La perversione del dolore cattolico romano
Nel cuore dell’Africa sub-sahariana è arrivato l’Essere vestito di bianco con la croce d’oro massiccio. Doppie ali di donne e uomini neri hanno gioito festosi al passaggio del colombo di Dio appollaiato nella lussuosa papa-mobile, dall’aeroporto fino a Yaoundé, la capitale del Camerun. Trenta chilometri di applausi, neanche i Beatles. È arrivato lo Zio d’America del Vaticano.
Se non avessi mai goduto di un cinema o di un Pc, di un tramezzino tonno e carciofini o di una play, se non avessi mai posseduto una casetta o una bottiglia di Ferrarelle, anche io mi sarei scorticato le mani ad applaudirlo e avrei cercato di toccare il puffo bianco. Se poi un missionario mi avesse curato, se un Gino Strada avesse salvato mio figlio, se una piccola suora mi avesse parlato dell’amore del Cristo, e che dopo morto sarei diventato ricco nella Sua luce, insomma, se invece che a Roma fossi nato a Yaoundé, mi sarebbe apparso tenerissimo perfino il sorriso aguzzo del pastore tedesco. Ma per sfacciata fortuna sono un poker servito vivente: mio padre era un avvocato bianco e mammina, per regalo di nozze, ricevette un appartamento di 180 mq e box doppio. Da ragazzo ho cavalcato moto giapponesi e letto i classici russi, mangiato bistecche di chianina, apprezzato il gusto del Veuve-Clicquot, studiato nei migliori licei della capitale, fatto il contadino a Marsiglia “per esperienza” e baciato ragazze profumate da Yves Saint Laurent. E naturalmente sono stato in Africa e ho potuto permettermi il “mal d’Africa”: malattia nostalgica infame, di chi, standosene stravaccato in un salotto di Roma o di Milano, rimpiange il silenzio maestoso dell’Africa dei tour-operator. Che mi frega del Camerun dell’Aids? Non sono cazzi miei se solo in quella fascia di Continente Nero, 25 milioni di esseri umani uguali a me, e che non hanno avuto la fortuna sfacciata di nascere in una bella clinica romana, sono appestati dalla malattia dell’amore e condannati a morte. Potrebbero evitarlo? Sì. Basterebbe che usassero i profilattici. Non sono sicuri al cento per cento, però al novanta sì. Ma l’Ambasciatore del Cristo ha detto loro di no. L’Uomo del Monte Sinai l’ha vietato. (Ed è come se avesse crocifisso Gesù un’altra volta). No, non potete, il profilattico è peccato. Siate casti, piuttosto. Ovverosia, non fate l’unica cosa gratis che vi resta nella vita: l’amore. Ma Ratzinger ha fatto peggio. Ha aggiunto che i preservativi “aumentano i problemi”. Infine lo squalo bianco del dio dei ricchi ha raggiunto la vetta della ferocia umana: “Soffrire con i sofferenti”, questo -a suo dire-sarebbe la missione dei fratelli in Cristo. Non “evitare” a milioni di poveri sofferenze indicibili. No: “soffrire con i sofferenti”, pur di non cedere di un millimetro alla barbarie integralista dell’amore proibito tranne che per fini di procreazione. Che da una coppia di malati, poi, nasca un bambino a sua volta condannato a morte dall’Aids, per il sommo pontefice è indifferente. Quale immensa differenza con il Gesù dei poveri, dei bimbi e delle prostitute! Che Dio ieratico e spietato tiranneggia Papa Ratzinger. “Soffrire con i sofferenti”, quando potresti non farli soffrire, è perverso.
