Dal virtuale al reale. GLI INVISIBILI –Movimento di Resistenza Culturale-. Come aderire al Partito Che Non C’E’
Sparire contro la vanità dell’apparenza. Resistere alla persuasione mediatica del pensiero unico. Potere alle idee non agli uomini. Erano anni che ci pensavo. Con Jack Folla ne avevo parlato in “Lettere dal Silenzio” già nel 2003, quando la situazione italiana stava precipitando. Rileggere quelle righe mi ha convinto che cercare persone che condividessero questo smarrimento civico e si unissero in un movimento di resistenza culturale, fosse un dovere. La tecnologia di Facebook mi ha permesso di provarci. Ho fondato il gruppo degli “Invisibili” ieri, domenica 22 Febbraio 2009, pubblicando una prima carta dei valori del movimento, perché chi aderisse lo facesse a ragion veduta, e non solo come un gioco di società. D’altronde le persone che mi leggono da anni, sapevo che appartenevano già a queste parole. In due ore erano già 500 gli Invisibili sottoscrittori del Movimento, invisibili ma con nome e cognome. Chi vuole può aderire. Basta andare su Facebook e cercare “Invisibili”. E troverete Il Partito Che Non C’E’. Dal virtuale al reale il passo non sarà breve, ma nemmeno impossibile. Dipende da noi.
Gli Invisibili è un movimento di resistenza culturale che privilegia le libertà di pensiero, la condivisione della conoscenza, il potere delle idee, rispetto al potere politico dei singoli e al pensiero unico mediatico; l’essere all’apparire; il noi all’io; il bene collettivo al tornaconto personale.
Gli Invisibili –Il Partito Che Non C’E’- non sono anonimi, ma persone che, sottoscrivendo con nome e cognome la loro appartenenza al movimento, intendono rendersi invisibili perché i valori e le idee in cui credono circolino libere e senza padrini. Il Manifesto del Partito Che non C’E’ sarà liberamente votato da tutti gli iscritti in un’Assemblea Costituente che si terrà entro un anno da oggi, altrimenti il movimento si intenderà soppresso.
Gli Invisibili possono avere uno o più portavoce, mai un leader. Possono candidarsi alle elezioni politiche esprimendo una squadra di esperti liberamente eletta. Ritengono la politica un servizio e una missione civile e riconoscono il “senso dello Stato” come un valore fondante del movimento.
Gli Invisibili si ritengono offesi, come privati cittadini, dalla concentrazione dei mezzi di comunicazione di massa nelle mani di singoli gruppi di potere, che attraverso il loro uso e abuso stanno condizionando la libera formazione del pensiero nel nostro Paese e con la concentrazione delle risorse pubblicitarie, impediscono di fatto la nascita di radiotelevisioni concorrenti. Di conseguenza, impedendo o soffocando la libera formazione e circolazione delle idee.
Gli Invisibili, attraverso la loro adesione al movimento, si dichiarano contrari alle pena di morte e alla tortura.
I membri del movimento si considerano fratelli, sono contrari a ogni forma di discriminazione fra uomo e uomo: per nascita, sesso, censo, colore della pelle, religione, orientamento sessuale o appartenenza politica. Si dichiarano altresì contrari a ogni forma di tirannia o di dittatura o regime militare e comunque di ogni governo non liberamente espresso dal voto popolare.
Gli Invisibili si riconoscono nei più alti valori dell’uomo, della giustizia, del rispetto reciproco, della solidarietà e della fratellanza universali, della cultura, dell’arte, della scienza e di ogni altra forma di arricchimento culturale, e in particolare auspicano e si impegnano perché la politica italiana: sia dedita al bene della collettività, non del proprio potere, e in particolare si opponga con rigore e fermezza al proliferare di poteri occulti che interferiscono con i diritti e i doveri individuali dei cittadini, come la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, le logge massoniche segrete, e recida i fili invisibili che collegano lo Stato a questi ed altri poteri occulti; non sia consentito ai singoli cittadini (né sotto forma di squadre, di ronde, di gruppi più o meno armati) di farsi giustizia da sé; promuova ogni forma di solidarietà per i più deboli, i poveri, gli oppressi, nel nostro come in altri Paesi. Persegua finalmente con ogni mezzo l’evasione fiscale che rende i cittadini onesti più poveri dei disonesti, limitandone la libertà. Contribuisca a ricreare un patrimonio di valori condivisi, riallacci il cittadino alle radici della storia della civiltà italiana che è stata una delle grandi culle del pensiero e dell’arte dell’umanità, invece di dividere, esacerbare gli animi, favorire le contrapposizioni e le disuguaglianze.
