Giugno 23rd, 2008 da Diego | Scritto in alcatraz-italia |
BIGLIETTO PER UN FIGLIO DI 13 ANNI
SU UN PAIO DI PICCOLI SEGRETI DELLA VITA
Tutto appare insignificante nella Storia, se pensi che tu e io, uno di fronte all’altro, padre e figlio, litighiamo animatamente in un bar, di fronte all’Arco di Costantino, con una grigia pagella sul tavolo, fra una coca e una tazzina di caffè, in disaccordo parere e sentendoci distanti quanto può esserlo il pugnale con cui Publio Servilio Casca colpì Giulio Cesare alla gola, per la prima di 23 lunghe ferite, da quel cucchiaino di latta con cui stai scavando la tua granita di limone. Tutto, ragazzino mio, è oscenamente vano, persino ridicolo, ripeto, se rapportato a te e io, una pagella e un bicchiere di granita, rotolanti sulle nostre seggiole d’alluminio nell’Universo, perché duemila anni di civiltà non sono bastati neppure ad accorciare di mezzo centimetro la distanza che ci separa da Alfa Centauri, la stella a noi più vicina, a 40.850 miliardi di chilometri da questo caffè con vista sul Colosseo.
Dov’è la battaglia di Ponte Milvio contro Massenzio, su cui trionfò Costantino nel 312, e il Senato di Roma, in suo onore, gli dedicò quell’Arco laggiù, proclamandolo nei secoli vincente? O il goffo volo di soli tre metri, quel 17 dicembre 1903, sulla spiaggia di Kitty Hawk, con cui i fratelli Wilbur e Orville Wright, per primi, sperimentarono l’ebbrezza del falco e del nibbio inventando il prototipo dell’aeroplano? Che ne sarà stato di Sir Isaac Newton, fisico, matematico, alchimista, presidente della Royal Society, e su quali ignote galassie è rotolata la sua maledettissima mela? Tutto, anche il puro e il grande, è evanescente e irrisorio, e non potrebbe essere l’inverso, smarriti come siamo nell’enigma del Cosmo. Figurarsi questo bigliettino velleitario, trattenuto sotto un bicchiere di granita al limone perché non se lo porti via il vento (o le tue guance che già s’increspano buffe alla vista dell’uragano di righe, e preferirebbero farne un boccone).
Non sono i brutti voti che mi impensieriscono, né il carattere burrascoso o l’atteggiamento ribelle. Solo i mediocri fingono di essere docili, per tradirti con la massima comodità. Mi spaventa l’indolenza dei cento “Bò!” con cui pianti un chiodo esclamativo arrugginito, in risposta agli ami interrogativi delle cento domande con cui tento di pescarti. Il tuo “Bò!” sovrasta ogni mia umana esperienza, mi sopraffà, mi scaraventa in un angolo, in rete, come il pallone con cui ieri sera la Spagna si è sbarazzata dell’Italia agli europei. Vedi, figlio mio, se Publio Servilio avesse detto “Bò” a Cesare, non ci sarebbe stato bisogno di ventitré pugnalate, sarebbe morto subito, e con lui tutto il Senato Romano. E se tu, ospite dell’Albergaccio, la casa dove si ritirò esiliato dalla sua Firenze il povero Machiavelli, avessi dato una scorsa all’incipit del “Principe”, e guardando diritto negli occhi il padrone di casa, gliel’avessi restituito con un “Bò”, di sicuro oggi non avrei potuto consolarmi della tua pagella con il libro che spiegò ai tiranni a diventarlo, ma che spiegò anche ai popoli l’arte di liberarsi dai tiranni. Così mi sono detto: stai a vedere che non lo sa. «Non so cosa?» dirai. Mi scapperebbe di risponderti «Bò», ma sono tuo papà e ti rispondo: «Un paio di segretucci per vivere meglio, tutto qua.»
Ci sono, nella vita, meravigliose presenze che tu ancora ignori, ma tutte pretendono un minimo della tua attenzione e nessun “Bò!” Al contrario, bramano la tua curiosità, desiderano che tu frughi e rovisti dovunque per cercarle, ti faranno mille dispetti e ti tenderanno tranelli, perché ti perda a cercare vanamente il loro succo in mille altre sciocchezze e vanità che ti renderanno assetato e infelice. Che vuoi farci? Le poche cose buone e belle del mondo sono fatte così. Se non poni domande, se non scandisci il loro nome nel nulla, esse si camuffano, si sottraggono, si negano, proprio come tu stai facendo con me in questa passeggiata. Perfino il mare, sai? non è che una mera distesa d’acqua, eppure può essere infinito altro. Insegnarti migliaia di segreti. Astuzie per sopravvivere alla rabbia dei venti, avventure temerarie, struggenti favole o stratagemmi per neutralizzare il tuo nemico. Ma se non impari ad ascoltarlo, lui tacerà. Se non lo riconosci, lui non ti riconoscerà (anche se sa bene come ti chiami). Non può farlo, questa è una legge non scritta, tesoro mio, ed io te la dono col cuore: ogni cosa su questa terra, immobile o animata, e ogni essere umano, buono o crudele, perché trovino un senso, e tu possa scambiare con loro qualcosa e sentirti tu stesso parte di questo infinito qualcosa, hanno bisogno di sentirsi amati da te e da nessun altro. Se riuscirai a nominarli, battezzandoli con la tua voce, con il tuo suono, unico e irripetibile, allora diventeranno il “tuo” mare, la “tua” casa, il “tuo” Altro Da Te, e anch’io: “tuo” padre. Altrimenti non noterai differenza alcuna fra l’oceano e un’immensa e deprimente ciotola d’acqua, non saprai mai il poeta cieco che scrisse “Ci siamo spartiti come ladri, il flusso delle notti e dei giorni”, e lo scambieresti con un passante qualunque, quando lui era lì, immobile ad attenderti nell’ombra di questa giornata afosa, proprio davanti a quella libreria, pronto a scrivere il tuo nome sulla pagina bianca del Tempo. Confonderesti, domani, una donna con l’altra, l’avversario per uno che ti protegge, baratteresti te stesso per un bracciale di perline fasulle. Tutto ti sembrerà indifferente. E se te lo dico è perché l’ho sperimentato. Per ogni tuo piccolo ma sbrigativo “Bò”, milioni di “Bò!” roboanti e adulti ti annichiliranno.
Solo tu, puoi compiere il miracolo semplice di dare vita al mondo. Altrimenti non vedrai che buio, e rimpinzarti di vino o di sesso, rubare, drogarti, giocare, ciascuna e tutte di queste forzature, per quanto attrattive e inebrianti, non ti apriranno mai la cassaforte del tesoro della tua vita. Un’ altra chiave può farlo. Scoprire i tuoi propri ideali e valori e mantenerli. Ti assicuro che costa più dell’affitto di un attico di 300 mq a Manhattan. Ma grazie alla conoscenza innamorata della musica, dell’arte, della letteratura, della poesia, delle scienze, potrai donarti, come di fronte agli oceani o alle cime innevate, un piacere profondo e duraturo. Un senso. Contro ogni minaccia di quel guerrafondaio e impertinente Demone dei Bo’ dell’Universo, che abita nei tuoi occhi dubbiosi, mentre sbuffi e batti i piedi ordinandomi «Alzati e andiamocene». C’è il mondo, figlio mio, lì fuori, che è pronto ad accoglierti. Amalo e chiamalo per nome.
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61 Risposte to “Lunedì 23 Giugno”
By diego bruschi on Giu 23, 2008
spero che ti abbia capito, davvero
io credo che i figli amino il proprio padre, ma è un sentimento un pò animale, per cui ne percepiscono la forza, ma non l’intelligenza seppur appassionata
i figli assorbono per osmosi, ma se sei un padre troppo geniale, ti percepiscono distante
chiedo scusa per questo commento, il pezzo che hai scritto è bellissimo, però
By rom on Giu 23, 2008
VORREI dire a tuo figlio che è ENORMEMENTE FORTUNATO ad averti come padre: tu sei un PADRE tra moltitudini di padri (senza parlare di tutti quelli che lo sono solo all’anagrafe e neanche sempre).
e vorrei gli arrivassero le mie lacrime cangianti tra Commozione, Tenerezza e INFINITO RIMPIANTO per non aver dato a mio PADRE (che NON c’è più= :o( x 8 ossia INFINITO), che per mia GIGANTESCA FORTUNA era un UOMO ECCEZIONALE e per svariati e numerosi aspetti ASSOMIGLIA TANTO a te che sei il suo, la CONSAPEVOLEZZA e forse nemmeno la consapevolezza del mio AMORE per lui= :o( x 8sdraiato
t’@BBRACCIO Diego ma ti consiglio, per non perdere tempo nel riassemblaggio, di siglare le ossa…..perché te le “@mmischio”;o)
:o*
By ivy on Giu 23, 2008
Consigli impagabili che prima o poi vengono compresi quando detti con la forza e la sensibilità di un padre attento e vicino col cuore.