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Se non avessi mai goduto di un cinema o di un Pc, di un tramezzino tonno e carciofini o di una play, se non avessi mai posseduto una casetta o una bottiglia di Ferrarelle, anche io mi sarei scorticato le mani ad applaudirlo e avrei cercato di toccare il puffo bianco. Se poi un missionario mi avesse curato, se un Gino Strada avesse salvato mio figlio, se una piccola suora mi avesse parlato dell’amore del Cristo, e che dopo morto sarei diventato ricco nella Sua luce, insomma, se invece che a Roma fossi nato a Yaoundé, mi sarebbe apparso tenerissimo perfino il sorriso aguzzo del pastore tedesco. Ma per sfacciata fortuna sono un poker servito vivente: mio padre era un avvocato bianco e mammina, per regalo di nozze, ricevette un appartamento di 180 mq e box doppio. Da ragazzo ho cavalcato moto giapponesi e letto i classici russi, mangiato bistecche di chianina, apprezzato il gusto del Veuve-Clicquot, studiato nei migliori licei della capitale, fatto il contadino a Marsiglia “per esperienza” e baciato ragazze profumate da Yves Saint Laurent. E naturalmente sono stato in Africa e ho potuto permettermi il “mal d’Africa”: malattia nostalgica infame, di chi, standosene stravaccato in un salotto di Roma o di Milano, rimpiange il silenzio maestoso dell’Africa dei tour-operator. Che mi frega del Camerun dell’Aids? Non sono cazzi miei se solo in quella fascia di Continente Nero, 25 milioni di esseri umani uguali a me, e che non hanno avuto la fortuna sfacciata di nascere in una bella clinica romana, sono appestati dalla malattia dell’amore e condannati a morte. Potrebbero evitarlo? Sì. Basterebbe che usassero i profilattici. Non sono sicuri al cento per cento, però al novanta sì. Ma l’Ambasciatore del Cristo ha detto loro di no. L’Uomo del Monte Sinai l’ha vietato. (Ed è come se avesse crocifisso Gesù un’altra volta). No, non potete, il profilattico è peccato. Siate casti, piuttosto. Ovverosia, non fate l’unica cosa gratis che vi resta nella vita: l’amore. Ma Ratzinger ha fatto peggio. Ha aggiunto che i preservativi “aumentano i problemi”. Infine lo squalo bianco del dio dei ricchi ha raggiunto la vetta della ferocia umana: “Soffrire con i sofferenti”, questo -a suo dire-sarebbe la missione dei fratelli in Cristo. Non “evitare” a milioni di poveri sofferenze indicibili. No: “soffrire con i sofferenti”, pur di non cedere di un millimetro alla barbarie integralista dell’amore proibito tranne che per fini di procreazione. Che da una coppia di malati, poi, nasca un bambino a sua volta condannato a morte dall’Aids, per il sommo pontefice è indifferente. Quale immensa differenza con il Gesù dei poveri, dei bimbi e delle prostitute! Che Dio ieratico e spietato tiranneggia Papa Ratzinger. “Soffrire con i sofferenti”, quando potresti non farli soffrire, è perverso.
29 Risposte to “La perversione del dolore cattolico romano”
By Riccardo Brero on mar 18, 2009
Parole “SANTE” Diego.
Queste dichiarazioni del capo della chiesa cattolica sono veramente cattive e fuoriluogo(nel senso che se per dire una cazzata del genere doveva andare in Africa poteva starsene in Vaticano) e penso che anche gran parte del popolo cattolico non sia d’accordo.
Perchè poi se vuol soffrire con i sofferenti non si trasferice in qualche missione in Africa o in qualche altro paese povero?
Ciao
http://www.youtube.com/watch?v=dn_jwbjp2WU
By satya rosana on mar 18, 2009
Stimatissimo Diego.
Io seguo il Buddhismo del Dalai Lama.
Secondo il Karma, se uno deve ammalarsi o nascere ammalato non c’è nulla da fare, se non nascerà ammalato in Africa nascerà ammalato in India. La sua posizione è comprensibile, ma da quello che so queste persone non praticano una sessualità all’interno di un rapporto di coppia per cui non si informano se lui o lei siano sani, perché domani andranno con un’altra/altro…Se un nostro figlio italiano cambiasse la fidanzata tutte le sere, sarebbe sufficiente dargli un condom?
Lo stesso vale per Eluana, farla morire garantisce che nella vita futura non abbia da scontare le medesime pene?
Satya
By Riccardo Brero on mar 18, 2009
Ascoltate Don Gallo
http://www.pdcitv.it/video/953/Papa-aids-e-preservativi-Intervista-a-Don-Gallo
By domenico on mar 18, 2009
la sofferenza è funzionale alla religione cattolica, nasce proprio da un “fatto” terribile di sofferenza estrema.
in un mondo senza sofferenze la religione cattolica non avrebbe ragione d’esistere
sembrerebbe quasi un ragionamento che porterebbe ad una sintesi: il cattolicesimo “vive”, nel senso che ha una ragione d’esistenza, grazie alla sofferenza dei singoli e dei popoli.
e quindi, potrebbe mai il cattolicesimo sopravvivere in un mondo senza sofferenze e senza ingiustizie?
s’estinguerebbe.
vorrei tanto aver ragione. significherebbe che l’stacolo è il cattolicesimo, o meglio la gerarchia cattolica.
l’alta gerarchia cattolica, “l’altissima”!
By Amelie on mar 18, 2009
Ma credo che il puffo bianco parli sotto effetto dell’alcool,ignorare 33milioni di persone malate,nel mondo con questa frasetta all’acqua santa?L’Aids non si può sconfiggere,con la distribuzione dei preservativi,anzi aumentano il problema.
