La scelta di essere invisibili
Ieri sera ho assistito a un talk-show dedicato al cambio di segreteria nel partito democratico e mi è sembrato di guardare un documentario dell’Istituto Luce. Tutto era inesorabilmente ammuffito, stantio, logoro, vecchio: il linguaggio dei politici e dei commentatori, le scommesse su quanto sarebbe durato il nuovo leader del Pd, i mugugni e persino le speranze della “base”. In questo stagno desolato, la garrula voce del presentatore spezzava, di tanto in tanto, il sommesso monologo di questo o quell’animale politico, con un che di febbrile, di esaltato nella gola. Allora una piccola onda pareva smuovere quella calma cupa, gli ospiti fibrillavano come un canneto al vento e fissavano da papere lo schermo dove un dio caprone, un D’Alema o il volto tartarughesco di un Cicchitto, sciorinava la sua esausta filastrocca. Nulla v’era di umano, non oso dire di stupefacente, niente che appassionasse e coinvolgesse davvero. Sentirli o non sentirli, guardare o non guardare, non avrebbe cambiato di un ticchio le mie sorti né tantomeno la mia serata, finché mi sono addormentato.
Ma il mondo, intanto, il mondo dei piccoli e dei grandi vampeggiava. A Wall Street, in quel preciso momento, gli indici di borsa toccavano il minimo da dieci anni, dieci anni! Crollavano sotto le vendite tutte le teorie liberiste dell’ex onnisciente santone della Federal Reserve, Alan Greenspan. Era come se dai nostri borsellini un ladro avesse scippato, non i quattro spiccioli che una finanza dissennata ci ha lasciato in tasca, ma tutti i soldi che avevamo guadagnato dal 1997 al 2009. Era la mano lesta di uno scippatore che rubava a ritroso nel tempo. In quel preciso momento, milioni e milioni di esseri umani stavano per andarsi a coricare stupefatti dall’angoscia perché all’improvviso hanno perso il lavoro, la casa, non sanno a che santo votarsi né come nutrirsi, assolvere ai loro debiti, istruire e vestire i figli. Molti di costoro, mai nella loro esistenza, si erano trovati a fronteggiare un così violentissimo rovescio che li lasciava nudi e soli. Sperimentiamo in negativo la decantata fulmineità della globalizzazione e, in tutto il pianeta, non c’è più un’oasi dove rifugiarsi. L’Occidente è in ginocchio, i ruggiti delle ex tigri del Sud-Est asiatico, quelli con il Pil a due cifre, ora fanno belati. E nella televisione italiana ci si elettrizzava (perché questi problemi non li hanno) su chi potrebbe essere il futuro presidente della Rai. Se Enrico Mentana fosse o meno un martire. Se Bersani, candidato alla segreteria del Pd, si fosse ritirato all’ultimo momento solo per sferrare una zampata decisiva al congresso in ottobre del partito. Allora, in quello stagno maleodorante di poteri ridicoli, mentre la Storia era in fiamme, il presentatore dalla voce da papera, con uno starnazzino, mostrava l’ex democristiano Franceschini che arringava i mesti congiurati del “più grande partito dell’opposizione”. E dallo scranno di neo-segretario, il leader della sinistra pettinata tuonava che d’ora in poi avrebbe deciso tutto lui, da solo. «E voi che adesso vi scorticare le mani ad applaudirmi, non provate domani a sussurrarmi questa o quella candidatura. Ora decido io!» e si dava forza con smorfiette mascellose, di quelle che adottano i gran pirla del mio paese quando fan gli imbonitori, dal Benito al Berlusca.
Istituto Luce. Spazzati via dall’irruenza dei fatti mondiali e inconsapevoli di esserne già la polvere. Ombre, omini e figurette che il tempo inghiottirà in un boccone, perché tutti divorati da colonie di tarli: quelli della vanità, quelli dell’arroganza e della presunzione, il tarlo dell’infantile onnipotenza, della smania di potere, del “ci penso io” e del “mamma, guardami, stasera vado in Tv.” Una dozzina di ospiti, una dozzina di bambù, il canneto di uno stagno e tutt’intorno, infinito e solenne, l’oceano sfavillante della storia di questi giorni, milioni di esseri umani chiamati a reinventarsi l’esistenza, un mondo intero che si sta trasformando rapidissimamente in qualcosa di meravigliosamente oscuro e nuovo.
