi sostituire alla mia natura umana,misera si,ma umana.
Urlo da sempre che non voglio niente di più di ciò che era contenuto nella cellula che mi ha generato, mi basta per vivere amare e morire.
By Albe on Mag 15, 2008
Eh no troppo facile dare la colpa alla televisione.
Buonasera Diego,ciao amici.
Sacrosante le cose che scrivi. E’ davvero un grande problema quello dell’informazione. Oggi viviamo in un mondo in cui abbiamo confidenza coi fatti che accadono nell’angolo più distante e polveroso del mondo ma paradossalmente ignoriamo se il nostro dirimpettaio respira ancora o se ha già iniziato a decomporsi.
La casalinga di Porto San Giorgio conosce potenzialmente tutti gli strumenti e le tecniche per eliminare il coniuge e farla franca depistando addirittura l’intero corpo del R.I.S. di Parma.
Eppure ci viene anche offerta la possibilità di sapere che il mondo non finisce oltre il casello della Como\Chiasso o il metro quadro dell’appartamento.
I telegiornali , poi ,da quanto sono soggetti all’auditel (e lo sono!) hanno smesso di informare ed hanno iniziato ad intrattenere. Questo implica che sapremo più facilmente quando l’uomo morde il cane anzichè del contrario.
Informare vorrebbe dire dare la notizia di un’avvenuto omicidio , intrattenere dire il numero delle coltellate,il tempo necessario affinchè la morte sopraggiungesse,la ricerca ossessiva di qualche commento dei familiari e le immancabili interviste ai vicini.
Quanto successo a Niscemi è la riproduzione e la messa in pratica di quanto la televisione ogni sera ha descritto ed insegnato. Ha cercato di spaventare ed impressionare ogni sera noi bambini con dei mostri che alcuni tra noi hanno finito per diventare. La verità è che la mia generazione è del tutto assuefatta alla violenza. Come direbbe l’androide di Blade Runner “Abbiamo visto cose…”
Ma di chi è la colpa?
La colpa è di tutti quelli che ci hanno lasciati soli davanti a quello schermo pensando che la televisione sarebbe stata la migliore e più economica delle babysitter , che ci diceva di non rompere i coglioni (passatemi il francesismo…nelle marche si dice che la parolaccia fa l’uomo grande ed assesta il discorso!) e non ci ha mai dato alternative per spegnerla…o al limite sarebbe bastato che qualcuno si sedesse di fianco a noi e ci spiegasse.
Spegnere il mostro ora? E poi ? Fa più paura il volto ebete di quel ragazzino che si impregna di televisione o tutto il buio che seguirà dietro allo schermo spento?
By nadin on Mag 16, 2008
Capacità di stare collegato all’ordine del mondo insegnandoti che è discrezionalmente morale sbranare chi capita. Certo che il viaggio su questo mondo insegna a scegliere.
Capire che la mia energia è dentro un corpo con tutti i suoi bisogni con un tempo determinato, e il mio Io infinito incastrato Ognuno qui con uno scopo con una missione senza sapere quale, già siamo dentro un corpo con una mente già programmata, appena nasci ti programmano e si è troppo presi alle esigenze del nostro corpo per pensare veramente alla vera nostra energia. Qui t’insegnano a produrre e a consumare, se ti lamenti è meglio, in questo modo attiri l’energia negativa e riceverai dei sassi senza sapere che sei tu che li scarichi. Prigionieri di noi stessi, essere liberi a mio avviso è prendere conoscenza della nostra energia ed è questo che Gesù ha voluto insegnare compiva i miracoli perchè era consapevole dell’energia. Un bacio a tutti, Amelie ogni tanto ti stuzzico, non avercela con me, cerco di prendere il buono che può portare il papa nella nostra città, tutti si lamentono io no, non ne ho idoli voglio prendere il meglio, sotto casa mia hanno aggiustato la strada e potato gli alberi, stanno mettendo tutto nuovo, bene sono contenta. é vero hanno tagliato 13 alberi in p. della Vittoria, conferendo che erano malati, pianteranno altri 13 alberi giovani .E cmq tvb,
By Amelie on Mag 16, 2008
Ma tu non mi conosci proprio,mi è piaciuta quella frase:tutti si lamentano ma io no,forse perchè ti hanno aggiustato la strada?Noi stamattina abbiamo trovato il portone del caseggiato sfondato,la serratura diciamo:sarà perchè non passa il papa di qua,o parliamo di 2 Italie diverse?
Non m’interessa il privato
in nessun campo,
pensare al proprio orticello,
ora mi spiego:(ho un pessimo italiano lo so,
non posso farci niente)al mattino siamo donne che ci incontriamo sull’autobus,ci raccontiamo cose nel tempo del percorso,esiste Sonia mia amica,che è anche una volontaria accompagna i disabili,a Lourdes e fà moltissimo volontariato.Io l’ammiro è una persona stupenda dà sempre,sempre a tutti.
E mi raccontava che non hanno avuto i permessi(solo alcuni) per poter portare i disabili davanti al papa,(è questa la realtà)
era molto delusa e criticava pure lei,tanto che mi diceva frase sua non mia:sembra che il papa in prima linea voglia solo i sani..
dove passa la tv chiaramente aggiungo io.
hasta
alberi
———————————
kiss
By selva on Mag 16, 2008
Oggi sono ancora basita da un AnnoZero dove solo un Signor Rodotà mi ha ricordato in quale anno ci troviamo. Non riesco nemmeno a pensarci troppo: sopraggiunge la nausea.
Ciao a tutti, anche oggi occorre capire come respirare.
c.