è come dire se hai una bronchite tielilà,lì,
da parte non curarti perche i farmaci fanno male,poi magari passa qualcuno e ti da una pozione magica.
insomma un logico controsenso uno dei tanti.
quotidiani.
ma siamo sicuri che questi portano un messaggio di carità?
o la carità lugubre dei morti?
anche qui,mettete un papa giovane!!
uffa che solfa.:/
kiss
By Umbro on mar 18, 2009
Proporrei un bell’applauso alla bistecca di chianina che fa crescere belli (magari non tutti, ma la bellezza è soggettiva) e intelligenti: chissà invece cosa si sarà mangiato da piccolo papaRatzinger in Germania….:)
Buon tutto, a tutti!
By roxana on mar 18, 2009
cara satya
a me non interessa con chi va mio figlio, ma che si tuteli lui e la sua compagna, o avventura da carpe diem.
Non ho moralismi o pudicizie sessuali – o sessuofobiche – poi ognuno sceglie la propria strada, senza giudicare possibilmente, il bisogno di una carezza o calore umano va ben oltre ad una mera penetrazione, del corpo e non dell’anima.
Io stessa – madre – ho chiesto preservativi a mio figlio, ci scandalizziamo? O qualcuno tira la prima pietra, magari sposati felici e in odor di corna, virtuali o reali?
Quello che e’ stato pontificato e’ incitazione allo sterminio di massa, il Male; quello che fa tutti i giorni la chiesa del terzo mondo, i beati costruttori di pace, chi aiuta e non sentenzia, e’ il Bene.
E non il pene.
Mi riconosco nella filosofia zen, il sesso mi piace tantrico, rispetto da atea od agnostica – termine di moda – ogni religione, ma mai l’integralismo, che sia cattolico o di altre fedi, e l’abominio di dichiarazioni pubbliche – cosmiche – quando si parla nel nome di dio.
Quel dio che e’ figlio di un dio minore, che avrebbe scatenato il diluvio universale sulla pedofilia clericale, quel dio che lascia libero arbitrio, ma per chi compie e propaga il male, consapevole, punisce, come e’ vero dio, appunto.
La questione embrionale non e’ se feto non feto o se fato non fato, ma il fatto, che mai buddha o dio perdoneranno giudici e mercanti del tempio, papa’ Englaro e Boccadirosa si siederanno al suo fianco, invece.
Quando nel sesso – protetto – massimo gesto d’amore verso se stessi e gli altri – e non come fanno tanti uomini anche sposati che rifiutano il condom in relazioni extra o con prostitute – infettando la coniuge, o adolescenti maschi e femmine soprattutto all’estero in turismo sessuale – si raggiungera’ il nirvana, nella gioia quindi e non nel dolore, si arrivera’ a dio.
By mg82 on mar 18, 2009
Hai ragione Diego! da Cattolico mi dispiace questa posizione del Papa (è la stessa che aveva anche Giovanni Paolo II)… xò il “soffrire con i sofferenti” è quello che spinge tanti Cattolici, prelati e non, ad impegnarsi per gli altri, non vuol dire, voler far soffrire x forza le persone…
P.s. mi inimico subito al primo commento Roxana, ma non credo che papà Englaro (soprattutto) e Boccadirosa siederanno proprio vicini-vicini a Gesù
By lucalain on mar 18, 2009
Buonasera a tutti!
Ho letto e riletto le affermazioni del pastore tedesco (la mia piccola Niobe, pastore tedesco, sarà arrabbiata dopo questa), e devo dire che nel 2009 sentire ancora queste parole è offensivo.Offensivo per chi soffre tutti i giorni, offensivo per la DIGNITA’ del popolo africano, vessato da secoli e privato delle sue ricchezze.Culturali e materiali.Ho avuto la fortuna di vivere in Africa quando, tenero bimbo di 5 anni, seguivo i miei nonni per questa avventura fantastica.Li ho conosciuto l’africa, senza tour operator.Ma non è importante questo.L’importanza è che ancora una volta si prende per il culo chi cerca una risposta.Chi guarda DAVVERO a gesù, non come quel troglodita in bianco.Vedo davvero una brutta piega, e mi incazzo ancora di più.Ormai il malox è acqua..mi consigliate qualcosa di naturale per non incazzarmi?
Esiste! un vostro abbraccio.
Luca
By giugliano salvatore on mar 18, 2009
R I S P E T T O VI DICE NIENTE?