A questa “visibilità” così sconcia, così periferica e sconsiderata, a questa visibilità così fioca, per la quale in Italia ci si scanna, occorre semplicemente, oscurarsi. A quest’oscena visibilità, si deve rispondere con un’invisibilità altrettanto estrema. Questa politica italiana così maleducata, che si eccita quasi sessualmente alle proprie cariche e prebende, che si masturba per anni parlandosi addosso, e quel che è colpevole e grave, che non ha la minima empatia con le vite degli individui che è stata chiamata a governare, non merita più di uno svogliato, quasi compassionevole ascolto. Ma anche tanta rabbia che è meglio incanalare in qualcosa di costruttivo. Così come parlare di destra e sinistra, dopo la caduta del Muro di Berlino, è come starsi ad accapigliare oggi sulla finale dei campionati di calcio del 1990. Il fallimento fatale del liberismo sfrenato e il tramonto delle grandi ideologie del secolo scorso, ci schiudono un universo sconosciuto. Quello che i politici italiani non riescono a capire dalla lezione di Obama è che ciò che loro credono “virtuale” è assai più reale di loro stessi. Berlusconi è virtuale, noi no. I grandi movimenti di opinione del presente e del futuro si muovono a una rapidità sconvolgente e le idee si trasmettono con un click da Stoccolma a Nairobi. I nostri politici sognano di fare un discorso a reti unificate alla nazione, mentre milioni di semplici esseri umani stanno già facendo le prove della trasmissione del pensiero. Ecco perché ieri sera mi sono quasi addormentato. Ero incappato in un ristorante a piatto unico, ed era la solita minestra della nonna. In più con un sacco di capelli che galleggiavano nel brodo.
Grazie no. Sì alla politica, no a questa frenetica ricerca di consenso. Sono certo che migliaia di italiani vivano il mio identico smarrimento con una disperanza così assoluta che non trovano le parole, né il coraggio, per spiegarla ai loro figli. Il Movimento degli Invisibili, lo slogan –potere alle idee non agli uomini-, l’attribuire potenza al Noi e sottrarla all’inevitabile personalismo di un leader, il visibile “oscurarsi”, l’assumersi il dovere civile di comunicare altri valori, nuovi e antichi ai nostri figli, e di fare muro alla dittatura della mediocrità, sono tutti piccoli ma significativi passi di una presa di coscienza collettiva. Personalmente non mi oppongo al signor Berlusconi per essere totalmente in disaccordo con lui e con la sua parte. Vi sono, anche in quella, diverse ragioni. Mi oppongo perché trovo immensamente vecchio e povero ciò che dice e come lo dice, e ritengo fatale per la democrazia italiana la spregiudicatezza con cui abusa del suo potere e dei propri mezzi economici per imporre il suo povero e vecchio pensiero da ricco bempensante. E dal momento che anche l’opposizione, per la quale parteggiavo, ha tentato goffamente di controbattere, utilizzando come un cugino di campagna, le stesse tecniche disneyane, le medesime fumettistiche carrambate politiche pur d’insaccare voti, (solo per non pagare il prezzo di un’inevitabile impopolarità che tocca chiunque tenga la schiena diritta) non me la sento più di votare solo “contro” il vecchio, perché anche qualora si ottenesse la maggioranza, l’ambiguità e la trasversalità versate per conquistarla, avrebbero resa decrepita l’opposizione. E il nuovo “padroncino” del Pd me ne ha purtroppo dato conferma nel suo forzuto discorso d’insediamento.
Per questo e molto altro ancora ci si sente, anche con fierezza, invisibili. Il giochino dell’apparire si è rotto. Potrà durare ancora un anno o dieci, il faccione di Berlusconi o del suo fiero oppositore potrà apparirci dal finestrino di uno Sputnik, di uno Shuttle, assisteremo al primo discorso a reti unificate dalla luna, sarà sempre lo stesso baraccone. A noi non stupisce il fuori ci interessa il dentro. E quello o ce l’hai o non ce l’hai. Altrimenti sei come la finanza taroccata e siamo stufi di dover pagare il conto dei grandi incantatori delle masse. E un po’ stufi anche delle masse che s’incantano. Se incanto dev’esserci, (in politica è pressoché inevitabile convincere il prossimo) scelgo “il nostro” al “mio”, il “Noi” all’ “io”, il lavoro di squadra ai narcisismi del funambolo. E le idee che sopravvivono agli uomini.
