METTI CHE di Jack Folla
Mettiamo che io fossi un italiano, uno che ha fatto il ginnasio. Un impiegato statale, un piccolo commerciante, un agricoltore, un sarto, un ebanista, uno con un negozio di specchi. Mettiamo che abbia tre figli grossi come alberi, tre o quattrocentomila euro di risparmi di una vita, e stessi lì lì per andare in pensione. Mettiamo che io fossi un italiano qualunque, con la mia storia, la mia dignità, qualche multa non pagata, un condono fiscale, quattro amici al bar. Uno che aveva sempre votato DC poi non ci ha capito più nulla; o uno che aveva sempre votato PCI poi non ci ha capito più nulla. Uno con poco cinema e tanta Tv in testa. Uno che quando ha un sogno erotico sogna una velina, con quei culetti spyder come l’aveva la mia compagna di banco; oh com’era tutta decappottabile la mia compagna di banco Ludmilla! ma noi non ce la potevamo permettere, perché era la figlia del notaio La Speranza e la dava solo ed esclusivamente ai figli dell’onorevole Panegirico, quello che poi morì suicida nel carcere di Opera ma lasciò un fiume di tangenti in eredità, e adesso ha anche una statua nella piazza del mio paese e lo chiamano eroe.
Metti. Metti che io fossi uno che gli piacciono quelli che parlan chiaro e forte; metti che io fossi incazzato con il tempo e il governo di centrosinistra di Prodi. Metti che Silvio Berlusconi mi stesse simpatico e pensassi «Bel furbacchione quel lì! Ma se gli affari suoi li ha già fatti, di certo non fregherà soldi a me, povero diavolo che sono. E ci saran meno tasse da pagare, meno file da fare, e quasi quasi a Forza Italia il voto io glielo do.» Metti che l’abbia votato. Metti che a me cantare “Forza Italia” mi commuova. E metti che il 10 Ottobre del 2008 io stessi guardando Berlusconi al TG 1, e la mattina fossi passato in banca, e il tipino degli investimenti mi avesse informato che sui mercati mondiali tirava un ventaccio della malora e i miei quattrocentomila euro di una vita sarebbe stato meglio investirli sotto al materasso. Adesso metti che il presidente del consiglio avesse dichiarato alla tivù: «Dobbiamo essere più forti del panico e della follia: se si hanno delle azioni non bisogna assolutamente venderle, se invece abbiamo dei soldi liquidi io consiglio di comprare quelle azioni che valevano 10 un anno fa e che adesso valgono 2-3-4 come ENI o ENEL. Sarò accusato di fare il venditore, ma io credo di fare il mio dovere di presidente del Consiglio per evitare il panico e per dare serenità agli italiani.»
Metti che tutto questo fosse avvenuto veramente, com’è realmente accaduto, anche se sembra assurdo. E che io abbia pensato: «Se non lo sa lui, che è sia imprenditore sia presidente, e ha le mani in pasta in Parlamento e nelle aziende pubbliche!». Metti che anche io sia furbo, non come Lui ma… be’ sì abbastanza furbo, perché noi italiani lo siamo tutti di natura, e che abbia intuito l’imbeccata che quel riccone potente e perbene ci stava dando a noi povericristi, Grand Uomo! E metti che la mattina dopo mi fossi precipitato dal tizio del borsino della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo –perché io sono di Campodarsego, sono quello pelato che lavorava alla Farmacia a Reschigliano, che poi vendetti la mia quota di proprietà della farmacia alla mia ex compagna di scuola Ludmilla La Speranza coniugata Panegirico, dalla quale ricavai i quattrocentomila euri di cui sopra- e metti che avessi chiesto all’omino della banca: «A quanto stanno le ENI e le ENEL stamattina?»
Metti che lui, sorridendo arguto e complice, mi avesse detto: ׂ«Anche tu, eh?»
Metti che valessero, quel 10 Ottobre dell’anno scorso, prima dell’apertura del mercato, le ENI 15,59 euro e le ENEL 5,14.