By roxana on mar 18, 2009
ciao mg82,
non c’era forse maria maddalena al fianco di Gesu’?
poi se rileggessi i vangeli – apocrifi e non – sono certa che una figura similare a papa’ englaro si trova, era cmq un’allegoria, per dire che i veri cristiani, i seguaci di Cristo, erano piu’ simili agli africani – nel senso di paese popolo povero emarginato villipeso sfruttato – che al papa
Se tu fossi Gesu’ chi accoglieresti tra le braccia in consolazione e perdono – compatire assieme – se non un padre che ha vissuto e che vivra’ per la vita il peso dell’assenza di una figlia, e di una scelta, senza entrare nel merito se giusta o sbagliata?
Io non avrei dubbi…
By cinzia on mar 18, 2009
Comincio a sentire il bisogno impellente di preservativi per le orecchie.
Continua ogni giorno l’orrore di una mediaticità delirante e a senso unico.
Parlano i potenti di cieli e terra, ma i poveri sono sempre più chiusi nel silenzio.
Ma chi è il Papa? Chi rappresenta? In nome di chi sta parlando? Dovrebbe dircelo e poi spiegarlo a chi di Aids sta morendo. Dovrebbe spiegarci da dove arrivano le sue “esternazioni”, dalla sua personale convinzione? Dalla fede? Da Dio stesso?
Dovrebbe ampliare il concetto che ha espresso a proposito dell’Aids, dell’uso del preservativo, della prevenzione. E si, perchè quello che ha detto potrebbe, dico potrebbe insinuarsi nella coscienza di qualcuno e allora il Signor Papa dovrebbe rispondere di crimini contro l’Umanità, ne più ne meno di un criminale .
Se potessi gli farei una domanda, semplice:” Perchè con i soldi che ha speso per fare questo viaggio inutile non ha comprato una gigantesca fornitura di preservativi da donare alla gente di cui Lei è ospite?
Non hanno soldi per il pane, figuriamoci per la prevenzione! Forse avrebbe fatto fare alla sua Chiesa un passo epocale, e mi creda il suo Dio gliene sarebbe infinitamente grato!”.
un tenero abbraccio a tutti voi, baci, baci e poi baci!!!!!
http://www.youtube.com/watch?v=cP1LyxkALUE
By Francesco on mar 18, 2009
Sai cosa, Diego, condivido in pieno l’opinione che hai del Papa e trovo anch’io una sorte di perversione nei suoi discorsi. C’é però una cosa che ti voglio dire che mi vede in disaccordo con te: i preservativi non servono a niente. Sono stato in Africa, in Tanzania ospite di missionari che in varie maniere si prodigano per aiutare quelle genti. Ho anche fatto visita ad Iringa ad un centro dove danno aiuto medico e psicologico ai malati di AIDS. Non so come spiegartelo, ma ho avuto la percezione che il preservativo sia uno strumento improponibile per le condizioni umane che ho avuto modo di verificare. E’ difficile da spiegare e posso benissimo comprendere che sia altrettanto facile accettare come inverosimile il mio ragionamento. Io dico che non è concepibile pensare alla salvezza di un uomo grazie ad un preservativo che dovrebbe tenere sempre in tasca, ipotizzando che abbia i pantaloni, quando quello stesso uomo non ha nemmeno la certezza di trovare l’acqua o il cibo che lo faccia vivere fino a domani. Ti giuro che ho provato a pensare, mentre mi trovavo in una di quelle capanne di fango, ad ud una situazione di abbandono all’amore che è come di ci tu una delle poche gioie che possono avere gratis, se non l’unica, ma ti giuro che ho fatto davvero fatica ad immaginare in quel contesto l’uso di un preservativo. Permettimi di non spiegarti il perché, certe cose non hanno spiegazione, a volte si deve accettare il fatto che l’immaginazione non possa arrivare ovunque, si deve pensare solo là dove vorremmo portare il nostro pensiero. E’ un po’ come descrivere un campo di concentramento a chi non ci è mai stato. Per capire un campo di concentramento bisogna andarci, non c’é niente da spiegare.
Mi fermo qui anche se il discorso meriterebbe maggior approfondimento. Prendilo come un semplice stimolo al dubbio che al preservativo si debba delegare la salvezza dell’Africa.
Con grande stima.
Francesco
By Anna on mar 18, 2009
Non posso sopportare e non posso ammettere che un uomo di chiesa usi, in malafede, argomenti solo per imporre biechi principi.