(Roma, 24 Febbraio 2009)
d.c. per gli Invisibili.
< Articolo precedente
Prossimo articolo >
22 Risposte to “La scelta di essere invisibili”
By Cate on feb 24, 2009
wow! fai impallidire anche Obama!
By Amelie on feb 24, 2009
OOOOhhhh,il mio tuo nostro,adorato blog,dove si può scrivere,a perdifiato,ok mi sono iscritta,ora sono invisibile visibilmente,astratta,il cognome non l’ho messo per motivi familiari,mio marito non vuole dai…ecco il motivo,appartengo solo al gruppo invisibile perche si fida di Diego,mi sembra già moltissimo,di ritrovare chi ho perso negli anni non mi interessa tanto,perche quelli che ho sono sempre gli stessi 4 o 5 persone,poi se c’è bisogno di firmare o vedersi ,ci si vedrà,ieri sera non so per quale strano motivo,non ho fatto altro che sognare vermi,giganti,devo avere le rotelle sfasate,o forse i vermi rappresentano un Pò questo paese,l’incubo mica finisce,qui….
anzi continua pure,grazie a tutti quelli che mi vogliono un bene profondo,non estetico,
che mi sanno leggere,grazie,a chi non sa leggere che per imitazione,che dire?
che vada da Vespa!!
o da Mentana in sacrestia-
ci sono tanti bei salottini,non solo dell’ikea-
nel paese dei
kiss a dopo
By roxana on feb 24, 2009
Su invisibilita’, visibilita’, occhi e facebook, poi non torno piu’ sull’argomento.
Sorrido quando leggo una sorta di idiosincrasia verso facebook, un social network piu’ o meno similare a MSN, che invece tanti utilizzano.
Ovviamente, tutti preferiremmo guardarci negli occhi, ma risulta un po’ difficile considerate le distanze chilometriche.
Senza contare che e’ importante non solo il vedersi, ma oltremodo il ‘chi guardare’ e il ‘come guardarsi’.
Talvolta anche il perche’.
Poiche’ al di la’ degli amici ed affetti, vi e’ bisogno pure di interessi comuni, idem sentire, idee condivise.
Quali propulsori, forza motrice, a spingere il carrellino sui binari.
Ogni partenza presuppone un arrivo e conseguenti tappe intermedie in fermate e stazioni.
C’e’ chi sceglie di viaggiare in alta velocita’ privandosi della vista, dettagli, del paesaggio.
C’e’ chi parte a razzo in astronave in visita di cortesia ai marziani.
O chi decide di incontrarsi al buio col passamontagna stile Marcos, e si ritrova Fantozzi o la Pina – i piu’ fortunati Mariangela.
Infine ci sono coloro che prenotano un viaggio avventura nella storia – ancora tutta da scrivere – ove prioritaria e’ la meta piu’ che uno sguardo all’autore e ai personaggi.
D’altronde se gli occhi sono lo specchio dell’anima, si rischierebbe nella lettura di svelarne il finale.
By Riccardo Brero on feb 24, 2009
Continuo a non essere convinto di facebook,non mi iscriverò,ma come altri aderisco certamente al Movimento da qui dal tuo splendido blog.
Non fidarti troppo di facebook Diego.
Preferirei incontrarci fisicamente,quello sì che sarebbe reale,e l’inizio di una splendida avventura,una cosa importante,è lì che ci conteremo.
Auspico che qualcuno che ti ha conosciuto su facebook si facesse sentire qui sul blog,magari ci sono già.
Questa è la roccaforte degli invisibili!
Senza togliere nulla agli altri.
Ciao Diego un abbraccio
Ciao Hermanos
Fraternitè,Libertè,Egalitè
By roxana on feb 24, 2009
sicuramente si giungera’ ad un incontro reale, non appena saremo in grado di contarci, d’altronde ha ragione pure Alma, ovviamente si deve uscire dalla rete, anche perche’ non sempre le tecnologie funzionano correttamente e in tempo reale, per cui meglio tutelarsi anche con altri strumenti, vedi telefoni incontri ecc.
