Martedì 22 Aprile

 
Mi sono sempre raccontato di non essere invidioso, e in qualche modo era vero. Da ragazzetto giocavo goffamente a pallone, ero una schiappa che si rifugiava in presagi di gloria, ricordo come un avvenimento l’aver invidiato un biondino, un’ala sinistra (io ero uno statico terzino) quelle sue gambe svelte che mi smarcavano, inesorabili, puntando a rete. Quindicenne mi arrabbiavo perché le coetanee ci preferivano i diciottenni o addirittura quelli che per noi erano reperti fossili, i trentenni; le guardavamo attoniti montare sulle loro duetto spider e ci sentivamo traditi. Ma a parte questo, se un amico scriveva una bella poesia, prendeva un voto più alto o, anni dopo, veniva assunto in qualche giornale prestigioso o assumeva una carica politica, me ne rallegravo né più né meno di ieri pomeriggio, quando ho letto una novella di Maupassant che per un paio d’ore mi ha fatto dimenticare tutto quel che mi opprime, compresa la consapevolezza serena che non diventerò mai Maupassant. Eppure in questi ultimi anni ho scoperto che anch’io sono invidioso, ho sentito nei miei meandri quel verme che rosica inflessibile, e me ne sono vergognato. Ma come! Se fra le poche certezze immutabili che avevo riluceva il non provare invidie, pure questa si sbriciolava? Ho scoperto, così, che in effetti non invidio mai persone singole, ma concetti, istituzioni, patrimoni, poteri, anche quelli che più detesto. Perché fanno parte di un grande, spassoso e vanitoso gioco che non posso concedermi di giocare -sono fatto in altro modo-, ma anche perché le persone che lo giocano (loro la chiamano “vita di lavoro”) intuiscono a pelle che la tua casacca è un’altra e non giocheresti mai altrettanto intimamente partecipe la loro sacra partita. In generale invidio tutto ciò che è o appare semplice, poiché pur essendo riuscito a derubricarmi quote d’intelligenza via via crescenti fino a riassumermi in un quasi cretino, sono d’indole comunque più complicata del normale, e laddove non ci fosse neppur il minimo problema, io me lo creerei per dispetto, per poi tentare di risolverlo, provocando l’insorgere di altre difficoltà fino a ricavarne una labirintica ragnatela.
Invidio, quindi, tutto ciò che mi è inarrivabile: il credere ciecamente in una cosa qualunque (dall’onestà di un collega alla squadra del cuore, da Padre Pio alla teoria della relatività, da 1+1=2 al fatto che la Primavera scocchi il 21 di Marzo e non, per capriccio della natura, mezzoretta dopo). E così ho scoperto che invidio il giocatore incallito il quale, dopo l’ultima disfatta, giura a se stesso “Mai più tornerò in un Casinò”. E i due amanti che si assicurano “Per sempre”. Chi riesce a darsi appuntamenti di settimane o mesi come se la morte non esistesse, né gli imprevisti, né il Caos, né i vuoti di memoria, o gli incontri mancati, e vive serenamente nell’attesa di quel giorno, facendo altro. Invidio gli occhi dei bimbi gonfi d’avventure e di inauditi giochi da playstation (invidio il bambino che fui) invidio chi esulta perché fa un salto di grado, chi festeggia il proprio anniversario come fosse un evento, invidio chi ha fede e chi altrettanto certamente non ce l’ha, chi dice “Come fa le penne alla matriciana Ezio alle Scalette non le fa nessuno”, e quelli che chiacchierano al telefono per ore parlando di niente ma è come se stessero tenendo una conferenza al G8, invidio i ricchi sfondati e i miserrimi, quando una moneta di felicità li consola, invidio la quiete interiore del mio cane, gli oggetti immobili che mi sopravviveranno,
i cosmi imperturbabili nel fluire delle galassie, invidio chi in questo momento sta sorseggiando presso un chiosco di Catania una bevanda al mandarino, e potrei andare avanti per ore, per pagine, per capitoli e capitoli, fino a costituire una Biblioteca Universale delle Invidie.
Ecco, scopro di essere un invidioso e in questo preciso momento invidio la scoperta che ho appena fatto, perché nel punto della sua rivelazione è di già messa in dubbio, a causa che  in ogni consapevolezza c’è già la sentenza di un qualcosa che fummo, e la messa in prova di una coscienza aliena.
 