Per Satya. Ho rispetto del buddismo e devo dire che alcuni aspetti mi attraggono, ritengo, però, che non si possono leggere le infamie umane con dogmi quale può essere quello della legge del Karma. Chi ti dice (anzi io ne sono certa) che se c’è un disegno divino sulla vicenda di Eluana non è quello di aver risvegliato tante coscienze per l’inaudita ferocia che hanno dimostrato certi personaggi al riguardo?
Grande Don Gallo!
By numb on mar 19, 2009
“Soffrire con i sofferenti” significa che quasi il 30% dei centri di cura per l’HIV nel mondo sono cattolici. 30%. Cioè ogni 3 centri, 1 è sostenuto con i soldi del Vaticano e con le donazioni dei fedeli che finanziano le comunità che metteno in piedi queste strutture. Come la Comunità di Sant’Egidio, alla quale il Papa è andato ieri a rendere omaggio a Yaounde, e ad assicurare ancora sostegno economico e spirituale per il futuro. Questo significa “Soffrire con i sofferenti”. Significa che nonostante più di mezzo mondo ti sputi addosso perchè sei il Papa e testimoni la tua fede, tu non rinunci ad assicurare il tuo impegno per sostenere da solo il 30% dell’aiuto che nel mondo viene dato ai malati di HIV, senza che nessuno sia disposto ad ammetterlo, nemmeno di fronte all’evidenza delle cifre. Significa che se credi in Dio (e ormai non hai più coraggio manifestare la tua fede per non essere considerato un cittadino di serie B) ti senti obbligato nel tuo piccolo a sostenere finanziariamente le opere cristiane in Africa. “Soffrire con i sofferenti”, per il Papa, non significa dare loro una scatola di preservativi perchè si godano i loro ultimi giorni, e in questo modo magari illudersi di avere fatto loro del bene. “Soffrire con i sofferenti” impone innanzitutto l’onesto e bellissimo ragionamento riportato poco sopra da Francesco. “Soffrire con i sofferenti” significa dare loro una mano, anzichè una scatola di preservativi per metterli a tacere, e mettere a tacere la nostra coscienza. Non credi, Diego? Poi, ovviamente, sei liberissimo di continuare a credere che la scelta migliore sia riempire l’Africa di preservativi. Ma dire che il Papa gode della sofferenza degli africani, definire perverso il suo invito a soffrire con i sofferenti, lo trovo (perdonami la parole forse troppo pesante) disonesto. Disonesto perchè nega ciò che invece è fin troppo evidente: che GRAN PARTE dell’aiuto che NEI FATTI (e non solo con parole e promesse) viene dato all’Africa, proviene proprio dalla Chiesa Cattolica e dai cristiani che finanziano le strutture cristiane in quel continente. Ti chiedo: il giorno in cui le migliaia di opere cristiane in Africa dovessero ipoteticamente decidere di chiudere, sarebbe un bene per l’Africa? Pensi che basterebbe Gino Strada a salvare quel continente? Non fraintendermi: l’opera di Strada è ammirevole, ma è una goccia. Importantissima, ma pur sempre una goccia, a confronto dell’immenso impegno finanziario e umano che la Chiesa Cattolica dispiega in quei posti. O sbaglio?
By roxana on mar 19, 2009
vero quel che dice francesco, probabilmente non riusciamo a calarci nella realta’ e pensiamo ancora da occidentali piu’ o meno benestanti e consapevoli, pero’ allora la frase doveva essere: non bastano i preservativi a salvare l’africa.
Altrettanto vero che sono piu’ le missioni religiose che laiche in africa, per una lunga storia di dottrina e sacrificio, ma non penso che nei centri missionari distribuiscano preservativi…
Quello che io mi domando: chi ha portato l’aids in africa?
E’ davvero fenomeno indigeno localizzato o gli occidentali hanno infettato l’africa?
E se fosse qualche sperimentazione di multinazionali farmaceutiche?
Forse fantascienza, ma cmq coi se e coi ma non si fa la storia, col preservativo forse si salva almeno un bambino, non so…
Sicuramente se le popolazioni delle capanne di fango non usano il preservativo, tanto meno praticano l’astinenza come vorrebbe il papa, o no?
By Anna on mar 19, 2009
E’ vero Rox, quella poteva essere la frase giusta. E’ pacifico che il preservativo non possa essere la soluzione, ma diffondere il messaggio che esso non risolve il problema e che è casa di altri mali è contro qualsiasi fondamento scientifico e, quindi, è malafede, mi spiace. C’è da chiedersi perché nei secoli dei secoli la chiesa abbia sempre contrastato la scienza (Galileo insegna) ogni volta che vede il rischio che possa minare i suoi grandi principi.