Adesso metti che io, fidandomi del presidente del consiglio, le abbia comprate. E precisamente: numero 50 mila azioni ENEL, pari a un esborso di 257 mila euro. E numero 10 mila azioni ENI, per un controvalore di 155.900 euro. Investendo un totale di 412.900 euro, ossia tutto quel che avevo.
Metti che abbia sognato di andare in pensione potendomi, forse, permettere di acquistare la casa che non ho mai avuto. Metti che, quando non sarò più su questa terra, mi consolava il pensiero degli sguardi sorridenti alle nuvole dei miei tre figli, per la piccola eredità che avrei loro lasciato.
Adesso metti che siano passati cinque lunghi mesi da quel consiglio di Berlusconi, da quella sottintesa promessa, da quel “consiglio per gli acquisti”, e che lui sia ancora più potente e più ricco di allora. Metti che mi sia capitato di leggere su un giornale che lui abbia incassato, dalla società televisiva di cui detiene la maggioranza con i figli, un dividendo da favola, nonostante la crisi mondiale. E metti che io, stamattina, abbia dato un’occhiata al valore delle azioni che Lui, il presidente, mi aveva consigliato di comprare.
Adesso metti che io sia incazzato come un toro. Perché le ENI, che allora valevano, 15,59 euro, stamattina ne valgono 12,28. E le ENEL, che allora valevano 5,14 oggi ne valgono 3,44. Perché a questi prezzi sono stato costretto a venderle ieri. Mia moglie si è ammalata gravemente, all’ospedale c’è la fila per le operazioni, e io non ho un’assicurazione sanitaria. Dovrò farla operare all’estero.
Metti che i miei 412.900 euro d’investimento, cinque mesi dopo, siano diventati con il consiglio del presidente del consiglio: 294.000. Metti che Lui mi abbia fatto perdere 118 mila euro, un terzo dei risparmi di tutta la mia vita.
Metti che mi sparo. Anzi, metti meglio, metti che se lo vedo gli do’ uno schiaffo. Anche perché, nella sua televisione, questa cosa non la saprete né la vedrete mai. Mentre andrebbe scritta sui culi dorati delle veline. A lettere rosse di vergogna e rabbia.
Metti. Metti che io fossi uno che gli piacciono quelli che parlan chiaro e forte; metti che io fossi incazzato con il tempo e il governo di centrosinistra di Prodi. Metti che Silvio Berlusconi mi stesse simpatico e pensassi «Bel furbacchione quel lì! Ma se gli affari suoi li ha già fatti, di certo non fregherà soldi a me, povero diavolo che sono. E ci saran meno tasse da pagare, meno file da fare, e quasi quasi a Forza Italia il voto io glielo do.» Metti che l’abbia votato. Metti che a me cantare “Forza Italia” mi commuova. E metti che il 10 Ottobre del 2008 io stessi guardando Berlusconi al TG 1, e la mattina fossi passato in banca, e il tipino degli investimenti mi avesse informato che sui mercati mondiali tirava un ventaccio della malora e i miei quattrocentomila euro di una vita sarebbe stato meglio investirli sotto al materasso. Adesso metti che il presidente del consiglio avesse dichiarato alla tivù: «Dobbiamo essere più forti del panico e della follia: se si hanno delle azioni non bisogna assolutamente venderle, se invece abbiamo dei soldi liquidi io consiglio di comprare quelle azioni che valevano 10 un anno fa e che adesso valgono 2-3-4 come ENI o ENEL. Sarò accusato di fare il venditore, ma io credo di fare il mio dovere di presidente del Consiglio per evitare il panico e per dare serenità agli italiani.»