Quanti “Bò” ho sentito negli ultimi anni dai miei giovanotti di 16 e 18 anni, dopo lunghi discorsi per cercare di trovare un punto d’incontro fra il mio volerli accompagnare verso la vita e il loro voler fare di testa propria (poco studio e molti giochi elettronici).
E’ stata quasi una passeggiata fino a qualche anno fa, poi tutto si è fatto più difficile, probabilmente a causa della tanto temuta adolescenza.
Chissà se può aver influito l’improvvisa e ingiustificata assenza di un padre che era stato sempre abbastanza assente anche durante la convivenza ma con il quale, durante i primi anni della separazione, erano continuati seppur sporadici, gli incontri; da tre anni a questa parte, nulla. Nè una telefonata, nè gli auguri per il compleanno… tutte le estati vanno a trascorrere del tempo nella zona dove lui vive senza vedersi.
Se fino ad un po’ di tempo fa riuscivo a convincerli a farsi vivi loro, ora non ne vogliono più sapere forse perchè, anche se durante gli incontri si è mostrato affettuoso, si aspettano che sia lui a cercarli, a prendere l’iniziativa.
Comunque sia mi sento sempre più impotente. Loro mostrano indifferenza le rare volte che intavolo l’argomento per cercare di capire le loro sensazioni, spero sia vero che non stanno soffrendo di questa mancanza, anche se sinceramente non ci credo.
“Figli piccoli, problemi piccoli. Figli grandi, problemi grandi.” Quante volte l’ho sentito dire e non ci credevo, invece quanto è vero!
Buona vita a tutti
By Da.La.Ti. on Giu 23, 2008
avrei pagato non so cosa per sentire queste parole dalle labbra di mio padre.
la mia fortuna è stata quella di scontrare e incontrare un favoloso professore di latino e greco, il cassico prof vecchio stampo, che mi ha indicato il modo di chiamare il mondo per nome.
grazie per queste favolose parole
By Amelie on Giu 23, 2008
Diego
hai scritto una cosa
che mi ha lasciato senza fiato.
ci ho sentito come un respiro.
non sono troppo intelligente.
ma so capire chi scrive con il cuore.
Che ne dici?possiamo correre il rischio,
di essere così pazzi,da essere sani di mente?
Bo?—————————-
kiss–
By Germano costa on Giu 23, 2008
Gia,
non è facile fare il padre. Non è facile fare il padre specialmente se ti trovi a vivere a Roma.
Credo, anzi in merito posso dire la mia, credo che non sia facile fare il padre nemmeno se ti trovi a vivere, o nel caso la madre, a Venezia o, Milano o, a Paternò…
Il 2008 di cui abbiamo parlato tanto è uno strano anno.
Ma da qui appunto viene lo strano, inquietante interesse per il trattato sul essere padre,o madre, e cioè riferito a una mansione da svolgere in un luogo che è in primo luogo, una verosimiglianza mentale del luogo che è in noi; un luogo che è pensato, giacché noi non riusciamo più in alcun modo a concepire il cosa sia essere padre o madre. Significa, essere padr eo madre: infondere un potere per modificare il futuro? come una categoria, una forma, un universo popolato di immagini e segni perentori e illeggibili noi tentiamo di essere padre o madre.
E’ un concetto che mi ammalia,questo, forse oltremodo, ma mi affascina alquanto; ma che di pari,anche se l’ho partorito, non capisco se non assai parzialmente; ma so che senza i padri o le madri il futuro, che poi sono i figli, come categoria, se non li vedessi come presente, il futuro mi si sbriciolerebbe, giacché io sono fattamente deforme, da non potere stare, per lo più di una mezzora, assieme agli altri senza causare una senzazione di malessere al mio interlocutore. Nel presente,indosso strani arredi, lo facevo anche a tredici anni, proprio quando andavo a scuola, e c’era sempre una motivazione.
Bauman scrive che solo i poeti hanno la capacitàdi vedere i mutamenti nella socità prima degli altri. Non a casonell’ottocento, e prima ancora nelsettecento i banchieri amavano conversare con i cosidetti Poeti.
Io non sono, a differenza tua, un bravo poeta e neanche un bravo scrittore e quindi mi colloco sempre in un minuto ulteriore e pertanto debbo inventare, per essere padre un futuro, scoprirlo, arrivarci esaltarci così per dire dentro, collocare appunto in quel luogo le mie vestigia presenti consentendo al mio presente di rimanere compatto;così facendo riesco a sopportare le “Bordate” (parola tua) che la società mi rivolge con proterva ilarietà.
bye bye
di getto come sempre
cg
By gemmj on Giu 23, 2008
ciao jack… è stupendo quello che hai scritto. Ma vedi jack, i figli capiranno solo quando un genitore nn c’è piu, è li che allora si ricordano parole consigli, ecc ecc……c’è uno scritto di “freud”- che dice i figli nn sono i nostri, ma della societa,ed essa è colei che li costruisce, noi possiamo solo correggerli se sbagliano, e pronti a raccoglierli se cadono…….non dobbiamo aspettarci da loro quello che volevamo essere noi…. ma dobbiamo lasciarli liberi di pensare e agire, anche di sbagliare…. ma sempre con un occhio vigile, sempre pronti in loro aiuto se ne hanno bisogno……..jack sei grande……con affetto Gemmj
By capricciola on Giu 24, 2008
In quei “bo”, stà l’orgoglio di non voler piangere e la paura di scoppiare abbandonato al tuo amore di padre. In quei “bo” stà la voglia di dimostrarti d’essere il figlio che vuoi o quello che non vuoi ma che stimerai soprattutto, stà la consapevolezza recondita di saperlo essere ma l’inibitorio smarrimento che assorbe le forze impedendo di esserlo. La paura di volersi bene è ciò che più può far male ad un padre e ad un figlio, tanto vicini da pensarsi sempre ma incapaci di starsi vicino serenamente e comunicarsi tutto ciò che si vorrebbe.
I “bo” fanno male a chi li dice e a chi li sente, ma sono sempre l’inizio di una scalata che partendo dal basso più basso che ci può essere: il nulla, non può che diventare un percorso particolarmente ricco e consapevole, stringendo ad ogni gradino una nuova faticata conquista di senso, permanente perchè proprio. Diventerà grande questo figlio, io gli darei fiducia e gli indicherei una strada parlandogli di me, sinceramente, nei limiti del dicibile. E’ importante che un figlio desideri essere come un genitore, anche solo in alcuni aspetti e che capisca che anche se tanti errori sono stati fatti si può andare oltre. Ci vuole la carota della speranza per i figli.
“E se te lo dico è perché l’ho sperimentato.”
L’insegnamento più grande che il mio professore di filosofia al liceo mi ha dato è stato nel dire: “sapete, io sono stato bocciato un anno”.
Mi fermo qui. Io credo che a 13 anni non ero abbastanza grande da dire “bo”, ci sono arrivata un pò dopo e a dirla tutta, penso di esserne rimasta ancora un pò invischiata in questi simbolici 13 anni, con la differenza che ho imparato a chiamarli “fonte a cui abbeverarmi”.
Perchè infondo di asina si tratta ; )
Un abbraccio
By Riccardo Brero on Giu 24, 2008
Ciao Diego
Ciao a tutti
io non sono padre e penso che non lo sarò un pò per scelta un pò per altri problemi,ma credo di capire e condividere tutte le tue paure e perplessità.
Credo comunque che avere un padre come te sia una grande risorsa; spero che i tuoi figli ne approfittino.
Ciao Diego e un abbraccio a tutti
By mariella on Giu 24, 2008
Caro Diego,
ancora magia nei tuoi pensieri, quella magia che disseta l’arsura con acqua limpida.
Grazie.
Mi hai fatto rileggere il libro di Hermann Hesse “Siddartha”,
nel quale il protagonista vive prima come figlio e poi come padre il conflitto che normalmente esiste fra padre-madre e figlio.