Gli Invisibili si riconoscono nella Costituzione Italiana nata dalla Resistenza al nazifascismo e si oppongono a chiunque intenda affrancarsene o manometterla.
In particolare, aderendo al movimento, gli Invisibili si ripromettono di osservare, tutelare e difendere l’art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. L’art. 7: “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”. L’art.11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. L’art.13: “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.” L’art.21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” L’art.32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”. L’art. 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.” L’art. 36. “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. L’art.37: “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione”. L’art. 49: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. L’art.53: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. L’art. 101: “La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge”. L’art. 104: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”.
42 Risposte to “Dal virtuale al reale. GLI INVISIBILI –Movimento di Resistenza Culturale-. Come aderire al Partito Che Non C’E’”
By Riccardo Brero on feb 23, 2009
Diego scusa ti ho mandato una e-mail perchè non riuscivo a scrivere,mi diceva che la pagina non esisteva più.Panico!Tutto a posto,scusa.
Ti ribadisco la mia contrarietà a facebook,anche se la cosa penso che sia veramente bella e interessante,una bella novità.
Ora ci penserò su,ma sappi da subito che anche se non andrò su facebook,sicuramente il partito che non c’è è il mio partito e spero che si materializzi al più presto.
ciao Diego un abbraccio
ciao a tutti……fratelli!
By alma on feb 23, 2009
…..in un gioco di specchi che riflette una luce potentissima,quella del riconoscersi, anzi,quella della volontà di riconoscersi,
quella che lega un filo rosso tra gli esseri umani.
Si chiama rosso perchè è un’ arteria invisibileche conduce sangue da un cuore a un altro cuore.
Opi (blog http://www.azu.spindler.com)
By Charlie on feb 23, 2009
Bene..se qualche anno fa mi sono dichiarata “zombie” posso anche aderire agli Invisibili..del resto ho sempre condiviso quel che esprimevi nei tuoi libri e scritti…..ben volentieri dunque…unico problema…non sono su Facebook perchè lo trovo insopportabile…c’è un’alternativa a quel mezzo??
RISPOSTA DIEGO: Guarda Facebook anche io lo trovavo un “nulla”, ma mi sono ricreduto. Dipende dai contenuti che ci metti. Nella mia pagina ci sono, e tanti, e la risposta è a livello. 2600 “amici”, che mi leggono, alcuni mi conoscevano, alcuni nuovi, e rispondono, dialogano, riflettono. Comunque, se proprio non ti va, io cerco di postare anche qui le cose più rilevanti. In ogni caso dal virtuale si dovrebbe passare al reale, per il movimento. Ciao, grazie.
By Joram Rosebringer on feb 23, 2009
Ho aderito immediatamente a questo progetto che, dal mio personale punto di vista, ha il merito di pensare ad una collettività e non al singolo e di proporre immediatamente un manifesto al quale riferirsi.
L’unica cosa che mi chiedo è questa: ho amici e parenti che non sono su Facebook e vorrebbero partecipare, come possono fare?
Grazie.
RISPOSTA: secondo me la cosa migliore è aderire a FB solo per questo motivo. Altrimenti c’è questo sito. Altrimenti …non so, bisognerà attendere che il movimento da virtuale diventi reale con un’assemblea costituente in un luogo, a una data, a un’ora. Ciao, grazie
By Tiziana on feb 23, 2009
Grazie Diego, ancora una volta è bello sapere che ci sei, riconoscerci …
Speriamo!