Metti che tutto questo fosse avvenuto veramente, com’è realmente accaduto, anche se sembra assurdo. E che io abbia pensato: «Se non lo sa lui, che è sia imprenditore sia presidente, e ha le mani in pasta in Parlamento e nelle aziende pubbliche!». Metti che anche io sia furbo, non come Lui ma… be’ sì abbastanza furbo, perché noi italiani lo siamo tutti di natura, e che abbia intuito l’imbeccata che quel riccone potente e perbene ci stava dando a noi povericristi, Grand Uomo! E metti che la mattina dopo mi fossi precipitato dal tizio del borsino della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo –perché io sono di Campodarsego, sono quello pelato che lavorava alla Farmacia a Reschigliano, che poi vendetti la mia quota di proprietà della farmacia alla mia ex compagna di scuola Ludmilla La Speranza coniugata Panegirico, dalla quale ricavai i quattrocentomila euri di cui sopra- e metti che avessi chiesto all’omino della banca: «A quanto stanno le ENI e le ENEL stamattina?»
Metti che lui, sorridendo arguto e complice, mi avesse detto: ׂ«Anche tu, eh?»
Metti che valessero, quel 10 Ottobre dell’anno scorso, prima dell’apertura del mercato, le ENI 15,59 euro e le ENEL 5,14.
Adesso metti che io, fidandomi del presidente del consiglio, le abbia comprate. E precisamente: numero 50 mila azioni ENEL, pari a un esborso di 257 mila euro. E numero 10 mila azioni ENI, per un controvalore di 155.900 euro. Investendo un totale di 412.900 euro, ossia tutto quel che avevo.
Metti che abbia sognato di andare in pensione potendomi, forse, permettere di acquistare la casa che non ho mai avuto. Metti che, quando non sarò più su questa terra, mi consolava il pensiero degli sguardi sorridenti alle nuvole dei miei tre figli, per la piccola eredità che avrei loro lasciato.
Adesso metti che siano passati cinque lunghi mesi da quel consiglio di Berlusconi, da quella sottintesa promessa, da quel “consiglio per gli acquisti”, e che lui sia ancora più potente e più ricco di allora. Metti che mi sia capitato di leggere su un giornale che lui abbia incassato, dalla società televisiva di cui detiene la maggioranza con i figli, un dividendo da favola, nonostante la crisi mondiale. E metti che io, stamattina, abbia dato un’occhiata al valore delle azioni che Lui, il presidente, mi aveva consigliato di comprare.
Adesso metti che io sia incazzato come un toro. Perché le ENI, che allora valevano, 15,59 euro, stamattina ne valgono 12,28. E le ENEL, che allora valevano 5,14 oggi ne valgono 3,44. Perché a questi prezzi sono stato costretto a venderle ieri. Mia moglie si è ammalata gravemente, all’ospedale c’è la fila per le operazioni, e io non ho un’assicurazione sanitaria. Dovrò farla operare all’estero.
Metti che i miei 412.900 euro d’investimento, cinque mesi dopo, siano diventati con il consiglio del presidente del consiglio: 294.000. Metti che Lui mi abbia fatto perdere 118 mila euro, un terzo dei risparmi di tutta la mia vita.
Metti che mi sparo. Anzi, metti meglio, metti che se lo vedo gli do’ uno schiaffo. Anche perché, nella sua televisione, questa cosa non la saprete né la vedrete mai. Mentre andrebbe scritta sui culi dorati delle veline. A lettere rosse di vergogna e rabbia.
14 Risposte to “METTI CHE di Jack Folla”
By alma on mar 7, 2009
“Gli esseri umani rientrano in una delle quattro categorie fondamentali.
Gli sprovveduti –
Tizio compie un’azione e ne ricava una perdita mentre nello stesso tempo procura un vantaggio a Caio
Gli intelligenti –
Tizio compie un’azione dalla quale ottiene un vantaggio e nello stesso tempo procura un vantaggio anche a Caio
I banditi –
Tizio compie un’azione dalla quale ottiene un vantaggio causando una perdita a Caio
Gli stupidi
Tizio compie un’azione senza realizzare alcun vantaggio per se causando un danno ad un’altra persona o gruppo di persone
La maggior parte delle persone non agisce coerentemente. In certe circostanze una persona agisce intelligentemente e in altre quella stessa persona si comporta da sprovveduto. L’unica importante eccezione alla regola è rappresentata dalle persone stupide che normalmente mostrano una massima propensione per una piena coerenza in ogni campo d’attività.