E la vita di Siddartha è essa stessa magia…
come può esserlo la vita di ciascuno di noi.
By cinzia on Giu 24, 2008
Mi devi scusare,Diego… ancora una volta; ho letto il tuo articolo e come sempre non ho potuto che apprezzare la tua bellissima scrittura, ma sono in assoluto e totale disaccordo con tutto ciò che hai scritto e soprattutto il fatto che tu l’abbia scritto e poi fatto leggere a tutti noi, perfetti estranei. Ho sofferto leggendo il tuo post(si dice così?) e in seguito leggendo tutti i commenti.
Ho pensato solo al tuo ragazzo, a tutti i suoi Bò, a quella pagella, ai suoi tredici anni, alla sua vita.
Scusami, ma sono talmente furiosa con te, che non riesco a continuare, ma dovevo dire che non mi piaceva, che non ero d’accordo, l’idea che tacendo avrei acconsentito mi era intollerabile.
Ciao.
By rom on Giu 24, 2008
fuori tema….:

(da animalieanimali.it)
CANE MORTO PER UNA MOSTRA. FERMIAMOLO!
Lo scorso anno, Guillermo Vargas Habacuc, un presunto artista, prese in Costarica un cane di strada, lo legò ad una corda ad un muro di una galleria d’arte e lo lasciò morire lentamente di fame e di sete. Per parecchi giorni, l’autore di questa orribile crudeltà e i visitatori di questa galleria d’arte sono stati spettatori impassibili dell’ agonia del povero animale, fin quando è morto.

Ora la Biennale Centroamericana di Arte - quest’anno in Honduras – ha deciso, incomprensibilmente, che quanto commesso da questo individuo è arte, e Guillermo Vargas Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione. FERMIAMOLO!!! Uniamoci nella firma di questa petizione. Seppure le leggi in quei Pesi non sono come le nostre, speriamo che un’ondata di indignazione arrivi fin oltre Oceano!
Boicot a la presencia de Guillermo Habacuc Vargas en la Bienal Centroamericana Honduras 2008
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To: Bienal Centroamericana Hondura 2008
14 setiembre 2007 - Del Diario la Nación de Costa Rica leemos: http://www.nacion.com/ln_ee/2007/septiembre/14/aldea1239344.html En medio de polémica, la Bienal Costarricense de Artes Visuales (Bienarte) 2007 inauguró anoche una estricta y pequeña selección de obras y premió a seis artistas con el pase para representar al paÃs en la Bienal Centroamericana Honduras 2008. Los artistas galardonados en esta sexta edición de la prestigiosa cita de arte contemporáneo fueron Errol Barrantes, Guillermo Habacuc Vargas , Oscar Figueroa, Mimiam Hsu, Esteban Piedra y “La banda de los sumergidos-emergentes†(Sila Chanto y Jhafis Quintero). El jurado, integrado por Ana Sokoloff (Colombia), Oliver Debroise (México) y Rodolfo Kronfle Chambers (Ecuador), los escogió con base en obras de gran calidad y excelente coherencia entre idea y ejecución, según detallaron. la Bienarte es organizada por los Empresarios por el Arte. ****************** Uno de los “artistas”, Guillermo Habacuc Vargas ( http://www.marcaacme.com/blogs/analog/index.php/2007/08/22/5_piezas_de_habacuc ) permitió la muerte de un perro por inanición durante el evento. Es inadmisible que se pisoteen de esta forma los derechos de los animales y que el “artista” lo hubiera recogido de la calle para dejarlo morir amarrado con una cuerda a la pared de la galerÃa cuando tuvo la oportunidad de no hacerlo o incluso salvarlo. —————– Del Blog de Rodrigo Peñalba http://www.marcaacme.com/blogs/analog/index.php/2007/08/22/5_piezas_de_habacuc ”Según supe el perro murió al dÃa siguiente por falta de comida. Durante la inauguración supe que el perro fue perseguido por la tarde entre las casas de aluminio y cartón de un barrio de Managua con nombre de santo que Habacuc que no pudo precisar en el momento. 5 niños de los que ayudaron en la captura recibieron bonos de 10 córdobas por su colaboración. Durante la exhibición algunas personas pidieron la libertad del perrito, a lo que él artista se rehusó. El nombre del perro era (fue) Natividad, y se le dejo morir de hambre a la vista de todos, como si la muerte de un pobre perro fuera un show mediático desvergonzado en el que nadie hace nada más que aplaudir o mirar desconcertado.” ——————– Nada podemos hacer por este perro pero si tratar de que los organizadores de la Bienal Centroamericana Honduras 2008 no admitan a este “artista” maltratador de animales. Te ruego te adhieras a dicha solicitud y que difundas lo más que te sea posible este vergonzoso acto para recoger el máximo de firmas y vetarlo en la bienal.
Sincerely,
The Undersigned
View Current Signatures
The Boicot a la presencia de Guillermo Habacuc Vargas en la Bienal Centroamericana Honduras 2008 Petition to Bienal Centroamericana Hondura 2008 was created by no a la crueldad con los animales and written by jaime sancho torelló (jaime.sancho@gmail.com). This petition is hosted here at www.PetitionOnline.com as a public service. There is no endorsement of this petition, express or implied, by Artifice, Inc. or our sponsors. For technical support please use our simple Petition Help form.
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By michele on Giu 24, 2008
Non sono bravo con la dialettica Diego , e vorrei avere la tua capacità di comunicare con mio figlio facendo riferimenti a scrittori, artisti, poeti.
E’ difficile scrivere qualcosa dopo aver letto il tuo articolo.
Il mio scritto è puerile lo so, però voglio raccontare ugualmente il rapporto con il mio Giuseppe, raccontare la mia esperienza di padre.
I miei insegnamenti sono i vecchi,
spesso lo porto a parlare con mia madre che ha 87 anni, abita in una casa del sud che non ha alcun confort, neanche il riscaldamento.
Lui ci viene volentieri, incuriosito dalle sue rughe, dalla lentezza dei suoi movimenti, e ascolta il suo vissuto.
Il Basket,
spessissimo ce ne andiamo in un campo situato in periferia, da soli o con i suoi amici , lo guardo mentre gioca, gli do dei suggerimenti, gli insegno il rispetto per gli avversari, il saper perdere, ed è grande la mia gioia quando mi accorgo che parteggia per i più deboli.
De andrè e Totò,
è altrettanto grande la mia soddisfazione constatare che è rimasto folgorato da loro, quando nei viaggi ascolta in cuffia la sua musica, nonostante la sua giovane età e quando viene a trovarmi a casa con l’immancabile DVD di Totò.
Sono sempre alla sua ricerca per cercare di colmare il vuoto avvenuto dopo la mia separazione, perché una cosa è vivere la quotidianità, fargli un rimprovero, pranzare insieme, guardare la tv, andare a letto ecc., altra cosa è sentirsi per telefono, anche se questo avviene molte volte al giorno.
La settimana scorsa, quando è finita la scuola Giuseppe mi ha chiesto di trovargli un lavoro per il periodo estivo, e anche questa richiesta mi ha riempito di speranza.
Mi sono recato all’ufficio di collocamento e sono riuscito a parlare con un commercialista che ha acconsentito alle mia richiesta, dicendomi però che non aveva la possibilità di pagarlo essendo lui alle prime esperienze di lavoro.
Allora, pur di cominciare a far capire lui il senso del dovere, il senso di responsabilità, ho detto al commercialista di essere disposto a pagarlo io, ovviamente tenendo Giuseppe all’oscuro di tutto.
Ogni fine mese darò al commercialista quello che spetta a mio figlio, dando lui la sensazione di aver guadagnato qualcosa con il suo lavoro, e sentirsi così soddisfatto e realizzato.
Non so se ho fatto bene a nascondergli questo accordo con il datore di lavoro , se un giorno mi ringrazierà o mi rimprovererà , so soltanto che sono felice di essermi prestato a questo inganno.