Io ci sono, ciao!
By una on feb 23, 2009
Sì,Diego,idee al potere, idee e non uomini magari nuovi, magari giovani ma che coprono e perpetuano una politica vecchia. Idee consistenti,sane,originali,incoscienti che trovano forza e circolano veloci, capaci di arrivare lontano coinvolgere e risvegliare le coscienze.Basta, per favore, basta delegare tutto alla politica, diventiamo noi stessi politica, agiamo. Basta analisi sentite e risente che non tengono mai conto dei bisogni reali della gente.I miracoli non esistono, ci vogliono coraggio,fiducia e lavoro, ma sopratutto scelte chiare e accettazione di principi irrinnunciabili per scardinare vecchi meccanismi e dar vita ad mondo politico pulito di cui andare orgogliosi.Politicamente io sono stremata, ma ostinatamente continuo a sognare un futuro che ci trascini in avanti e ci tolga dal pantano in cui siamo precipitati.Fin’ora mi sono sentita sola e impotente,ma non posso rassegnarmi, aderisco,Diego,voglio sentirmi parte di questo sentire e di questo proggetto che può diventare possibile.
By cinzia on feb 23, 2009
Sono senza parole!
Erano mesi che pensavo a questo, da quest’estate mi chiedevo,perchè no? poi ovviamente non mi sono mai sentita di proporre qualcosa di così importante come fondare un movimento, ma l’aspettavo. E’ verissimo, stava nelle parole di Jack Folla,che quando ha rinunciato ad andarsene ha lasciato in sospeso il futuro.
Quel silenzio che ha seguito le miserevoli vicende editoriali, pesava, sembrava che si fosse interrotto un discorso su più bello, ma eccolo finalmente il seguito, bellissimo.
Vorrei con questo mio post confermre la mia adesione al Movimento di Resistenza Culturale Gli Invisibili, io ci sono.
Non essendo scritta a Facebook mi avvalgo di questo sito.
Grazie.
By alma on feb 23, 2009
Fb è una grande possibilità, non si scarta a priori. Io ci sono e ti leggo anche su fb.
Diego, una questione tecnica.
Ho letto sul Venerdì della Repubblica che il numero massimo di amici su fb è di 5000, poi
si rimane in attesa. (ne parlava G.Lerner)
In un mese hai aggiunto 1000 amici in più, ad oggi sono 2450, tra qualche mese avrai raggiunto il limite, si deve pensare a come sfruttare al meglio fb per dare forza al Movimento degli Invisibili.
RISPOSTA DIEGO: La mia pagina personale arriva a 5000
I gruppi credo non abbiano questo limite. E “Gli invisibili -Movimento di Resistenza Culturale-” è un gruppo.
Per quanto riguarda la mia pagina personale, credo che farò Diego Cugia 2 (seconda carrozza) ci riverso gli stessi contenuti della prima, e il treno va…
By maria on feb 23, 2009
Buongiorno Diego,
sono qui e penso: un altro partito, un’altra adesione, un’altra firma, un nuovo entusiasmo…
Tu dici, e so che ci credi, ripartire da zero per un vero e profondo cambiamento partendo dalle idee e non dagli uomini, ma poi è non è con loro che si fanno i conti?
Serve veramente un nuovo partito? Non è un tornare indietro?Non è un nuovo dividersi?
Mi dispiace, Diego, ho tanti dubbi, aiutami a fare chiarezza
RISP: I dubbi, cara Maria, ce li abbiamo tutti sempre, altrimenti saremmo sciocchi. Ma in questo caso, uno l’eliminiamo: gli Invisibili sono un movimento, non un partito. Nulla esclude che un giorno potrebbero diventarlo, ma quel giorno avremmo almeno un milione di iscritti, e per ora, in 24 ore, ce ne sono 800 e rotti.
Un abbraccio
By Amelie on feb 23, 2009
Diego
un partito partito
o che deve partire?
un kiss ci sonooooo-
forse vengo anche su faceboock
By lucalain on feb 23, 2009
Ciao Diego.