Poi importa il fine al di la’ del mezzo, che ognuno scelga il suo tramite, o piu’
By cinzia on feb 24, 2009
Personalmente, ho la necessità di chiarirmi le idee, sono stati questi ultimi giorni forsennati. Di novità in novità, mi sono dibattuta in dubbi, timori, decisioni di ogni tipo. Mi sento però svuotata, forse come sempre non amo la confusione.
Ho letto allora il post che apre questa pagina, l’ho letto con attenzione, forse ho usato una cura maggiore nel capire a fondo anche quegli argomenti che mi sono più ostici, come la politica e l’economia.
Ho aderito ad un movimento e per quanto mi riguarda mi sono assunta un impegno, con me stessa e con tutte le persone che hanno come me sottoscritto l’idea di Diego.
Dal mio modesto punto di vista, inizia un lavoro, di questo si tratta.
In un certo senso, informarmi,capire, valutare sono elementi indispensabili per considerarsi parte di questo gruppo, in poche parole l’ingresso in siti o comunità virtuali che siano mi sembrano dettagli.
“L’Occidente è in ginocchio”, questo è il punto di partenza in questo momento le classi politiche, gli uomini che ci governano, i mezzi di informazione stanno facendo la differenza per chi ce la farà o per chi non riuscirà a pagare il conto di questi settant’anni di bengodi.
Fino ad ora si è visto alla politica come ad un optional della nostra quotidianeità, oggi no, una legge sbagliata porta fame e disperazione e non potrà essere l’argomento di qualche facile ironia televisiva, ma arriverà immediatamente sulla pelle di tutti noi oramai sprovvisti dell’ammortizzatore per eccellenza dell’Occidente, il denaro.
Ho deciso, aderendo al Movimento degli Invisibili di sentire il morso della fame nello stesso modo in cui lo sente il mio fratello extracomunitario, ho deciso di arrivare davanti ad un pronto soccorso con in braccio mio figlio e sentire che non posso neanche entrare perchè non ho un timbro, ho deciso di trasformare il colore della mia pelle, ho deciso di non appartenere a niente altro che al genere umano.
Sono preoccupata,sarà un lavoro duro,pieno di responsabilità e posso fare appello a poche energie il cuore e la coscienza.
By alma on feb 25, 2009
Ciao Cinzia, il tuo post mi riporta al quotidiano e mi prende l’angoscia, il Movimento è una speranza, tanto necessaria per compensare il senso di smarrimento e di ansia verso ciò che ci aspetta nei prossimi mesi.
Vivo e lavoro nel “ricco” Nord , una situazione così drammatica non si è mai vissuta. Le aziende una dopo l’altra, come una catena di S.Antonio, aprono procedure di CIG o mobilità, altre chiudono definitivamente. Le banche non finanziano le aziende , non si assumono rischi, ordini tassativi dall’alto al rientro, impaurite dai loro scheletri nell’armadio, si chiudono, proteggono il portafoglio.
Nella provincia resistevano le aziende metalmeccaniche, oggi sono ormai quasi tutte in cassa integrazione. 15.000 dipendenti a rischio nel solo settore metalmeccanico e nella sola provincia di Bergamo. Non conosco i numeri a livello nazionale, ma credo siano impressionanti .
In questo ultimo mese in particolare, gli ordinativi sono briciole, i clienti insolventi aumentano di giorno in giorno, la liquidità si vanifica, le banche chiudono i fidi e con la chiusura dei fidi, saltano le aziende. Sono a rischio anche le aziende fino a pochi mesi fa sane e solide.
Le prospettive future si misurano in giorni, non si va oltre il mese. Cosa succederà da qui a fine anno? Se la tendenza sarà questa, ci saranno migliaia di persone senza lavoro, famiglie disperate. Cosa fanno i nostri politici? Si fanno le seghe mentali e si cambiano il grembiulino. Politici scollati dalla realtà, attaccati allo scranno, vivono nella mura del palazzo, non ci vedono, ma “noi” non siamo invisibili, sono loro ciechi e ottenebrati.
Neanche Dio-Berlusconi saprà fare il miracolo davanti a persone che hanno perso tutto. Credo che ci voglia si il cuore e la coscienza, ma oggi più che mai ci dobbiamo essere, alzare la testa, resistere, renderci “visibili” ai ciechi e urlare il nostro “Noi” ai sordi.
