Il Poveraccio

Racconta l’ex presidente francese Chirac che il Poveraccio gli indicò il bidè nella toilette degli ospiti e ammiccando gongolò: «Tu non hai idea di quante belle chiappe si sono sedute lì sopra!» Nel villone del Poveraccio, un po’ ovunque, erano sparse riviste per soli uomini lasciate aperte a bella posta su questa o quella signorina nuda: «Questa me la sono fatta, e quest’altra pure» giurava sui propri figli il Poveraccio. Così racconta la Francia, non io, mentre l’Italia andava a puttane, mica il premier (chissenefrega). Era il nostro Paese, la nostra storia ad andarsene a puttane, perché l’uomo più ricco d’Italia, il Poveraccio, invece di sedersi dallo psicologo (come faremmo tutti) si sedeva sulla poltrona di presidente del consiglio scambiandola per un bidè. Il più Poveraccio di noi (non lo dico io, ma sua moglie che “dovrebbe farsi curare”) è ormai sotto schiaffo di centinaia di ragazzette e papponi, parte dei quali diventati onorevoli, pagati/pagate anche con incarichi di governo. Se fosse ancora vivo Vittorio De Sica, girerebbe “Umberto D.” a rovescio. Questo poveraccio di pensionato di “Silvio B.” ci sta mandando tutti ai giardinetti, perché non accetta di essere basso, vecchio, finito.

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  1. 6 Risposte to “Il Poveraccio”

  2. By Riccardo Brero on giu 18, 2009

    Ciao Diego,è bello risentirti su questi schermi….sono affezionato a questo luogo più intimo,e non mi stacco da qui,anzi acquista valore nei confronti della velocità di facebook,è più lento ma vero….è come se le cose rimanessero di più e acquistassero un significato più alto.

    Finito?….lo spero,ma la gente che ancora lo adora e inghiotte di tutto è ancora tantissima.
    Continuo a vergognarmi come un cane di essere italiano e sono sempre più orgoglioso di essere invisibile.
    Ciao Diego.

  3. By Maurizia Menotti on giu 18, 2009

    la tua sintesi sul Poveraccio è magnifica.
    Forse sta per finire, l’omino, ma ha ancora tanti yesmen (e anche tante yesladies) che non sarà subito. Ma guarda che se cade, restano sul campo tanti altri disoccupati in più,in questa Italia così tanto disoccupata!!!
    Io tengo le dita incrociate, ci sarà pure qualcuno dei suoi che comincia a provare vergogna per le malefatte del capo che è un maniaco sessuale come se ne sono visti pochi in giro. Che schifo!… e noi qui a cercare di lavorare e a fare i conti con la vita di tutti i giorni

  4. By anna couvert on giu 18, 2009

    ho finito adesso di vedere “Il Divo”.
    cinico, calcolatore, gelidamente ironico. Andreotti è il potere e l’intrigo di un Machiavelli moderno
    la morte gli aleggia intorno e lo attraversa con dolori di testa lancinanti, lo colpisce, lo segue e lo precede in ogni stagione di vita.

    e’ la politica italiana intesa come dominio sulla morte degli altri, e’ il sudore freddo che tramuta ogni risveglio in un’alba livida per qualcun altro.

    finita la visione del film leggo il tuo blog e cosi’ penso che adesso c’e’ lui.
    con i suoi bidet con i suoi amici assassini in lontani paesi, con le ninfette i deodoranti le troie d’alto bordo, i ficus il falso vulcano in giardino i limoni di genova attaccati col filo le veline le minorenni i menestrelli i fede.

    eppure era partito da un mausoleo criptico e massone.
    allora anche lui aveva pensato almeno per una stagione al tempo come a un pericolo da cui fuggire e alla morte come a una minaccia da domare

    ma qualcosa ha dannato la sua dannazione trasformandola in farsa triviale : il sudario s’e’ diviso in fazzolettini da cicisbeo nei quali ha nascosto la cipria con la quale colora il suo livore di vecchio.

    la morte vincera’ sempre il potere.

  5. By Germano costa on giu 20, 2009

    già,
    ragionevolmente comprendo,anzi, scriverendoti con una serie di parole delle mie, si, con una semplice per me osservazione discratica potrei insinuarti un disorientato malessere nel dirti che ci sono persone che desiderano una pompei,altre una piazza Tienan men. Potrei,nel scriverti, fingermi distratto o analfabeta come faccio sempre a… per arrivare a “Capire” …che chi insegna “Amore” dia veramente a chi è nel bisogno ..Allorché catturo una parola che potrei dirti illuminante e stranamente deviare il discorso così da apparire come spesso uso, tra il misterioso e lo svagato,fra il vivere e morire tra l’essere intelligente e l’innocente stupidità… Con la superficialità distratta da… potrei interrompere il tuo per me languore. Un che di diaccio tra il limite del desiderio,e… a mezzo di un sorriso, un insinuazione , un accenno all’odio di cui è fatto questa attuale sociatà quell’odio che “Noi” abbiamo trasformato in amore per chi è nel bisogno, un amore sincero dettato dalla passione, dalla nuova Cultura…l’amore come chiave per poter transitare tra l’odio e l’amore, la carezza come “progetto” di strangolamento del male fino all’orrore della nostra vita che si ostina a vivere senza percepire il la possibilità di disconnettersi, per consentire il nostro insaziabile desiderio di…. di cambiare il mondo senza rincorrere a puerili stratagemmi più consoni a infantili esseri terrestri che cercano d’apparire uniti ma che in realtà nella loro proterva realtà non s’accorgono del loro petulante solipsismo che appare sempre più evidente.
    le tombe dei grandi sultani portano iscritti i novantanove nomi di Dio, in quella grafia araba che resta, come la greca, una delle meraviglie del rapporto umano con il mistero del linguaggio si comprende che se ….. la nostra fine può dirsi segnata e anche i cosidetti ultimi hanno contribuito perchè questo nel succedersi degli eventi, avvenga…
    una domanda però aleggia nella mia misera mente,che certo non è paragonabile alla tua Diego: cosa ha spinto la moltitudine di operai,dei precari,delle madri di famiglia,dei studenti senza lavoro,di chi con due lauree continua a percepire nemmeno mille euro al mese se ha la fortuna di avere un lavoro a votare i padrones?
    ciao Diego
    di getto come sempre…

  6. By Germano costa on giu 20, 2009

    la risposta c’è!
    :-)

  7. By genny on giu 22, 2009

    dove vivono “i cittadini invisibilidi un paese rico”

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