E allora schedateci tutti
La “trovata” di prendere le impronte digitali ai bambini Rom è una maligna furbata politica, intollerabile e imperdonabile. Il ministro degli interni Maroni, manipolando il panico popolare della piccola criminalità, ha soffiato a pieni polmoni sul fuoco del razzismo, un vulcano in attività permanente nei meandri della bestialità umana. Siamo governati da piccoli uomini, ubriacati dal consenso, che in “buona fede” (è questo il sintomo della loro mediocrità) neanche si accorgono che prendere le impronte digitali ai bambini è l’anticamera di Goebbels, senza se e senza ma. E allora schedateci tutti, a partire dai figli di Maroni, di Bossi, di Berlusconi, e giù giù per li rami, finché non sia completata la schedatura del genoma italico. Solo dopo si potrà procedere, rossi di vergogna, a prelevare le impronte digitali di padri e bambini Rom, alcuni dei quali ladri (noi, oltre a eserciti di borseggiatori e rapinatori abbiamo gli evasori fiscali, i più ladri del mondo). Ricordando, però, che i piccoli zingari sono figli di un popolo che non ha mai storto un capello all’umanità, mai fatto una guerra.
Sì, schedateci tutti, voglio firmare anch’io, con le mie impronte digitali, questo umiliante periodo storico italiano, altrimenti potremmo illuderci che stavamo dormendo. Non è così. Al contrario, sono purtroppo quasi matematicamente certo, che se il tribuno premier arringasse televisivamente gli italiani per domandare loro, con un referendum, se sia giusto o meno prendere le impronte digitali ai bambini degli altri, la maggioranza risponderebbe “Sì” come un sol’uomo. E allora? Forse a Pilato non si rispose “Barabba! Barabba!”? L’audience di allora ha giustificato la crocefissione del Cristo? No Maroni, questa non è democrazia partecipativa, è una parola più semplice: infamia. Lei ha suonato l’ “ouverture” di un antico concerto, che conduce invariabilmente a contrassegnare con una stella gialla gli ebrei di oggi, i rom, e domani chiunque non la pensa come il Capo. Quando ho visto levarsi le fiamme dai campi Rom è stato inevitabile ricordare la notte dei cristalli. Anche allora la maggioranza dei tedeschi rideva plaudente al linciaggio del debole e del diverso. Dopo milioni di morti, la Storia ha poi riso del nazismo. Prima di promulgare questa legge, venga il premier in televisione a reti unificate, a spiegare parola per parola che cosa dovrà dire un Rom a suo figlio, quando dovrà apporre le sue piccole dita inchiostrate in una questura italiana. “Perché mi fanno questo?” La Storia è imprevedibile, signori ministri. Un giorno ai vostri bambini potrebbe accadere lo stesso. E non avreste giustificazione alcuna, perché quel vulcano l’avete riattizzato voi. Ma prima, fateci apporre a tutti la firma digitale contro la vostra legge di merda. Prima, però, schedateci tutti.
72 Risposte to “E allora schedateci tutti”
By Luchello on lug 2, 2008
Ciao Diego e tutti voi,
credo che già la parola schedare sia alquanto da brivido.Schedare un bimbo.una donna o un uomo.Rom o italiano, francese o tedesco.Uomini e donne, basta bandiere.Io penso che ormai tutto è una barzelletta, e son stufo di esser preso per il culo quando vado in giro per il mondo.Son stufo che queste facce da pesce debbano esser su scranni che richiedon altre virtù.Diego sono con te, schedatemi: e dopo averlo fatto, tenetevi il mio passaporto, io me ne vado.In un posto dove possa esserci ancora un briciolo di dignità.
By Riccardo Brero on lug 2, 2008
Il mio ultimo post su Sir pimp parlava proprio della nostra schedatura.
Sì schedateci tutti; noi siamo pronti a mettere le nostre impronte per difendere la libertà e la dignità dell’uomo di qualunque razza, colore e identità(anche gli animali non solo l’uomo)
Siamo sempre più vicini al nazismo e alla dittatura.
Schedature,bavaglio ai gionalisti e alla stampa e bloccare la magistratura.
Sto guardando il TG24 c’è un sondaggio sulla schedatura dei bambini rom e ho visto che il 66% degli italiani è d’accordo.
Continuo a dire che ci meritiamo Sir pimp!
Ciao a tutti con sempre più tristezza nel cuore
By Perladivongola on lug 2, 2008
Restiamo così, indignati, anche quando ci sentiamo l’anima di una zingara, il cuore di uno zingaro. La sensazione che fa sentire tante persone vive, rinate, mai sole. Restiamo così, con la nostra parte di responsabilità. Non distogliere lo sguardo è già più difficile di quanto pensiamo, secondo me. Mi sento svogliata, nauseata, ma mi guardo anche in giro: ho il sospetto che cominci ad insinuarsi lento l’istinto di sopravvivenza, in questi nostri cervelli che in fin dei conti non si sono resi conto dei millenni di evoluzione trascorsa .
ciao a tutti
By cinzia on lug 2, 2008
Come si fa a vivere in un paese che dice di essere moderno, un paese europeo, tra i primi otto paesi del mondo e che poi applaude a queste iniziative indecenti delle schedature dei bambini( che siano rom o meno io non lo prendo neanche in considerazione)?
Io devo spiegare a mio figlio che il fatto di essere bambini in questo paese non ha nessun valore e che le azioni commesse alla sua età hanno lo stesso peso giuridico di quelle commesse da un adulto. Dovrò spiegargli che nonostante l’Italia abbia ratificato la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia non applica nessun articolo che ha firmato. Quindi se lui mi chiede figurine tutti i giorni lo devo considerare come un tentativo di speculazione finanziaria ai miei danni e portarlo non dal giornalaio, ma dritto dritto in questura!
Depenelizzano i reati dei grandi e schedano i bambini, roba da matti!E poi sentita la bella proposta della Ministra dell’Istruzione? Grembiulino per tutti obbligatorio nella scuola primaria, così sono tutti uguali! La proposta, naturalmente è piaciuta da morireee!
Ciao a tutti!
By roxana on lug 2, 2008
io sto soffocando in questo afrore di paese marcescente, non so voi ma se continuo cosi’ ci lascio le penne, non intendo vitali bensi’ neurali.
Se incontrassi oggi uno che mi dice ti porto via, nemmeno gli domanderei dove e in cambio di che.
La nausea e’ assoluta e ormai refluisce in un rigurgito acido come il latte cagliato.
Non pensate comunque che se al governo abbiamo gli schedatori di bambini, nelle amministrazione di fazione opposta sia meglio, anzi.
Fanno scandalo le schedature rom ma almeno sono gratuite, invece nelle case popolari accade che tanti pagano affitti irrisori lavorando in nero comprando vespini costose auto e vogliono Sky e il digitale terrestre, con buona pace di chi paga le tasse, lavora in regola, mantiene la prole, non disturba il vicinato, e paga un affitto corrispondente a meta’ del proprio reddito.
Sto parlando di extracomunitari o rom?
No, di italiani, assistiti e beneficiati dalla politica sinistrorsa pelosa e ipocrita peggio della democrazia cristiana di vecchio stampo.
E il bello della diretta e’ che le votano pure contro.
Mentre la gente corretta e onesta nessuno la tutela, ne’ destra ne’ sinistra, ma siccome vince la maggioranza, anche se conclamata di fessi, nei condomini come ai governi, vince il digitale terrestre e Sky col beneplacito di entrambe le fazioni politiche, e chi non arriva all’ultima settimana del mese si succhi un orgoglione o si lecchi una velina.
By Tiziana on lug 2, 2008
Ci stanno iniettando il virus della paura, ci vogliono spaventare, vogliono impedirci di ragionare e di capire … quando si ha paura si fanno le cose più irrazionali, si reagisce d’istinto, senza valutare e ponderare ogni cosa.
I rom, i bambini rom … ci voglioni divisi, paurosi, malfidenti, ci fanno credere che noi siamo migliori, più onesti, più bravi.
Non vedo reazioni, si accetta tutto, anzi sento una specie di compiacimento generale in tutto questo.
E ancora una volta, ho sempre la stessa domanda: come abbiamo fatto a ridurci così?
By Rulando on lug 2, 2008
Diego, come non condividere ed applaudire il tuo post?
Vorrei segnalare a proposito una bellissima iniziativa intrapresa da “Carta”
La maglietta clandestina
Pierluigi Sullo
I simboli sono importanti, eccome. Quando se ne parla, mi torna sempre in mente una scritta scolorita dal tempo ma ancora leggibile che vidi sul muro di cinta di una antica villa della Val d’Orcia, in Toscana. Era tracciata con vernice rossa e pennello e diceva “Viva Mao”. Al di là di quel che, con senno di poi, si può dire della Rivoluzione culturale ecc., quel che fu per me quasi commovente era il fatto che fino in quell’angolo del paese, tra cipressi e crete rosse, un ragazzo, evidentemente sessantottino, aveva creduto giusto, utile, far sapere quale fosse il simbolo, il nome di Mao Tse-tung, che voleva scagliare contro l’ordine costituito. Evento microscopico, ma a ben pensarci non molto diverso dalla radio con cui Peppino Impastato, assassinato quarant’anni fa, pensò di combattere la mafia. Oggi ci si attarda a “raccogliere le bandiere” e a tutelare le falci e i martelli, ma la verità è che di simboli efficaci non ne abbiamo gran che, noi – parola molto complicata e più vasta di quanto appaia – che ci sentiamo sulle spine se un campo rom viene incendiato, ci irritiamo se un manipolo di “forzanovisti” (così li chiama il loro duce, debitamente intervistato dalla tv) prende a mazzate un gruppo di studenti, ci allarmiamo se attorno alla questione dei rifiuti napoletani si costruisce un apparato legislativo degno, scrive Stefano Rodotà sulla Repubblica, di una “democrazia autoritaria” (Marco Revelli dice “dispotica”), ci sentiamo impotenti se un milione circa di persone, dette “clandestini”, viene indicato come la selvaggina nella caccia alla “sicurezza”.
E dunque, siccome il nostro mestiere è quello di comunicare, e anche di fabbricare simboli se ne siamo capaci, noi di Carta abbiamo pensato di proporne uno. Non sappiamo se funzionerà, se abbiamo la capacità e la forza di diffondere a sufficienza l’idea, ma chissà. Il ragionamento è questo: dobbiamo trovare una parola-simbolo che unifichi i comitati (proibiti per legge) di cittadini contro le discariche (ma domani toccherà a quelli contro la Tav o la base di Vicenza o il Ponte sullo Stretto); i migranti la cui stessa vita viene negata; i rom, che sono l’ultimo gradino della scala; i lavoratori in nero, molti dei quali stranieri sans papier, ecc. Insomma, dire: guardate che, fatte le debite differenze, alla fine è con tutti voi che i Maroni e i Berlusconi se la stanno prendendo. E qual è la parola che può simboleggiare tutto questo? Forse “clandestino”, ci siamo detti: nella storia molte di queste parole spregiative, cariche di negatività, sono state impugnate da chi le subiva e sfacciatamente esibite. E come auto-denunciare la propria condizione di “clandestino”? Con un mezzo di comunicazione classico: una maglietta.
Detto e fatto, ecco la maglietta che semplicemente dichiara “Clandestino”, con un tocco in più nel fatto che la “o” finale è sostituita da una impronta digitale. E la filiera, per così dire, è garantita. Le magliette sono realizzate in Bangladesh da una delle prime esperienze di manifattura etica: le operaie hanno condizioni lavorative e salariali molto migliori della media nazionale e assistenza sanitaria garantita e sono importate da altraQualità, una delle più importanti centrali di commercio equo italiane; a stampare gli artigiani di Arte’ Grafica di Asti [www.promotus.it]: del prezzo finale (12 euro, compresa la spedizione) una certa percentuale va al progetto della “sartoria rom”, avviato nel campo rom di Quintiliani, periferia romana. A Carta vanno meno di due euro, giusto la fatica che ci mettiamo. Potete richiederla, potete indossarla in giro, visto che l’estate sarà caldissima, e potete anche rivenderla in botteghe, librerie, ecc. Se volete, potete guardare il sito bottega.carta.org, oppure scrivere a bottega@carta.org o ancora telefonare allo 0645495659.
http://www.carta.org/campagne/migranti/clandestino/14093
Di seguito riporto le modalità d’acquisto della maglietta e l’informativa sulla destinazione dei proventi ricavati dalla vendita della stessa:
Maglietta molto equa
La maglietta «clandestina» viene da lontano. Aarong sono i mercati di villaggio del Bangladesh. Ed è anche il nome della Ong che da trent’anni organizza programmi sanitari e di educazione, e progetti di artigianato in diverse aree rurali del paese [coinvolgendo trentamila lavoratori, l’85 per cento delle quali donne]. Aarong collabora con una delle più importanti organizzazioni del commercio equo italiano, Altra Qualità di Ferrara [www.altraq.it]. La maglietta è lavorata dagli artigiani di Aarong e stampata da Arte’ grafica di Asti [www.promotus.it].
Acquistandola, inoltre, potrete sostenere il progetto della sartoria rom del campo Quintiliani di Roma [a cui è destinato il 10 per cento del prezzo finale], promosso dalla bottega del commercio equo Tutti giù per Terra di via Carlo Caneva 9 [assolastrada@libero.it] e da un gruppo di donne rom che hanno occupato un capannone abbandonato nelle periferia est della città.
Le magliette, tutte di color nero, sono disponibili in diverse misure: «S», «M», «L», «XL» e «XXL». Se volete ordinarle, ma anche se volete diffonderle presso botteghe, centri sociali, associazioni, circoli di partito, scrivete a bottega@carta.org oppure chiamate il numero di telefono 06 45495659.
Prezzo trasparente
Prezzo finale della maglietta: 12 euro
• 4,80 euro [pari al 40% del prezzo finale] per il progetto di commercio equo: di cui 26% prezzo al produttore Aarong [materia prima, taglio, cucito, tintura]; 12% costi di importazione; 18% margine dell’importatore [Altra Qualità]; 27% stampa artigianale Arte’ grafica di Asti; 17% imposte
• 1,20 euro [pari al 10% del prezzo finale] alla sartoria rom Quintiliani di Roma
• 1,80 euro [pari al 15% del prezzo finale] a Carta
• 2,20 euro [pari al 18% del prezzo finale] spese postali di spedizione compreso nel prezzo o incasso del venditore terzo.
