LA LETTERA DI REZAR
Pochi istanti fa ho ricevuto una mail. Avevo appena visto al TG 3 l’imbarazzo dipinto sul faccino del ministro svizzero della giustizia, per il referendum anti-minareti. Alla Tv svizzera la pubblicità al referendum aveva vinto con immagini come questa: una valle verde con mucche, con dei missili a testata nucleare che sbucano da sottoterra deturpando il paesaggio, no, quasi missili: minareti “atomici”.
Con infinita compassione -una dose da mucca svizzera per tacitare la rabbia- ho poi visto il faccione di un leghista nostrano che gongolava per la vittoria dei razzisti svizzeri, e annunciava a sua volta di voler indire un referendum miserabile come l’altro, e di voler apporre una croce bianca sulla nostra bandiera. Una dichiarazione che ti faceva venire voglia di chiamare la croce rossa. Per ricoverarlo.
Sono tornato di qua, al Pc, e come dicevo ho trovato questa mail di un lavoratore straniero da anni e anni in Italia, un italiano insomma, un fiorentino per l’esattezza. Dato che mi ha consolato, la condivido con i miei amici, sicuro che a lui non dispiacerà. Se così fosse, mi perdoni.
In calce alla sua lettera, ho pubblicato il pezzo di cui parla, e che Jack Folla riscriverebbe più o meno tale e quale. Ma ecco la lettera di Rezar.
Salve!
A casa mia a Firenze mi trovo una piccola biblioteca con solo un centinaia di libri,qualcuno regalato e qualcuno comprato.Fortunatamente tra questi libri ce anche il suo “Jack l’umo della Folla” che io ho appena letto in pochissimo tempo.Le dico la verità,oggi mi vergono un pò,ma non so come, io non avevo letto ancora un libro che da qualche tempo mi trovavo in casa.La cosa bella è che oggi ho finito di leggere un libro che mi e piaciuto molto e che Le posso garantire che rimarra tra i miei preferiti.Continuo a pensare dovo potro trovare di nuovo e leggere i pensieri di Jack che sono cosi attuali oggi.
Le devo confessare una prima cosa.La parte del libro che mi e piaciuto di piu è “Scomparsi gli extracomunitari.Il nord trema”.Sarebbe quasi un bel film da fare e da mandare nelle sale dei cinema di tutta l’Italia e non solo.Per favore ci pensi bene alla possibilità di costruire un film del genere.Con questo non dico che il resto dei pensieri di Jack non siano di vitale importanza solo che queste righe per me hanno un particolare valore.Si,e vero la seconda confessione è quella che io sarei uno di quelli extracomunitari scomparsi nel suo sogno.Per pochi secondi mi sono divertito a immaginare il mio datore del lavoro a cercarmi al telefono perche non mi ero presentato al ristorante dove lavoro,insieme al pizzaiolo e al lavapiatti e ai due ragazzi che lavorano in cucina.Che risata!
Ho cominciato questa mail scrivendo “Casa Mia A Firenze”.Le spiego il perche , oggi dopo 11 anni a Firenze posso dire che io amo questa città.Penso sia una delle più belle città del mondo!Non sono in grado di dirle ancora con certezza se questa citta ama me,l’extracomunitario.Forse ricevere amore dalla città sarebbe troppo ma almeno un pò di ….. (usiamo quella parola famosa negli ultimi anni) …integrazione.Qualche volta mi e capitato di discutere delle decisioni prese dal mio primo citadino (anche se non posso votare) con tante persone che nel momento che hanno saputo che non sono fiorentino mi hanno guardato male quasi dicendomi che non ho nessun diritto di discutere,ma io sicuramente avro capito male gli sguardi dei miei interlocutori.Che risata! Comunque grazie per la sua atenzione e mi deve fare un altro favore se può,quello di non smettere mai di scrivere, parlare, urlare, gridare. Grazie
Ps.chiedo scusa per il mio italiano,lo so,non so scriverlo.