Con affetto abbraccio tutti,
questo è un posto magico
1146 Michele
By Amelie on Giu 24, 2008
http://it.youtube.com/watch?v=DGd_t_XZA1k
——————————————
Per Diego.Grazie:)
By Diego on Giu 24, 2008
PER CINZIA e chi…
…non ricorda che, in questo mestiere, la creatività non corrisponde, in parte o in tutto, con la realtà. Il fatto che io abbia un figlio (in realtà ne ho due) non significa che siamo stati in un bar del Colosseo, come non ci siamo stati, né mai abbiamo litigato davanti a una granita, tantomeno lui l’avrebbe ordinata al limone. E sotto il bicchiere inesistente non svolazzava alcun biglietto. Io racconto Cinzia (questo è il mio mestiere) e quando non parlo di notizie vere, quando non scrivo pezzi o commenti giornalistici, invento, uso la fantasia. Che poi mio figlio, nella realtà, dica qualche “bò”, questo può essere pure vero, ma rientra, appunto, in una sfera privata e in una categoria di “Bò” universali che riguardano tanti figli e tanti padri, quelli per i quali io ho scritto. Se avessi voluto specificamente parlare di una persona esistente, non di un personaggio letterario, l’avrei chiamato col suo nome. Mentre, nel mio scritto, è solo un bambino che, come milioni, non ha ricevuto una pagella eccelsa, tutto qua. Mi spiace che questo ti abbia reso furiosa.
By cinzia on Giu 24, 2008
Ti ringrazio del chiarimento, Diego.
Evidentemente ho frainteso, questo significa essenzialmente due cose:la prima è che il mio rapporto con la letteratura è talmente viscerale che non distinguo più la realtà dalla finzione(letteraria, of course!),la seconda, che ti riguarda,è che sei incredibilmente bravo!
Bella pagella!….e niente granite al limone!
Bye.
By diego bruschi on Giu 24, 2008
in tempo di pagelle, era il brano adatto, per la verità
vero o verosimile, cambia poco al lettore
By ivy on Giu 24, 2008
Caro Diego,
sapevo che dei tuoi post non tutto è reale, che per la maggior parte è pura fantasia, l’idea non mi disturbava per nulla e non mi ha impedito di aggiungere i miei commenti anche se troppo veri e di poca fantasia.
Questo finchè non ho letto la tua risposta a Cinzia, mi sono sentita una sciocca ad aprire a dei perfetti sconosciuti fatti della mia vita privata, ho capito che si dovrebbe fare solo con persone veramente vicine, oppure con un diario privato.
Realizzato questo però, non capisco che senso ha continuare ad aggiungere commenti ai tuoi post, almeno a quelli di tipo personale, non avendo io la tua capacità fantasiosa. Dovrei farlo per comunicarti quanto sei bravo a scrivere e che meravigliosa fantasia hai? L’ho già ben dichiarato e il ripetermi sarebbe solo noia, per me e per voi.
Buona vita a tutti.
By roxana on Giu 24, 2008
ritengo che ognuno sia libero di esprimere cio’ che vuole, e come dice Diego, chi sa scrivere unisce a pezzi di fantasia monconi di realta’, in un contaminare e contaminarsi che fa si’ il riconoscersi nel padre e nel figlio.
E nello spirito santo, amen.
Sono i tempi delle pagelle, dei bilanci come genitori, dei figli alieni e ansiosi di avere padri o madri che li oscurano nella loro crescita, ricerca di identita’.
Sono i conflitti tra generazioni, quante volte ho detto coglione ai mie figli, e quante volte loro l’hanno pensato di me, anche se mai espresso per rispetto verso il ruolo genitoriale.
Il mio bilancio dice che ho due figlioli: una brava a scuola, l’altro no; uno introverso l’altra estroversa; coi loro boh indolenze pigrizie tipiche dell’adolescenza; entrambi lavoratori uno magazziniere l’altra come operaia nel periodo estivo nonostante gli ottimi voti.
Io ho fatto i miei errori, loro altrettanto, ma tutto sommato ci vogliamo bene, e questo basta.
A Michele direi che sbaglia, e’ iperprotettivo e soprattutto non si insegna ai figli con l’inganno, se pure in buona fede e in nome del loro bene.
La cosa peggiore e’ essere traditi da chi ti fidi, da chi dice d’amarti, e la pietosa menzogna del ‘lo faccio per il tuo bene’ suona piu’ da autogiustificativo che da rispetto reale.
Suggerisco di mandare al diavolo il commercialista, che cerca manodopera gratuita, al ragazzo di fare lo speedypizza, e al padre di evitare carita’ pelose per colmare eventuali sensi di colpa.
Ai giovani non si deve mai nascondere la realta’ e la verita’, per quanto cruda sia, serve a rinforzarsi le ossa, e a saper scegliere quale strada praticare, se quella della menzogna e ipocrisia, o quella della verita’ anche se pagata a caro prezzo.
Non necessitano di campane di vetro o tappeti di petali di rose, cosi’ come di autocompatimento, occorre loro invece senso di responsabilita’ e autostima, chi non ha studiato giusto che rinunci al motorino e chi lavora ha diritto al giusto riconoscimento e retribuzione.
Domani non ci sara’ alcun padre e madre a riparare torti e ingiustizie, e si salva solo chi e’ capace di salvarsi da se’.
Un sorriso.
By roxana on Giu 24, 2008
rom,
ma sei sicura che non sia la solita bufala internettiana, come i gatti bonsai?
By Amelie on Giu 24, 2008
Scusa Cinzia,non per prendere le parti di Diego,non ho capito il tuo disappunto su questo articolo che a me invece ha emozionato,moltissimo ,proprio perche conteneva non un una realtà piatta ma multicolor(come la chiamo io),con tutti i particolari tipici di un racconto,(il monumento,la bibita il sapore della granita).Perche ” noi” estranei poi?Questo non l’ho capito.A meno che tu non sia come certi(cosa che non credo)naturalmente,che si sdoppiano a seconda dei nick che indossano.Rimanere quello che si è non è facile.Poi jack cosa ci ha insegnato?
Che non bisogna aver paura di quello che si scrive,ma semmai di quello che non si scrive,per paura di essere fraintesi,o etichettati.Insomma non bisogna essere così lapidari nei giudizi,un giorno si parlerà di cronaca un giorno di sogni,un giorno di un libro,ma l’importante è che il pensiero costruisca non distrugga.Anche perche scrivere costa sforzo,e pensare troppo non fa bene al pensiero,bisogna essere liberi,e lasciare che tutto accada…anche se non accade.un kiss spero di non averti offeso,naturalmente.
comunque i bò,non sono infantili.
direi che sono un tipico menefreghismo adulto,perche i bambini hanno sempre da fare domande:sono i grandi che non sanno più cosa rispondere.
—————————————-Bacio
By rom on Giu 24, 2008
PER Cinzia (e in un certo qual modo anche per te Diego):
1°) anche fosse stato TUTTO VERO fino all’ultimo dettaglio NON c’è niente di male a raccontarlo perché NON viene violata in NESSUN modo né la fiducia del cucciolo nei confronti di Diego e TANTOMENO l’etica tra padre e figlio, (ma NEMMENO quella che s’imporrebbe tra 2 perfetti sconosciuti, figurati!), tant’è che NON è stato svelato ALCUN segreto del ragazzo e neanche sue innocue confidenze.
2°) NON è la prima volta che Diego fa racconti dettagliati, ma l’ENNESIMA……..e a 360°, non solo su se stesso: sulla sua famiglia d’origine, su quella attuale e “scomposta” (Sara compresa), sul suo ultimo amore sprecato ( e sulla donna che lo ha sprecato; inkazzature comprese), sui suoi problemi di lavoro…
scusa Cinzia se te lo dico ma per me la tua rabbiosa reazione non è solo IMMOTIVATA, ma INCOMPRENSIBILE, perché QUESTO è DIEGO, almeno dal ‘98 che lo SEGUO in TUTTE le sue Forme d’ARTE, ma secondo me da SEMPRE e per SEMPRE.
Amen
anche da x@nadù.
By alma on Giu 24, 2008
.. i “Bò” dei nostri figli ci tengono in ansia .. ci fanno arrabbiare, pensiamo con terrore di avere figli mediocri, ci feriscono nell’orgoglio.
Ti mandano in crisi. Allora devi avere il coraggio di fermarti e ascoltare quei bò senza pregiudizi, ascoltare la vocina/verità che hai dentro che ti dice:
“fermati quei bò ti stanno dicendo molto di più, valgono più di mille parole”.
Tuo figlio ti dice: “mi stai chiedendo o dicendo cose che non hanno valore per me, sono lontane, mi metti alla prova e io non ne sono all’altezza, vorrei soltanto sentire che mi ami, che se fallirò mi amerai lo stesso. Solo sentendomi amato troverò il coraggio di cercare, di appassionarmi alla vita, di trovare la “direzione”.