Gli stupidi sono pericolosi e funesti perché le persone ragionevoli trovano difficile immaginare e capire un comportamento stupido. Una persona intelligente può capire la logica di un bandito. La sua razionalità perversa, il bandito vuole un “più” sul suo conto. Con una persona stupida tutto ciò è assolutamente impossibile.” (Allegro, ma non troppo . C.M.CIPOLLA)
Ammesso che tutti sappiamo chi è il bandito, la domanda è: chi sono gli stupidi ….?
By Anna on mar 7, 2009
Sulla sua televisione non lo sapremo mai? Vorrai dire sulle sue televisioni, perché ormai le tiene tutte in pugno e non solo esse. Le televisioni ed i giornali che non sono suoi o dei suoi amici si autocensurano, la finanza (il vero potere mondiale) fa parte della cosca, i giornali, le televisioni, i magistrati o si sono allineati o sono stati neutralizzati. Noi diremo: per il momento c’è internet, tant’è che lo vogliono censure con il decreto D’Alia o con il pacchetto telecom in Europa, ma io dico che non ce ne sarà neanche bisogno, perché sarà sufficiente la campagna di delegittimazione che con un martellamento lento e progressivo sta prendendo sempre più corpo per neutralizzarne la forza. E poi non escludo neanche che alcuni di loro si siano infiltrati e stiano già agendo per compiere il disegno. Faccio un esempio: vi ricordate quando solo poche settimane fa il povero Veltroni si agitò dicendo che bisognava oscurare un gruppo su facebook che inneggiava a Riina? Forse, ma non ne sono sicura, quando ha gridato era in buona fede, ma quel grido a chi faceva comodo?
In ogni caso, imputare tutto questo a Berlusconi sarebbe riconoscergli una grande mente che invece non ha. Lui è solo una pedina di un gioco, sempre esistito, che realizza da tempo un disegno molto più ampio e globale, ahimè! Ne fanno parte i centri di potere, i politici e di sicuro non solo di destra, qualcuno anche inconsapevolmente perché accecato a raggiungere qualche piccola convenienza personale.
Proviamo a chiederci come mai in tutte, dico in tutte, le parti del mondo, oggi più di ieri, la gente viene fatta vivere nella paura: paura dei terroristi, paura del diverso, paura degli stupri, paura degli scippatori, paura dei pedofili (soprattutto quelli di internet).
Perché, invece, la gente non ha la stessa paura del mondo finanziario-bancario che sta creando miseria in tutto il mondo? Perché la gente non ha la stessa paura della mafia o delle organizzazioni internazionali che spacciano droga? Eppure la prima è l’impresa con il più grosso fatturato in Italia mentre la seconda è una delle imprese più redditizie del mondo!
Non voglio perdere la speranza di un domani diverso. Da alcuni giorni non faccio che ripetermi e scusatemi se vi tedio, che “Nessun problema può essere risolto con lo stesso livello di consapevolezza che l’ha creato”, se capiremo profondamente questo possiamo farcela.
By liliana on mar 7, 2009
Metti che,……siamo solo stanchi di essere presi in giro, e guardare il volto sorridente e rifatto del “premier”, mentre non sappiamo quale fututo ci aspetta!!!
Metti che….bah!!!
Ciao
By roxana on mar 7, 2009
io appartengo alla categoria degli sprovveduti, perche’ si dovrebbe essere commercialisti, avvocati, bancari, per capire qualcosa in Italia, e sicuramente la TV non aiuta in tal senso, diseduca.