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  1. 25 Risposte to “Martedì 22 Aprile”

  2. By rom on apr 22, 2008

    con quello che hai scritto mi hai dato più di quello che m’avrebbero potuto dare 10anni di analisi che non ho mai fatto.
    cazzo mi sto guardando allo specchio.
    GRAZIE :o (
    :o * rom

  3. By 108 on apr 22, 2008

    “invidio chi sta sorseggiando presso un chiosco di Catania una bevanda al mandarino”

    ecco.. l’unico che anchio invidio
    forse solo perché vorrei essere altrove(?)
    [e quello è un buon posto dove stare ora,
    in questo momento]
    però ehm preferirei un grossograsso
    arancino

    il resto non lo credo,
    può essere… giusto Maupassant

    un sorriso

  4. By rom on apr 22, 2008

    Secondo me il Fatto IMPORTANTE è COME avresti (e avrei) usato potere o/e ricchezze…e invece lo accenni appena all’inizio, quasi non avesse importanza o non te ne dentissi in qualche (a me Oscuro modo)degno.
    io sono SICURA che non ti saresti comprato MAI né magistrati né dozzine di ville + altrettante automobili, ma che l’avresti USATO per tutelare e aiutare i deboli e gli indifesi, partendo dagli esseri umani per includere CertaMENTE anche gli animali (pur concedendoti un sogno….che so, magari una barca).
    e, sempre secondo me, ha il suo peso o meglio il suo valore che NON abbiamo MAI invidiato una persona:svela la nostra natura e in più penso anzi sono Sicura che anche tu, come me, NON avresti MAI scambiato la tua esistenza con quella di NESSUNALTRO.
    GRAZIE a te, solo ora vedo la mia invidia quand’eravamo ancora bambine sia io che lei…e invidiavo la categoria dei maschietti che già alle elementari avevano il doppio della mia libertà, invidiavo le persone di colore…perché già da allora pensavo fossero superiori a noi e pure più belli: mi ricordo che quando vedevo in televisione frotte di ragazzini come me, mi STUPIVA che NON ce ne fosse uno dallo sguardo “idiota”, e invece la percentuale di occhi Intelligenti NON corrispondeva AFFATTO a quella del “mio mondo”.Sì, mi sembravano di un altro mondo…..in TUTTO e PER TUTTO, anche per come “vivevano”. Se avessi avuto potere già da allora l’avrei usato alla ricerca della GIUSTIZIA sociale, per distribuire le ricchezze della terra….e tutti i giocattoli.

    a sproposito(?), oggi è la giornata della terra:
    (da http://www.lifegate.it)

    »  22 aprile – Earth Day 2008


    Pubblicato il 21-04-2008


    Il giorno della Terra nel mondo



    Sono passati 38 anni da quel 22 aprile 1970, il primo Earth Day della Storia: la prima giornata mondiale della terra fu promossa dal senatore statunitense Gaylord Nelson e organizzata da Denis Hayes, definito dal «Time» uno degli «eroi del Pianeta».



    La prima giornata mondiale della terra vide la partecipazione di 20 milioni di persone informate dell’evento quasi esclusivamente grazie al passaparola. 
In questi anni, ovviamente, molto è stato fatto e i media hanno senz’altro aiutato a promuovere l’iniziata e a estenderla a ogni angolo del globo. 

Nel 2000, inoltre, in occasione del trentesimo anniversario, lo stesso Gaylord Nelson fondò l’Earth Day Network per incrementare la diffusione della manifestazione e non circoscrivere il lavoro soltanto alla giornata del 22 aprile. Il motto dell’associazione è, non a caso, «Every day for everybody» (“ogni giorno per tutti”) proprio per evidenziare l’importanza dell’impegno quotidiano di ciascuno di noi in difesa del pianeta, in primis a partire da uno stile di vita responsabile.