Il tuo amore sarà il mio punto fermo.”
By rom on Giu 24, 2008
PER Roxana:
MAGARI.
e mi ha infastidito il tuo modo di fare:
io ho l’ABITUDINE, prima anzi PRIMA di mettere minimamente in dubbio qualcosa con chicchessia oltre che con me stessa, è SOTTINTESO, di VERIFICARE che la notizia sia autentica, sia dubbia, sia falsa (ABITUDINE che in realtà è un regalo: il pezzetto d’@nima che m’ha lasciato mio PADRE sia con un po’ del suo DNA sia con le sue pAroLE e i suoi INSEGNAmenti).
Comunque mi metto talmente in DUBBIO, che, temendo di aver dato la fonte sbagliata (ma NON sul fatto che la notizia non fosse ORRENDAmente VERA, -tra l’altro l’anno scorso ne hanno parlato in televisione oltre che sui giornali-), prima di risponderti sono andata a rivedermi www.animalieanimali.it (e ho PERSO tempo: era proprio nell’ home-page la 1°foto e il resto.TUTTE le foto SPACCANO il cuore…, foto che NON avevo segnalato sul blog perché SPACCANO il cuore persino a chi come me e come TANTI, lo sapevano dal’altr’anno, ma non l’avevano mai visto…..e Tantomeno SUPPLICARE l’osservatore OCCHI (i Suoi) negli occhi (i nostri).
Persino quand’era un’OMBRA e il suo corpo sembrava già morto se non avessero inquadrato anche il muso anzi il VISO, il VOLTO, il DOLCISSIMO cane guardava chi si avvicinava per fotografarlo con la SPERANZA ANCORA ACCESA sia negli OCCHI che in un accenno di Sorriso e sembrava quasi dire “sarà quest’umano qua quello che mi porta via?! perché qualcuno mi porterà via: PERCHé dovrebbero farmi MORIRE?”
By cinzia on Giu 25, 2008
Ciao Amelie e Rom,
volevo cercare di spiegare il mio modesto punto di vista riguardo alla mia reazione al post di Diego.
Fermo restando il fatto che c’è stato da parte mia un fraintendimento della realtà, mi resta difficile, anzi no, impossibile pensare che un rapporto così delicato tra un ragazzo e suo padre possa essere descritto e poi commentato da chiunque in un blog.
Ci tengo a ribadire che non ho nulla contro Diego,ma pur apprezzando le sue indubbie qualità di scrittore, non posso che considerarlo prima di tutto un uomo, con le sue forze e debolezze.
Io ho trovato che quel ragazzo del racconto avesse il diritto alla sua identità, al suo rapporto conflittuale con suo padre e che nessuno potesse giudicarlo nel divenire della sua esperienza di essere umano.Troppo facile pensare che sia uno dei tanti, che poi crescerà, capirà l’amore di suo padre e tutti i saggi consigli che l’amore sa dare.
E se invece in quel segreto mondo affettivo che ognuno di noi ha, quel ragazzo proprio non riuscisse a trovare un’incontro con quel papà? Se poi l’idea che quel padre che ora lui non approva e che tutti gli altri incensano e ricoprono di complimenti, fosse per lui il suo dolore più profondo? Se insomma la sua vita partisse da tutti quei Bò, dal non saper dare risposte a se stessi prima che agli altri? Quel piccolo uomo del racconto ha secondo me diritto al rispetto di tutti, papà e mamme compresi, che il fatto d’essere figlio o marito o fratello o amico non dà a nessuno il diritto, neanche in nome dell’amore più assoluto,di violare il rispetto dell’identità e la libertà di essere ciò che si sente e ciò in cui si crede.
E’ un diritto rispondere Bò a tredici anni, è parte della storia di tutti l’amore e l’odio verso i genitori, è un cammino difficile a volte doloroso riconoscere, capire il senso di un amore che fatalmente si fa pericoloso quando lo si rende scontato, assodato.
Il ragazzo dalla brutta pagella che beve granite al limone resta per me un uomo che sta imparando ad essere se stesso, magari inciampando, sbagliando e l’idea che il suo mondo fragile possa essere sballottato dai commenti di chiunque mi fa male.
Come posso parlare di rispetto di valori se poi alla prima occasione faccio piazza pulita di ogni dignità?
In nome dell’amore si possono commettere un bel mucchio di errori, si possono procurare dolori insostenibili.
Scusate, s’è fatto tardi, devo andare, un abbraccio .
By Riccardo Brero on Giu 25, 2008
Sull’argomento non posso scrivere molto proprio perchè non sono genitore però vi leggo con piacere.
Non so se è una bufala o meno quella della petizione presentata da rom però io l’avevo già firmata in precedenza non costa nulla.
ciao un abbraccio
By michele on Giu 25, 2008
Per Roxsana,
ti ringrazio per avermi dato questo consiglio che ritengo giusto,
prometto di dire la verità a mio figlio.
Grazie.
1146 Michele
By Luchello on Giu 25, 2008
Quanti bò a mio padre, mentre la risposta era invece ben nitida nel mio cervello.Ma non la davo solo perchè non volevo parlare, o meglio, aprirmi; riesco a farlo scrivendo, ho una vita da raccontare a mio padre, ma una strana forma di soggezione nei suoi confronti ancor oggi permane.Non so perchè non riesco ad aprirmi, poche volte riesco a parlare di me.Sono molto espansivo, parlo quasi su tutto, ma non di me.Non riesco.A mio padre voglio un bene assoluto, avrei voglia di fare milioni di cose con lui, parlargli.Ma poi non riesco a raccontargli nulla del mio pensiero.E ciò mi fà rabbia.Stasera andrò al concerto del Boss, lo chiamerò e gli dedicherò una canzone.Spero di farcela.So che sarebbe felice.
By cinzia on Giu 25, 2008
Ciao, sempre io scusate,ma volevo ,se posso,rispondere al post di Ivy.
Come hai ben letto io mi sono seccata con Diego riguardo alla pubblicazione del suo articolo, perchè non avevo capito, o non avevo voluto capire (ci metto sempre questa possibilità) che si trattava di un’opera di fantasia che lui aveva reso in modo talmente vivido, da farla permeare nella mia coscienza come realtà allo stato puro.
Il suo chiarimento, come sempre garbato,mi ha riportato alla ragione, ma ha pur sempre messo in evidenza che la scrittura mescola realtà e fantasia, vero o falso e che stà a chi legge trarne verità personali o universali che siano.
Capisco che sembrerebbe in un primo momento una specie d’inganno, ma posso dirti che ha la stessa finalità un quadro, un film o un brano musicale.
L’Arte ci aiuta a scovare i frammenti di un discorso interiore che a volte smarriamo, porta alla luce pensieri, sentimenti che volontariamente o meno abbiamo nascosto.
Partecipare a questo blog, stimolata dalla poesia dei racconti di Diego aiuta soprattutto te stessa a capire qualcosa che magari avevi perso nella memoria o nel cammino di una vita che confonde le idee.
Poi Ivy,c’è questo scambio di opinioni di fatti, a me questo piace, lo trovo una maniera di uscire da un guscio di autocompiacimento di se stessi che alla fine può diventare una gabbia di incomunicabilità.
E’ vero che non ci conosciamo, ma leggo sempre cose dette con cuore e passione, e mi sembra importante che tu ci sia, che tu faccia parte di questa strana cosa che si chiama blog che poi tradotto potrebbe significare chiacchieratoio.
Bacino.
By roxana on Giu 25, 2008
x rom
ognuno e’ intollerante a qualcosa, io ad esempio al tuo stile di scrittura, con maiuscole e minuscole, mi disturba la vista la lettura e non lo trovo originale, ma de gustibus, vivi e lascia vivere.
x michele
ti leggo da tempo e conosco la tua intelligenza e sensibilita’, percio’ mi sono permessa, scusa i toni un po’ duri ma accorati.
Ho le gocce negli occhi per cui ci vedo annebbiato, alla prox, compagni di qualcosa e compagni di niente.
bye
By Albe on Giu 25, 2008
La storia del cane è vera.
Ne parlò la prima volta che venne rappresentata anche il tg. Lo scandalo e la petizione è perchè pare voglia essere riproposta.
Non so se questa sia arte o bestialità.