Rezar
Stanotte ho sognato che tutti, ma proprio tutti gli extracomunitari residenti in Italia, regolari e clandestini, erano spariti. Volatilizzati. Mi ero svegliato per via del gran silenzio. Il cantiere sotto casa mia era fermo. Nessun martello pneumatico, nessun sibilo di flessibile. Mi sono vestito, sono sceso a vedere. C’ era il geometra, un ragazzetto napoletano in lacrime: <<Nun’è venuto nisciuno, dottò. Qua perdiamo ‘na marea di soldi>>. E’ uscita la signora del piano di sopra, proprietaria di mezza palazzina. L’ avvocatessa cubana e i sue studenti serbi, scomparsi, ripartiti senza aver pagato l’ affitto. Meno male che si era fatta anticipare tre mesi di caparra.
M’ infilo dentro al bar. Niente caffè: il pony express congolese non l’ aveva portato. <<Vi faccio un’ acqua tonica, dottò?>> No, grazie, preferisco quattro passi; per strada quasi tutti vecchi. I filippini che li accudivano erano partiti e quelli avevano fatto come nel film Qualcuno volò sul nido del cuculo : evasi in massa ciondolavano per le strade senza guida, senza ragione. Qualcuno si è ricordato di andare a prendere la pensione. Ma allo sportello delle poste c’ era la ressa più totale: l’ Inps non pagava. Erano improvvisamente venuti a mancare tremila miliardi di contributi. Così avevano deciso di trattenere le pensioni fino a data da destinarsi.
A quel punto ho comprato i giornali. “La Repubblica” titolava: Scomparsi gli stranieri, il Nord trema.”Libero” invece:Strade pulite.”La Gazzetta del mezzogiorno” diceva che la pesca a Mazara del Vallo era finita. Tutta la città vecchia disabitata e la scuola araba aveva chiuso. Nel salernitano fallite tutte le fabbriche di pomodori pelati e salsa. Il raccolto perduto. Le pizzerie, chiuse. I pizzaioli egiziani avevano fatto fagotto.
Sono andato in trattoria, cominciavo ad aver fame. Ho chiesto un’ amatriciana, ma il cameriere mi ha fatto:<<Solo roba in bianco, la salsa è diventata merce pregiata. La serviamo sì ma quella raccolta dagli italiani. Costa il triplo e nessuno la vuole.>> Dopo un’ ora e un quarto, mi porta due bucatini in bianco: <<Vuole il parmigiano?>> <<Eccerto>> gli faccio,<<almeno quello>>.<<Guardi che anche il prezzo del parmigiano è quadruplicato, come del resto quello dei prosciutti e di tutti i prodotti di quella zona. Gli indiani sikh sono scomparsi, e nessuno, mi creda, si prendeva cura delle vacche come facevano loro. Sa, per loro sono sacre…>>.
Ho pagato e sono tornato a casa. Alla tv hanno detto che il campionato italiano di calcio era sospeso. Ze Maria,Zebina e decine di giocatori fortissimi si erano dileguati. Sensi era perfino dimagrito. Le partite scadute di qualità , gli sponsor tutti ritirati. I diritti televisivi non erano stati pagati e la federazione aveva deciso di sospendere il campionato di serie A. Tifosi inferociti. Su “Il Tempo” troneggiava un titolo:”Però adesso avremo una grande nazionale di calcio”. Scarico la posta e trovo decine di e-mail di insegnanti di ruolo messi in mobilità: ottantamila alunni delle elementari erano svaniti nel nulla, mettendo in pericolo migliaia di insegnanti…Impiegati d’ ufficio immersi in doppi e tripli lavori, cantieri edili chiusi per il 90%, cinquecentoquarantamila posti di lavoro perduti, la quasi totalità delle fabbriche metalmeccaniche costretta alla chiusura…Ma le strade….Le strade ragazzi che spettacolo. Niente capannelli pericolosi, niente copertoni bruciati, niente prostitute, spacciatori, criminali, scippatori. C’erano solo gli skinhead con le camicie verdi di ronda. Tutto regolare. Ogni tanto qualche anziano gli gridava contro, gli mostrava il braccio sinistro marchiato, ma finiva lì. Si ho intravisto anche qualche tossico e qualche barbone, qualche scippatore e qualche criminale, ma erano italiani Doc.