Il programma del 2008 vede mobilitati personaggi di Hollywood (Kevin Bacon, Chavy Chase, Juliette Lewis, per citarne alcuni) e grandi musicisti (The Roots, Ziggy Marley, Meshell ‘Ndegeocello, ecc.) in una serie di appuntamenti in giro per il mondo, da Tokyo a Barcellona, da Washington a Buenos Aires fino alla Russia, con un numero di partecipanti totali previsto intorno al miliardo di persone.

L’imperativo di quest’anno è la mobilitazione dei governi sul tema del surriscaldamento globale, lanciato con la campagna «Call for climate»: l’Earth Day Network invita a telefonare ai propri rappresentanti politici (la speranza è arrivare a un milione di contatti negli Usa) e fornisce i numeri da chiamare nazione per nazione. Per l’Italia, è lo 06/67601, ovvero il centralino della Camera dei Deputati, per chi volesse tentare…
    Olimpia Ellero

  5. By Amelie on apr 22, 2008

    Stò invidiando il mio gatto,che comodamente dormendo da stamattina,ogni tanto apre gli occhi,guarda dove vado e ritorna a sognare..
    La notizia che mi ha sconvolto ieri è stata quella dei 80mila,numero vero credo,scesi in piazza per Amici?scusa eh,AAAHHHHHHHHHHH,
    ma è terribile!!!!ma se non scendono neanche in piazza per la spazzatura!!???
    Qui ci vuole un nuovo corso di soppravvivenza,ho paura di questa moltiplicazione del niente,
    quelli non l’invidio proprio.
    Vamos..

  6. By hal9000 on apr 22, 2008

    E io invidio te.

  7. By appanicatamente on apr 22, 2008

    sei molto più grande di Maupassant, lui sapeva “solo” Scrivere.

  8. By capricciola on apr 22, 2008

    Nell’invidia c’è il ritratto dei nostri desideri, io credo che tutti siamo invidiosi e che sia bene saperlo. I più invidiosi sono quelli che non hanno amore di sè, quelli che non si accettano e vorrebbero a tutti i costi essere diversi. Diversi in ciò che sono, in ciò che hanno, in ciò che hanno avuto, che sono stati. E’ bene saperlo perchè è così che si può rimanere innocenti verso l’oggetto della nostra invidia, che se di un oggetto si tratta, è sempre comunque un oggetto che qualcuno a differenza di noi possiede, è così che l’invidia non diretta immediatamente alla persona ricade comunque sempre su di lei. Io son diventata cosciente di essere invidiosa quattro anni fa, per merito di un ragazzone sulla trentina, diventato un mio amico dopo avermi offesa insinuando che non gli avrei mai restituito quei 30 centesimi chiestigli in prestito per un caffè alle macchinette. Non capivo tante cose di quello che mi diceva ma ascoltavo, mi scuoteva e mi faceva pensare. Mi diceva “alcune cose che non capisci ti ritorneranno in mente il giorno che le capirai”. E così è stato per l’invidia, non capivo quel suo dire, parlando di una persona: “dillo che sei invidioso, devi scaricarla l’invidia per non farla crescere, altrimenti ti fa rosicare”. Andando avanti mi son resa conto di quello che voleva dire e mi son resa conto che ero invidiosa e che probabilmente invidiosi lo siamo tutti. A volte capita che le persone che hai vicino, anche le più care a volte si comportino in modo strano, non motivabile a partirte dal tuo comportamento nei loro confronti. A volte ti fanno del male, a volte ti giudicano senza motivo, c’è sempre sotto l’invidia. Io ho detto ad un’amica di invidiarla per alcune cose, quando proprio sentivo di non riuscire a gioire per lei. Ogni tanto si bisticcia su sta cosa, “l’invidia è una cosa brutta, poi tutti possono diventare quello che vogliono” mi dice, io le dico “la tua invidia è ancora nel tuo inconscio”. Mescolando le due divergenze di pensiero la conclusione è che siamo invidiosi nella misura in cui non riusciamo a rubare agli altri quello che ci piace di loro. E io ritengo che sia meglio essere invidiosi che rubare. E spesso chi non sa di essere invidioso finisce per rubare.
    Bella Diego la tua ultima frase, una verità difficile da cogliere.