By resistere on Mag 16, 2008
Cavolo! la casetta in Canada era una delle due canzoni che anche mio padre ci cantava sempre, in macchina, quando si ritornava a casa dopo essere stati dai nonni. Dell’altra non so il titolo, ma faceva pressappoco così:”

Un bel di, andando in Francia,
io vestito da borghese,
incontrai una giovane francese,
e gli chiesi a far l’amor.. e gli chiesi a far l’amor.
………”.
Che teneri ricordi caro Diego.
Purtroppo sono altre le colonne sonore che mi affollano adesso la testa…..”Una mattina, mi son svegliato, o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao ….”…
By nadin on Mag 16, 2008
Non mi piace lamentarmi, criticare sempre tutto o tutti, ribadisco è solo questione di energia,la vita io la vedo a modo mio e rispetto il pensare degli altri e il loro vivere il fatto che sono contenta non vuol dire che penso solo al mio orticello, questo tu non lo puoi sapere. E cmq se le persone hanno bisogno di lamentarsi e criticare e questo le fa stare bene ben venga per loro.
Ne approfitto per salutare Diego Cugia e ringraziarlo per lo spazio che posso usufruire, leggo tutti e quello che mi piace di questo forum è la vita che scorre sulle righe, la vita che riempe le pagine vuote.
un bacio a tutti
ciao Ameliè, sei tu che mi hai fatto conoscere Diego, non condivido tutto ma scrive con semplicità e questo basta.
By Amelie on Mag 16, 2008
——–Nadin cara–
appunto semplicità
perchè diventare difficili.
Ti aspetto qui.
Noi corriamo con Pistorius.
—————————
un bacio
notte.
By capricciola on Mag 17, 2008
Un genitore sbaglia sempre, perchè quello che genera non corrisponde mai a quello che aveva ideato. Un genitore per un figlio sbaglia sempre. O perchè si interessa troppo o perchè si interessa poco ai propri figli o perchè non è il figlio a sceglierlo e per tanti altri “o”. Sbaglia perchè crescere fa male al figlio che vede l’immediato, ma fa anche bene e il genitore che pensa al futuro ed è nel futuro lo sa bene. Un genitore per un figlio sbaglia sempre, deve farsi forte e accettarlo, come i loro figli un giorno accetteranno i suoi sbagli. Deve dare un pò di fiducia ai figli affinchè abbiano un qualcosa da coltivare o per cui non vivere sereni e non perseverare nell’errore se tradiranno questa ficucia, che aldilà dei contenuti è sempre un segno di stima che fa sentire i figli ben voluti. Non sono genitrice ma ancora una figlia rompiscatole incapace di far uscire belle parole anche quando vorrebbe dire che vuole bene ai propri genitori, nonostante tutti i loro sbagli. Ogni tanto provocatoriamente dico loro che non avrò mai una famiglia. Loro si arrabbiano e rispondono, tra le tante cose, che se/quando avrò dei figli mi accorgerò..
“Scusa” e “grazie”. Due parole che non riesco a dire loro, tra le tante, ma che in realtà voglio dire anche quando dico loro qualcosa di brutto. Per dire che li capisco, per dire “scusa”, “grazie” mi vien da dire che non avrò mai una famiglia. Il massimo che sono riuscita a dire loro per far capire la realtà di quello che vorrei comunicare è che se non voglio avere una famiglia è perchè mi rendo conto di quanto sia difficile, e che non è vero che non mi metto nei loro panni. I genitori devono altrettanto ricordare di essere stati giovani e provare a mettersi nei loro panni.
Gli strascichi di lotta adolescenziale e una vita non ancora indipendente che fa da appiglio a questi strascichi, ma soprattutto poco dialogo e una quasi inesistente condivisione di gioia e sofferenza mi fanno dire tutto quello che stà attorno ai miei reali pensieri, anche il contrario, per dire quello che in realta stà al centro e che di positivo vorrei dire. Con ciò voglio dire ai genitori e soprattutto a quelli che hanno figli un pò ribelli, che devono essere forti e non prendere per vero tutto quello che viene detto loro, che comunque sia, che sia vero oppure no, se continueranno a volere bene ai loro figli per come sono ma soprattutto anche a coltivare se stessi volendosi bene, tutto si risolverà e i rancori verranno messi da parte. Un genitore deve anche volersi bene e saper imparare da un figlio, senza per questo doversi sentire frustrato, noi figli li vogliamo felici o perlomeno sereni, o speranzosi, e saggi.
Io, chissà se avrò mai figli, per la paura di dimenticare come può sentirsi un figlio lo stò scrivendo, un giorno potrebbe essermi utile. Cambiano i tempi ma siamo sempre uomini, figli fra genitori. La conoscenza dell’attualità può aiutare a capire i pericoli che un figlio può correre e cercare di prevenirlo, ma il miglior modo di conoscere è stare nel mondo e il mmiglior modo di relazionarsi con il minimo margine di errore è essere persone.
Spero di poter essere d’aiuto a qualcuno. Buona giornata a tutti. Ciao Diego.

By capricciola on Mag 17, 2008
Ma dove sono finiti tutti? Che giorno è oggi?..Mi sono persa qualcosa?
yuuuu
By Albe on Mag 17, 2008
Pare che oggi sia giorno di diaspora.
Tutti all’incontro in Liguria col Sommo Pastore ted…ehm… di anime?
E’ sabato , saluto ed abbraccio tutti quelli che per problemi economici e non sono a casa
con Alberto Angela che parla ed un computer come ponte per collegarsi col mondo.
By .Wayne on Mag 18, 2008
… sei anni fa, a quest’ora
si festeggiava
… che notte gente
.W