Se qualcuno pensa che lo sia potrebbero essere “artistici”anche i lager nazisti come rappresentazione simbolica o no della crudeltà dell’uomo…anche li furono fatte le cose “ad arte”.
Saluto tutti, fratelli miti o animosi.
By Albe on Giu 25, 2008
http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=27671&format=html
By domenicotaurasi on Giu 25, 2008
VIAGGI E PENSIERI
Sono rientrato da qualche giorno e sono felice di ritrovarvi tutti. Il viaggio è stato lungo e soprattutto faticoso, per via della canicola. La Sicilia è terra magica. Ci sono sepolti i miei nonni materni ed è un richiamo ancestrale ogni volta che ci torno. Me la sento dentro e addosso. Pur avendo vissuto in giro per il mondo e pur avendo origini multiple, mi appaga appartenere un po’ anche a quell’isola lontana. Scusate la divagazione. Passo talmente tante ore solo alla guida della mia macchina che quando rientro da un viaggio avrei bisogno di prendermi un periodo di vacanza lontano da me stesso. Ero qui per dire molto modestamente anch’io la mia.
Ho letto e, come mi succede spesso, quando leggo delle storie che in qualche modo sento appartenermi mi sono sentito attraversato da un brivido. Ho, solitamente un approccio molto “laico” nella vita. In tutti i suoi aspetti. Confesso che quando ho letto il post, ho immaginato Diego con il figlio seduti al tavolo di un bar con vista sull’ Arco di Costantino. Ma era una mio bisogno di scenografia e un po’ mi angosciava e un po’ mi confortava il pensiero che un autore importante, un intellettuale come Diego con tutto il suo bagaglio di cultura, conoscenza e umanità, potesse in qualche modo avere i problemi genitoriali che abbiamo tutti. Credo che li abbia ma non ne sono confortato. Il punto però non è questo. Quello che mi ha colpito è il dolore di un genitore che non riesce a comunicare. Il grido di dolore di un genitore terrorizzato al pensiero che la giovane vita di un figlio venga barattata con pseudo-divertimenti, e pseudo-valori. Credo che quello che più ci angoscia è l’idea che i nostri figli possano danzare sul baratro sul quale abbiamo vissuto noi. Siamo sgomenti all’idea che il destino avendo risparmiato noi possa rifarsi sulla fragile anima delle nostre creature. E’ una dura lotta quella che tutti noi affrontiamo ogni giorno per riconoscere le poche cose buone per cui vale la pena vivere. Ognuno ha le sue priorità e quando non mettono in discussione la libertà degli altri, nessuno ha il diritto di metterle in discussione. A mia figlia non ho la presunzione di sapere indicare la via, ma solo qualche piccolo punto di ristoro quando la vita la metterà alla prova, quando si sentirà stanca e disillusa. Una luce da accendere quando il buio calerà all’improvviso. Grazie Diego per averci ancora una volta emozionato.
Un abbraccio.
D.T.
By famoHPsse on Giu 25, 2008
il diritto al bo.
di un figlio il bo m’incazza, ma di più le assolute certezze mi spaventano.
a volte, ad un bo di domanda, vorrei abbandonarmi ad un bo di risposta.
incontrarsi in un bo può essere meglio di un discorso, se ci si tiene per mano.
By mariella on Giu 25, 2008
Ringrazio Albe per il contributo sull’opera d’arte di un cucciolo randagio morto in diretta.
Effettivamente devo riconoscere che aver acceso una telecamera su un dramma ha immediatamente suscitato nello “nostre” pseudo coscienze l’indignazione più prodonda quanto apparente; siamo pronti a sottoscrivere petizioni per “quel” cane, salvo lasciare morire nelle stesse condizioni milioni di esseri umani senza scrivere un rigo.
Cerco di spiegarmi meglio: mi spiace molto che quel povero animaluccio abbia dovuto portare una croce così pesante; se nella sua breve vita non avesse incontrato l’estro pazzoide di un artista sarebbe ancora vivo! ma il problema (il dramma) non è la morte, non è la sofferenza, non è la partecipazione alla petizione, ma il fatto che ormai vediamo le cose solo se c’è acceso il riflettore della telecamera; e non è affatto vero che a questo mondo esiste solo quello di cui si occupa la pubblica informazione; oltre quello, dietro quello, a parte quello c’è un mondo molto più grande che non riusciamo più a comprendere.
Vi chiedo scusa, mi accorgo che ho la fissazione della cattiva informazione, ma che devo dirvi… la mia ispirazione è mia nonna che era nata nel 1900 e davanti a quello che accade (vero e meno vero) io mi chiedo sempre come avrebbe reagito lei, cosa lei avrebbe fatto o detto. Mia nonna era una donna molto forte, molto pratica, in sintonia con la natura e senza ambizioni stravaganti. Sapeva leggere appena e scriveva poco e male, ma sapeva vivere e mi ha insegnato molto. E non guardava la televisione…
By rom on Giu 26, 2008
per roxana
Innanzitutto questa è l’ultima volta che replico, non lo farò più, non con te che “guardi le figure” anziché leggere.
Questo era il mio post:
By rom on Giu 24, 2008
PER Roxana:
MAGARI.
e mi ha infastidito il tuo modo di fare:
io ho l’ABITUDINE, prima anzi PRIMA di mettere minimamente in dubbio qualcosa con chicchessia oltre che con me stessa, è SOTTINTESO, di VERIFICARE che la notizia sia autentica, sia dubbia, sia falsa (ABITUDINE che in realtà è un regalo: il pezzetto d’@nima che m’ha lasciato mio PADRE sia con un po’ del suo DNA sia con le sue pAroLE e i suoi INSEGNAmenti).
Comunque mi metto talmente in DUBBIO, che, temendo di aver dato la fonte sbagliata (ma NON sul fatto che la notizia non fosse ORRENDAmente VERA, -tra l’altro l’anno scorso ne hanno parlato in televisione oltre che sui giornali-), prima di risponderti sono andata a rivedermi www.animalieanimali.it (e ho PERSO tempo: era proprio nell’ home-page ecc. ecc.”
e questa è la tua risposta
“x rom
ognuno e’ intollerante a qualcosa, io ad esempio al tuo stile di scrittura, con maiuscole e minuscole, mi disturba la vista la lettura e non lo trovo originale, ma de gustibus, vivi e lascia vivere.”
e che ci azzecca? i cavoli a merenda?
mi avevi chiamata in causa direttamente tu, mettendo in dubbio (in realtà senza neanche leggere il mio post e tantomeno verificare clickando i link che avevo dato) la storia del povero cane martoriato (alla quale aggiungo che l’enorme scritta del CAZZO sulla parete della galleria visibile sul link postato da Albe o sul sito di Equivita (Comitato Scientifico Antivivisez.), non ricordo, per chi non lo sapesse era fatta di croccantini= cibo per cani),
io ti porto degli argomenti e tu non replichi a nessuno di questi ma in compenso tenti d’aggredire.
DOVRESTI invece tentare di LEGGERE i contenuti (NON i miei, quelli che vuoi) anziché fermarti alla forma anzi alla FORMA-e nell’accezione più ESTETICA(,) del termine, non “forma” intesa come T ipo di ling U aggi O- g I acché ti LIMITI(;) a darmi un tuo parere sull’uso di maiuscole e minuscole TACENDO su ogni argomento che t’avevo portato e sui quali EVIDENTEMENTE(.) non sai cosa dire; ecco perché “sfoderi” allora un tono ARROGANTE, senza portare MINIMA-mente(.) uno straccio d’argomento, di contenuto.
CLARO che io non mi sarei mai permessa di criticare il tuo stile (se tu ne avessi 1) così come quello di nessun’ altro, ma non per sana educazione, ma perché NON mi sfiora la mente: NON me ne può fregar di meno di come scrive quella persona, ma M’INTERESSA cosa scrive.
ps
GRAZIE del tuo parere :o) :è CHE ne sono contenta perché gratiFICATA: mi sarebbe dispiaciuto se me l’avesse detto Uno(che non scrive più;o( però), Zee, Domenico Taurasi, Tiziana, Germano Costa, Albe, famoHPesse e Tanti altri tra cui tu NON HAI mai figurato.
Se poi me l’avesse detto MENTE, alias Diego,……..sarei scappata lontana dal suo blog distrutta: quindi grazie DAVVERO.
anche dell’ispirazione che m’hai dato per scriverti un messaggio nel messaggio.