By alma on feb 25, 2009
P.S. ..o sono gli italiani ottenebrati e al contrario, alcuni politici così lucidi che volontariamente calvalcano la crisi per portare il paese alla destabilizzazione, spingendo gli italiani verso falsi nemici, (ronde, immigrazione…,) per instaurare un regime, una dittatura in nome della sicurezza, della stabilità, per il bene del Paese e grazie l’avvento del Salvatore … la storia si ripete … Qualcuno probabilmente la ricorda meglio di altri e a suo vantaggio!
By cinzia on feb 25, 2009
Buongiorno Alma,
ecco hai scritto parole importanti,in quello che descrivi c’è la realtà urgente di questo momento, la disperazione da un lato, l’impassibilità dall’altra. A mio avviso se i politici hanno tutto il tempo e l’agio di stare a guardare, chi muore di fame tenderà molto presto a farsi sentire. Senza busta paga lo stomaco brontola e quindi si produrranno reazioni che ho paura non saranno all’insegna della civiltà e della democrazia. Già queste iniziative delle ronde mi sembrano un bell’esempio di quello che può produrre il disagio, il malcontento, non so, ma tendenzialmente si tende a tornare indietro piuttosto che andare avanti. Quanto tempo passerà prima che una di queste orribili ronde di pensionati volenterosi prenderà l’iniziativa e comincerà farsi giustizia da sola? Vedi Alma come è tutto molto pericoloso in momenti come questi, quando le necessità più elementari sono messe in discussione? Allora il nostro Movimento degli Invisibili deve farsi carico di illuminare queste strade buie di miseria morale ancor prima che materiale.
Parli con molta competenza di licenziamenti di cassa integrazione, e mi vengono in mente alcune riflessioni, tutta questa gente si troverà da l’oggi al domani senza un lavoro, senza stipendio, quindi giusto pensare alla soluzione materiale, ma mi chiedo che accadrà all’aspetto morale, allo stato psicologico di questa massa di disperazione?
Apparentemente sembra un dettaglio, ma in che modo si affronteranno le difficoltà? In effetti negli ultimi anni, la gente ha vissuto ottenebrata dalla materialità, dal potere mediatico, quindi dove troveranno una possibilità interiore per affrontare il passaggio epocale di queste società occidentali? Niente pensiero, cultura all’ultimo posto,coscienza civile e politica zero,e cigliegina sulla torta, senza un soldo, come si arriva dall’altra sponda della Storia? La mia personale opinione che usciremo da questa crisi non riproducendo un mondo che ha dimostrato tutta la sua inconsistenza, ma concependone uno nuovo quindi dalle veline alle pagine dei libri il passaggio è d’obbligo. Mi si potrà contestare che la fame ammette l’ignornza, ma non penso che ci si possa mettere a disquisire sui meriti delle questioni, piuttosto trovare risposte e trasformarle in azioni.
Reinventare il lavoro, dargli connotati diversi, realtà diverse è, a mio avviso, una possibilità di riuscita. Nella cultura,anzi nell’amore del sapere c’è a mio avviso la chiave di svolta, sarà pure faticosa, meno appagante dell’anestesia culturale dei mass media, ma ci dà l’unica possbilità di non trsformarci in bestie inferocite.
Un abbraccio Alma, buona giornata e a presto!
By giugliano salvatore on feb 25, 2009
ALTRO CHE FACEBOOK,CI VUOLE UN’ALTRA NOTTE COME QUELLA DEL 2001(?).PERSONE VIVE PALPITANTI E NN VIRTUALI.INIZIAMO DA DOVE CI SIAMO LASCIATI…..FORSE è MEGLIO,BASTEREBBERO QUELLI PER INIZIARE,NON ABBIAMO BISOGNO DI NUMERI,MA DI ITROVARCI.A QUESTO SOLO POTREBBE SERVIRE FACEBOOK.VI ABBRACCIO TUTTI,UNO AD UNO ALBATROS.