Metti che la gente si rompesse davvero le scatole di cotanta melma topi e scarafaggi e ripulisse la cloaca, credi che apprezzerebbe il lavoro di spurgo o rimpiangerebbe l’eau de fogne, nella quale alla fine sguazzava nel proprio microcosmo?
L’italiano di cui sopra darebbe la colpa al Berlusconi di turno, ma mai metterebbe in discussione la sua tolleranza verso usi e abusi, finche’ non succede a lui stesso di cadere dentro la fossa biologica.
Un borghese piccolo piccolo, che non cambia se vota Forza Italia o PD, che cresce i figli a immagine e somiglianza, al bilancio finale – in passivo data la crisi – al posto della casetta agognata lascera’ in eredita’ alla prole il suo essere ‘pistola’.
Esattamente come un proletario, gia’ fregato in partenza e non al traguardo.
Con la differenza che invece d’aver sognato sul culo delle veline, ha dormito sulle tette della portinaia.
p.s. x Anna sono due volte che leggo la tua citazione e ci medito, ma ancora non ne ho colto il senso, me la spieghi?
By Amelie on mar 7, 2009
Jack,caro mi hai fatto girare le testa con tutti questi numeri,ne avrò per 365 giorni prima di smaltirli,metti che sono 10 anni che giriamo intorno a un problema,prima era un piccolo problema,ma tutti inconsciamente ci dicevamo:ma no,è solo un illusione,questo Qua non potrà mica sorvolare la costituzione passare sui magistrati,con il liberismo all’acqua benedetta,regalini al papa si è accaparrato la simpatia del’uomo medio,flaccidoooooo come scrivo sempre io.
E tra un mi consenta e un mi permetta,tolgo il disturbo.
Ha rivoluzionato il pel paese,tra tiratine di pelle e capelli,ci ha fatto vedere che tutto è possibile in questo bel paese,fregandosene della cultura,ci ha acculturato a spot,doppiopetto,e demonizzazione al femminile,(a parte le sue prostitute dichiarate)che sono bellissime donne in carriera,ministri,gattare,venditrici tv,qualche velina dal sedere ,fiat 850 .
Insomma Jack,qui si fanno i conti senza gli osti,ora siamo messi proprio male.
Guarda la tv ,le pubblicità ,non è assurdo che in un momento di crisi economica,pubblicizzano ancora solo macchine e linee telefoniche,banche,tutte cose superflue ,nel senso che non sono necessarie,mi pare,NO?
La macchina l’ho cambiata tre anni fa,ha 200 kilometri,non la posso usare,perche in città fanno multe anche se oltrepassi di un cm le linee gialle degli autobus,in centro non si può posteggiare almeno che tu non voglia lasciare 10 euro ai posteggi per 2 ore di posto macchina,gli autobus sono in eterno ritardo,e nessuno paga il biglietto a parte qualcuno(i soliti),i treni sono pieni di pulci e zecche,non li lavano mai,è un degrado che sta avanzando a macchia di leopardo,ma tutti girano la testa altrove,ora faranno questo maledetto ponte di Messina,l’opera omnia del berlusca che lo manderà direttamente nella storia,tra Tutankamen,e un dentista di ceramiche,tra Marinelle ,e Certosa,Arcore,si costruirà la roccaforte Sardegna,con tanto di Bastimento e soldati,pronti a sparare,ai Carabinieri d’italia,sempre delirando…tra una pernacchia, un cucù,cribbio,
Un Qui Quo qua..
Un bacio da Paperina.:)
Kiss..
By genny on mar 7, 2009
Ciao DIEGO!!!!!
Mettiii che….
possono dire tutto quello che vogliono ma TU SEI IL NUMERO 1
By Anna on mar 7, 2009
Ciao Roxana.
a me non viene la faccina?