• 2,0 euro [pari al 17% del prezzo finale] Iva
Riepiloghiamo di seguito tutte le modalità di pagamento disponibili:
- Versamento con carta di credito tramite la Bottega OnLine, del quale riceviamo comunicazione via mail direttamente dal circuito interbancario;
- Versamento tramite bollettino postale su c/cp n°16972044 intestato a Carta Soc.Coop., la cui copia va poi spedita via fax al n°06/45 49 63 23;
- Versamento tramite bonifico (Banca Popolare Etica) IBAN IT85 D050 1803 2000 0000 0110 440, la cui copia va poi spedita via fax al n°06/45 49 63 23.
By Riccardo Brero on lug 2, 2008
Quante cose e pensieri mi girano per la testa in questo periodo e su questo argomento,ma non riesco a metterlo per scritto.
Forza fratelli date voce ai miei pensieri.
Ciao Diego
Vi abbraccio tutti con grande stima
Riccardo
By Amelie on lug 2, 2008
Che cosa Vergognosa!
Ma Diego ma siamo sicuri di essere in Europa?a me vengono certi dubbi.
Ma con tutte le cose che ci sono da fare,le scuole da aggiustare cadono a pezzi,stiamo vivendo in rovine,L’europa è in rovina ma noi più di tutti.
Solo le banche stanno bene.
E un Italia veramente da panico.
Viene voglia di chiudersi in casa e non uscire più.
Mai piu.
Guarda Napoli lì è veramente come scriveva Calvino Una citta invisibile.
Leonia.
Ma qualcuno ha girato le lancette all’incontrario?
Vai su un treno e ti predi le pulci,vedi le cimici.
Non ho parole davvero.
Il fatto è che io mi vergogno,moltissimo.
Di tutto questo.
Ma perche i bambini?
non capisco ,ho cercato di capire.
Spero solo che a quelli che vanno a scuola,non gli mettano anche il berrettino nero.
da Balilla.———-
Comunque siamo un popolo di …..———kiss
By diego bruschi on lug 3, 2008
Lo scritto è sicuramente condivisibile: v’è qualcosa di razzista nella schedatura, questa faccenda delle impronte dei bambini è ben poco piacevole. Però (parolina pericolosa, ma inevitabile…) occorrerebbe capire più a fondo perchè il consenso a questa iniziativa, anche da parte di persone che conosco, assolutamente antifasciste, per storia e testimonianza personale. Il problema è che l’iniziativa di Maroni sembra essere una risposta concreta al problema di questi minori. Risposta rozza anche, risposta fuorviante, ma una risposta, comunque. E’ questo il problema: la sinistra, il mondo democratico, appare (ripeto: appare) capace di bei discorsi e non di fatti. Ne ha accennato anche Cacciari. Personalmente non approvo le impronte, ma non liquiderei il consenso che hanno, è un problema profondo. Questo il mio umillimo parere.
By ridolfo on lug 3, 2008
un mio vecchio amico è ora un giovane direttore di banca, ha 37 anni e per come me lo ricordo è sempre stata una brava persona.
ha fatto la gavetta come dicono, ha lavorato in diverse filiali anche molto lontane da casa. un’anno fà la svolta: direttore di una filiale vicino a casa.
di recente amici in comune mi hanno raccontato che non ne può più, sta cercando di cambiare lavoro ed è disposto a tornare a fare il ragioniere per una qualsiasi piccola azienda, perchè?
ha raccontato di essere nauseato dalle porcherie che la direzione del gruppo bancario gli impone di fare, ha raccontato che l’ordine di scuderia nei confronti dei clienti della banca è “FOTTERLI”, tutte le operazioni, gli investimenti consigliati ai clienti della banca hanno come unico e solo scopo quello di fare il massimo profitto per la banca anche se questo è evidentemente sconveniente per il cliente; e poco importa se allo sportello arriva il pensionato che a fatica soppravvive con la pensione da fame dopo una vita di lavoro, un giovane che prende 600 euro al mese con un contratto a progetto o una coppia di giovani sposi che magari hanno sulle spalle un mutuo e stanno decidendo a tavolino se possono o meno permettersi di avere un figlio.
l’ordine è “FOTTERE, FOTTERE, FOTTERE”.
molti rom per vivere fanno sicuramente attivita poco edificanti, sfruttare bambini per l’elemosina o per i furti non è una questione penale ma sociale.
a me non farebbe piacere essere vittima di un furto in casa o di un borseggio per strada, e se di integrazione vogliamo parlare, credo si debba affrontare seriamente anche l’aspetto dei doveri e di quello che non è legale per tutti, pure per i rom.
ma le banche per esempio (è solo una categoria, ce ne sono molte purtroppo), non ti sfilano 20 euro dal portafoglio, non ti rubano la catenina da 100 euro sul comodino, questi ti rubano la vita, coscienti di farlo, tutelati dallo stato e sapendo che ogni cittadino non può che rivolgersi a loro per sopravvivere.
quindi se vogliamo prendere le impronte dei bambini rom, prendiamo anche quelle dei bambini dei banchieri, degli assicuratori, dei promori finanziari, dei commercianti, dei palazzinari, degli industriali ecc. ecc.ecc.
perchè se vale il concetto di stili di vita legati alla discendenza, i rom mi preoccupano molto meno degli altri.
ridolfo
By Rossana Carturan on lug 3, 2008
Non ho mai provato tanta vergogna.
Il disgusto è maggiore quando si ha la certezza che la sporcizia che ricopre e che insegue i nostri Rappresentante di Potere è la stessa che sbava sui loro sentimenti e sulle loro emozioni, ottenendo tra l’altro anche un gran consenso.
Pochi giorni fa camminavo sotto il mio ufficio ed un ragazzo sconosciuto, non giovanissimo, sostenuto da un amico, mi si è avvicinato boriosamente, mi ha messo la mano sul collo toccando il ciondolo che avevo alla catenina e con voce sprezzante mi ha detto:
-Anche questo finirà.
Sono tornata a casa spaventata e d’istinto l’ho levato.
Vi assicuro non è una sceneggiata. Ho avuto davvero paura. Sicuramente erano sbruffoni, ma la verità è che tutto ciò ha di nuovo legittimato l’ignoranza e noi tutti sappiamo a cosa porti.
Difatti ecco il primo risultato: Il catalogo
Ho bisogno di credere che non vi sia solo questo, voglio credere che si possa uscir fuori da questo abominio traboccante, perché io non so formulare un pensiero senza avere l’illusione.
Sì, voglio essere schedata anche io. Mi metto in fila.
E spero di essere in molti, perché, come diceva qualcun altro, un uomo solo che grida il suo No è un pazzo, ma se lo stesso No lo gridano in tanti forse si può davvero cambiare il mondo.
Era solo la stella di David.
Grazie. Sempre.
By Rossana Carturan on lug 3, 2008
errata corrige: E spero che siano in molti.
Scusate, ma l’emozione a volte sbriciola anche la sintassi.
By nadin on lug 3, 2008
Leggendo quello che scrivete mi sorge un dubbio,Voi che siete indignati di tutto, a Voi che fa tutto schifo, a voi che avete la verità in tasca, ma voi con tutta la rabbia e l’odio che cosa fate per i rom?, Andate nei lori campi, v’impegnate per qualche cosa di concreto? a parole siamo capaci tutti sono i fatti che contano, per cambiare un paese bisogna prima cambiare noi stessi, trasformarsi in un bene, eliminare l’odio dal nostro cuore e la rabbia. Su questa terra esiste il male ma anche il bene . Chi vuole una terra migliore inizi a dare ,senza lamentarsi di cosa è bene e cosa è male. Chi agisce non si lamenta, e cmq siamo tutti schedati e controllati non dobbiamo meravigliarci di questo, dobbiamo meravigliare chi agisce male con il bene non è facile ma ce la si può fare. Nei secoli vi riconosceranno miei discepoli perchè vi prenderete cura gli uni degli altri, sono parole di Gesù Perdonare e pregare per quelli che agiscono male imparare a essere compassionevoli, sembra assurdo ma Gesù ha dato la vita per questo, per noi per salvarci. che Dio vi benedica a tutti e che la gioia e la pace entrino nei vostri cuori.
ciao
By manuel barone on lug 3, 2008
e’ davvero vergognoso un governo che scheda
tutti i bambini di un’ etnia, facendo questo
partono dal presupposto che tutti i rom sono
dei potenziali criminali. sono arrivate
critiche feroci a questo provvedimento dall’Unione Europea, dalla Comunita’ Ebraica,
dall’ Alto Commissariato per i Rifugiati Onu,
da Famiglia Cristiana, dalla Sinistra che ormai in parlamento non c’e piu’, dall’ Italia dei Valori e persino dal PD ( ogni
tanto il PD emerge dalla palude del dialogo-inciucio) e la destra fa capire che “se ne
frega” , e i rom insieme agli immigrati
e ai magistrati che svolgono il loro lavoro
con serieta’ e ai giornalisti che vogliono
informare i cittadini sono diventati secondo
Berlusconi e i suoi sottoposti il
problema principale dell’ Italia, i rom e
gli immigrati che non commettono reati in realta’ sono un problema per gli intolleranti e i razzisti, e i giudici bravi
e i giornalisti coraggiosi sono un problema
per i politici che hanno commesso i peggiori
reati e per i colletti bianchi che li
spalleggiano. Che tristezza,ragazzi.
Ciao a tutti
By nadin on lug 3, 2008
So che non sono per questo blog ma se è libero come dice il padrone di casa vi ho solo detto il mio pensiero e quello che ho nel cuore. Sono solo convinta che possiamo trasformarci in strumenti di bene.
Ancora ciao a tutti voi
By Rossana Carturan on lug 3, 2008
Cara Nadin (concedimi il cara),
non è vero che chi agisce non si lamenta.
Sono parte di un gruppo (guarda caso volontario) che agisce presso un campo rom (Al Karama) della zona. Agisce, si intende: sostegno, aiuto concreto, speranza di non farlo chiudere.
E non è nato ora. Eppure non smetterò di gridare il mio dissenso e la mia nausea.
Nessuno qui fa del facile intellettualismo.
Sulla maglietta di un carcerato di Rebibbia ho letto una scritta che così diceva: Mi sono seduto dalla parte del torto perché quella della ragione era tutta occupata.
Dio o no, qui nessuno può sfoderare onnipotenza.
E ben venga la rabbia ed il disgusto, almeno non è indifferenza.
Tanto sentivo e tanto dovevo.
Scusate.
By Riccardo Brero on lug 3, 2008
Certo nadin che puoi esprimere il tuo pensiero ci mancherebbe altro; su questo penso che nessuno di noi assolutamente ti impedisca di esprimere le tue opinioni.
Poi io posso non essere d’accordo con te.
Io sono fortemente laico e finchè mi parli di Gesù Cristo posso ancora comprendere, ma non mettere di mezzo la religione cattolica perchè di danni ne ha fatti e ne fa ancora abbondantemente!
Non mi vengano a dire che sono tolleranti perchè non è vero!
Sono fondamentalisti e retrogadi sempre di più.
Le crociate le hanno fatte i cattolici per esempio.
Ciao volevo solo dirti quello che penso e che qui ognuno è libero di dire quello che vuole con civiltà
Ciao Diego
ciao nadin
un saluto a tutti
By Rulando on lug 3, 2008
No cara Nadin, si può agire e contemporaneamente lamentarsi, anzi direi che è un dovere farlo! Il male va denunciato, non si può lasciare che agisca nell’ombra, non gli si può permettere di confondersi e spacciarsi per il bene…
Gesù, poi ripreso da Gandhi, ci ha insegnato la “non violenza attiva”, che non significa subire in silenzio, ma ribellarsi pacificamente tramite disobbedienza civile, azioni simboliche, boicottaggi ecc…
Ciao
By saddoor on lug 3, 2008
Cara Nadin, perdonare e pregare sono due verbi che non ‘producono’, quantomeno non rappresentano “qualcosa di concreto” in favore dei rom, come questo mio commento d’altronde! Il fatto è che non bisogna fare qualcosa PER i rom, ma qualcosa CONTRO questi pezzi di merda al potere. Non c’è proprio nulla da perdonare a nessuno, io perdono chi sbaglia inconsciamente, o chi lo fa assumendosi la propria responsabilità e ne paga le conseguenze, non perdono i delinquenti matricolati!
By Tiziana on lug 3, 2008
Nadin, io non lo so se tu sei o no “per questo blog”.
Non sta certo a me darti la risposta, ci mancherebbe!
Spetta innanzitutto a te, chiedendoti se tu ti senti di far parte di questo blog, se a te interessa il dialogo con le altre persone, se ti interessa ascoltarle e magari, insieme, cercare un qualche barlume di risposta alle tante domande che qui dentro vengono fatte.
Credo che ognuno di noi abbia qualcosa da dare e tanto da imparare.
Poi, se mi permetti, vorrei farti una domanda, anzi ti voglio girare una domanda: ma TU cosa fai per i Rom, i disperati e vari disgraziati? Nadin NON voglio una risposta, non mi interessa, perchè io mai mi permetterei di chiedere e di sapere cosa hanno fatto o cosa stanno facendo gli altri, io l’unica certezza che ho è quella di sapere quello che faccio io.
Conseguentemente, utilizzando lo stesso metro di misura, penso che gli altri facciano la stessa cosa, cioè fanno tutto quello che è nelle loro capacità e nelle loro possibilità, in base alla loro cultura, alla loro storia familiare e personale, alla società in cui vivono e agli strumenti che possiedono … non spetta certo a me criticare e dire se è tanto o poco.
Nadin non fare la santa inquisitrice, ognuno ha una sua coscienza, tu fai quello che riesci, lascia perdere gli altri, fai qualcosa pure tu e già siamo un passo avanti!
P.S.: questo discorso naturalmente vale per tutti noi, gente comune e normale, tutt’altro dicorso invece fa fatto per chi ha una carica politica, istituzionale o sociale.
Ciao.
By Amelie on lug 3, 2008
Ciao Nadin
che sei tornata.
Credevo non scrivessi più-
Non possiamo essere tutti Gesù
Non sarebbe normale.
Ci vuole qualche diavoletto
sennò che viviamo a fa?
ciao scappo-
By Albe on lug 3, 2008
Salve a tutti.
Sono stato via ultimamente. Con le mente.
Sono daccordo con chi dice che un giorno saremo giudicati (dal Signore se credenti o dalla storia se laici) per quello che abbiamo fatto e non solo per quello che abbiamo detto. Immagino che in tutti i momenti più neri della nostra storia ci fosse la fila di chi,più o meno a mezza bocca ,criticasse la situazione.