By anna couvert on feb 25, 2009
pete …”..alcuni politici così lucidi che volontariamente calvalcano la crisi per portare il paese alla destabilizzazione, spingendo gli italiani verso falsi nemici, (ronde, immigrazione…,) per instaurare un regime, una dittatura in nome della sicurezza, della stabilità, per il bene del Paese e grazie l’avvento del Salvatore … la storia si ri Qualcuno probabilmente la ricorda “.
parole sante, cara alma. io ricordo bene -perche’ c’ero- la costruzione dei falsi nemici e la nullificazione dei soggetti che in futuro sarebbero stati stritolati nei campi di concentramento operata dal fascismo.
la paziente costruzione di una struttura assassina nella quale ogni tassello di ignoranza poverta’ paura era funzionale e necessario.
ci risiamo :le nuvole livide d’un alba che non presagisce niente di buono sono ormai all’orizzonte.
ma se la storia si ripete,se la prima vittima oggi come allora e’l'informazione, diverse sono le possibilita’ che oggi attraverso internet abbiamo di smascherare le menzogne e di conoscere i fatti ripuliti dalla confezione velenosa dei mass media.
attraverso you tube poi possiamo recuperare le non poche ottime inchieste giornalistiche o i coraggiosi interventi delle brave e informate persone che ancora eroicamente operano nei vari campi della vita italiana e che normalmente non hanno accesso al video.
infatti sto parlando di cose che passano solo dopo mezzanotte.
servirebbero sentinelle poco bisognose di sonno armate di videoregistratore e solerti nel ridistribuire in ore decenti la messe di informazioni raccolta.
i pensionati,per esempio,che dormono poco invece di sforzarsi d’essere all’altezza delle varie rubriche salutiste “come continuareaballareviaggiarescopareaottantanni”
potrebbero rivelarsi preziosi.
lasciatelo dire a me che di anni ne ho 76 e che da tempo sfinisco figli nipoti amici con le mie registrazioni.
avete visto,un esempio fra tanti , ieri sera a “parla con me” don ciotti?
By spadino on feb 25, 2009
Giuliano e Riccardo hanno espresso in maniera chiara il mio pensiero .
Diego; anche in merito al discorso virtuale che abbiamo fatto ieri.
By genny on feb 25, 2009
ok!
By Tiziana on feb 25, 2009
Anna, è bello averti qui … avremo bisogno di persone come te, quando riusciremo a far partire questo movimento!
Quello che vi vuole è la memoria, tanto per non dimenticare …
Ciao a tutti!
By Amelie on feb 25, 2009
Per anna,
ma infatti sembra quasi che la tv,voglia farci vivere a tutti i costi,per ammazzarci meglio,la guardo poco,però ho notato un incremento di contesse,nobiltà dalle zampe di gallina tirate,che fanno vedere splendidi interni,dove vivono,le cariatidi,il non reale,fanno vedere gente che fà l’amore 7 volte al giorno con tanto di dentiera,e a noi ci tengono in vita,specialmente gli anziani,con il mito della gioventù,tra sale operatorie,farmaci,e prozac,minestroni,eccitanti per il sonno collettivo,ha raggiunto tutti,tranne qualche sopravvissuto,ora abbiamo pure un logo da Risorgimento rosso battaglia,spero che a parte i problemi personali che ognuno ha,scambiarsi le ciotole e pulci è bello e fa bene,vero spad?tesoro?
un kiss
a tutti–
By Anna on feb 25, 2009
Brava Anna Couvert,
non bisogna arrendersi mai e bisogna lottare sempre per ciò in cui si crede. Internet è vero, comincia a far passare l’informazione senza censura e ad assolvere alla funzione di smascherare le falsità, ma chi la fa da padrone è ancora la TV perché per la maggioranza delle persone quello che non passa in TV non esiste. E’ per questo che se ne sono appropriati e vedi come anche un innocuo Mentana ne abbia potuto fare le spese. In un paese normale la cosa non sarebbe stata ignorata, da noi chi ne parla? Tutti allineati e coperti. … e domani metteranno la fiducia anche al pacchetto giustizia, ops: una lapide sulla giustizia.
Chissà, se da domani all’unisono nei blog di coloro che pensano che la libertà sia linfa della vita raffigurassero una lapide nella loro pagina personale con su scritto “qui giace la giustizia in Italia”, forse anche la stampa e la TV potrebbero accorgersi che c’è un popolo di invisibili che comincia a diventare visibile.