La ronda puliva le strade molto velocemente. Così sono entrato in chiesa, una delle duecento chiese senza più parroco. Ho chiesto a Dio di farmi svegliare. Per la prima volta nella mia vita i ha esaudito. Mi sono svegliato nel mio letto, con il rumore e le grida degli operai, la vita per le strade, l’ incredibile miracolo di nove milioni di pensionati, nel paese più straordinariamente multiculturale del mondo.
Il paese dove la pizza la fanno gli egiziani, coi pomodori raccolti dai marocchini, la mozzarella gli albanesi, il prosciutto e il parmigiano gli indiani e le acciughe le pescano i libici.
Grazie fratello di un altro paese.
Non andartene mai per carità.
Jack Folla.
4 Risposte to “LA LETTERA DI REZAR”
By Alkmenes on dic 1, 2009
Caro Diego (ormai ti do’ del “TU” perche’, anche se sono iscritto da poco qui, leggevo e ascoltavo Jack la mattina, in radio, come il caffe’ che mi svegliava i sensi, che mi rendeva vigile).
Questo sogno di Jack (salutamelo, quando puoi) e’ una realta’ che NESSUNO vuol vedere ma di cui TUTTI raccogliamo i frutti.
Abbiamo avuto il BOOM economico, abbiamo avuto i nostri genitori che si sono fatti “un mazzo cosi’” per fare dell’Italia un paese piu’ godibile, ma avevamo anche un profondo rispetto per le “genti” che ci ricordavano come eravamo.
Piccola divagazione: la marineria di Mazara e’ PERFETTAMENTE integrata con equipaggi “misti”, e gli ordini di pesca vengono dati con un dialetto misto di siciliano e arabo, qualcosa di meraviglioso! Tanto per dare una bella nota di colore buono alla parola “integrazione” che per Mazara e’ “naturale”, non imposta e non buonista.
Abbiamo, ahime’, imparato a riempirci la pancia… e non vogliamo piu’ rinunciare a NULLA, salvo poi lavarci la coscienza con qualche spicciolo dato ai poverelli, sotto Natale, che fa tanto panettone-di-bonta’.
Sento spesso dire: “Eh, ma LORO devono fare come diciamo NOI! Noi nel loro paese non potremmo permetterci di fare chiese!”… ed e’ vero, tragicamente, dannatamente VERO per paesi che hanno l’INTEGRALISMO come forma di governo; dittature, non paesi civili. Ci sono paesi di religione musulmana che sono ricchi di splendide chiese cristiane, e li ho VISTI con i miei occhi! Ma dico cose che annoiano…che non interessano a nessuno, che non portano quell’ODIO che ci fa sentire tanto superiori.
Perche’ un paese che dice di fondare le sue tradizioni su “profonde radici cristiane” (per chi ci crede) non si puo’ permettere di “Odiare il prossimo suo”, perche’ sarebbe ODIARE se stessi.
E questo e’ da stupidi, oltre che da ignoranti.
By numb on dic 2, 2009
Leggete questo:
http://www.ilfoglio.it/zakor/330
Badate non l’ho postato per cominciare la solita idiota disquisizione sulla reciprocità. E’ un’altra la riflessione che mi sorge. Ed è questa:
ma perchè queste persone scappano dai loro paesi e vengono da noi? Non credo lo facciano a cuor leggero, no? Non è che per caso scappano proprio perchè nei loro paesi vi sono dittature e/o fondamentalismi che rendono loro la vita impossibile?