Agli italiani riesce molto bene.
Ma ho paura che la semplice critica o postare il dissenso non faccia curriculum.
Credo che parteciperò alla manifestazione.
Quella indetta da comici , attori e saltimbanchi.
Ad alcuni sembra strano che siano loro a doversi muovere.
Anche a me..ma non per quello che dicono,ma perchè col fior fiore di “teste” che abbiamo o presumiamo di avere,sono gli “artisti” a doversi prendere quest’onere.
Questo è un pò triste.
Anche che si arricchiscano col dissenso. Non perchè sia immorale ma perchè in fondo non si fa che
ribadire l’ovvio. Perchè quando le leggiamo sul giornale ci scivolano via come acqua sull’olio e dette
da un comico ci fanno un’effetto diverso?
Parteciperò.
Ma rappresenterò solo me stesso. Non mi va di essere strumentalizzato.
La mia opinione non serviva al momento di costruire un nuovo partito dal nulla.
La mia opinione non è mai servita durante due anni di governo,ne durante quelli interminabili
dell’opposizione.La mia opinione non serve nemmeno ora che il partito democratico sembra
naufragare ed inizia il si salvi chi può.
Interessa solo il mio voto di tanto in tanto.
Servo solo a far numero nelle manifestazioni.
Andrò ma fischierò chi dei miei “rappresentanti politici” proverà a presentarsi e dire
pomposamente che quel tal giorno ha riunito la sua” gente”.
Da ora io rappresento me e me solo. Il voto è tutto quello che ho e dovranno sputare
sangue per accattivarselo.
La scusa della tutela dell’infanzia per schedare i bambini rom mi sembra una paraculata.
Il problema però esiste e non è giusto discuterne solo alla luce della politica.
Anche se la risposta è sbagliata gli interrogativi su come convivere
con una cultura così differente dalla nostra rimangono tutti.
Non è giusto che chi nasce in un determinato contesto culturale,
in un certo numero di casi , abbia come unica prospettiva
quella di vivere di accattonaggio , furti o espedienti.
Quell’infanzia merita almeno una scelta diversa (più che essere schedata).
Noi piuttosto..non potete immaginare in che grande fratello viviamo.
Le nostre impronte sono già depositate…almeno per noi maschi…ci venivano prese
alla visita dei tre giorni.
Nota di colore.Ho mandato dei fiori alla mia farmacista.
A presto amici.
Nadin non lasciare il blog.
By Da.La.Ti. on lug 3, 2008
leggo i giornali, vedo i vari tg, mi guardo intorno, guardo in faccia il paese in cui vivo…
ho tanta paura.tanta.
By Amelie on lug 3, 2008
Nadin
lo sai che rileggendoti bene(oggi avevo fretta) ci ho visto la Santa Inquisizione,subito non ci avevo fatto caso.
é quel VOI che mi strazia-
—————————-
Tu dove stai?
di qua o di là-
cioè credi nella vita reale
o nella vita dell’aldi là-
—————————-
un kiss
By Trentin Quarantino on lug 3, 2008
“Leggendo quello che scrivete mi sorge un dubbio,Voi che siete indignati di tutto, a Voi che fa tutto schifo, a voi che avete la verità in tasca, ma voi con tutta la rabbia e l’odio che cosa fate per i rom?, Andate nei lori campi, v’impegnate per qualche cosa di concreto? a parole siamo capaci tutti”(cut)
Ecco Nadin, io invece credo che sia il caso di liberarci prima di tutto di questa retorica da tre palle un soldo e guardare alle nostre vite non tanto per quanto facciamo per i rom (o qualunque altra categoria “a rischio”) ma quanto facciamo nelle nostre vite affinchè certe bestialità come le schedature non abbiano modo di poter passare neanche per l’anticamera del cervello delle persone mandate a governare; perchè di contro a ciò che dici qualcuno queste persone le ha legittimate, qualcuno che ha richiesto a gran voce gente del genere e ti posso assicurare che chi come il sottoscritto si alza ogni mattina e va a farsi il culo a campana e continua semplicemente a coltivare i propri rapporti umani con qualsiasi altro essere umano non deve proprio alcuna spiegazione su cosa fa per chi. E’ questa richiesta di solidarismo a denominazione d’origine controllata l’anticamera di un pensiero subdolamente ed ipocritamente antiumano, chi vuole veramente una società pacifica non va in giro a chiedere bollini blu alle persone, semplicemente coltiva la propria persona a beneficio di chi incontra e si rapporta regalando serenità e comprensione; vivere in questa società dello pseudobenessere può essere molto duro anche per i tanti a cui chiedi cosa facciano per i rom e credo che già il vivere pacificamente gli uni accanto agli altri senza alimentare la fiamma del disprezzo e dell’intolleranza trasmettendo questo sentimento nelle piccole azioni di tutti i giorni sia già un motivo di speranza e di valore. Un abbraccio.
By rom on lug 3, 2008
quelle che seguono sono parole di Dario Fo, e per chi volesse leggere per intero il suo scritto, basterà andare nel blog di Franca Rame ( http://www.francarame.it )
……”Noi della sinistra centro sinistra un po’ moderati propensi al dialogo… abbiamo perso, ci hanno battuti come stracci da cucina, e per la terza volta Berlusconi implacabile ha stravinto.
Ma la colpa è nostra che ci siamo presentati all’elettorato senza un’idea viva, sconvolgente. Al contrario, Berlusconi è sceso subito in campo con un programma davvero geniale. S’è rifatto niente meno che a Terenzio Placido, saggista e stratega romano che diceva: “Per vincere una battaglia politica devi spargere paura, terrore, ma non tanto nei tuoi nemici, quello è secondario. Devi creare panico in quel popolo che tu hai individuato come tuoi più che probabili elettori. Devi montare in loro l’ossessione di qualcosa di estraneo, possibilmente proveniente da un’altra razza, magari di colore e lingua diversi, che incombono su ogni cittadino, che rubacchiano, scippano e magari fanno violenza, stuprano. Ma per raggiungere l’ossessione devi parlarne molto, in ogni occasione, spargere notizie a tormentone: rendetevi conto, succede qua e là, per strada, nella periferia, nei suburri e nei vicoli…. Ma attenti – avverte Terenzio - dovete soprattutto trattarne con passione continua in Senato, dove testimonianze di questa violenza debbono straripare giù inondando le piazze così da indignare ognuno, farlo sentire indifeso, fino a gridare: ‘Dateci sicurezza!’. E qui, ecco voi che entrerete in gioco declamando: ‘Noi! Siamo qui apposta, a questo scopo. La sicurezza è la nostra bandiera.”.
E all’istante noi scopriamo che Berlusconi, vi sembrerà impossibile, ha letto Terenzio Placido, ancor più, l’ha imparato a memoria e ha applicato il metodo dello stratega romano alla perfezione, servendosi a man bassa di ogni veicolo; ha indotto perfino vescovi, cardinali e, seppur di sguincio, anche il Papa a parlarne, al quale ha promesso, baciandogli la mano che gli avrebbe elargito denaro per le scuole cattoliche private.
La televisione poi, della violenza e dell’insicurezza, ne ha trattato ogni giorno a valanga in tutti i telegiornali, per non parlare dei servizi più o meno speciali, approfondimenti culturali, dibattiti… addirittura nei telequiz. E così la destra è riuscita a piantar chiodi nei cervelli fino a ubriacare massaie, pensionati, agricoltori e perfino metalmeccanici.
Attenzione, Berlusconi, da quell’uomo colto e informato che è, sapeva bene di barare a schifio, era a completa conoscenza del fatto che statistiche recenti ci assicurano che furti, scippi e violenze contro le donne in strada in tutta l’Europa stanno diminuendo notevolmente, e che oltretutto noi italiani siamo il popolo che vanta un numero limitato di atti criminali a cielo aperto rispetto a tutta l’Europa… forse è l’unico caso in cui gli italici si ritrovano in coda alle classifiche di indennità.
E ancora, non solo lui, il Presidente, ma tutto il Popolo della Libertà, compresi Maroni, Bossi e Cicchitto, sanno bene che non è dai vu cumprà, dai rom e dagli immigrati clandestini, che viene l’orrore più alto della violenza, specie quella sessuale, ma… tenetevi tutti, nasce e si sviluppa nelle famiglie. Sicuro! E’ dentro le sane famiglie italiane che si perpetrano gli atti di infamia contro donne, mogli, figlie per non parlare dei bambini. Insomma, lo stupratore ha le chiavi di casa. Infatti, l’85%, ripeto l’85% degli atti di violenza, compresi gli stupri, si consumano dentro le mura domestiche. Ma per carità… questo non bisogna dirlo, sennò i rom e i loro piccoli, come fai a schedarli e prendere loro le impronte digitali!? Dovresti prima di tutto cominciare col metter sotto controllo e monitorare milioni di abitanti del nostro Paese.
E così, applicando questo metodo di geniale discriminazione misto all’ossessione d’insicurezza, il partito della libertà seppur provvisoria ha stravinto, e la nostra nuova coalizione unica della sinistra un po’ di centro fatti più in là ma senza dare nell’occhio, è rimasta imbragata come le pecore quando le spingi nel corridoio della standerga a farsi tosare.
Ma insomma, questi bambini che rubano, infilando le mani nelle tasche e nelle borsette… da chi sono organizzati? Pare addirittura che ci siano alle loro spalle i padri, che li costringono con la forza alla rapina e, secondo quanto assicurano fonti ben informate, fanno loro violenza, anche sessuale, per punirli nel caso si ribellino; ma quando questi piccoli mariuoli, presi con le mani nel sacco vengono identificati e si rintracciano i loro genitori, questi li disconoscono, spudoratamente assicurano che quelle creature non sono del loro sangue. “Ecco – ci spiega Maroni – perché dobbiamo schedarli quei piccoli, prender loro le impronte digitali: per poterli salvare!” E come si salvano? Traendoli dalle grinfie di padri criminali, raccogliendoli in strutture adeguate. I bambini così saranno liberi… liberi, ma figli di nessuno. Sopravviveranno come orfani, senza padre tiranno ma anche senza madre, né sorelle… insomma, come dicono i sociologi, privi di ogni identità. Si sa, gli orfanotrofi sono istituti ideali per ridare il sorriso agli innocenti!
I nazisti risolsero il problema offrendo ai piccoli rom una famiglia: sequestravano quei derelitti quindi li affidavano a coppie di razza ariana, senza dir loro di dove provenissero.
È un sistema dolce di pulizia etnica, importante è segare loro le radici, cancellar nel loro dna ogni memoria.
Qualche giornale cattolico ha stigmatizzato questa idea di sgombero forzato di innocenti, ricordando che anche Gesù, fin da bambino, si trovò a essere un paria perseguitato, e agli occhi dei romani e dei loro sostenitori, gli ebrei, anche appena venuti al mondo, erano considerati degni di una strage come quella ordinata da Erode, loro rappresentante. Ma il nostro pontefice di tutto questo non se n’è accorto: ha continuato a inveire contro le coppie di fatto, gli omosessuali, ed è tornato perfino a riconsiderare la condanna a Galileo Galilei e alla sua idea dell’universo.
Meglio non scendere in conflitto ideologico con la Lega, che, anche se rozza, è sempre un movimento vagamente paracristiano. E non è il caso di irritarla.
E’ vero… ci troviamo in tempi duri, ‘MALA TEMPORA CURRUNT’ diceva un detto latino, e aggiungeva ‘atque peiora premunt’ (sono tempi duri, ma ne arrivano di peggiori) cioè ci aspettano tempi peggiori e tutti lo tacciavano di menagramo. Poi puntuali arrivarono i barbari, ma questa è un’altra storia.
Ma non vogliamo soffermarci troppo all’analisi della situazione davvero angosciante in cui ci sta portando questo ultimo governo e la sua politica, le leggi ad personam che cadono a valanga sulle nostre teste, compresa la pretesa di una immunità parlamentare per le quattro autorità massime dello Stato, dove, guarda caso, come quarto intoccabile salta fuori dallo scatolone a molla, il pupazzo nano dei baubau, urlando: “UAU!!! UAU! Sono l’impunito!”
“Ma tutti calmi, non diamo in escandescenze, non poniamoci a livello di quell’attaccabrighe: faremmo il suo gioco! - ci frena Veltroni - “Io sono d’accordo che bisogna mettere in campo una feroce opposizione, ma non adesso: aspettiamo settembre… quello sarà il tempo di farci sentire”.
“Eh no - gli urla di rimando una gran folla - il tempo di agire è adesso, se aspettiamo settembre ci troveremo con una situazione ormai bloccata, addirittura un’altra Costituzione. Questa, dovete rendervene conto, è la minaccia più grave che stiamo subendo dal dopoguerra ad oggi. E’ un grave colpo di Stato, col quale si farà strame di ogni libertà, a cominciare dalla libertà di stampa, dall’indipendenza della magistratura e di tutti i nostri diritti civili. Quello che si sta compiendo è un obbrobrio: per evitare un suo processo Berlusconi impone la sospensione di tutti i reati a partire dallo stupro fino all’usura, truffa e associazione a delinquere, comprese bancarotta fraudolenta e corruzione in atti giudiziari, e così in sol colpo vengono congelati più di 100.000 processi.” (continua nel blog di Franca Rame)
By rom on lug 3, 2008
ho dimenticato il titolo:
“MALA TEMPORA”
e un beso a Diego:o)
By Umbro on lug 4, 2008
Ma io non credo che sia una legge di merda: è una legge di Maroni e dei suoi colleghi e tanto basta….
Mi metto in fila anch’io, schedateci tutti
By Amelie on lug 4, 2008
Si, schedateci tutti
belli e brutti
santi e ubriaconi
anche i rompimaroni-
prendeteci le impronte
dei piedi
le arcate dentarie-
strappateci i capelli-
resteremo quelli
basta non respirare
questo odore di morte-
siamo nati per vivere
un altra mezz’oretta-
———————-:)
Diego se non ti piace cancella
By cinzia on lug 4, 2008
Mi viene in mente un ricordo che vorrei raccontarvi, è di quando ero bambina,sedevo insieme a mio padre e gli chiedevo sempre di raccontarmi della guerra. Era un prigioniero italiano, trasferito a Mauthausen,mi raccontava del campo, delle ciminiere che non smettevano mai di fumare,di quella cenere che si appiccicava addosso e poi quell’odore che non avrebbe dimenticato più. Si era inventato, da bravo italiano, di essere un cuoco, e i tedeschi l’avevano creduto, cucinava per i prigionieri di guerra e cercava in tutti i modi di rubare pezzi di carne da buttare dall’altra parte del filo spinato dove c’erano gli ebrei poi di notte quando suonava la sirena per le adunate nei piazzali, nell’oscurità la carne spariva.