By roxana on feb 25, 2009
eh giugliano
o teniamo l’elenco del 2001 e li contatti te via telefono o li ripeschiamo appunto su FB e auspico pure con altrettanti novizi
a chi dice che FB non serve, sto leggendo invece belle cose ma soprattutto mi pare d’esser tornata ai tempi della scuola coi compiti al pomeriggio, voi che state a fa ao’ nel frattempo a guarda’ negli occhi chi?
mo’ annamo a fa merenda va
By roxana on feb 25, 2009
ben detto Anna, arruolata nell’armata Brancaleone degli Invisibili quale addetto stampa
By manuel barone on feb 25, 2009
Alma ha focalizzato benissimo il problema,
tra l’altro l’insicurezza delle persone era
piu’ percepita che reale, indotta dai media,
nel senso che prima delle elezioni a sentire
TG e giornali pareva che fossimo assediati
da orde di clandestini tagliagole. Il problema della microcriminalita’ esiste in tutti i paesi, il “crimine zero” e’ un’utopia
per una societa’ moderna, la destra poi
divenuta maggioranza ha instillato negli italiani la paura del diverso (la paura e’
un grande strumento di controllo) accusando
la sinistra di aver col suo buonismo e il
suo lassismo aver spianato la strada ai
criminali stranieri e si e’ presentata ammantata di valori come “difesa della sicurezza per tutti e lotta spietata al crimine” e ha vinto le elezioni. il problema
e’ che quando si mette all’indice un gruppo
di persone per la sua provenienza,la sua
religione, il colore della sua pelle, la sua
etnia poi c’e’ il rischio che una parte della
popolazione italiana sfoghi il suo malcontento su chi non ha colpe. Vasco Rossi
ha detto “dicevano di me che non ero un tipo
responsabile, ma io vedo intorno a me tanti
irresponsabili”. Ogni riferimento ai direttori di TG-spazzatura e giornali osceni
e’ puramente voluto.
By giugliano salvatore on feb 26, 2009
CARA ROXANA,FORSE SE TOGLI UN PO DI TEMPO A QUESTO BLOG,CHE SE NON CI SCRIVI PER DUE ANNI,COMUNQUE RESTI IN TESTA,PER QUANTO CI HAI SCRITTO.E HAI QUALCHE NUMERO DI TEL.DI CHI NN NAVIGA IN INTERNET, PERCHè NAVIGA IN TUTT’ALTRE ACQUE,FAMMELO AVERE CHE LO CHIAMO BEN VOLENTIERI.UNA COSA è CERTA,è VERGOGNOSO PER DIEGO AVERE UN BLOG CON COSì POCHE ANIME.QUESTO DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA CHE NON SAPPIAMO CAMMINARE CON LE NOSTRE GAMBE.SIAMO RIUSCITI A DISPERDERE,IN PARTE,PERCHè SEI HAI AVUTO LA FORTUNA DI ASCOLTARE QUALCOSA FUORI DAL CORO,E NN TI SEI DISTRATTO/a A MANGIARE MERENDINE,QUALCOSA TI SARà PURE RIMASTA,O SBAGLIO?ORA SI PUò E SI DEVE RICOMINCIARE.FB è IL MODO MIGLIORE,NON CREDO MA PROVIAMOCI.LE PERSONE VOGLIO QUARDARLE NEGLI OCCHI,TOCCARLE.CAMMINANDO PER ROMA SOTTO LA PIAGGIA,E SENZA OMBRELLO,MI SONO RITROVATO IN VIALE REGGINA MARGHERITA….ERA DA ALLORA CHE NN TORNAVO A ROMA.NON FU UNA BELLA SERATA,NON ENTRAI ,MA CHE BELL STARE FIANCO A FIANCO CON TANTI CHE LA PENSAVANO COME TE.RITROVIAMOCI.E QUESTA VOLTA CARO DIEGO,LO SAI CHE NON POTRAI TIRARTI INDIETRO.SIAMO ALBATROS ZOPPI.
By Riccardo Brero on feb 26, 2009
Ciao anna couvert,è un gran piacere che anche tu sei dei nostri,vorrei che anche altre persone della tua età potessero partecipare a questo blog.Siete la nostra vera memoria,non le rivisitazioni oscene e intollerabili cui stiamo assistendo.
Ciao con grandissima stima,vorrei vedere tutte le tue videocassette!
By roxana on feb 26, 2009
uhm
dichiaro lo sciopero virtuale