By Riccardo Brero on Giu 26, 2008
Ciao a tutti
spero che queste polemiche finiscano.E non aggiungo altro.
Chissà Diego come si diverte!
Finalmente qualcuno na fischiato berlusconi!
Sono un pò sollevato.
Ciao un abbraccio a tutti
P.S.:un saluto per la conciliazione a rom e roxana ciao
By ivy on Giu 26, 2008
Grazie Cinzia, con le tue parole mi hai fatto sentire ancora di più parte del blog. Non ho mai avuto comunque l’intenzione di lasciarlo, avevo solo qualche dubbio se fosse giusto continuare a postare su argomenti personali, a mo’ di sfogo o di moderna e gratuita psicanalisi.
Credo anch’io che lo scambio di idee e di fatti sia piacevole e utile, questo blog non può essere vissuto, come mille altri, come vetrina per il narcisismo dell’autore o dei suoi frequentatori, viverlo in questo modo sarebbe come svuotarlo della sua forza.
Scrivere questo messaggio, per esempio, mi ha aiutata a capire che voglio continuare a parlare anche di cose personali e volentieri continuerò a leggere dei piccoli grandi problemi di tutti voi.
Grazie a Diego che ci mette in sintonia con i suoi scritti, una giusta miscela di realtà, fantasia, sensibilità e un pizzico di magia.
A presto
By Rulando on Giu 26, 2008
Date un’occhiata a questo link e vi ricrederete sull’intera vicenda:
http://attivissimo.blogspot.com/2007/11/antibufala-cane-lasciato-morire-per.html
Ciao a tutti!
By roxana on Giu 26, 2008
stavo per postarlo io, di solito da antipatica saccente incompetente ex giornalista e retaiola da un decennio, so che scrivo e che sigifica fonte



grazie rulando e ciao rom
p.s. e grazie a paolo attivissimo per la sua professionalita’ e a diego che ci tollera, non flame ma diritto alla verita’
e se posso ‘tirarvi le orecchie’ il fatto che lo dica la tv o il tg stride con le parole poi scritte qui su informazione manipolata o superficiale
By Riccardo Brero on Giu 26, 2008
Scusate ma anche “solo” legare un cane e mostrarlo in un allestimento è arte?
Ciao Diego e scusa so che non c’entra niente,ma ormai si era innescata la miccia….
Ciao a tutti siete fortissimi
By rom on Giu 26, 2008
:o*GRAZIE MENTE, anche a nome di pippi;o)
http://www.youtube.com/watch?v=tzFBD-LgKV0
http://www.youtube.com/watch?v=O6vP8CgTonQ
/www.petitiononline.com/13031953/petition.html (una delle dozzine che girano, promosse da tante associazioni che operano in settori Diversi)
i filmati più tremendi non sono più visibili: sono stati censurati, ma l’anno scorso erano visibili anche attraverso links diretti inseriti in diverse associazioni animaliste (di 2 ne faccio anche parte),
e il destino vuole che faccia parte anche e SOPRATTUTTO (visto che è la mia unica attività) del mondo dell’arte (e NON sparo cazzate, NON lo faccio MAI: Romana Valente: www.saatchigallery.co.uk ; www.albopittoriitaliani-ast.it), mondo in cui la vicenda è STRANOTA quanto la “merda d’artista” di tanti anni fa presentata ALTROVE, (ma con “ben” ALTRA “fama”) perché la vicenda non é avvenuta tra gli pseudopittori di P.zza Navona, ma in una delle più PRESTIGIOSE mostre del pianeta la Biennale del centro America. anzi PUNTO:o)
By Albe on Giu 27, 2008
La notizia fu data dall’AdnKronos e non da Studio Aperto o il tg4 di Fede. Non so se la storia del cane a questo punto sia una bufala o una marcia indietro dell’artista che afferma che il cane sia scappato e non morto. Si dice che “il più grande successo del demonio sia quello di aver fatto credere di non esistere”.Forse questa cosa non è mai successa.
Non lo trovo comunque eticamente giusto e se la cosa è servita ad attirare l’attenzione anche sul problema degli animali abbandonati ben venga.
Io leggo volentieri le opinioni di tutti. E ringrazio che chiunque possa scrivere (maiuscolo o miniscolo) nella massima libertà . Forse c’è qualcuno con cui prenderei anche una birra fuori (Riccardo Brero ne hai una pagata in un pub a tua scelta a Porto San Giorgio nelle Marche) ma ringrazio il Signor Cugia che permette a chiunque di esprimersi.
Non trovo quindi giusti alcuni interventi ad apostrofare gli altri.
Siamo tutti diversi e tutti con le proprie peculiarità.Siamo come i colori del vestito di Arlecchino..se qualcuno pensa di essere predominante si sbaglia di grosso.
Notte AMICI!
By Rulando on Giu 27, 2008
Si può discutere se ciò che ha fatto quell’artista sia il modo più giusto per sensibilizzare o meno sul tema del maltrattamento e/o dell’abbandono degli animali, ma dal link che ho postato si evince che quel cane era regolarmente nutrito e non ha subito nessun maltrattamento, a meno che non si consideri maltrattare un animale il fatto di non nutrirlo per 3 ore (non per dei giorni filati) al giorno…
P.S.
Si consideri che era un randagio preso già malnutrito e che per rimetterlo in sesto non bastano certo 2 giorni…
By Riccardo Brero on Giu 27, 2008
Grazie Albe per la birra,se passo nelle Marche stai tranquillo che ce la beviamo.
Viva tutte le diversità e peculiarità; sono sempre una risorsa.E’ importante confrontarsi e dibattere su tutto quello che accade per chiarirsi le idee…..e questo è un luogo speciale.
Un saluto a Diego che ci sopporta
Un abbraccio a tutti i naviganti
Albe se passi da Alessandria una birra o un buon bicchiere di vino te lo offro con molto piacere
By ilmare on Giu 27, 2008
era piccolo e quando gli chiedevano: cosa vuoi fare da grande lui rispondeva il vagabondo.
aveva sei anni.
l’altro giorno dopo l’ennesimo esame all’università andato male ha definitivamente ammesso: non sono tagliato per la scuola (non occorreva dirlo, lo sapevo già), farò il musicista.
buon viaggio nella vita figlio mio.
By cinzia on Giu 27, 2008
Scusa Diego, ma la discussione si è fatta maledettamente interessante…allora cos’è arte, questo fatto del cane di Habacuc lo è?
Io dico di si anzi no. Voglio dire che l’idea di partenza è corretta, purtroppo l’artista si è lasciato fuorviare dall’effetto mediatico e ha esagerato mettendo un cane vivo, vero, nella sua installazione.Sarebbe stato abbastanza scattare una trentina di foto, lavorarci su e riprodurre con qualche materiale il cane, poi installare, quella sarebbe stata arte; concetto allo stato puro, oggettivo. Invece ha sbagliato nel soggettivare attraverso il povero cane, già sfigato del suo a quanto pare, tutta l’opera. L’Arte è per chi la fa e per chi la guarda un’idea della realtà, mai la realtà, quella è la mia o la tua, dove applichiamo i principi della nostra coscienza, del nostro vivere in modo assulutamente libero.
E’ quindi normale indignarsi, soffrire davanti le foto del povero cagnolino che muore in diretta, siamo lì a vedere la sua morte, non quella di tutti i cani che muoiono di stenti , e non pensiamo ai maltrattamenti degli animali,ma vediamo quel cane violato nel suo diritto ultimo di morirsene in pace.
E allora mi viene in mente l’inizio di questo post, per una curiosa capriola di similitudini, mi torna in mente la mia indignazione leggendo il tuo racconto. Era insopportabile per me l’idea che tu avessi usato la realtà di un ragazzo per ridurla ad Arte, poi spiegato il fatto, il racconto che hai scritto, mi si è rivelato in tutta la sua forza letteraria.
Non è forse compito dell’artista estrarre dalla realtà la vita, il dolore, la morte donandole l’eternità?
Penso che in fondo, con tutte le riserve possibili, l’installazione potesse essere, ahimè, Arte, il punto è che chi la prodotta non è un’artista, ma un manipolatore della realtà, che ha usato una povera bestiola in cambio di una manciata di pessima popolarità.
ciao.
By Amelie on Giu 27, 2008
Scusate ..ho passato la mattina a lucidare argenti,ho l’argento in bocca:)volevo scrivere di un altro tipo di cane,il cane d’italia.Può un tiranno parlare di regime?