In questi giorni di mia invisibilità apparente, dettata da malattia, ho pensato spesso a come non impazzire, perchè ogni telegiornale, ogni trasmissione mi riesce stomachevole e sfaziosa.Persone che cantano brani come Povia dovrebbero chiedere scusa, a tutti; ma la costituzione lo permetta, e mi permette quindi di dire fanculo a povia.E poi nell’ordine a cicchitto, bocchino, la russa, berlosco, e tutti, tutti quanti, pure a Mills che si è preso 4 anni e dovrebbe urlare in galera io ne faccio 4 ma quel turacciolo dovrebbe farne 50 in galera.E poi tutte quelle facce, tutti quei discorsi, tutte quelle inutili cazzate…basta…
io sono invisibile, non ho nulla con loro, mi hanno rovinato il paese, così come molti di noi, cittadini, lo abbiamo rovinato..quindi aderisco, quando il movimento sarà reale sarò con te diego, quando ci si potrà incontrare verrò, parlerò, aiuterò e ascolterò tutti.PEr cambiare.O per capire che devo fuggire e basta.Un abbraccio a tutti
By roxana on feb 23, 2009
Ordunque, oggi mi tocca fare un discorso serio, ponderato, su tal colpo di fulmine a ciel sereno.
Di fare un movimento e’ tanto che si mormora, sussurra, vediamo di analizzare i punti salienti e/o critici.
Indubbiamente il progetto e’ un po’ folle, d’altronde senza quel pizzico di magia, utopia, sogno, irrazionalita’, la sinistra fallisce, Obama docet.
La razionalita’ d’altro canto impone pragmatismo, realismo, memoria storica, concretezza, un solido ancoraggio al reale pur utilizzando la comunicazione virtuale.
Per dar voce a chi non l’ha, ci vuole una voce conosciuta, nota, che in breve tempo riesca ad aggregare un elevato numero di persone, e aderire ad un progetto.
Indi per cui gli ingredienti ci son tutti, per provare a
intraprendere questa avventura, viaggio, ove si intravede la partenza, il percorso, il viaggio, ma non ancora la meta.
Vediamo ora i potenziali punti critici, a rischio, che potrebbero compromettere l’impresa.
In primis l’ammutinamento dei compagni di viaggio, se non ben motivati, stimolati, impegnati in prima persona ad un progetto a medio termine, che non contempla la leggerezza del fenomeno mediatico di moda, e non ne garantisce comunque il risultato.
Onde per cui chi vi aderisce non dovrebbe aver nulla da perdere, casomai da guadagnare in termini di iniezioni di speranza e fiducia, e non d’illusione e relativa fisiologica delusione.
Aderire significherebbe inoltre contribuire in prima persona alla realizzazione del progetto, mettendosi in gioco e costituendosi da ripetitore trasmettitore ricevente.
Il rischio e’ che un movimento che diviene partito, si trasformi in un ibrido che perde la propria identita’, e conseguenti dinamiche implosive di protagonismo competizione potere.
Il modello da seguire dovrebbe essere lo zapatismo di Marcos, ossia multi identita’ nessuna identita’, ovvero ognuno vale uno l’unione come plusvalore possibile.
Senza voler creare isole, oasi, riserve protette, casomai una tribu’ orgogliosa e fiera della sua autenticita’.
Raggiungere piu’ persone possibili attraverso Internet, non unicamente essendo ancora nicchia per pochi eletti, amplificarsi quale eco e/o appropriarsi di media tradizionali: radio televisioni stampa.
Prevedere in un futuro prossimo una forma di autofinanziamento, ad esempio donazione, perche’ senza contributi non si fa politica e non si arriva alle masse, le sale si affittano i volantini costano la connessione si paga.
Si tratta di un grande investimento, coinvolgimento convogliamento di energie, di risorse, in termini di tempo e impegno, poiche’ non si sta giocando a Risiko ne’ tantomeno a un vdeogame.
Aderire comporta forza e resistenza, e’ un cammino impervio, privo di bussola mappa guida, la strada si delinea, si traccia man mano che si prosegue.
