Giovedì 15 novembre
Chi teme di essere tradito, se è davvero innamorato, non riesce a fare uno più uno.
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Rivisto V. dopo un anno in cui non ci siamo parlati che un paio di volte al telefono. Le ho raccontato le mie disavventure sentimentali piangendo come un adolescente. A un certo punto mi è venuto da ridere perché facevo un rantolo tragicamente buffo, da vitello sgozzato. Gliel’ho detto, e lei, di rimando: “A proposito di bestie. Mi fai pensare che anch’io tradii mio marito, e per un veterinario. Sai quanto amo i cani e come non potrei mai mischiarli a una cosa sporca. Eppure mentivo spudoratamente e gli gridavo ‘Ma come puoi pensare che vada a letto col veterinario di Aldebaran?’ Diego, noi siamo fatte così, sappiamo mentire in modo sublime. Però il raggiro no, quello è brutto. Bisogna mettere in guardia l’altro, non illuderlo che lo si ama. Tre anni fa quando stavamo insieme” ha continuato, “tu all’improvviso dicesti: ‘Sei come una geisha, mi massaggi i piedi, mi coccoli, sei troppo remissiva, disponibile, arresa, io sono un bastardo e ho bisogno di una che mi tenga testa; ti voglio bene davvero e non vorrei farti male se a un certo punto sparissi.’ Parole terribili, ci stetti male per giorni. Ma ti sarò sempre riconoscente perché mi permettesti di prepararmi a un distacco.” Vedendomi così abbattuto, ha aggiunto: “Abbiamo avuto una storia sentimentale, è passata. Io ho tre o quattro persone che amo e stimo: la prima mio padre, la seconda il bimbo boliviano che sai, la terza è la mia Aldebaran, la quarta tu, siamo sardi e noi non tradiamo mai l’amicizia. Io so che posso contare su di te, tu su di me, per sempre.” Le ho chiesto se mi faceva posto nel suo letto, in questa notte disperata. Abbiamo dormito come bambini. Ogni tanto attiravo a me quel corpicino magro, nel sonno. Avevo bisogno di un’altra, e lei lo sapeva. Russava leggero, di tanto in tanto mi arruffava i capelli sulla nuca: “Non pensarci. Riposati”. Esistono donne speciali, generose, misconosciute e sole come piccoli fiori di granito.
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