La mattina quando usciva qualcuno lo guardava, qualcuno piangeva.
Non ha mai smesso di sperare che qualcuno di loro si fosse salvato, ma poi scuoteva la testa e diceva “Impossibile”.
Qualunque siano le ideologie, qualunque siano i metodi o i mezzi, le religioni, le fedi politiche facciamo diventare possibile l’impossibile.
Un abbraccio a tutti.
By roxana on lug 4, 2008
Sotto l’ombrellone vi racconto una storia.
C’era una volta lo Statuto dei Lavoratori.
Poi vi era la Scala Mobile.
E infine il Paniere dei beni indispensabili dai prezzi calmierati.
Un brutto giorno arrivarono i Bravi dei Sindacati.
Svendettero Scala Mobile e Paniere in cambio di ministeri, poltrone da sindaco, azionariato e finanziamenti da partiti, aziende, cooperative.
Dopo di che giunsero i Mago Merlino di Sinistra.
Estraendo il coniglio dell’euro dal cappello tricolore e segando con la scatola magica della TV le gambe allo Statuto dei Lavoratori riducendolo a Statuto dei Precari.
Ultimi vincitori di cappa spada e tiro con l’arco, furono i Lanzichenecchi di Destra.
I quali dichiararono guerra mediatica a barbari zingari e fannulloni.
Col plauso della regina Confindustria, che in periodo di recessione non aveva piu’ bisogno di schiavi.
Dopo sei mesi di battaglia su quotidiani, televisioni, radio, il popolo si convinse che se proprio doveva nuotare nella melma, tanto valeva affossare tutti, e invece di chiedere pane s’accontento’ dell’eletta brioche siliconata e geneticamente modificata.
Col risultato che la gente pur non avendo piu’ lavoro sicuro e tanti precipitando da impalcature o arsi vivi nei roghi delle fabbriche, si sentiva comunque tutta uguale nei miseri salari e nel digitale terrestre.
Mai domandandosi se fosse peggio lo scippo di un borsellino, o un borsellino vuoto scippato dai propri governanti, padroni, banchieri, finanziarie, supermercati.
La gente lavorava sino a dieci ore al giorno, anche in malattia pena la decurtazione dello stipendio cosi’ come era accaduto con sommo gaudio popolare ai fannulloni servi del Re; la prole cresceva sempre piu’ abbandonata a se stessa ma in compagnia di Internet cellulari e cocaina; le famiglie si raccoglievano alla sera intorno al desco famigliare ed alla divina Sky in silenzio e riverenza devota.
Sognando una moglie filiforme e soda senza emicrania o un marito virile non stressato facente funzioni coniugali; oppure una figlia velina o un figliolo calciatore, educati fin da bambini alle Nike in cambio di ruffiane moine.
E mentre la pubblicita’ all’ora dei pasti propinava pomate per le emorroidi o secchezza vaginale, pannoloni per incontinenti, soluzioni asettiche per dentiere, clisteri cataclismi stupri orgiastici, il popolo viveva felice e contento sull’Isola che non c’e’ mentre il Re Nudo gioiva e godeva delle sue innumerevoli testine elettrici.
By Amelie on lug 5, 2008
http://it.youtube.com/watch?v=wWys4JSTBys
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ciao a tutti
un po di musica
poesia-
ciao Diego
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By nadin on lug 5, 2008
Non è facile scrivere quello che veramente si prova o quello che si vuole esprimere o dire, non sono capace. La santa inquisizione mi sembra esagerata come termine, comunque io sono qui e vivo la realtà della vita come tutti. Cerco di vedere la luce anche nel negativo, anche quando il dolore ti stritola l’anima, anch’io tutti i giorni lavoro per portare la pagnotta a casa e anche se il lavoro che faccio non mi garba, cerco di farmelo piacere perchè so che ho delle responsabilità, ho imparato sulla mia pelle a vedere la vita col sorriso anche quando c’è solo da piangere, non volevo fare la morale a nessuno e se mi sono espressa male non fatemene una colpa,è solo che mi dispiace che le persone provino odio, forse il sistema vuole proprio questo, riempirci di odio, di rabbia, noi non siamo un popolo di razzisti, siamo italiani,siamo differenti dai popoli nordici, siamo un popolo caldo.
Siamo in un periodo di trasformazione e quello che succederà in un futuro sarà come risponderemo ora alle provocazioni del male.
Di certo è che l’Italia è invasa non vi è stata la guerra ma l’invasione è davanti ai nostri occhi. Purtroppo c’è gente che non si fa scrupolo di niente, vieni ucciso per pochi spiccioli non sono solo gli stranieri e mi sembra che vi sia una guerra tra i poveri, non dico che sia giusto prendere le impronte digitali ma identificare chi sono, con un atto di nascita con un codice fiscale, insomma il censimento è sin dai tempi dei romani, che vita gente c’è veramente da lavorare molto. , una cosa mi piace farla, prego, prego per tutti, per tutta l’umanità, non sono una suora, sono una madre di 2 ragazzi e credo nella preghiera.
un abbraccio a tutti
Amen
By Amelie on lug 5, 2008
Nadin
ora cerco di spiegarmi.una volta per tutte.
Quando ti parlai del forum di Diego 2 anni fa, del ddb,
dove poi tu hai partecipato,era solo per darti la possibilità di ‘’scambio” con altre persone,anche diverse da te(proprio perche ti conosco abbiamo fatto insieme le scuole medie,conosco la tua storia reale)mi sono permessa di aiutarti : avevi letto no Diego?Jack?
Ti posso assicurare che questo è il primo tuo post vero,dove dici racconti qualcosa di te ,il tuo pensiero libero aggiungo-
non pilotato dal credo che è tuo-
Per tutto il resto del tempo che fu,non hai fatto altro che fare catechismo,non credo sia il posto giusto.(poi non è neanche mio il blog è solo un ‘idea mia questa). Se credi in questo modo viscerale è affar tuo,il fatto di credere
non ti rende migliore di chi non crede,o non prega,Gesù non è esportabile a piacimento,è sulla bocca di tutti,ma pochi seguono le sue parole nella vita reale,lui emamava una luce che mai nella storia dell’uomo ha avuto eguali,è un fatto intimo il crederci,a meno che non si sia intregalisti,(cioè che si voglia con la forza convincere gli altri).
Tutto qua .Comunque disse:ama il prossimo tuo come te stesso,chiunque sia,non il tuo vicino di casa,quello lontano.
un kiss——–
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By Rulando on lug 6, 2008
Nadin è logico che non siamo un popolo di razzisti, in quanto se si affermasse questo, significherebbe che TUTTI gli italiani sono razzisti e sappiamo benissimo che non è così, ma che in Italia il fenomeno del razzismo si stia diffondendo sempre più e che si presenti sotto le più disparate forme (dalle discriminazioni ai pestaggi, dagli insulti allo sfruttamento) è sotto gli occhi di tutti quelli che VOGLIONO vedere…
Le impronte digitali ai bambini (ha ragione Cinzia, non importa che siano Rom o meno) sono una barbarie intollerabile che non a niente a che vedere col “tuo” ipotetico censimento.
Si tratta di “razzismo istituzionale”, il male incurabile di cui soffre il “nostro” governo (non dimentichiamoci le altre porcate contenute nel decreto sicurezza tipo l’istituzione del reato di clandestinità o l’allungamento a 18 mesi di detenzione nei CPT, tanto per fare due esempi…)!
By cinzia on lug 6, 2008
Cara Nadin,
Confesso che leggere il tuo primo post mi ha a dir poco innervosito, quello che non ho accettato è l’idea che si dovesse cancellare tutto, la rabbia, per prima, e poi tutti i sentimenti che seguono in nome di un’Amore assoluto che almeno per me non può esistere se non sulla base della verità, sull’autenticità di ciò che ognuno di noi sente in se stesso.
Non posso in questo momento, in cui mi sento con le spalle al muro, rinnegare il pensiero, che spesso mi costringe in angoli bui che mi fanno paura.
Ogni volta che ho cercato d’aggirare gli ostacoli delegando all’esterno la soluzione della mia difficoltà di vivere, ho fatto errori madornali dai quali non sempre mi è stato possibile tornare indietro.
La Preghiera come balsamo per l’anima io non riesco ad accettarla, mi rendo conto che sarebbe forse più facile, ma ho bisogno di restare vigile anche pagando un alto prezzo di dolore anche a costo di sprecare tutta la vita.
Se io avessi una verità in tasca, giuro che te la regalerei, ma le mie tasche sono vuote, la povertà del mio cuore non ingannerebbe nè Gesù nè nessun uomo, riesce ad confondere solo me.
Ti abbraccio Nadin, a presto.
By ivy on lug 6, 2008
Dal diario di Silvano Agosti:
La miseria culturale del regime sociale che caratterizza questo Paese è bene espressa dall’ultima trovata di impotenza dell’imperante potere, quella di rilevare le impronte digitali dei bimbi Rom.
Costerebbe molto meno offrire un bel pasto gratuito ai Rom.
Ma è possibile che, invece di porsi il problema del perché un popolo è costretto a rubare per vivere, sia più sollecita la necessità di punirlo, inoltre, per essere costretto a delinquere o a sottoporsi alla micidiale pratica di un lavoro coatto per otto o nove ore al giorno. Mi pare sarebbe più utile occuparsi del furto di diecine di migliaia di euro che i parlamentari compiono ogni mese da sempre, con la scusa dello stipendio, in cambio solo di una loro fedele sottomissione alle regole del potere.
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Questa mattina ho scritto a Beppe Grillo
Caro Beppe,
son qui a verificare se attraverso la tua struttura si può ed è opportuno lanciare un gemellaggio simbolico di “rilevamento impronte”. Ovvero magari di domenica recarsi nelle piazze principali del Paese Italia, dove chi vuole, per solidarietà, si fa prendere le impronte.
Un gioco. Riuscire a far sì che la faccenda si sdrammatizzi nella pluralità. Si tratta di una piccola scheda dove si scrive nome e cognome e si appongono le impronte digitali. Poi si può decidere, magari a Natale, di inviere i pacchi delle schede al ministero degli interni.
Grazie per l’attenzione.
Silvano Agosti
Lui mi ha subito risposto
ciao SILVANO che piacere leggerti. stavo pensando una cosa simile sulle impronte… ti faro’ saper grazie beppe
—– Original Message —–
From: silvanoagosti
Sent: Tuesday, July 01, 2008 10:10 AM
Subject: verifica
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Un abbraccio forte
Tina
By nadin on lug 6, 2008
Non ho mai pensato per un istante di essere migliore perchè credo, se ho dato a pensare questo me ne dispiace. Il fatto che poi è una cosa intima non so, forse si per molti ,non mi vergogno di dirlo ,qui come in un altro luogo non esistono posti dove non bisogna testimoniare. Pregare non è facile Cinzia, a me personalmente è proprio la preghiera che mi rende vigile, nella preghiera si fortifica la costanza, io sono cambiata tantissimo ed ho superato barriere. Non voglio convincerti per favore non lo pensare. Non credo nella povertà del tuo cuore anzi è sicuramente ricco di cose straordinarie.
Rulando è vero che stanno alimentando il razzismo ma voglio pensare che le cose cambieranno in bene e credo che dipenderà molto da noi.
Amelie sei una bella persona ti sto conoscendo qui,mi è piaciuta la canzone di dè Andrè ciao
un abbraccio a tutti
Buonasera Diego
By Rulando on lug 7, 2008
Sì Nadin, su questo ti dò ragione, se stiamo qui a subire passivamente la situazione non cambierà ed anzi peggiorerà ancor di più…
By Riccardo Brero on lug 7, 2008
Ciao a tutti
Si forse in Italia non siamo tutti razzisti, però secondo me il fenomeno del razzismo si sta allargando; qui dove abito io si sente nell’aria,lo si sente nelle discussioni tra la gente,lo si legge negli articoli dei giornali locali……
Sento sempre più persone orgogliose di dichiararsi leghiste o fasciste, soprattutto giovani e questo mi dispiace molto.
Sarà la situazione economica,che ci rende tutti più poveri e cattivi e tutti guardano solo ai propri interessi,però credo che la crisi peggiore sia quella dell’istruzione nelle scuole quella che dovrebbe formare i nostri figli e renderli colti ma anche più tolleranti visto che viviamo già in un mondo multietnico e non si possono “mandare tuti a casa”come direbbe l’uomo della strada.
Speriamo nelle generazioni future
scusate il delirio del lunedì
Ciao Diego
Un abbraccio a tutti
By sofya on lug 7, 2008
è un po’ ke nn passo di qui…
ma scusa… ke t’incazzi a fare?!
perkè tu non sei già skedato?
non lo siamo già tutti?! tu paragoni questa situazione al nazismo.. nn c’entra .
pensa un po’ a ki è musulmano e vive a milano e si sente dire ke è brutto pregare in strada, e hanno da ridire anke sulle moskee… ma ti rendi conto?!!!
mah sarà ke io sono stata in turkia e la gente è stata così ospitale… e nn parlo di villaggi o cose organizzate.. ma cazzo la gente lì è prorpio naturalmente ospitale e civile.. ke misticismo abbiamo noi? purtroppo sarà sempre così.. abbiamo il papa a roma, non è mica colpa nostra.
scusate.. cià
By rom on lug 7, 2008
CaraMENTE ciao…..scusa ma ho voglia di scrivere nel tuo Blog una cosa FUORI tema:
da un bel po’ ho ricevuto questo messaggio dalla LAV (di cui faccio parte), ma, essendo A POSTO con la mia coscienza perché SAPEVO di aver “postato” notizie PURTROPPO VERE il 23 giugno, avevo deciso di FOTTERMENE di pubblicarlo; si sa che chi ci ripensa è cornuto, ed io, essendo stata più volte CORNUTA, ci ho ripensato e lo “posto”:
Gentile Romana,
le inviamo un comunicato pervenutoci circa un mese fa dal quale si
evince che, per fortuna, smentisce la notizia della mostra di quest’anno
fatta da questo “pseudo” artista.
Cordialmente
LAV
BIENNALE COSTARICA BANDISCE VARGAS, LO PSEUDOARTISTA DEL CANE
5 mag 08
Informazione dall’Oipa.
