La pagella di Pessoa
Magnifica Lisbona che sale che scende che non sta mai buona.
La luce prima di tutto, i bianchi e gli azzurri. E poi i balconcini neri, in ferro battuto, che adornano i corpi delle case come reggiseni fuori moda. Ma la cosa che più mi ha emozionato è stata la pagella scolastica di Pessoa, appesa a una parete della sua casa, sono scoppiato a piangere e non so perché. Nulla che mi riguardasse. Era la pagella di Pessoa bambino, tutto qui, con i commenti molto positivi del suo maestro. Non riuscivo a fermare le lacrime. Una commozione inspiegabile, assurda, neanche se fossi stato il suo compagno di banco o sua madre avrei pianto così. I miei figli non capivano, giustamente: “Ma che hai? Che hai visto, papà?”.
La pagella di Pessoa. Una delle cose più commoventi di tutta la mia vita.
10 Risposte to “La pagella di Pessoa”
By Wally on ago 10, 2011
è bellissimo tutto ciò!
By facocer on ago 11, 2011
Perchè un’assenza così lunga?
By Diego on ago 11, 2011
Perché sto scrivendo un romanzo ancora più lungo.
By facocer on ago 12, 2011
Però ogni tanto Diego fatti sentire. I tuoi commenti ai fatti sono uno stimolo per i nostri neuroni addormentati.
By francesca_pz on ago 14, 2011
Che bello “risentirti” Diego!!!!!! Torna più spesso però!! Ci sei mancato tantissimo! Buon Ferragosto a tutti.
By Kameo on ago 14, 2011
… azz Diego! Cominci ad avere quelle commozioni improvvise che assalgono gli anziani
By giugliano salvatore on ago 26, 2011
CI AMI DI UN AMORE SMISURATO
By gio_70 on set 5, 2011
Chissà se anche Ricardo Reis di ritorno dal Brasile si sarà commosso come te…
By spadino on ott 10, 2011
Se ci sono riuscito io perchè non provi anche tu a riaffacciarti di tanto in tanto?
adesso che c’è una speranza che si giri la carta…..
http://www.youtube.com/watch?v=tVfYcnH529I&feature=related
Un abbraccio
Mauro
By Alice Sottosopra on ott 21, 2011
Non so bene come sono arrivata fin qui. Forse inseguendoJack da tempo senza sapere quanto lavoro e quanta vita ci fosse dietro…
Sono “una qualsiasi” che si ritrova in ciò che scrivi. E che stasera ha imparato qualcosa di nuovo… E non me ne stupisco piu’ (geraski d’aie polla didaskomenos…)
Inutile sarebbe dirti quanto sei bravo, che gia’ lo sai. Ma giacche’ son arrivata a “casa tua”, pulisco i piedi sullo zerbino, faccio un inchino ammirato e ti scrivo: Chapeau, aspetto il nuovo romanzo…
Alice