Apprezzo il lavoro dei Missionari, ma non tutto, perché ritengo che un VERO atto d’amore sia quello di dare senza aspettarsi nulla in cambio, mentre troppo spesso vanno li per “fare opera di evangelizzazione” e quello, mi spiace, proprio un vero cristiano dovrebbe rifiutarlo. Anche un fine nobile non può giustificare i mezzi. Io sono stata in Africa e ho conosciuto delle persone che hanno costituito un’associazione che ha cercato, con fondi limitatissimi, di mettere su un centro di assistenza ai bambini figli di ragazze madri. Quando è stato chiesto a delle suore di gestirlo hanno fatto la lista della spesa, tanto per dirne una tra queste cose c’era anche la lavatrice.
Roxana sono felice di non essere la sola a porsi alcune domande sull’origine dell’AIDS. Ci sono illustri medici e scienziati che hanno documentato proprio i retroscena delle multinazionali farmaceutiche ed a questo si aggiunga la grande menzogna, ovvero che l’HIV sia la causa dell’AIDS.
Questo voglio dire quando parlo da grossi centri di potere che gestiscono e manovrano il mondo, senza scrupoli. Tutti gli uomini politici, o almeno quelli che contano, sono manovrati da loro. Noi questo dobbiamo combattere: dobbiamo essere le persone che dal basso cercano di premere, premere, premere affinché il potere di decidere diventi veramente il nostro e non resti sempre nelle loro mani. Questa per me deve essere la nostra battaglia. Ciao, mi immergo nel lavoro perché sono in arretrato
By numb on mar 19, 2009
Sono completamente in accordo con te, roxana. Forse davvero la frase doveva essere: non bastano i preservativi. Perchè, prova a pensare: diamo i preservativi a tutti gli africani, per paura che continuino a contagiarsi. Bene, a quel punto potranno amarsi liberamente senza pericoli (o bassi pericoli) di contagio. Ma tempo qualche decennio si estingueranno, perchè il preservativo ha il compito di impedire la riproduzione delle persone. Certo, se si estinguono non ci sarà nemmeno più il problema dell’Aids. Ma a che prezzo! Ecco perchè io credo che il preservativo non sia la soluzione al problema, ma solo un tentativo di accantonare tale problema. Forse (ma qui entro davvero in un territorio nel quale non ho certezze) bisogna insegnare a queste persone ad essere un pò più responsabili, a non andare ad accoppiarsi a destra e a manca in modo irresponsabile, seguendo solo i propri istinti. L’uomo è depositario di istinti sanissimi e bellissimi, ma ha anche un cervello. Perchè dobbiamo discriminare gli africani non insegnando loro ad usare il cervello, bensì regalandogli una scatola di preservativi. Non ce l’hanno anche loro un cervello? O mi sbaglio? Anna, tu scrivi: “fare opera di evangelizzazione e quello, mi spiace, proprio un vero cristiano dovrebbe rifiutarlo”. Ma Gesù ha detto che il primo compito del cristiano è testimoniare a tutti la propria fede. E siccome la fede è anche CARITA’ (nel senso più alto del termine, cioè non la banale elemosina, bensì il mettersi a completa disposizione degli altri), ecco perchè sono in prevalenza proprio le persone di fede ad impegnarsi in quel continente, perchè un credente è “geneticamente” spinto ad aiutare chi è sofferente. Poi scrivi:”ritengo che un VERO atto d’amore sia quello di dare senza aspettarsi nulla in cambio”. Dove sta il tornaconto in una Chiesa Cattolica che investe quasi come il resto degli Stati del mondo messi assieme per aiutare persone che non hanno nulla? Dov’è il ritorno economico o politico? Non credi sia semplicemente insito nella natura di credenti il donarsi pienamente, come fanno i missionari? Dove sta il tornaconto nella decisione dei missionari di rimanere in Darfour ad assistere migliaia di profughi, nonostante un despota che questi missionari li vuole cacciare e minaccia di ucciderli, e se ne frega se poi a migliaia in questo modo verrà tolta l’ultima possibilità di aiuto? E’ più infame il Papa che continua con forza a sostemere questi missionari, o Obama che squallidamente NON HA PROFERITO UNA SOLA PAROLA contro Omar Bashir, il dittatore che da anni stermina la popolazione del Darfour?
By Riccardo Brero on mar 19, 2009
Vi scrivo pe farvi sapere che ci sono e vi leggo e non potrei esprimere meglio di voi quello che penso,da uomo profondamente laico.
Penso che il Papa questa ce e se la poteva risparmiare.
Aggiornamento per il 30 e 31 maggio:prenotazione effettuata….io ci sarò e farò parte dell’INVISIBILE ARMATA…..Diego prepara il sacco a pelo!