E allora, se veramente vogliamo dare loro una mano, non è forse meglio lottare per dare a queste persone la possibilità di costruirsi una vita dignitosa nelle LORO terre, nelle terre in cui sono nati e alle quali sentono di appartenere? Questo non significa rispedirli a casa, sia chiaro. L’integrazione è necessaria, ma non può essere l’alibi col quale chiudiamo gli occhi di fronte alle atrocità che accadono in quei luoghi. Io penso che se vogliamo veramente dare loro una mano, oltre ad integrare nel nostro paese coloro che decidono di venirci, dobbiamo ancor prima aiutarli a RIAPPROPRIARSI DEL LORO SACROSANTO DIRITTO DI VIVERE NELLE TERRE IN CUI SONO NATI. Ma su questo nessuno apre mai bocca.
E anche questo blog è rimasto vergognosamente in silenzio di fronte all’inaudita violenza con la quale il regime iraniano ha affogato nel sangue i dissidenti che chiedevano semplicemente un pò di democrazia in Iran nelle ultime elezioni.
Troppo facile riempirsi la bocca di bei discorsi.
Complimenti a Diego e a tutti voi! Siete i migliori complici delle dittature.
RISPOSTA: Non sarà la “solita idiota disquisizione…” però l’affermazione finale idiota lo è. O quanto meno “migliore complice” dell’idiozia. Diego Cugia
By numb on dic 2, 2009
Verissimo, hai ragione, l’ultima affermazione era una idiozia. Ma almeno ha provocato una risposta, un sussulto.
Sai Diego, io non sono contrario all’integrazione, e considero bellissimo un mondo in cui le culture si confondono e ne creano di nuove, gli uomini entrano in contatto e si creano quegli scambi che arricchiscono le esperienze di ognuno. Ma c’è un problema. Gran parte degli immigrati sono persone che SCAPPANO. E se scappano significa che c’è un problema. E se noi parliamo di integrazione non partendo da questo problema iniziale tutto mi pare inutile. Perchè queste persone scappano? Non avrebbero il diritto di riappropriarsi delle loro terre, le terre dei loro padri e dei loro nonni? Perchè non lo si affronta questo problema?
Nei giorni della repressione iraniana un piccolo quotidiano, Il Riformista, ha indetto una manifestazione in piazza a Roma per protestare contro la repressione del governo di Teheran. Eravamo in quattro gatti. Perchè tanto disinteresse? Perchè, se veramente abbiamo a cuore i più deboli, ci voltiamo dall’altra parte quando si tratta di affrontare le vere cause del loro abbandono dele terre nelle quali sono nati e nelle quali hanno il SACROSANTO DIRITTO DI COSTRUIRSI UNA VITA? Spiegamelo tu, se lo sai, perchè io non lo capisco. Non capisco tutto il SILENZIO OMERTOSO E MAFIOSO da cui è stata avvolta la manifestazione contro il regime iraniano, per dirne una.
Hai letto il post che vi ho segnalato? Lo sai quali atrocità accadono in Sudan? Lo sai quanti sono i sudanesi che scappano da quelle terre? Non credi che il loro PRIMO DIRITTO sarebbe quello di VIVERE DEGNAMENTE NELLA LORO TERRA?
Un conto è chi migra per una scelta personale. In questo caso è evidente che l’accoglienza e l’integrazione sono necessari. Altro caso è invece quello di chi emigra per MANCANZA DI ALTERNATIVE, per fuggire alla violenza.
Aiutare queste persone credo significhi aiutarle innanzitutto a riappropriarsi della loro terra.
“Migliore complice” era inteso in questo senso. Il silenzio omertoso e vigliacco è già complicità. Indiretta. Ma sempre complicità.
Forse hai letto del viaggio in Cina di Obama, la settimana scorsa. Ebbene, per non guastare i rapporti economico-commerciali tra USA e il regime cinese, Obama ha rifiutato di incontrare il Dalai Lama nei giorni precedenti alla sua visita a Pechino. E penso saprai bene il motivo per il quale il Dalai Lama è dovuto SCAPPARE dalla sua terra. Il rifiuto di Obama, il suo silenzio, è già complicità.