    Un saluto Diego e un abbraccio con la stretta di un addio.
    Saluti a tutti

  9. By 108 on apr 22, 2008

    sì, va be’ :)

    “anch’io”

  10. By roxana on apr 22, 2008

    ora Vi prego non ridetemi dietro,
    ma io ho sempre invidiato i maschi perche’ fanno pipi’ in piedi lol

  11. By capricciola on apr 22, 2008

    ih ih ih..ops, non dovevo ridere. E io ti invidio per aver invidiato in questa maniera così buffa.

  12. By lisa.bosia on apr 22, 2008

    Io invece invidio chi possiede i dvd della t5rsmissione alcatraz, come devo fare per procurarmeli? Qualcuno mi da la dritta giusta così poi sono più felice? È l’occasione per fare la buona azione quotidiana? Grazie

  13. By pippicalzelunghe3957 on apr 22, 2008

    caro Diego,
    il tuo blog è meraviglioso: è un orto dei miracoli dove sbocciano continuamente fiori da ammirare ed annusare insieme a ortaggi e frutta speciali…:cibo per la mente.
    Peccato che alcune persone a volte lo trasformino in un grigio blob.

  14. By SPIRIT on apr 22, 2008

    Purtroppo quel poco tempo che abbiamo lo dobbiamo utilizzare per recuperare la nostra identità sia come singoli e sia come comunità, facendoci illuminare da quella luce che potrebbe farci vedere un pò più chiaro: sono convinto che è tanto il buio che ci circonda e poche le candele a disposizione.
    In questo momento invidio e ringrazio te caro Diego belle parole davvero. Ciao.

  15. By Germano costa on apr 22, 2008

    già, l’invidia…

    gli esseri umani hanno sempre goduto dell’ambiguità delle parole, della magia degli incantesimi,dell’invidia che si maschera spesso da perbenismo; Già, l’invidia non cesserà di agire ma evocherà negli esseri umani, inferni e cieli, autunni o primavere, notti colme di luce, o giorni che non sono giorni ma spazio, tempo luce…

    Credo, ma non ne sono sicuro, d’ avere avuto all’incirca dieci anni quando lessi perlaprima volta Maupassant. alla fine imparai ad osservare.
    qualche giorno dopo aver terminato quell’incredibile lettura andai,di buonora, sulla riva del mare e incominciai a descrivere quello che vedevo. non stetti una,due non già tre ore ma l’intera giornata.
    da quel giorno ho trovato la vista. Tu sai cosa intendo dire caro Diego.

    Il Duca d’obizzi fece raffigurare, su una delle sue stanze, l’invidia.nel grande affresco l’invidia assume le sembianze di un serpente che entra dallo stomaco e fuoriesce dalla bocca. Oggi in questra nostra società l’invidia è il non riconoscimento quando incontri il TU. si L’invidia ,se ci pensi bene, ha subito una sorta di strana metamorfosi. Non riconosce, non saluta, fa finta di niente, esclude, rinnnega, non affronta magari con un NO l’altro.
    Alcuni affermano, io stesso gli ho uditi, di di essere invidiosi, altri di non provare nulla. non sono altro che rantolanti autoparlati.Devi sapere che spesso mi par di scorgere interogativi,meglio se scrivo, riflessioni che hanno, e scusa se, bhe mi hai capito, del penoso.
    L’urlo è oramai nell’aria.Già: la voce che esterna, pur di stare a passo con questi tempi così calamitosi, una sinfonia instabile emotivamente.
    Non v’è bisogno che ricordi che l’Italia è un paese ricco di risorse intelletuali vergognosamente inutilizzate: già Un paese dove si invidia l’invidioso dell’invidioso degli invidiosi. già: un Paese sfiduciato da un gruppo di politici che non sono stati capaci, causa quell’invidia a cui tu alludi, di fare posto a chi era dallo loro parte e aveva veramente idee riformatrici.
    diciamo che tutti sparano pezzi di una sintassi architettonica rallegrata da scegge di nobile oscenità furbesca che dà l’impressione, per chi come me e te ha letto tutto quel profondo libro,Maupassant intendo o meglio se ha sfogliato e letto le pagine dell’Emilio si rende conto di assistere a una tragedia, una recitazione in versi, una pochade, una farsa corale, un cronicario di capolavori incurabili
    bye bye Diego
    di getto come sempre
    CG