Ciao
By alma on mar 19, 2009
Il Papa in questa occasione avrebbe dovuto astenersi da ogni riferimento al preservativo. Avrebbe dimostrato buon senso e rispetto. Ma credo volesse dimostrare qualcosa d’altro, non buon senso.
Il discorso è stato sicuramente pensato e pesato e nulla detto per caso. Credo ci sia malafede in questo discorso. Un discorso da “colomba” ma che infila tra una parola ed un’altra un messaggio forte, a ribadire che la Chiesa è potente e non ha paura, non cede a nessun compromesso. “Vi riconfermo che siamo forti e vi sfido”.
La Chiesa ha conservato il suo potere grazie alla determinazione con cui difende i suoi dogmi. Hitler ne aveva preso esempio “non siamo un movimento, siamo una religione”ammirava l’assetto istituzionale della Chiesa e il suo essere antimodernista.
Mettere in discussione i suoi dogmi equivale ad una resa, ad un debolezza e una perdita di potere e controllo assoluto. La Chiesa non è democratica e aperta al confronto, cedere su questo sarebbe l’inizio della fine.
La religione cattolica offre una risposta al bisogno di spiritualità dell’uomo e alle sue eterne domande, ma chiede in cambio fede e accettazione assoluta dei suoi dogmi e del suo potere. Per i cattolici prendere o lasciare.
By roxana on mar 19, 2009
non ho capito scusa,
ma perche’ gli occidentali da quando usano preservativi non fanno piu’ figli?
E poi chi siamo noi per andare a insegnare agli altri quando fare l’amore quante volte con chi come e perche’?
Ma quelli gia’ non tengono da mangiare, da vestirsi, mo’ gli vogliamo pure levare il solo godimento sulla terra, ancora a costo zero?
By manuel barone on mar 19, 2009
secondo molti studi il preservativo e’ sicuro
nel 98% dei casi, il margine di rischio,
assai ridotto, deriverebbe dalla possibile
rottura del preservativo (eventualita’ rara,
ma succede). Ratzinger e’ stato irresponsabile a fare quella dichiarazione,
aggravata dal fatto che lui e’ un uomo
molto colto e molto intelligente (a me non
piace la sua linea,faccio una constatazione)
e sa benissimo che il condom e’ l’unico mezzo
per salvare le persone dal contagio. i preti
e le suore che in Africa aiutano davvero chi
soffre la pensano diversamente, loro sono
a contatto 24 ore su 24 con gli Africani,
e non si limitano a sorvolare l’Africa con un
aereo una volta ogni tanto. Guardando l’operato di molti Papi e di potenti cardinali e vescovi del passato, mi pare che
dicano di rappresentare Dio in terra, ma poi
di fatto lavorano strenuamente per la concorrenza.
By Cate on mar 19, 2009
“Soffrire con i sofferenti”…ma come mai, proprio la cattolicissima Italia, quando questi poveri derelitti ci vengono incontro (risparmiandoci il viaggio per dar sfogo ai nostri nobili slanci di “credenti geneticamente spinti ad aiutare…”)beh come mai non li vede più come sofferenti? Anzi li rivedrebbe volentieri ributtati in mare su un gommone poco più grande di un profilattico gonfiato. Mi vergogno sempre di più di appartenere al fortunato, ricco, sfacciato, arrogante ed ignorante occidente…ecco un valore aggiunto all’essere o, meglio,sentirsi invisibili: si sopporta un pochino di più l’indignazione di non soffrire con i sofferenti veri invisibili di questo pianeta…chiedo scusa a tutti se intervengo e anche se non intervengo…
By Anna on mar 19, 2009
Hai detto bene Numb, testimoniare la propria fede non imporla. Purtroppo la maggior parte dei preti, seguono senza discutere la gerarchia ecclesiastica che impone e dispone e loro, vogliono, si che vogliono in cambio qualcosa: vogliono la nostra anima, senza tentennamenti, negandoci la nostra unicità e la nostra consapevolezza. Se questo vi sembra poco!! Solo così possono avere il dominio sul genere umano. Essere caritatevoli, fare beneficenza, senza rispettare l’unicità delle persone di cui ci occupiamo è un atto di superbia e sopraffazione. Se poi la chiesa vorrà continuare ad insistere dicendoci che se vogliamo la vita eterna dobbiamo fare esattamente quello che ci dice lei, si accomodi altrove io non sono dei suoi. Le religioni, tutte, non sono altro che centri di potere che strumentalizzano un Dio inesistente, creato dalle loro menti. Tanta gratitudine e tanto affetto, invece, a quei preti di strada come Don Peppino Diana, Padre Zanardelli, Don Ciotti ed altri che non hanno paura di esporsi in prima persona, chiamando in causa anche la chiesa e chiedendogli di on essere ambigua.