5 maggio 2008 - Ci sono giunti aggiornamenti in merito alla vicenda di
Guillermo Vargas, lo “peudoartista” del Costa Rica che aveva messo in mostra
un cane randagio e denutrito, legato in un angolo di una galleria d’arte in
Nicaragua, senza cibo e senza acqua e l’aveva lasciato morire di stenti.
L’OIPA ha ricevuto conferma da contatti locali che gli organizzatori
della Biennale hanno acconsentito di bandire l’artista dalla galleria.
Inoltre gli organizzatori hanno dichiarato che includeranno nuove regole per
i partecipanti alla Biennale: sarà vietato maltrattare gli animali.
L’OIPA plaude la decisione della Biennale per la decisione di
introdurre nuove regole per impedire che simili eventi spiacevoli possano
ripetersi. Il nostro auspicio ora è che la Biennale 2008 sarà un momento per
mostrare l’arte e il bello. I nostri migliori auguri vanno agli artisti che
saranno presenti e che hanno appoggiato pienamente la causa animalista e le
nostre richieste.
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ps mio
chissà perché certa gente pur di TENTARE di avere ragione a tutti i costi, s’arrampica persino sulle illazioni e sulle ipotesi CERCATE in internet accontentandosi tra l’altro di quel che trova foss’anche nei siti MENO adatti, e, quel che è PEGGIO, SENZA neanche leggerle con una briciola d’attenzione……. dandosi così la zappa sui piedi…visto che c’era scritto con estrema CHIAREZZA , che NON negavano AFFATTO che la notizia sul POVERO cagnolino martire fosse PURTROPPO ASSURDAMENTE e TRISTEMENTE vera (come del resto fece notare Albe e non mi ricordo se anche Tiziana e/o Rulando).
By Amelie on lug 7, 2008
Ciao a tutti
non siamo schedati Sofya siamo registrati,non ci hanno preso le impronte a :Noi.
Io non sopporto quelli della Lega.
Zapatero è un genio-
Gavino torna che ci devi raccontare
l’evoluzione della Spagna.
Di noi non parlo.
Quello là..al G8 parla di giustizia.
Stò facendo il polpettone al Genovese.
Navigo nei fagiolini.
ciao Diego
tutto bene?
————-
By roxana on lug 7, 2008
io talvolta non mi trovo bene nemmeno qui, con certi toni e stili, ma ho il pregio del distacco, per cui non penso sia solo questione di mentalita’, politica ma di modi di porsi, a noi piu’ o meno consoni o simili; e pure questo dimostra come essere progressisti democratici buonisti e battagliare per i grandi temi non significhi cmq condividere, o essere compagni come si diceva un tempo.
bye
By Albe on lug 7, 2008
Quello là dice di essere in sintonia con l’appello del Papa e con l’idea al sostegno dei paesi più poveri. Mi incuriosisce come fa ad essere sempre in sintonia con tutti..sia che dica bianco sia che dica nero..peccato che il suo governo fu ripreso da Bono per non aver rispettato l’impegno preso di cancellare i debiti dei paesi più poveri.Massima sintonia col signor Bono!
By Rulando on lug 7, 2008
Rom, non solo non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, ma aggiungerei: non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere (in questo caso leggere)…
Cioè tu hai tenuto nascosta un comunicato che smentisce la notizia solo perchè ti sei autoconvinta che sia vera? NON HO PAROLE, e
non capisco di quali illazioni parli. Il sito di Paolo Attivissimo è adattissimo a smascherare bufale di qualunque genere e secondo me SEI TU che non hai prestato un briciolo d’attenzione a ciò che c’è scritto al link che ti postato l’altra volta e ti riporto nuovamente:
http://attivissimo.blogspot.com/2007/11/antibufala-cane-lasciato-morire-per.html
Dal link si evince che quel cane era regolarmente nutrito e non ha subito nessun maltrattamento, a meno che non si consideri maltrattare un animale il fatto di non nutrirlo per 3 ore (non per dei giorni filati) al giorno. Considera inoltre che era un randagio ( preso già deperito e che per rimetterlo in sesto non sarebbero bastati certo 2 giorni…
Particolarmente illuminante è questo passaggio:
abbiamo il direttore della galleria d’arte che dice che il cane è stato nutrito, ma non durante le tre ore giornaliere della mostra, e che poi è scappato, e su queste dichiarazioni pone la propria firma;
P.S.
Non era Tiziana, ma Roxana…
By Amelie on lug 7, 2008
Albe
hai mai visto un ricco
preoccuparsi dei poveri?
io mai.:)
o anche un povero
preoccuparsi di altri poveri?
Quello là si—-
e chi ci credeeeeeeeee?
Ancora il cane?
Ma andate in un canile
è pieno di povere bestie
sono anche più sfortunate
perche nessuno le ricorda.
Non è Arte-
é arte umanamoderna
——————–monnezza!!
——————————-
By Uno on lug 7, 2008
Ma si, parliamo di razzismo. E parliamo guardando una trasmissione su Rai 3 “Alle falde del Kilimangiaro” con Licia Colò che, per quanto mi riguarda, ha mostrato ormai tutto di sé: il peggio o il meglio sta a voi dirlo.
Ieri sera ho assistito a un episodio di una violenza inaudita anche se solo verbale, fatto di parole apparentemente semplici. Le famose parole che sono pietre e che, sia pronunciate sia scritte, si incidono nella memoria, si fissano nella coscienza e scavano un solco profondo nella mentalità delle persone. Faccio riferimento all’atteggiamento avuto dalla Colò nei confronti di una rom (secondo la Colò inserita nel “tessuto sociale”) mentre quest’ultima stava parlando di quella che era l’integrazione dei suoi connazionali. La presentatrice ha avuto parole e gesti di stizza, con quella voce da cornacchia incazzata che altre volte mi era capitato di ascoltare ma non in maniera così dura come ieri sera, quando ha zittito la signora in questione. Ha poi fatto parlare delle persone lì presenti sulle vicissitudini di alcuni condomini…sembrava la diretta di Blob. Forse perché eravamo su Rai 3? E’ questo il punto. Possiamo essere ovunque; possiamo guardare un canale qualsiasi; possiamo frequentare questo o quel posto, fisico o virtuale, ma alla fine un riscontro razzista si presenterà a noi come la morte nera si presenta, nel suo abito peggiore, a Dylan Dog.
Ma la nostra vita non è un fumetto. Piuttosto, se si volesse trovare una definizione, potrebbe essere un contenitore nel quale riversiamo i nostri incontri e la nostra memoria, compresa la fantasia che non ci appartiene più perché abbiamo perso quel famoso treno. E allora assecondiamo le visioni terribili di questi anni. Ci lamentiamo credendo di essere fighi, perlomeno più fighi di altri. Però, lo sappiamo, l’abbiamo detto, siamo anche noi responsabili di quello che è accaduto, è inutile cercare di essere ancora più fighi tirandoci fuori.
Scusate, ma lo sfogo alla fine ha preso anche me, forse. Ho preso visione della mia piccolezza umana pur non avendo intrapreso il sentiero della consapevolezza, lungo il quale, a volte, ho posato il mio sguardo ma il peso era troppo, veramente troppo per me Quel peso immane conteneva tutti i cadaveri di coloro morti, da secoli, per razzismo. E bastava guardare un attimo, quel fumo che saliva come nella canzone di Guccini:
Son morto ch’ero bambino
son morto con altri cento
passato per un camino
e ora sono nel vento.
Ad Auschwitz c’era la neve
il fumo saliva lento
nei campi tante persone
che ora sono nel vento…
per capire che la storia non ha insegnato e non insegnerà nulla nessuno. Perché se mai ciò dovesse accadere, perderebbe la ragione di esistere in quanto non avrebbe più nulla da “storicizzare”.
Qui vecchio mondo, passo e chiudo.
By gianlucab1967 on lug 7, 2008
Vedi schedare i rom e i loro bambini,è una liberatoria per giustificare l’assenza di stato,i crimini nel nostro paese non possono essere perseguiti,altrimenti testa bituminosa,”o di merda”,quello è il colore attuale,sarebbe in galera.
Ma per poter fare propaganda,alle casalinghe di voghera,ci vorrà pure un argomento,e allora discutiamo delle impronte ai rom che sa di duri.
La delusione per i fascisti sciacquati a fiuggi come ha detto Travaglio,sarà scoprire che questi non hanno nemmeno i coglioni delle proprie azioni,e quando Razzinger li ammonirà pisceranno nelle mutande.
La tentazione è forte il manganello è pronto.
Ma davanti a tutto ci sono le loro priorità (i soldi) non gli ideali,che li lasciano a chi li vota.
By Albe on lug 7, 2008
Non so Amelie , forse tra poveri esiste una solidarietà maggiore che tra chi se la passa bene e chi se la passa male. O forse se non si era un pò cinici o carogne difficilmente si sarebbe diventati ricchi.Boh…
Questa cosa mi è arrivata tramite internet..fa riflettere anche se alcuni storceranno il naso visto che girava sotto forma di “catena”..
Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese:
- Signore,mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno.
Dio condusse il sant’uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli
permise di guardare all’interno. Al centro della stanza, c’era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant’uomo sentì l’acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido e malato.
Avevano tutti l’aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca.Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse:- Hai appena visto l’Inferno.
Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l’aprì. la scena che l’uomo vide era identica alla precedente.
C’era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece ancora venire l’acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant’uomo disse a Dio:- Non capisco!
- E’ semplice, rispose Dio, dipende solo da un’abilità.
Essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri, mentre gli altri non pensano che a loro stessi.
Quando Gesù è morto sulla croce, pensava a te.
By Amelie on lug 7, 2008
Uno ben tornato,mi permetto di risponderti poi vado a dormire sono molto stanca,dalla Tv non mi aspetto niente,il treno l’ha perso lei non noi.La colpa è sua.Non posso credere che non succedano cose belle,nel mondo.Non ci voglio credere.Il razzismo stà dilagando,dobbiamo rendercene conto.Noi italia non stiamo andando avanti,stiamo ritornando indietro.Anni fà succedeva la stessa cosa ai meridionali,adesso si ci riversa sui Rom.Poi ognuno pensa di avere la sua soluzione personale,ma il personale non conta senza un gruppo.
Anche queste bufale di internet tipo quella del cane,servono per spostare i problemi su cose che non sono vere(infatti si chiamano bufale)è kich—–
Adesso non mi risconosco in nessun programma tv,di nessun canale guardo solo i tg,perche mi piace confrontarli tra di loro,sono uguali ma diversi,hanno tutti una tendenza,avere posti liberi dove potersi esprimere non è facile al giorno d’oggi,si tende a non avere nessuna identità mentre io vorrei averla ancora.(ci ho messo una vita quasi)-
La storia non serve se nessuno la racconta.
Specialmente in tv. ormai essere superficiali,è la cosa che piace di più di tutti.Le donne sono ritornate a essere,carne da macello,corpi da uccidere.E quelle famose,sono le peggiori di tutte.—-Per questo non dobbiamo mollare mai.
denunciare sempre chi non tollera.
non abbandonarci ad essere pessimisti,
non metterci in un cantuccio e aspettare il miracolo.
noi dobbiamo pensare(io non ne ho)ma alle generazioni future,a chi verrà dopo di noi.
non possiamo lasciare un mondo cosi.
un Paese cosi.
uno Stato pietoso-
senza storia.
la fantasia no!!
guai a chi la tocca,
il mondo non è vecchio
siamo noi che lo siamo,
anche da giovani————notte.
ciao scusa..
By rom on lug 8, 2008
x Rulando
ma perché non leggi con un briciolo d’attenzione prima di commentare, e SOPRATTUTTO prima di sparare le tue sentenze?
almeno eviti d’infangare te stesso e gli altri.
il post della LAV (a cui ho scritto il 27-6) mi da ragione PURTROPPO…e NON torto, quindi a me sarebbe “convenuto” postarlo semmai, e finora non l’avevo fatto SOLO perché sinceramente NON m’andava di ritirar fuori una storia di cui s’era parlato già troppo e “a casa” di qualcun altro per giunta, il PAZIENTISSIMO Diego alias MENTE.
tu e Roxana (che NON potrei MAI confondere con Tiziana, FIDATI…e faresti bene ad andarti a rileggere per quale motivo oggi l’avevo nominata insieme ad Albe) SOSTENEVATE che la storia del cane fatto crepare di fame e di sete alla biennale centroamericana dell’anno passato, fosse solo una cazzata internettica.
Il messaggio della LAV e il comunicato dell’OIPA -che se permetti sono fonti ASSAI PIù ATTENDIBILI di “Paolo-attivissimo”- SOSTENGONO CHE IL CANE è REALMENTE MORTO DI FAME E DI SETE PER COLPA DI UN ESSERE IMMONDO CHE L’ANNO SCORSO HA TENTATO DI SPACCIARE LA TORTURA PER ARTE,MA FINALMENTE è STATO BANDITO DALLA BIENNALE DEL CENTRO AMERICA. E sappi che NON è successo per fortuna e nemmeno per caso, MA PER IL CLAMORE CHE C’è STATO.
Da: LAV - Sede Nazionale
A: arcobalenocangiante@libero.it Cc:
Oggetto: Re: un’informazione Ricevuto il: 01/07/08 15:13
Gentile Romana,
le inviamo un comunicato pervenutoci circa un mese fa dal quale si
evince che, per fortuna, smentisce la notizia della mostra di quest’anno
fatta da questo “pseudo” artista.
Cordialmente
LAV
BIENNALE COSTARICA BANDISCE VARGAS, LO PSEUDOARTISTA DEL CANE
5 mag 08
Informazione dall’Oipa.
5 maggio 2008 - Ci sono giunti aggiornamenti in merito alla vicenda di
Guillermo Vargas, lo “peudoartista” del Costa Rica che aveva messo in mostra
un cane randagio e denutrito, legato in un angolo di una galleria d’arte in
Nicaragua, senza cibo e senza acqua e l’aveva lasciato morire di stenti.
L’OIPA ha ricevuto conferma da contatti locali che gli organizzatori
della Biennale hanno acconsentito di bandire l’artista dalla galleria.
Inoltre gli organizzatori hanno dichiarato che includeranno nuove regole per
i partecipanti alla Biennale: sarà vietato maltrattare gli animali.
L’OIPA plaude la decisione della Biennale per la decisione di
introdurre nuove regole per impedire che simili eventi spiacevoli possano
ripetersi. Il nostro auspicio ora è che la Biennale 2008 sarà un momento per
mostrare l’arte e il bello. I nostri migliori auguri vanno agli artisti che
saranno presenti e che hanno appoggiato pienamente la causa animalista e le
nostre richieste
By Riccardo Brero on lug 8, 2008
A proposito di Rai3 ho letto sul giornale che è stato chiuso il programma Screensaver di Federico Taddia forse per il bilancio mah!