  16. By .Wayne on apr 22, 2008

    sei anni fa eravamo a Bologna
    il video è sul mio blog
    (clicca su .Wayne)

    ciao Diego

  17. By ombra on apr 23, 2008

    invidiare è umano.
    ma è anche molto sciocco.
    invidiare qualcuno per qualcosa che ha,
    o che sa, o che è, è come dormire nel
    sogno di un altro.
    l’antidoto è cercare di capire cosa
    NOI desideriamo, sognare questa cosa,
    e poi svegliarci e cercare di realizzarla.
    solo i nostri veri sogni, e non quelli
    presi a prestito da altri, possono
    renderci davvero felici.
    e l’unica cosa degna di essere invidiata
    è la capacità di non provare mai invidia.

  18. By michele on apr 23, 2008

    Per la mia condizione fisica avrei dovuto invidiare molte persone,
    ma vi giuro che non è così.

    Da ragazzo ho invidiato solo coloro che potevano pedalare in bicicletta, attraversare la Murgia Pugliese in piena libertà, paesaggio fatto di colori e odori meravigliosi, sfrecciare al vento con gli zaini sulle spalle alla ricerca di un posto dove fermarsi. Io non potevo mai seguirli e così aspettavo il loro ritorno in attesa dei racconti.
    Ho invidiato gli amici che riuscivano ad avere l’amore facilmente, cosa che a me è stato sempre impossibile avere.

    Ma accadde che questa possibilità mi fu data nella vita;
    la colsi con gioia, passione incredulità.

    La stessa donna che mi diede la vita, dopo molti anni ha deciso di riprendersela.

    Ora invidio uno sguardo, una carezza, la serenità dell’anima.
    Abbraccio tutti.
    1146 Michele

  19. By Luchello on apr 23, 2008

    io invio me stesso di qualche anno fà;niente eroismi ne avventure galattiche, ma la vita era più bella, nonostante i problemi.

  20. By rom on apr 23, 2008

    un sorriso e un abbraccio a Michele
    :o )

  21. By Amelie on apr 23, 2008

    Wayne
    ma il video di Diego
    si apre?
    Neanche quello di Jack
    si vede:-((
    aggiusta tutto per favore
    è caduto su indovina
    chi?
    su quel cognome:
    B———
    mi sembrava attualissimo
    era del 2001?
    sembra di oggi-
    cioè di ieri-
    o di domani
    forse–
    ————————
    ciao :-)

  22. By Riccardo Brero on apr 23, 2008

    Ciao Jack,
    sono uno degli spero tanti clandestini in patria.Cerchiamo di non mollare e di stare uniti a cominciare dal 25 aprile che qualcuno non vuole più commemorare!Io non sono bravo con le parole.Ciao Hermanos

  23. By Tiziana on apr 24, 2008

    Stasera appenderò sul terrazzo di casa mia il tricolore … il 25 aprile mi sembra un buon motivo per farlo!
    E poi domani andrò in piazza per firmare al V2 day di Beppe Grillo per un’informazione più libera …
    Mi mancherà invece un luogo, un piazza dove poter cantare “Bella Ciao”, pazienza … i tempi sono questi!
    Ma la speranza è l’ultima a morire.

    BUON 25 APRILE a tutti voi!

  24. By Amelie on apr 24, 2008

    Tiziana mi verrebbe da scrivere:Fratelli d’Itaglia l’italia è indigesta….nell’elmo di Scipion sè sciolta la testa!A parte gli scherzi dai,consoliamoci con un Padre Pio al silicone(che strazio)solo le scarpe sono state sue veramente,l’Alitalia che non decolla,i vigili urbani con i manganelli,e gli spray al peperoncino,perchè non al pepe?
    almeno fà starnutire.
    Michi per favore reagisci, il mondo và avanti e tu guardi sempre indietro,guarda oltre dai..Domani festeggio il mio compleanno,47 (morta che parla)svuoterò i tarli,sono moltissimi,del pensiero morto, butterò un po di cose vecchie
    per far posto alle nuove,compresi i cassetti,non voglio affezionarmi più a niente,da adesso in poi,voglio vivere come se mi dovesse mancare tutto da domattina,infatti mi manca tutto,
    persino un Paese
    a quelli che strappano le bandierine del 25 Aprile storiche
    vorrei dire leggetevi un po di storia!
    e andate tutti
    a V-Day.
    Cortesemente
    ————–
    Amen