E’ un incedere a passi lenti e scalzi, quasi silenti ma incisivi, cio’ che distingue i felini dalle pecore.
Presuppone creativita’, abbandonando schemi mentali luoghi comuni barriere confini, inventando e reinventandosi giorno dopo giorno, modi e mezzi penetranti la corteccia sino alla linfa della gente.
E’ una sfida seducente, ove ci si misura con se stessi e nella relazione con l’altro, sulle fondamenta delle questioni sociali, politiche, etiche.
Al di la’ di entusiasmi passioni e fervori, la posta in gioco e’ assai alta, non comporta certezze sicurezze ma dubbi, interrogativi privi talvolta d’alcuna risposta, un continuo mettersi in discussione e a confronto.
D’altronde l’aspetto piu’ affascinante di codesto progetto e’ costruirlo assieme, per amore e mai per forza.
Invisibili per essere visibili, in un mondo vivibile.
Io ci sono.
Rossana
By Cate on feb 23, 2009
Anche io non sono sul libro di faccia ma ora la mia faccia è un libro dal quale si può leggere un vero colpo di scena dopo tanti capitoli di capitomboli…grazie capitan Diego! Voglio far parte della Folla della nave o del treno con le alivirtù o virtuale…sono entusiasta far parte del primo partito che è ritornato alle idee e quindi alla realtà! Ma perché entro un anno?! Scusate la fretta ma…non si può entro questa prima vera?
By Ukobach on feb 23, 2009
Condivido le riserve espresse da chi mi ha preceduto riguardo Facebook; purtroppo non dipende solo dai contenuti, ma anche dai contenenti e dal contesto. Quindi non aderirò, per ora, pur facendo i migliori auguri al Movimento. Peraltro notavo come sia periodo di bisogno di partecipazione; qualche giorno fa (e fino a prima di legger tutto ciò), mi era persino balenata in mente l’idea balzana di richiedere la tessera di Rifondazione (!). E invece ora aspetterò gli sviluppi. Pace.
By lupogrigio on feb 23, 2009
Sono passati tanti giorni da l’ultima volta che ti ho scritto Jack . Ti leggevo con tanto affetto ma non avevo lo stimolo di darti un parere.Roxana Amelie e tutti gli altri albatros che leggo puntualmente esprimono benissimo tutte le mie opinioni.Sono convinto che la maggior parte dell’umanita’ sia portata al bene comune, ma come gia’ scrissi piu’ di un anno fa’ qui,stiamo vivendo tutti,e ribadisco tutti :UN INCUBO.IL partito che non c’era forse sara’ IL modo per uscire da questa paranoica situazione .Sono con tutti voi e con te Jack fratello mio.
By Che on feb 23, 2009
Sappi che sono in prima fila ,con te e con tutti quelli che si uniranno a noi in questa “nuova resistenza” !
By roxana on feb 23, 2009
Ragazzi,
non cominciamo con le puzzette sotto al naso dai, Facebook pure a me sta un po’ stretto, ma e’ un ottimo media per arrivare alla gente, e creare una rete di contatti.
Io poi vo’ in panico tutte le volte che mi chiede quella maledetta autenticazione antispam di scritte ostrogote, rischiando di lasciarci gli occhi stanchi ogni volta.
E’ troppo comodo stare seduti in poltrona a mangiare la nutella senza sporcarsi le mani, non e’ tempo di puristi, ma di far merenda assieme, anche se sul prato c’e’ qualche formica.
E mo’?
By Cate on feb 23, 2009
…bello anche il concetto degli invisibili indi visibili perché di versi…il mondo è bello perché è vario non perché è varietà o avariato…
By Rulando on feb 23, 2009
Diego, aderisco anch’io, ma mi permetto di consigliarti di aggiungere dei riferimenti alla tutela ed il rispetto dell’ambiente, che se non mi è sfuggito qualcosa durante la lettura, sono mancanti.