E se lui è il tiranno il regime chi è?
Mi sa che la granita che piace a b..è al gusto dell’Lsd
La mia all Adsl…
Vado a farmi una doccia
chi sa forse dall’acqua usciranno
fili di petrolio-
Roxi….non rubarmi troppo
gli emoticon
grazie;)
ciao a tutti-
By baleneinfuga on Giu 27, 2008
povero ragazzino, io non ti vorrei mai come padre: sei terribile ed è impossibile assomigliarti. ti si potrebbe voler bene e basta con un po’ di infantile saggezza. lui ha da imparare dal mondo la curiosità e tu gli fai una lunga benigna paternale noiosa parlando di machiavelli e giulio cesare. complimenti! io non me lo ricordavo così diego cugia. hai 90 anni? guardalo: cosa ti sta insegnando lui? cos’hai da imparare attraverso i suoi occhi? niente? sei sicuro?allora non gli puoi “insegnare” la curiosità. i segreti della vita, andranno bene per qualche lettore fasullo.
By roxana on Giu 27, 2008
l caldo rende nervosi.
E poco tolleranti.
Quando la nausea sale, meglio fuggire, se non sopra un’isola deserta per la crisi economica, almeno su di un atollo mentale, antinucleare e antineuroni spenti.
Italia popolo di navigatori, che non sanno distinguere alcuna rotta e pur di non ammettere i propri limiti oggettivi, piuttosto rompono la bussola.
Italia popolo di poeti, che spesso nemmeno sanno l’italiano eppure si ritengono artisti, con una sensibilita’ nella vita reale poi buona solo a firmare petizioni per cambiare il senso della ruota ai criceti.
Italia popolo di santi, e di sante, uniti solidali nel mentire sull’ipocrisia dell’amore mentre hanno bisogno solamente di scaricare ormoni.
Se mi assale la crisi soffocante d’afa, scappo da tutto e da tutti, mai da me stessa.
Pur rimanendo estremamente dolce, cortese, educata, per non pigliare a sputi e schiaffi chi fa delle parole il suo prostituirsi.
Sono i tempi del mediocre, banale, della finzione e menzogna, vigliaccheria, dei perbenisti e buonisti, dei trasgressivi e cornuti.
Al compromesso si vuole omologare il prossimo, non amarlo come se stessi, ma livellarlo a immagine e somiglianza o pigliarlo per i fondelli come si prende per le terga la vita propria.
Tramutarsi in un iceberg significa non soltanto salvarsi dalla calura, bensi’ preservarsi.
Ibernarsi, in attesa di tempi luoghi e gente migliore.
Bye.
firmato: l’Avvelenata
By roxana on Giu 27, 2008
Il caldo ha disciolto pure una i, giammai il sorriso e abbraccio alla semplicita’ e pragmatismo di Amelie, nella quale riconosco il mio mondo.
By Albe on Giu 27, 2008
Salute a tutti.
Beh a definire il concetto di arte si rischia di far la fine del protagonista di quel libro che cercò di definire il concetto di “qualità”…lui impazzi!(avete letto il libro?..aiutino?..nel titolo si accenna ad un mezzo per spostarsi e ad una pratica religiosa..ok! Via al le telefonate!) A me piace quella definizione che dice che l’arte sono dieci uomini che tentano di spostare un peso inutilmente fino a che uno non esce dal gruppo e intonando una canzone d’incoraggiamento riesce a far compiere quella cosa che altrimenti non sarebbero riusciti.Una cacca in un vasetto di latta o una mozzarella sopra una carrozza sinceramente mi lasciano dove mi trovano.Difficile per me considerarla arte.
Ciao Rulando hai fatto caso alla dicitura all’inizio “NOTA: Quest’indagine non afferma che la storia è una bufala. Leggete l’articolo fino in fondo prima di giudicare. Grazie.”E’ lo stesso autore che scrive questo.
Usa anche per tutto l’articolo il condizionale (anche se lo tradisce su alcune considerazioni).
A me sinceramente puzza un pò che il cane sia poi sparito…ops scappato.Non era una parte dell’opera d’arte? Avrebbero potuto mostrarlo in salute e tutte le polemiche sarebbero svanite. Boh!
Grazie Riccardo , un giorno reclamerò quel bicchiere di vino.
Ciao!
By Albe on Giu 27, 2008
Ho dato un’occhiata alle intercettazioni.Che Italia cialtrona la nostra.
In modo assolutamente bipartisan…un tempo si diceva che dietro un grande uomo c’era sempre una grande donna..oggi oltre quella anche un certo numero di zoccole.
Beh è tempo di sapere di quale Italia siamo figli.
Però che pena!
By Riccardo Brero on Giu 27, 2008
DIEGO scusa siamo tutti fuori tema.Scusa.
Fa caldissimo e anch’io sono diventato intollerante.
Non tollero più ci guida telefonando, chi parcheggia sulle strisce pedonali,chi va contromano in bicicletta, chi va contromano in bicicletta sul marciapiede,chi parcheggia sui carico e scarico o peggio sui parcheggi per l’handicap,chi lascia resti di cibo e bottigliette in strada o sulle panchine,chi non raccoglie gli escrementi del proprio cane,……….
chi non saluta o non risponde al saluto……ma in che cazzo di paese abitiamo?
Dove è finita l’educazione?
SCUSATEMI sarà la vecchiaia
ciao fratelli domani è un altro giorno
By Amelie on Giu 27, 2008
Scusate,ma non crederete mica alla ‘’sola” dell’arte? può un cane legato essere arte?
E come fotografare,le scene di guerra.
O la gente che muore.
Non ci vedo un granello di arte.
Semmai sgradevole cattiveria.
Anche perche l’arte (forse)non ne sono sicura,al 100×100 ha un qualcosa di non svelato,che appartiene solo a chi la crea e non porta con se dolore,semmai piacere,gioia,bellezza,addirittura:splendore.
—————————–Vorrei dire a baleneinfuga.Sei scappato da un aula di giustizia?Buona granita al piombo
uccidiamoci con affetto.
notte—:)
By rom on Giu 27, 2008
Sante parole Albe…infatti un vasetto di merda NON è arte, ma SOLO una cagata…(pur se ASSURDAMENTE considerata tale:o( e FAMOSISSIMA in tutto il mondo) però almeno non ammazza nessuno:o)
e Grazie per aver messo in evidenza e specificato la dicitura “NOTA”, a me non andava proprio.
Per MENTE:
SPERO che non ci metterai in conto né i danni morali né l’intervento per il PROLASSO ai MARONI che t’abbiamo procurato.
:o*
By Riccardo Brero on Giu 28, 2008
Certo che lasciamo proprio un bel mondo di merda ai nostri figli.Mi sembra sempre più difficile vivere e vivere civilmente rispettandosi l’un l’altro.
Forza genitori non mollate e comunque vi faccio i miei complimenti per il grosso impegno e la grande responsabilità che avete.
Hasta siempre
vado due giorni in montagna a riconciliarmi con il mondo
Ciao a presto buon week-end a tutti
By roxana on Giu 28, 2008
vedo che mi sono fatta amici qui, come ovunque d’altronde
dal mio blog:
anonimo ha detto…
Hai pontificato? Sei al centro del tuo mondo eppure chiedi affetto ed attenzione, tutta protesa in uno sforzo sovrumano per esistere
forse hai soltanto diciassette anni.non mi piacciono i giornalisti, ma gli ex giornalisti che fanno di solito, oltre che scrivere cazzate? bif
Blogger moonsiana ha detto…
ognuno e’ al centro del proprio mondo, guai a non averne uno, e cercare di usurparne altri o peggio non essere in grado di crearne. Cmq ho 24 anni per gamba - come notasi dalla foto - gli ex giornalisti lavorano e fanno i genitori, al pari degli umani, e lo scrivere - non per lucro beninteso - aiuta ad essere meno inaciditi dalla vita e magari a conquistare quell’amore comprensione e stima che mai sono dovuti, ma guadagnati sul campo, cordiali saluti
p.s. mio caro Diego per favore scrivi un nuovo post affinche’ ritorni quiete :))
By appanicatamente on Giu 28, 2008
:o*
By Rossana Carturan on Giu 28, 2008
Io so solo che vorrei saper scrivere così.
Grazie.
By pippicalzelunghe3957 on Giu 29, 2008
anch’io :o)