  25. By roxana on apr 24, 2008

    Buona Resistenza se pur senza Liberazione dai nani da giardino
    e domani nelle piazze a firmare per l’abolizione dell’ordine dei giornalisti
    ora pero’ rallegratevi un po’
    con una Bella Ciao special dedicata a Tiziana e Amelie ;)
    http://www.youtube.com/watch?v=y-xunJP8ziE

  26. By ivy on apr 27, 2008

    A proposito di invidia la mia più grande è quella verso il mio amato fratello per l’enorme fortuna che ha avuto di essere il primogenito!
    Grazie a questo quando ci siamo trasferiti nell’appartamento al terzo piano di fronte all’Italsider di Cornigliano aveva potuto gattonare e correre con altri bambini in piena libertà, sui prati e sulle strade polverose di un paesino della Sardegna tra pecore e galline, inseguendosi e inseguendo nuvole dalle mille forme in quegli spazi infiniti.
    Io invece al momento della traversata avevo solo 3 mesi e ho trascorso la prima infanzia praticamente da sola, con mia madre che, dovendo accudire marito e fratello operai e due bambini, aveva il suo bel da fare senza l’aiuto degli elettrodomestici che in seguito hanno notevolmente alleggerito il mestiere della donna di casa.
    Pur essendo amorosa e dolce con me, era ben felice del mio buon carattere. Mi racconta spesso che mi piazzava con due sedie capovolte a mo’ di seggiolone davanti alla finestra e ci restavo ore senza lamentarmi. Che ci vedevo tra gli sbuffi del fumo grigio di quelle ciminiere, proprio non lo so.
    Abituata a non vedere nessuno, se non le persone di casa, mi è venuta una paura degli altri, ma una paura vera, che quando andavamo al paese fuggivo da quella marea di parenti vocianti e complimentosi, rifugiandomi fra le gonne dell’unica zietta di cui avevo deciso di potermi fidare. “Poara stedda, cant’è ciusa”. Fin da subito mi son sentita dire che ero timida, dando per certo che questa cosa fosse oltre che vera molto negativa.
    Al momento dell’asilo naturalmente non ne ho voluto sapere e dopo un paio di tentativi mia madre ha rinunciato, consigliata dalla suora assai poco motivata che si occupava di noi :”Signora, sua figlia è davvero troppo timida, meglio che se la tenga a casa…”
    Che sollievo ritornare al silenzio protettivo di casa, me ne stavo sotto un tavolo di legno con una enorme tovaglia decorativa e rassicurante che scendeva quasi fino a terra. E’ l’unico ricordo che ho di quel periodo, vivido al punto che vedo ancora le scanalature nelle quali mettevo i miei oggetti preferiti e inventavo di intrattenere un sacco di amici.
    Il sollievo è stato solo temporaneo però, fino al momento di frequentare la scuola elementare, credo sia stata dura per me rendermi conto che quella non l’avrei potuta evitare.
    Sotto quel tavolo ho comunque guadagnato qualcosa di fondamentale, la capacità di comunicare con il mio io, che mi è stata poi molto utile , magari non sempre ho capito i messaggi che mi mandava però non ho mai smesso di ascoltarne la voce.
    Per questo non invidio per nulla i ragazzini di oggi che in presenza dello stesso problema di solitudine e timidezza si buttano a capofitto in uno schermo televisivo o in una consolle, certo queste cose aiutano a combattere la noia ma non a trovare un dialogo con se stessi.

    Grossa invidia anche verso la mia compagna di scuola che si prese i complimenti della maestra per la sua chioma bionda e morbida. Li avrei voluti sentire rivolti a me, che invece ricevevo commenti del tipo :”Ammetti che non sono veri, hai una parrucca…”, e i conseguenti tentativi di tirarmela via. Odiavo quei capelli così strani, tanti e crespi… quanto ora invece ne vado fiera …”Quanti capelli che hai, non si riesce a contarli….di tanti capelli ci si può fidare…” Grande Lucio ;-)

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