Bellissima l’idea di non avere un leader, e devo dire che su questo punto rifarsi al zapatismo (a cui faceva riferimento Roxana) piacerebbe molto anche a me!
Ciao
By Anna on feb 23, 2009
Non ho dubbi, mi è del tutto naturale accogliere un invito così vicino al mio sentire.
Mi piace il manifesto. E poi il “potere alle idee non agli uomini” e “l’essere all’apparire” esprimono una forza travolgente.
E’ naturale che i dubbi possano assalire molti, ma è il momento dell’agire, alle parole dobbiamo far seguire i fatti e l’importante è che coloro che aderiranno ci credano profondamente, non cedano al protagonismo e non dimentichino di essere solo un mezzo per raggiungere lo scopo. Ed anche se saranno poche gocce nel mare non avremo il rimpianto di non aver provato a dare il nostro contributo.
Non verrò su FB, almeno come la vedo ora, perché la ritengo una complicazione di cui ne vorrei fare a meno. D’altra parte FB è una modalità diversa per aderire, quindi farlo qui con cambia nulla.
Però tienici aggiornati Diego.
By spadino on feb 23, 2009
Ciao Diego.
Per il partito ci sto, faccio anche propaganda e sendo in piazza, ma su facebook non mi ci porti nemmeno in catene
By mariella on feb 23, 2009
Mi sono iscritta a facebook anche se non ne sono contenta. Non sono sicura di avere fatto la procedura corretta.
In sostanza : Hai la mia fiducia. Forza e coraggio che il mare è in tempesta.
By freddie freeloader on feb 23, 2009
Non comprendo i blocchi mentali di coloro che per principio, si rifiutano di accedere ad un gruppo (msn, facebook, icq, ecc.)o ad un social network.
Confusione tra fini e mezzi? Inguaribile snobismo?
As you like it…
“meet the new boss! same as the old boss!…”
By freddie freeloader on feb 24, 2009
E poi, questa idea della resistenza culturale, forse c’ero arrivato anch’io (garantisco che non avevo letto i precedenti messaggi di Diego al riguardo): le brigate Beethoven, qualcuno le ricorda?
Forse mi iscriverò tra gli invisibili, ma desidero preservare l’anonimato di Freddie Freeloader, iscrivendomi col vero nome, senza rivelarmi: sennò, che invisibili sono?
Consiglio: un po’ di coraggio, e ascoltatevi, del grande Leoš Janáček, Věc Makropulos (L’ affare Makropulos) edizione diretta da Charles Mackerras. Non temiamo il fatto che è cantata in ceco, la musica è straordinaria (ed anche la storia).
Credo che se sapesse che in Italia c’è qualcuno che ha la voglia di rompersi i coglioni (ed aprirsi la mente) ascoltando musica diversa dal nulla che ci propina con le sue TV, Berlusconi piangerebbe.
By freddie freeloader on feb 24, 2009
Io mi sono iscritto a facebook per cercare amici di scuola (però, essendo italiani e vecchietti come me, e dunque costituzionalmente ostili alla tecnologia, ne ho trovati pochi).
Ho scoperto però che facebook è un grande strumento di circolazione delle idee, e i politici l’hanno presto compreso.
datevi una smossa, e sfruttiamo l’occasione: gli strumenti non sono “buoni” o “cattivi” di per sè, dipende dall’uso che se ne fa.
By lupogrigio on feb 24, 2009
Quattro centrali nucleari entro il 2020:joint venture italia francia intesa firmata a Roma .Ne possiamo parlare Diego.
By lupogrigio on feb 24, 2009
Articolo da Report 2 novembre 2008
L’eredità di Sigfrido Ranucci
Spegnere le centrali dopo che il referendum dell’87 aveva abrogato il nucleare è costato agli italiani circa 9 miliardi di euro. Soldi usciti dalle tasche delle famiglie con le bollette della luce per risarcire l’Enel del mancato guadagno e per mantenere in sicurezza gli impianti, che dopo 20 anni sono ancora lì con tutto il loro carico radioattivo.