La citazione è dello scienziato-filosofo Albert Einstein. La si può spiegare in tutti i campi. Nel campo della scienza i progressi raggiunti sono frutto, indiscutibilmente, di livelli diversi di conoscenze. Prendiamo una malattia qualsiasi, il cancro. E’stata individuata le cura, la chemio, che a sua volta ha prodotto problemi altrettanto gravi: distrugge sia le cellule malate che quelle sane. E’ chiaro che, per risolvere questo secondo problema, sarà necessario acquisire un grado di conoscenza e consapevolezza diverso da quello applicato fino ad ora.
Quanto al livello di consapevolezza che riguarda l’essere umano nella sua interezza, il discorso è più complesso, ma nello stesso tempo molto elementare. Non possiamo aspirare ad un mondo migliore se usiamo le stesse “armi” di chi lo ha reso peggiore, fino a quando non raggiungeremo la consapevolezza di ciò non possiamo sperare di centrare l’obiettivo. Ad esempio quale è il modo di risolvere il problema delle guerre e dei conflitti? Alcuni rispondono con manifestazioni urlate, bruciando bandiere, gridando slogan, anche violenti, e non si accorgono che stanno utilizzando gli stessi metodi, le stesse teorie di chi ha causato il conflitto. Fino a quando non saranno consapevoli che l’odio genera odio, che la violenza genera violenza e che solo una umanità diversa, l’amore, può generare la pace, ci saranno sempre conflitti.
Essere consapevoli di ciò aiuterà a cambiare prospettiva. E così per tutto il resto, come ad esempio con i nostri figli.
L’evoluzione culturale ha prodotto una perdita percettiva che ha portato l’uomo a non essere più in armonia con se stesso e con l’ambiente, ma in conflitto con l’essenza più profonda del suo essere. Abbiamo finito gradualmente per sentirci separati dalla natura, anzi l’abbiamo considerata nostra schiava, al nostro servizio, abbiamo perso la consapevolezza del nostro istinto vivendo con disarmonia sia con l’ambiente che ci circonda e sia con la nostra anima. Abbiamo perso, in poche parole, l’essenza dell’essere. Facciamo le nostre scelte e viviamo la vita come fosse un calcolo puro e semplice: questo è conveniente e questo non lo è.
P.S. detto da una che fa un mestiere dove i calcoli sono alla base è tutto un dire:-)
P.S. BIS Non vorrei apparire un guru, perché vi assicuro che mentre rifletto e dico queste cose ripasso la lezione: è una specie di training che faccio, con la speranza di riuscire a raggiungere l’obiettivo di amare anche Berlusconi per sconfiggerlo:-)
P.S. TRIS perchè quando digito quì
By Anna on mar 7, 2009
P.S. QUATER Che mistero la terza volta è venuta la faccina, ora ci riprovo perchè forse ho scoperto l’arcano
E’sempre il diverso livello di consapevolezza che aiuta a risolvere i problemi. Ciao a tutti!
By roxana on mar 7, 2009
ciao Anna
grazie dell’info
mah, se vivessimo in un mondo utopico ok tutto giusto, ma…
Ad esempio io ho due figli, al primo insegnai la difesa e non l’attacco, a porgere – quasi – l’altra guancia, a rispondere a violenza con amore.
Risultato: timido, introverso, incassava ogni colpo silente, ed e’ cresciuto un po’ nel timore della legge del piu’ forte, della giungla, perche’ di fatto viviamo questa realta’ da bullismo, ed hai voglia a predicare agli uccelli se ti bombardano di guano…
Con la seconda – in quanto femmina – ho mutato stile pedagogico: vai e fatti valere, con le unghie e coi denti se necessario, senza prevaricare nessuno ma pesta duro se ti prevaricano, e non temere di mandare al diavolo chiunque ti fa del male incluso il papa.
Risultato: socievole, solare, pare dolce ma sa pure essere aspide, finge di acconsentire accondiscendere – soprattutto coi maschi – ma alla fine fa – o li porta a fare – come le pare lei.
