Martedì 13 novembre
Non voglio tediarti ma ho pensato: questo qui mi ha fatto tanto
compagnia con le sue storie che adesso ne voglio raccontare una io. Oh, è una storia vera. Chissà che un giorno tu non la possa raccontare. Ero bambino. Il nonno di mio cugino, si chiamava Morselli, ma lo chiamavano "la vergine" e di mestiere rubava le galline. Una volta venne piangendo (e portando una gallina) perchè lo avevano offeso all’ospizio di Sant’Agata: "mi hanno dato del ladro". "Ma io sono un ladro onesto perchè non prendo mai più di una gallina per pollaio". Una volta un contadino lo minacciò di rompergli il muso se non gli avesse riportato la sua gallina, che era l’unica che faceva uova. Alla sera si presentò a casa sua con la gallina dicendo "un galantuomo si comporta così! ". Ma venne il momento delle denunce e il povero vecchio si ritrovò sul banco degli imputati al Tribunale di Bologna.
Furto. Era il 20 Dicembre del 1959.
La vergine si rivolse al giudice così: "Vede vocato, lo so che ho fatto una cosa che non è bella, ma io sotto le feste di Natale vendo il baccalà in piazza a Crevalcore, che vado a comprare prima al mercato di Bologna, e che ho già in casa che ho anche fatto dei debiti. Questo è l’unico lavoro che faccio in tutto l’anno. Mi faccia fare la vendita per la veglia di natale, per piacere".
La condanna:in nome del popolo italiano……il Morselli è condannato a mesi tre di reclusione da scontarsi nel carcere di S. Giovanni in Monte di Bologna. Il Morselli si dovrà presentare il giorno 26 Dicembre alle ore 8 presso la stazione dei carabinieri di Crevalcore dove sarà condotto al luogo di detenzione.
Io credo.
Credo che allora si parlasse davvero in nome e per conto del popolo italiano.
Ciao. Fabio. Figlio del Piombo.
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