Mi dispiace non so se vi è capitato di vederlo, ma era interessante perchè erano dei corti fatti da studenti delle scuole.
Era bello vedere il mondo con gli occhi dei ragazzi…….
Bush aveva scritto che Sir pimp è un incompetente che è riuscito a farsi eleggere solo per la sua posizione privilegiata e che l’Italia è un paese di corrotti…..
Poi ha dovuto smentire e chiedere scusa.
Scusa di cosà?Una volta che dice la verità!
Ciao Diego come stai?
Ciao a tutti voi naviganti un abbraccio
Riccardo
By Albe on lug 8, 2008
Ciao Riccardo , quella che racconti è stata una cosa che ha fatto sorridere anche me.
Per una volta che Berlusconi ha saputo cosa pensano davvero di lui all’estero hanno poi ritrattato. Strano visto che tra lui e l’amministrazione Usa pare ci sia sempre stata massima sintonia..haahahah!!
Si era un programma carino però sai se gli ascolti non lo sorreggono poi è facile vengano tagliati questi programmi.In fondo le reti private si reggono con la pubblicità.
Come dici? Era su rai3? Paghiamo un canone per non essere soggetti alle leggi del mercato e poter valorizzare anche quei programmi senza tette e culi? Ah!…non me lo spiego…
By Rulando on lug 8, 2008
Rom, qua se c’è una che si sta gettando del fango addosso, sei proprio tu!
Ammetto di aver capito male. Non avevo compreso (forse ero un pò stanco) che la prefazione della LAV e il comunicato dell’OIPA ti sono pervenuti tramite una sola mail, ma ciò non toglie nulla al contenuto dei miei post e di quello che sta scritto nel blog di Paolo Attivissimo…
Pur riconoscendo l’autorevolezza della LAV e dell’OIPA, quest’ultima si è limitata a comunicare che l’artista è stato bandito dalla galleria, ma non ha riportato una e dico UNA sola prova che quel cane sia stato realmente lasciato morire si fame e sete…
Essa afferma di aver ricevuto conferma da contatti locali che gli organizzatori
della Biennale hanno acconsentito di bandire l’artista dalla galleria.
Ora, sperando che Diego acconsenta, posto per intero l’indagine svolta dal “cacciatore di bufale”, sperando così di chiarire le idee a chi in precedenza non aveva aperto il link del suo blog e FORSE anche a te, anche se, visto come la “fettasalamite” ti attanaglia, ne dubito molto…
Antibufala: un artista affama un cane fino a farlo morire
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
NOTA: Quest’indagine non afferma che la storia è una bufala. Leggete l’articolo fino in fondo prima di giudicare. Grazie.
Circola da alcune settimane un appello che racconta una storia terribile: un artista latinoamericano, Guillermo Habacuc Vargas, avrebbe fatto morire di fame un cane all’interno di un museo e questo, per lui, sarebbe stata una forma d’arte. Ma le mie indagini, fin qui, tracciano un quadro tutt’altro che certo, ben diverso da quello apparentemente certo descritto da molta stampa.
Ecco il testo dell’appello in una delle sue varianti più diffuse:
Guillermo Habacuc Vargas ha organizzato una mostra espondendo cio’ che di migliore il suo genio potesse partorire: UN CANE LEGATO AD UNA CORDA, DESINATO A PERIRE DI FAME DINANZI AI CURIOSI OSSERVATORI, ESPERTI DI PSEUDO-ARTE. L’Idea geniale, brillante, rivoluzionaria e’ stata addirittura premiata con un invito all’artista in questione a partecipare alla Biennale Centroamericana del 2008 come rappresentante del suo paese. BOICOTTA LA PRESENZA DI GULLIERMO HABACUC ALL’EVENTO, CONTRO LA DISUMANITA’ CHE SI SPACCIA PER ARTE. L’ARTE NECESSITA DI STRUMENTI MIGLIORI http://www.petitiononline.com/13031953/
Il link citato porta al testo di una petizione che descrive gli eventi in spagnolo e ha raccolto, al momento in cui scrivo, oltre 210.000 adesioni (va ricordato che queste petizioni online non hanno alcun valore legale e le adesioni non possono essere considerate “firme” in senso stretto).
La petizione, a sua volta, linka un articolo del giornale costaricano La Naciòn, datato settembre 2007: ma l’articolo dice semplicemente che l’artista accusato dalla petizione è stato selezionato per rappresentare il Costarica alla mostra Bienal Centroamericana Honduras 2008. Del cane lasciato morire d’inedia non c’è traccia nell’articolo.
L’atrocità sarebbe avvenuta, secondo l’appello, durante la mostra Bienal Costarricense de Artes Visuales (Bienarte) 2007, in seguito alla quale Guillermo Habacuc Vargas è stato selezionato per la Bienal Centroamericana. A supporto di quest’affermazione viene fornito un link a un blog che linka un altro blog, che a sua volta afferma quanto segue e mostra alcune immagini del cane:
Según supe el perro murió al día siguiente por falta de comida. Durante la inauguración supe que el perro fue perseguido por la tarde entre las casas de aluminio y cartón de un barrio de Managua con nombre de santo que Habacuc que no pudo precisar en el momento. 5 niños de los que ayudaron en la captura recibieron bonos de 10 córdobas por su colaboración. Durante la exhibición algunas personas pidieron la libertad del perrito, a lo que él artista se rehuso. El nombre del perro era (fue) Natividad, y se le dejo morir de hambre a la vista de todos, como si la muerte de un pobre perro fuera un show mediático desvergonzado en el que nadie hace nada más que aplaudir o mirar desconcertado.
Definitivamente somos lo que leimos: puras croquetas.
En el lugar que el perro estuvo expuesto solo queda un cable de metal y una cuerda. El perro estaba sumamente enfermo, renqueaba y no quería comer de todos modos, así que en un entorno natural hubiera muerto de todos modos; pero así son todos los pobres perros: tarde o temprano se mueren o los mueren.
Ecco la traduzione, fornita da Simone “Drop Alive”:
Mi risulta che il cane sia morto di inedia il giorno seguente. Sono venuto a sapere durante l’inaugurazione che il cane era stato catturato alla sera tra le baracche di un quartiere di Managua che prende il nome da un santo, ma Habacuc non mi ha saputo precisare quale in quel momento. Cinque dei bambini che hanno collaborato alla cattura hanno ricevuto una somma di dieci cordobas in premio. Nel corso dell’esibizione alcune persone hanno chiesto che il cagnetto venisse liberato, ma l’artista l’ha proibito. Il nome dell’animale era Natividad, ed è stato lasciato morire di fame sotto gli occhi di tutti, come se la morte di un povero cane costituisse un vergognoso spettacolo mediatico in cui nessuno fa nulla se non applaudire o fissare sconcertato.
In definitiva siamo ciò che leggiamo: pure crocchette.
Nel luogo in cui era esposto il cane rimangono soltanto un cavo metallico e una corda. Il cane era gravemente malato, zoppicava e non voleva comunque mangiare, quindi sarebbe morto comunque anche in un ambiente naturale. Ma tutti i poveri cani sono così, presto o tardi muoiono oppure vengono uccisi.
Qui si esauriscono le “prove” portate dall’appello: un “mi risulta che sia morto”. Di testimonianze dirette, finora, non c’è traccia.
Il sito antibufala Snopes.com, nella sua indagine, linka un articolo di ottobre 2007 del quotidiano nicaraguense La Prensa, secondo il quale il direttore della galleria, Juanita Bermúdez, afferma che il cane invece è stato nutrito durante le pause di chiusura e poi è scappato:
Gran polémica ha causado en la región el trabajo del artista costarricense Guillermo Vargas, conocido como Habacuc, denominado Exposición No. 1. La exposición fue presentada el pasado agosto en Galería Códice, en Managua.
Como parte de la exposición el artista ató en una esquina de la sala a un perro callejero flaco, enfermo y con hambre, que capturó en un barrio pobre de la capital y que, según el diario costarricense La Nación, murió de hambre esa noche.
También se incluía como parte de la obra la frase “Eres lo que lees”, escrita en una pared con alimento para perro, así como una versión del himno sandinista al revés, además de un incensario en el que se quemaron 175 piedras de crack y una onza de marihuana.
Vargas dijo a La Nación que su obra se trataba de un homenaje a Natividad Canda y no quiso decir si se alimentó al perro o no y se rehusó a asegurar o desmentir la muerte del can.
Según él, lo importante era mostrar la hipocresía de la gente y ver cómo un perro se convierte en el foco de atención cuando está en una galería y no cuando está en la calle.
Liliam Schnog, presidenta de la Asociación Humanitaria para la Protección Animal en Costa Rica, informó al mismo diario no comprender cómo se dejó morir de hambre a un animal, si a la par había una frase hecha con comida.
LAS REACCIONES
En Costa Rica las reacciones no se hicieron esperar. Se abrieron blogs (páginas de opinión en internet) donde personas rechazaban la idea y a otros les parecía bastante creativa, porque lograba comunicar un mensaje.
Alicia Zamora, artista plástica nicaragüense, considera que la obra es válida en cuanto genera una reflexión en el espectador, que está mal acostumbrado a un arte meramente decorativo.
“Habacuc me parece un artista de mucho respeto, en tanto propone obras que generan y despiertan una reflexión en la gente; estamos acostumbrados a obras donde el artista y la reflexión de lo social queda invisible”, dijo Zamora.
Juanita Bermúdez, directora de Galería Códice, afirma que como persona seria no permitiría el maltrato al animal. La directora afirmó que el perro comió en reiteradas ocasiones y que no murió, si no que se fugó durante la madrugada.
“Es una obra que deja un mensaje social, definitivamente es arte conceptual y a la gente le cuesta todavía trabajo digerir este tipo de obras”, expresó la directora.
Bermúdez también dijo que la obra de Habacuc es bastante enigmática y poco explícita, pero que en lugar de maltratarlo, el artista dignificó al perro al llevarlo como arte a una exposición de su obra, para representar una realidad social.
Non solo. Silvio mi segnala questo comunicato della Galeria Codice, a firma del direttore, riportato anche nelle lettere dei lettori a La Prensa:
Uno de los trabajos expuestos consistió en presentar a un perro famélico que Habacuc recogió de la calle, y durante la exposición aparecía amarrado con una cuerda de nylon, que a su vez estaba sujeta a otra cuerda que pendía de dos clavos en una esquina de la Galería. Habucuc nombró al perro “Natividad” en homenaje al nicaragüense Natividad Canda (24 años) quien murió devorado por dos perros Rottweiler en un taller de San José, Costa Rica, la madrugada del jueves 10 de noviembre de 2005. El perro permaneció en el local tres días, a partir de las 5 de la tarde del miércoles 15 de agosto. Estuvo suelto todo el tiempo en el patio interior, excepto las 3 horas que duró la muestra, fue alimentado regularmente con comida de perro que el mismo Habucuc trajo. Sorpresivamente, al amanecer del viernes 17, el perro se escapó pasando por las verjas de hierro de la entrada principal del inmueble, mientras el vigilante nocturno quien acababa de alimentarlo limpiaba la acera exterior del mismo.
In altre parole, il cane sarebbe rimasto nella mostra per tre giorni, ma la mostra durava tre ore ogni giorno, e soltanto durante quelle tre ore veniva legato e non nutrito. Al di fuori di quest’orario, veniva alimentato regolarmente con cibo per cani fornito da Habacuc stesso. Il cane sarebbe poi scappato.
Silvio nota inoltre che “Habacuc era un profeta del vecchio testamento famoso perché rimproverava a Dio di vedere la violenza sulla terra e non fare nulla per fermarla.” Un nome particolarmente calzante, visto che lo scopo dell’”artista” era attirare l’attenzione sul fatto che, come dice a chi gli scrive indignato, nella sua città decine di migliaia di cani randagi muoiono di stenti ogni anno e nessuno ci fa caso, ma basta metterne uno in una mostra per suscitare la furia ipocrita dell’opinione pubblica:
‘Hello everyone. My name is Guillermo Habacuc Vargas. I am 50 years old and an artist. Recently, I have been critisized for my work titled ‘Eres lo que lees’, which features a dog named Nativity. The purpose of the work was not to cause any type of infliction on the poor, innocent creature, but rather to illustrate a point. In my home city of San Jose, Costa Rica, tens of thousands of stray dogs starve and die of illness each year in the streets and no one pays them a second thought. Now, if you publicly display one of these starving creatures, such as the case with Nativity, it creates a backlash that brings out a big of hypocrisy in all of us. Nativity was a very sick creature and would have died in the streets anyway.’
Va notato che Vargas stesso dice che lo scopo dell’opera non era causare sofferenze alla povera creatura innocente, ma dimostrare questo concetto di ipocrisia. Ringrazio Silvia per avermi girato la risposta di Vargas.
Riassumendo:
abbiamo un blogger anonimo che ha dato la stura alla vicenda scrivendo che a lui/lei risulta che il cane sia morto. Che fine abbia fatto la bestiola, però non si sa: su questo non c’è nessuna testimonianza diretta, di prima mano.
abbiamo il direttore della galleria d’arte che dice che il cane è stato nutrito, ma non durante le tre ore giornaliere della mostra, e che poi è scappato, e su queste dichiarazioni pone la propria firma;
abbiamo l’artista in questione che non conferma e non smentisce la morte del cane; dice che non era sua intenzione causargli sofferenza.
abbiamo una vicenda che fa leva su tutti i sentimenti giusti per ottenere la vastissima eco mediatica alla quale aspirano tanti “artisti”.
Con questo quadro di dati, la spiegazione più probabile (ma non certa) è che il cane non sia stato maltrattato come descrive l’appello, ma che l’artista abbia fatto una provocazione male interpretata e non si sia reso conto delle possibili conseguenze mediatiche della provocazione.
Come ben sappiamo, qualsiasi storia di maltrattamento di animali, vera o falsa, fa perdere il lume della ragione a tanta gente e risveglia nei giornalisti la voglia di scoop che riempie intere pagine con poca fatica. La voglia di credere al luogo comune dell’artista moderno incomprensibile e insensibile, combinata col fatto che gli avvenimenti hanno avuto luogo in un paese lontano e “primitivo”, ha fatto il resto.