Conclusione: il primo sempre muto, la seconda sempre un lamento, ma mentre il primo si trastulla coi suoi sensi di colpa, la seconda li fa venire agli altri.
ciao
By roxana on mar 7, 2009
p.s. come vedi hai ragione, ho applicato la teoria – e’ sempre il diverso livello di consapevolezza che aiuta a risolvere i problemi – alla pratica
By Anna on mar 8, 2009
No, ti prego Roxana, non parlare di utopia. Intanto, c’è da dire che tra il rendere pan per focaccia o il porgere l’altra guancia c’è una terza via: schivare
Quando io parlo di amore, non voglio dire che dobbiamo prostrarci, baciare le mani al prepotente, al violento, al prevaricatore. Voglio dire che dobbiamo avvolgere noi stessi con il sentimento d’amore ed espanderlo verso l’esterno. Portiamo per un attimo la mente a ieri, ad un momento particolarmente felice della nostra vita: ci sembrava di volare, emanavamo amore e gioia da tutti i pori, grande disponibilità con il prossimo, voglia di abbracciare il mondo intero. Uno stato di profondo benessere che si propagava anche a tutte le persone che ci stavano accanto: praticamente eravamo noi l’amore.
Ora prova a immaginare, un presidente del consiglio a caso …, che insulta, denigra tutti quelli che non la pensano come lui, quelli che non gli dicono che è bravo, bello, alto (quindi insulta noi) , che fa leggi ad personam, che è insofferente alle regole ed alla legalità, ben sapendo che noi non condividiamo, quindi, in qualche modo ci sfida: o con me o contro di me.
Se avremo una reazione di insofferenza, rabbia violenta, odio, significa che stiamo cadendo nel tranello e facciamo esattamente quello che lui vuole: il suo gioco. Far uscire la parte peggiore di noi (perché tutti l’abbiamo altrimenti saremmo dei santi) è sintomo di debolezza e di sconfitta, oltre a far del male a noi stessi ed alle persone che ci sono vicine.
Se riusciremo, invece, a non cadere nel tranello ed avere una reazione quanto meno neutra, sarà prima di tutto un atto di amore verso noi stessi e poi per gli altri. Sono convinta che amare se stessi è nostro preciso dovere e che senza amore verso se stessi qualsiasi nobile causa diventa sterile e perdente.
Penso sia un grande atto d’amore verso se stessi lottare con fermezza per i nostri ideali, per le cause a cui crediamo, – SENZA FARE SCONTI A NESSUNO -, ma senza farci toccare nel sé più profondo dalle avversità, vivere con leggerezza (che non è vivere con superficialità) senza recriminare per ciò che si è o non si è, ciò che si ha o non si ha, capire che tutto è relativo, ed è questo secondo me uno dei tanti diversi modi consapevoli per risolvere un problema. Ma attenzione: ognuno deve avere la sua di consapevolezza.
By roxana on mar 8, 2009
certo Anna, filosoficamente concordo, ma se mettiamo un Brunetta qualsiasi alza l’eta’ pensionabile alle donne, cambia la qualita’ di vita no per queste donne?
E io direi a queste donne, andiamo a Roma e sediamoci in testa a Brunetta.
Il mondo e’ governato da rapporti di forza, di potere, che si esprime col voto o in altra maniera, poi che ognuno nel proprio microcosmo diffonda amore e’ ininfluente sui massimi sistemi, puo’ essere un’etica personale ma non costituisce il perno della ruota dell’universo.
Concordo col distacco, diventa pure questione di sopravvivenza, meno sullo ’schivare’ o sull’essere neutri, non e’ rinunciando che si ottiene il massimo, certo accontentarsi del minimo gioco forza, ma se bevo vinaccio non ci godo come se bevo un buon bicchiere d’annata, mi tolgo la sete ma mi resta la voglia
By Anna on mar 8, 2009
Forse non mi sono spiegata, io non rinuncio, mai! E’ solo che per avere possibilità di vincere voglio giocare in casa quanto più possibile.
By roxana on mar 8, 2009
dipende se il tuo avversario si fa trovare