Sono convinta che la vita terrena di un uomo rappresenti solo una parte della sua esistenza, però mi rifiuto di credere che possa esistere un Dio dispotico, crudele, tiranno come loro vogliono farci credere. Per me Dio è parte di noi, è amore, libertà, giustizia, armonia, verità, crescita interiore, pienezza, consapevolezza, è il tutto ed in quel tutto ci siamo anche noi. E’ dare senza aspettarsi nulla in cambio, neanche un grazie e tanto meno pretendere fede incondizionata al suo credo. Per il Dio che immagino io non esiste il peccato, l’origine del peccato è una costruzione umana, esiste un percorso interiore consapevole che ci porta al divino.
By numb on mar 19, 2009
E’ evidente che nessuno si sognerebbe mai di andare da loro e imporgli quante volte fare sesso, come e con chi. Tanto è vero che il Papa non ha detto:”Farò tagliare le mai a chi distribuisce preservativi”. Ha detto:”Il preservativo non risolve il problema”. Perchè secondo voi ha detto questo? Perchè è stupido? Assetato di dolore altrui? Bacchettone? Difensore di dogmi che attentano alla libertà? Disinformato? Forse. O forse perchè si è informato un pò e ha visto che uno dei paesi africani in cui si sono raggiunti pregevoli risultati nella lotta all’Aids è l’Uganda, paese in cui questi risultati si sono raggiunti proprio perchè si è puntato non sui preservativi, ma sull’educazione delle persone. Poi noi possiamo dire tutto quello che vogliamo. Io stesso posso tranquillamente continuare a propinarvi le mie stupidaggini, ma i dati vanno accettati per quello che sono. E i dati dicono che il preservativo non risolve nulla, bensì solo l’educazione all’amore, che ogni giorno i missionari sostenuti dalla Chiesa Cattolica mettono in pratica, migliora la situazione. Solo con l’educazione cattolica all’amore in Africa si sono veramente raggiunti dei risultati nella lotta all’Aids. E questi sono i FATTI, non le mie opinioni. Se avrete voglia di informarvi (e anche di contribuire, perchè c’è davvero bisogno di tutti), vi lancio qualche input:
Rose Busingye, http://new.asianews.it/index.php?l=it&art=14772 (caldamente consigliato a chi vuole conoscere le cifre, i dati), Avsi, Meeting Point International di Kampala, http://www.grafobit.it/cattivi_pensieri/mondo_societa/lotta_aids_africa.htm.
A chi ne avrà voglia, buona lettura.
By numb on mar 19, 2009
“Essere caritatevoli, fare beneficenza, senza rispettare l’unicità delle persone di cui ci occupiamo è un atto di superbia e sopraffazione”. Hai ragione Anna. Ma ti prego di pensare a questo: i cattolici veri si sentono spinti a TESTIMONIARE la fede, mai ad imporla. I missionari cattolici vanno in Africa per curare ed educare le persone. Ma NON IMPONGONO NULLA. Non dicono:”Io ti aiuto, ma tu mi devi dare la tua anima”. Non lo possono fare, il loro stesso Dio Padre lo impedisce. Quel Dio che li esorta a TESTIMONIARE la fede con forza ma senza violenza, rispettando la libertà delle persone di non credere in Dio. Ecco dove sta la bellezza dell’essere cristiano: io ti testimonio con convinzione la mia fede, senza importelo. Ma sia che tu voglia credere oppure no, nel momento in cui avrai bisogno io ti darò una mano. Questo è quello che fa la Chiesa Cattolica in Africa. Porta il suo aiuto e la sua fede. E aiuta anche chi non si converte. Perchè per il cristiano la dignità della persona viene prima del fatto che uno sia credente o no. Se la Chiesa fosse andata in Africa per colonizzare le anime degli africani, se ne sarebbe andata già da un pezzo, perchè il numero di persone che si convertono non giustificherebbe i milioni di euro che ogni anno la Chiesa investe negli aiuti al Terzo Mondo.
By roxana on mar 20, 2009
‘Solo con l’educazione cattolica all’amore in Africa si sono veramente raggiunti dei risultati nella lotta all’Aids’
in italia negli anni 50 e 60 eravamo pieni di figli di Ogino Knaus, fino agli anni 70 ed avvento di pillole e spirali, non oso immaginare in africa…
cmq ognuno ha la propria fede e fonti.