In sintesi, la storia funziona perché gioca sui nostri luoghi comuni: gli artisti moderni sono indecifrabili e farebbero qualsiasi cosa in nome della cosiddetta “arte”; i visitatori di queste mostre sono snob insensibili; i paesi latinoamericani sono rozzi e primitivi; la gente è crudele con gli animali e nessuno fa nulla per fermarli.
By rom on lug 9, 2008
un Saluto affettuoso a quasi tutti, sono in “partenza”(si fa per dire;o)) x qualche giorno.
e un abbraccio ad Albe (che è l’unico che mi ha difeso), a Uno, a Tiziana, a Saddor, a Riccardo Brero, a Ivy e al suo cucciolo in crescita, a Luchello…..e cazzo non mi ricordo tutti i nomi che vorrei.
un VAFFA a chi se lo MERITA (anche da parte di x@nadù e pippicalzelunghe giacché siamo une e trine, più che altro stRINATE;o) e … che dire? ciao;o)
PPPPPPPPS:
x rulando e x l’ULTIMA volta, ma non solo perché domattina anzi tra 3 ore datosi che sono le 3 e mezza, parto per un paio di giorni, ma perché sei FAZIOSO fino all’INCONCEPIBILE.
vatti a leggere il mio post di oggi, (NON a rileggere, perché tu non l’hai letto MAI: “saltelli” tra le parole convinto che la tua intellighenzia possa fare il resto, come l’AMICA tua che GIUSTAmente si firmò “l’Avvelenata” e che, come te, fa parte di quelli che anziché leggere, guardano le figure…d’altra parte ognuno fa quel che può……..) e VEDRAI che l’OIPA ne parla ECCOME della morte di quel cane, anzi tie’, ti appiccico (purtroppo non dove vorrei) il “pezzo” di comunicato che t’interessa:
“Informazione dall’Oipa.
5 maggio 2008 - Ci sono giunti aggiornamenti in merito alla vicenda di
Guillermo Vargas, lo “peudoartista” del Costa Rica che aveva messo in mostra
un cane randagio e denutrito, legato in un angolo di una galleria d’arte in
Nicaragua, SENZA CIBO E SENZA ACQUA E L’AVEVA LASCIATO MORIRE DI STENTI.
L’OIPA ha ricevuto conferma da contatti locali che gli organizzatori
della Biennale hanno acconsentito di bandire l’artista dalla galleria.
Inoltre gli organizzatori hanno dichiarato che includeranno nuove regole per
i partecipanti alla Biennale: sarà vietato maltrattare gli animali.
L’OIPA plaude la decisione della Biennale per la decisione di
introdurre nuove regole per impedire che simili eventi spiacevoli possano
ripetersi. Il nostro auspicio ora è che la Biennale 2008 sarà un momento per
mostrare l’arte e il bello. I nostri migliori auguri vanno agli artisti che
saranno presenti e che hanno appoggiato pienamente la causa animalista e le
nostre richieste.”
ps
ma come ti permetti di dire a me che m’infango da sola, che NON leggo e ho il salame sugli occhi quando per l’ENNESIMA volta sei TU che NON leggi e CONTINUI pure a sparare MEGACAZZATE?
fai una cosa, giacché PERSISTI a NON leggere, almeno NON spappolarmi MAI più i coglioni, tanto NON SPRECHERò MAI più il mio tempo a leggerti, perché NON m’interessa Né chi “ci fa” e tantomeno chi “ci è”.
ps
ma lo sai che secondo me sei l’anima GEMELLA di roxana?
vi faccio TANTI auguri.
By rom on lug 9, 2008
ariPS
e, INCREDIBILE ma VERO, vorresti pure le “prove” dall’OIPA sulla MORTE del cagnetto……..ma perché non ti basta che l’OIPA lo abbia DICHIARATO????????
8 punti interrogativi perché “8″ sta per INFINITO, come il RISPETTO, l’@MICIZIA e il BBBBBBBBENE che provo per Diego @lias MENTE, che ho già salutato in altra sede ma riSALUTO anche qui e @BBRACCIO con TUTTA l’@nima e il cuore.
rom, pippicalzelunghe, x@nadù o meglio xanafu;o)
By Riccardo Brero on lug 9, 2008
Ciao a tutti
Tre giorni fa è stata data dai telegiornali una notizia molto grave sul riciclaggio e la rimessa in vendita di formaggi scaduti,con escrementi di topo,pezzi di plastica delle confezioni,pezzi di macchinari e condizioni igieniche pessime.
Già il giorno dopo non ho più trovato la notizia neanche sui giornali…..
Qualcuno di voi ne sa qualcosa?
Riguardo alla manifestazione di ieri ma nn avevano detto che non ci dovevano essere bandiere di partito?
Polemiche e volgarità.
Ciao a tutti
Ciao Diego
By Rulando on lug 9, 2008
Rom, vedo che con te è impossibile ragionare, l’OIPA si fida ciecamente di voci, di supposizioni e questo è francamente inaccettabile…
Ciò che afferma l’OIPA è Vangelo? Mah…
By Rulando on lug 9, 2008
Riccardo, se vai nella sezione news di Google trovi diversi articoli a riguardo. Di seguito riporto quello apparso su “Repubblica”
La truffa dei banditi della tavola
rivendevano formaggio avariato
di PAOLO BERIZZI
CREMONA - Nel formaggio avariato e putrefatto c’era di tutto. Vermi, escrementi di topi, residui di plastica tritata, pezzi di ferro. Muffe, inchiostro. Era merce che doveva essere smaltita, destinata ad uso zootecnico. E invece i banditi della tavola la riciclavano. La lavoravano come prodotto “buono”, di prima qualità.
Quegli scarti, nella filiera della contraffazione, (ri) diventavano fette per toast, formaggio fuso, formaggio grattugiato, mozzarelle, provola, stracchino, gorgonzola. Materia “genuina” - nelle celle frigorifere c’erano fettine datate 1980! - ripulita, mischiata e pronta per le nostre tavole. Venduta in Italia e in Europa. In alcuni casi, rivenduta a quelle stesse aziende - multinazionali, marchi importanti, grosse centrali del latte - che anziché smaltire regolarmente i prodotti ormai immangiabili li piazzavano, - senza spendere un centesimo ma guadagnandoci - a quattro imprese con sede a Cremona, Novara, Biella e Woringen (Germania).
Tutte riconducibili a un imprenditore siciliano. Era lui il punto di riferimento di marchi come: Galbani, Granarolo, Cademartori, Brescialat, Medeghini, Igor, Centrale del Latte di Firenze. E ancora: Frescolat, Euroformaggi, Mauri, Prealpi, e altre multinazionali europee, in particolare austriache, tedesche e inglesi. E’ quello che si legge nell’ordinanza del pm cremonese Francesco Messina. Un giro da decine di milioni di euro. Una bomba ecologica per la salute dei consumatori.
Le indagini - ancora aperte - iniziano due anni fa. A novembre del 2006 gli uomini della Guardia di Finanza di Cremona fermano un tir a Castelleone: dal cassone esce un odore nauseabondo. C’è del formaggio semilavorato, in evidente stato di putrefazione. Il carico è partito dalla Tradel di Casalbuttano ed è diretto alla Megal di Vicolungo (Novara). Le due aziende sono di Domenico Russo, 46 anni, originario di Partinico e residente a Oleggio. E’ lui l’uomo chiave attorno al quale ruota l’inchiesta. E’ lui il dominus di una triangolazione che comprende, oltre a Tradel e Megal, un terzo stabilimento con sede a Massazza, Biella, e una filiale tedesca. Tradel raccoglie, sconfeziona e inizia la lavorazione. Megal miscela e confeziona. A Casalbuttano i finanzieri trovano roba che a vederla fa venire i conati. Prodotti caseari coperti da muffe, scaduti, decomposti e, peggio ancora, con tracce di escrementi di roditori. Ci sono residui - visibili a occhio nudo - degli involucri degli imballi macinati. Dunque plastica. Persino schegge di ferro fuoriuscite dai macchinari. La vera specialità della azienda è il “recupero” di mozzarelle ritirate dal mercato e stoccate per settimane sulle ribalte delle ditte fornitrici, di croste di gorgonzola, di sottilette composte con burro adulterato, di formaggi provenienti da black out elettrici di un anno prima. “Una cosa disgustosa - racconta Mauro Santonastaso, comandante delle fiamme gialle di Cremona -. Ancor più disgustoso - aggiunge il capitano Agostino Brigante - , è il sistema commerciale che abbiamo scoperto”.
Non possono ancora immaginare, gli investigatori, che quello stabilimento dove si miscela prodotto avariato con altro prodotto pronto è lo snodo di una vera e propria filiera europea del riciclaggio. Mettono sotto controllo i telefoni. Scoprono che i pirati della contraffazione sono “coperti” dal servizio di prevenzione veterinaria dell’Asl di Cremona (omessa vigilanza, ispezioni preannunciate; denunciati e sospesi il direttore, Riccardo Crotti, e due tecnici).
Dalle intercettazioni emerge la totale assenza di scrupoli da parte degli indagati: “La merce che stiamo lavorando, come tu sai, è totalmente scaduta… “, dice Luciano Bosio, il responsabile dello stabilimento della Tradel, al suo capo (Domenico Russo). Che gli risponde: “Saranno cazzi suoi… ” (delle aziende fornitrici, in questo caso Brescialat e Centrale del Latte di Firenze, ndr). Il formaggio comprato e messo in lavorazione è definito - senza mezzi termini - “merda”. Ma non importa, “… perché se la merce ha dei difetti. .. io poi aggiusto, pulisco, metto a posto… questo rimane un discorso fra me e te… ” (Russo a un imprenditore campano, si tratta la vendita di sottilette “scadute un anno e mezzo prima”). Nell’ordinanza (decine le persone indagate e denunciate: rappresentanti legali, responsabili degli stabilimenti, impiegati, altre se ne aggiungeranno presto) compaiono i nomi delle aziende per le quali il pm Francesco Messina configura “precise responsabilità”.
Perché, “a vario titolo e al fine di trarre un ingiusto profitto patrimoniale, hanno concorso nella adulterazione e nella contraffazione di sostanze alimentari lattiero-casearie rendendole pericolose per la salute pubblica”. Il marchio maggiormente coinvolto - spiegano gli investigatori - è Galbani, controllato dal gruppo Lactalis Italia che controlla anche Big srl. “Sono loro i principali fornitori della Tradel. Anche clienti”, si legge nell’ordinanza. Per i magistrati il sistema di riciclaggio della merce si basa proprio sui legami commerciali tra le aziende fornitrici e la Tradel. Con consistenti vantaggi reciproci. Un business enorme: 11 mila tonnellate di merce lavorata in due anni. Finita sugli scaffali dei discount e dei negozi di tutta Europa. Tremila le tonnellate vendute in nero. E gli operai e gli impiegati? Erano consapevoli. Lo hanno messo a verbale. Domanda a un’amministrativa: “Ha mai riferito a qualcuno che la merce era scaduta o con i vermi?”. Risposta: “No, tutti lo sapevano”.
http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/formaggi-truffa/formaggi-truffa/formaggi-truffa.html
By Rulando on lug 9, 2008
P.S.
A proposito della manifestazione di ieri:
Non capisco perchè dire che il capo dello stato è un Morfeo che sonnecchia e incazzarsi perchè ha dato un primo via libera al vergognoso e ANTICOSTITUZIONALE Lodo Alfano, provochi indignazione…
Grillo ha perfettamente ragione, anche quando afferma che Napolitano mentre la polizia a Chiaiano (che è parte di Napoli, la sua città) caricava i manifestanti inermi (senza risparmiare donne e anziani), se ne stava tranquillo e beato a Capri a sentire musica con gli inquisiti Bassolino e Sandra Lonardo (la moglie di Mastella)…
La Guzzanti invece ha sbagliato ad andare decisamente “fuori tema” criticando il Papa, perchè in un paese come il nostro, molto servile nei confronti del Vaticano, si è attirata critiche feroci da governo, opposizione e quasi tutti i media nostrani ed ha avuto il demerito di spostare l’attenzione dai temi fondanti della manifestazione stessa.
By roxana on lug 9, 2008
voglio bene e stimo troppo Paolo Attivissimo, che mi ha virtualmente accompagnato in questi lunghi anni di rete, senza scopo di lucro, in nome della controinformazione e della libera corretta informazione antibufala, e conosco assai i meccanismi di trasmissione del passaparola in internet e dei media o veline istituzionali e governative, privi di fonti sino ad autoconvincersi e convincere che una notizia sia vera, per avere dubbi su uno e sull’altro.
Amo gli animali, ho un micio, detesto chi li abbandona, o chi li tortura sopprime o li lascia marcire nei canili.
Ma soprattutto odio ogni integralismo che procura cecita’.
E chiedere scusa a Diego in tal caso e’ come entrare in una moschea senza levarsi le scarpe per poi pronunciare un pardon di occidentale maniera.
bye
By Rulando on lug 9, 2008
Il blog di Sabina Guzzanti è “fuori uso” da molte ore…sarà un caso?!?
By Alchimia on lug 9, 2008
Segnale autostradale dopo il casello
di Napoli: SUD.
La realtà supera qualunque immaginazione e siamo lo specchio di ciò che saremo.
Prima di tutto la paura, paura di perdere il lavoro, di tornare ad ataviche povertà, di esprimere qualunque pensiero testimonianza di autonomie non gradite, e paura per i propri figli e il loro futuro se non nel posto giusto al momento giusto grazie agli amici.
E quindi prima dei rom attenzione al giusto agire, all’adatto pensare: la collusione senza appartenere a nessuna organizzazione, l’azione segno di adesione silenziosa.
Non è il ventre molle di pochi, è l’essere ed il pensare dei molti da chi governa nelle istituzioni locali ai molti indignati di turno. La deriva era già iniziata, pochi hanno voluto vedere
By ivy on lug 10, 2008
Chi ha il compito in Italia di difendere la Costituzione e i nostri simboli più sacri?
Credo che spetti al Presidente della Repubblica, sostenuto dai cittadini di buona volontà. Mi chiedo come sia potuto succedere che Bossi e company prima hanno sputato e denigrato la bandiera italiana (in Svizzera), chiamato al raduno centinaia di uomini armati in caso avessero perso le elezioni e poi, con nonchalance hanno giurato di servire l’Italia, senza che a nessuno (il garante del rispetto alle Istituzioni che bramo)si sognasse di chiedergli almeno una ritrattazione. Oppure come si è potuto permettere a presunti Onorevoli (che parolona per quacquaracquà del genere)di comportarsi in Parlamento come nel più squallido dei mercati, trattando senza alcun rispetto persone di tutto rilievo come alcuni Senatori,lanciando giudizi offensivi verso la loro ragguardevole età per il solo motivo che votavano con l’opposizione. Ho visto questi “Onorevoli” sputarsi addosso, darsi a cazzotti, strafogarsi di mortadella, senza che tutto questo abbia suscitato la benchè minima reazione. Queste sacre Istituzioni sono dunque alla mercè di gente così misera. Possibile che non ci sia un modo di costringerli a mostrare un po’ più di rispetto per quello che sono stati chiamati a servire? Nelle scuole elementari e medie all’inizio dell’anno scolastico si distribuiscono agli alunni dei vademecum nel quale sono segnate tutte le azioni che si debbono fare e quelle che è vietato compiere. Finora si è creduto che, vista l’età avanzata delle persone che siedono su quegli scranni, fosse superfluo un provvedimento del genere. Alla luce dei fatti che si son visti accadere negli ultimi anni, credo si dovrebbe ripensarci.
Questo per dire che ogni intemperanza deve essere valutata considerando in quale luogo avviene e dalla carica di chi la compie.
Prima di condannare Grillo o la Guzzanti (sarei incazzata pure io dopo come è stata censurata per il suo programma e per come le hanno dato addosso tutti) vorrei vedere perseguite le incontinenze compiute nel Palazzo. Poi, se sarà possibile, potremo dedicarci ad insegnare l’educazione anche ai comici della piazza.
By Riccardo Brero on lug 10, 2008
Grazie Rulando per la solita precisione nell’approfondire le notizie,comunque la notizia nei canali di informazione “normali”, TG e giornali, è sparita il giorno dopo.Questo è un pò preoccupante…..
Ciao Rulando
Buona vita a tutti
Riccardo
By Rulando on lug 10, 2008
Si Riccardo, preoccupante e desolante…
Ciao, stammi bene!
By Rulando on lug 10, 2008
Ivy, collegandomi al tuo intervento posto qui l’articolo apparso oggi su “Voglio scendere” (l’angolo di “Chiarelettere” sul quale scrivono Travaglio, Gomez e Corrias).
Piazza Navona e le cose che non si possono dire
l’Unità, 10 luglio 2008
Lettera aperta al direttore
Caro direttore,
quando tutta la stampa (Unità compresa), tutte le tv e persino alcuni protagonisti dicono la stessa cosa, e cioè che l’altroieri in Piazza Navona due comici (Beppe Grillo e Sabina Guzzanti) e un giornalista (il sottoscritto) avrebbero “insultato” e addirittura “vilipeso” il capo dello Stato italiano e quello vaticano, la prima reazione è inevitabile: mi sono perso qualcosa? Mi sono distratto e non ho sentito alcune cose - le più gravi - dette da Beppe, da Sabina e da me stesso? Poi ho controllato direttamente sui video, tutti disponibili su you tube e sui siti di vari giornali, e sono spiacente di comunicarti che nulla di ciò che è stato scritto e detto da tv e giornali (Unità compresa) è realmente accaduto: nessuno ha insultato né vilipeso Giorgio Napolitano né Benedetto XVI. Nessuno ha “rovinato una bella piazza”. E’ stata, come tu hai potuto constatare de visu, una manifestazione di grande successo, sia per la folla, sia per la qualità degli interventi (escluso ovviamente il mio).
Per la prima volta si sono fuse in una cinque piazze che finora si erano soltanto sfiorate: quella di Di Pietro, quella di molti elettori del Pd, quella della sinistra cosiddetta radicale, quella dei girotondi e quella dei grillini, non sempre sovrapponibili. E un minimo di rigetto era da mettere in conto. Ma è stata una bella piazza plurale, sia sotto che sopra il palco: idee, linguaggi, culture, sensibilità, mestieri diversi, uniti da un solo obiettivo. Cacciare il Caimano. Le prese di distanza e i distinguo interni, per non parlare delle polemiche esterne, sono un prodotto autoreferenziale del Palazzo (chi fa politica deve tener conto degli alleati, delle opportunità, degli elettori, di cui per fortuna gli artisti e i giornalisti, essendo “impolitici”, possono tranquillamente infischiarsi). La gente invece ha applaudito Grillo e Sabina come Colombo (anche quando ha chiesto consensi per Napolitano), Di Pietro, Flores e gli altri oratori, ma anche i politici delle più varie provenienze venuti a manifestare silenziosamente. Applausi contraddittorii, visto che gli applauditi dicevano cose diverse? Non credo proprio. Era chiaro a tutti che il bersaglio era il regime berlusconiano con le sue leggi canaglia, compresi ovviamente quanti non gli si oppongono.
Come mai allora questa percezione non è emersa, nemmeno nei commenti delle persone più vicine, come per esempio te e Furio? Io temo che viviamo tutti nel Truman Show inaugurato 15 anni fa da Al Tappone, che ci ha imposto paletti (anche mentali) sempre più assurdi e ci ha costretti, senza nemmeno rendercene conto, a rinunciare ogni giorno a un pezzettino della nostra libertà. Per cui oggi troviamo eccessivo, o addirittura intollerabile, ciò che qualche anno fa era normale e lo è tuttora nel resto del mondo libero (dove tra l’altro, a parte lo Zimbabwe, non c’è nulla di simile al governo Al Tappone). In Italia l’elenco delle cose che non si possono dire si allunga di giorno in giorno. Negli Stati Uniti, qualche anno fa, uscì senz’alcuno scandalo un libro di Michael Moore dal titolo “Stupid White Man” (pubblicato in Italia da Mondadori…), tutto dedicato alle non eccelse qualità intellettive del presidente Bush. Da dieci anni l’ex presidente Clinton non riesce a uscire da quella che è stata chiamata la “sala orale”. In Francia, la tv pubblica ha trasmesso un programma satirico in cui un attore, parodiando il film “Pulp Fiction” in “Peuple fiction”, irrompe nello studio del presidente Chirac, lo processa sommariamente per le sue innumerevoli menzogne, e poi lo fredda col mitra. A nessuno è mai venuto in mente di parlare di “antibushismo”, di “anticlintonismo”, di “antichirachismo”, di “insulti alla Casa Bianca” o di “vilipendio all’Eliseo”. Tanto più alta è la poltrona su cui siede il politico, tanto più ampio è il diritto di critica e di satira e anche di attacco personale.
Quelli che son risuonati l’altroieri in piazza Navona non erano “insulti”. Erano critiche. Grillo, insolitamente moderato e perfino affettuoso, ha detto che “a Napolitano gli voglio bene, ma sonnecchia come Morfeo e firma tutto”, compreso il via libera al lodo Alfano che crea una “banda dei quattro” con licenza di delinquere. Ha sostenuto che Pertini, Scalfaro e Ciampi non l’avrebbero mai firmato (sui primi due ha ragione: non su Ciampi, che firmò il lodo Schifani). E ha ricordato che l’altro giorno, mentre Napoli boccheggia sotto la monnezza, il presidente era a Capri a festeggiare il compleanno con la signora Mastella, reduce dagli arresti domiciliari, e Bassolino, rinviato a giudizio per truffa alla regione che egli stesso presiede. Tutti dati di fatto che possono essere variamente commentati: non insulti o vilipendi.
Io, in tre parole tre, ho descritto la vergognosa legge Berlusconi che istituisce un’ ”aggravante razziale” e dunque incostituzionale, punendo - per lo stesso reato - gli immigrati irregolari più severamente degli italiani, e mi sono rammaricato del fatto che il Quirinale l’abbia firmata promulgando il decreto sicurezza. Nessun insulto: critica. Veltroni sostiene che io avrei “insultato” anche lui, e che “non è la prima volta”. Lo invito a rivedersi il mio intervento: nessun insulto, un paio di citazioni appena: per il resto la cronistoria puntuale dell’ennesima resurrezione di Al Tappone dalle sue ceneri grazie a chi - come dice Furio Colombo - “confonde il dialogo con i suoi monologhi”. Sono altri dati di fatto, che possono esser variamente valutati, ma non è né insulto né vilipendio. O forse il Colle ha respinto al mittente qualche legge incostituzionale, e non me ne sono accorto? Sono o non sono libero di pensare e di dire che preferivo Scalfaro e i suoi no al Cavaliere? Oppure la libertà di parola, conquistata al prezzo del sangue dai nostri padri, s’è ridotta a libertà di applauso? Forse qualcuno dimentica che quella c’è anche nelle dittature. E’ la libertà di critica che contraddistingue le democrazie. Se poi a esercitarla su temi quali la laicità, gli infortuni sul lavoro, l’ambiente, la malafinanza, la malapolitica, il precariato, la legalità, la libertà d’informazione sono più i comici che i politici, questa non è certo colpa dei comici.
Poi c’è Sabina. Che ha fatto, di tanto grave, Sabina? Ha usato fino in fondo il privilegio della satira, che le consente di chiamare le cose con il loro nome senza le tartuferie e le ipocrisie del politically correct, del politichese e del giornalese: ha tradotto in italiano, con le parole più appropriate, quel che emerge da decine di cronache di giornale sulle presunte telefonate di una signorina dedita ad antichissime attività con l’attuale premier, che poi l’ha promossa ministra. Enrico Fierro ha raccolto l’altro giorno, sull’Unità, i pissi-pissi-bao-bao con cui i giornali di ogni orientamento, da Repubblica al Corriere, dal Riformatorio financo al Giornale, han raccontato quelle presunte chiamate (con la “m”). Ci voleva un quotidiano argentino, il “Clarin”, per usare il termine che comunemente descrive queste cose in Italia: “pompini”, naturalmente di Stato.
Quello di Sabina è stato un capolavoro di invettiva satirica, urticante e spiazzante come dev’essere un’invettiva satirica, senza mediazioni artistiche né perifrasi. Gli ignorantelli di ritorno che gridano “vergogna” non possono sapere che già nell’antica Atene, Aristofane era solito far interrompere le sue commedie con una “paràbasi”, cioè con un’invettiva del corifeo che avanzava verso il pubblico e parlava a nome del commediografo, dicendo la sua sui problemi della città. Anche questa è satira (a meno che qualcuno non la confonda ancora con le barzellette). Si dirà: ma Sabina ha pure mandato il papa all’inferno. Posso garantire che, diversamente da me, lei all’inferno non crede. Quella era un’incursione artistica in un genere letterario inaugurato, se non ricordo male, da Dante Alighieri. Il quale spedì anticipatamente all’inferno il pontefice di allora, Bonifacio VIII, che non gli piaceva più o meno per le stesse ragioni per cui questo papa non piace a lei e a molti: le continue intromissioni del Vaticano nella politica. Anche Dante era girotondino?
Il fatto è che un vasto e variopinto fronte politico-giornalistico aveva preparato i commenti alla manifestazione ancor prima che iniziasse: demonizzatori, giustizialisti, estremisti, forcaioli, nemici delle istituzioni, e ovviamente alleati occulti del Cavaliere. Qualunque cosa fosse accaduta, avrebbero scritto quel che hanno scritto. Lo sapevamo, e abbiamo deciso di non cedere al ricatto, parlando liberamente a chi era venuto per ascoltarci, non per usarci come pedine dei soliti giochetti. Poi, per fortuna, a ristabilire la verità sono arrivati i commenti schiumanti di Al Tappone e di tutto il centrodestra: tutti inferociti perchè la manifestazione spazza via le tentazioni di un’opposizione più morbida o addirittura di un inciucio sul lodo Alfano (ancora martedì sera, a Primo Piano, due direttori della sinistra “che vince”, Polito e Sansonetti, proclamavano in stereo: “Chi se ne frega del lodo Alfano”). La prova migliore del fatto che la manifestazione contro il Caimano e le sue leggi-canaglia è perfettamente riuscita.
http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
By Diego on lug 10, 2008
RULANDO MIO
prima che starnazzi come un’anitrella
prima di illuderti che io ti abbia censurato
vorrei ricordarti che questo è il blog
di diego e di chi è venuto a visitare il sito di un autore. Se devi continuamente postare
articoli interi di altri, fai questo copia e incolla in un tuo blog, un altro, o dove vuoi.
Capisco qualche riga di citazione, ma questo no. Non mi piace. Non è neppure corretto nei confronti dei miei colleghi. Inoltre esiste il copyright dei giornali sui quali pubblicano. Scrivi la tua opinione, Rulando, non incollare quella dell’altra gente per fare pubblicità a idee che potrebbero anche non essere condivise con lo stesso euforico entusiasmo da me e dagli altri. Le tue e quelle di chiunque, invece, originali, sono e saranno sempre accolte. Ciao, grazie. Diego
By Rulando on lug 10, 2008
Caro Diego, se mi hai osservato attentamente avrai notato che quasi mai mi limito a “copiaincollare” articoli altrui (peraltro citandone sempre la fonte) senza aggiungervi qualcosa di mio, prima o dopo l’articolo stesso…
Il problema del copyright NON ESISTE, in quanto i miei copia-incolla rispettano tutte le normative vigenti, ad esempio l’ultimo che ho fatto non è stato preso dal sito de “L’Unità”, ma dal Blog “Chiarelettere” nel quale vige il “copyleft”.
Lo stesso dicasi per il blog di Paolo Attivissimo o per gli articoli estrapolati dal sito di “Carta” e così via…
In ogni caso, se è questo che vuoi, vedrò di riportare solo degli stralci o le parti più significative degli articoli che ritengo opportuno postare all’interno del tuo blog.
P.S.
Cosa c’entra però l’entusiasmo che potrebbero suscitare (o meno) le mie idee? Non è forse questo uno spazio libero? Se le mie opinioni non interessano, si possono benissimo ignorare, se invece non si è d’accordo con esse si possono (e ci mancherebbe altro!) criticare…
E’ una colpa essere in sintonia col pensiero di altri? Lo sarebbe a mio avviso, se si pendesse totalmente dalle labbra altrui in maniera acritica e ti posso garantire che non è il mio caso. Se c’è da contestare, anche aspramente, una persona o un partito politico per il quale simpatizzo, sono il primo a farlo e senza lesinare energie…
Infine una domanda? Dall’incipit del tuo intervento noto un certo risentimento nei miei confronti. Se è così, a che cosa è dovuto? Se non è così, ho interpretato male io…
RISPOSTA: L’incipit dell’anitrella? Si vede che non conosci il mio risentimento. Resto della mia opinione. Ciao. Squack.
By Rulando on lug 10, 2008
Meglio così, evidentemente ho preso troppo sul serio quella tua frase, però almeno riconoscimi il fatto di non aver violato il copyright…
Ciao da Paolino Rulandino…