Un’eredità che nessun governo fino a oggi ha saputo affrontare. Ci avrebbe dovuto pensare la Sogin, una società pubblica, nata nel 1999 al momento della privatizzazione da una costola dell’Enel. Il nucleare era un ramo morto dell’azienda e presentarsi agli azionisti con un fardello simile significava partire con il piede sbagliato, meglio accollarlo alle famiglie. Ma fino a oggi la Sogin ha solo provveduto ad allontanare le barre di combustibile dagli impianti e neppure da tutte.
Nella piscina della centrale di Caorso ce ne sono circa 700, l’equivalente di 1.300 kg di plutonio. Altre 47 barre, contenenti 150 kg di plutonio sono in quella di Trino Vercellese: entrambe sono sulla riva del fiume più grande d’Italia. Nella centrale del Garigliano non sanno più dove mettere i rifiuti, in quella di Borgo Sabotino hanno il problema della grafite radioattiva che non si può spostare se non si trova il sito definitivo.
A La Casaccia a 25 chilometri da Roma c’è il più grande deposito di rifiuti radioattivi d’Italia, circa 7 mila metri cubi ed è al limite. Ci sono poi 5 kg di plutonio che possono essere usati per fini militari e che da due anni sono in un deposito dove l’impianto antincendio, dopo aver provocato un’esplosione, deve ancora essere omologato.
All’Itrec di Rotondella, vicino Matera, da 30 anni un impianto è attivo solo per mantenere in sicurezza le barre di uranio e torio che gli americani ci hanno lasciato in custodia e di cui non sappiamo cosa farne.
A Saluggia l’impianto si trova sul greto della Dora Baltea, in un sito che si è allagato tre volte in 15 anni. Ma il problema più grande l’hanno avuto per lo svuotamento di una vecchia piscina che dal 2004 perdeva liquido radioattivo minacciando la falda: avrebbe causato, secondo la testimonianza di un operatore intervistato da Report, un centinaio di casi di contaminazione interna.
Alla fine sul nostro territorio si contano oltre 30 mila metri cubi di rifiuti radioattivi, che diventeranno 120.000 dopo lo smantellamento delle centrali previsto per il 2020. Tutta roba che dovrebbe essere seppellita in un deposito nazionale. Nel 2003, dopo il fallimento di Scanzano Jonico, il governo Berlusconi aveva dichiarato che sarebbe stato ultimato entro dicembre 2008. Mancano 2 mesi alla scadenza e del deposito nemmeno l’ombra. Tutto questo mentre la giostra del nucleare si prepara a ripartire…
By alma on feb 24, 2009
Ciao Diego,
pensavo al Movimento e ci pensavo in modo pragmatico.
Le adesioni su fb vanno benissimo per nuovi contatti e diffusione delle idee. Ma ipotizziamo che da un giorno all’altro ci oscurino in qualche modo sulla rete, tutti i contatti fb verranno persi e con loro le speranze e le idee.
In non sono un legale e non conosco le a fondo le leggi, qualcuno di fb sicuramente si. Pensi sia sostenibile invitare tutti gli aderente al Movimento a scrivere un “lettera di intenti” da inviare a Diego, quale fondatore del movimento, in cui gli aderenti dichiarano le loro generalità non virtuali e sottoscrivono la Carta.
Nel caso la rete o fb o il tuo sito venissero “ oscurati-censurati ” (non è una probabilità così remota) ci sarebbe la possibilità di poter contattare tutti nel reale.
Non so è un’idea. La rete è potente ma presenta le sue fragilità nel momento in cui venisse controllata e gestita dal Potere.
Ciao, buona giornata.
By alma on feb 24, 2009
P.S. Inoltre sarebbe un banco di prova per provare il valore tra reale e virtuale. Quanti degli aderenti di fb, ti seguirebbero nel reale?
Eviteresti delusioni future e vane speranze del presente.
Ti rimarebbe, ci rimarebbe, la possibilità di diffondere idee ma il pensiero senza l’azione non avrebbero nessun valore.
Ciao.
By sofya on feb 24, 2009
innanzitutto volevo cercare di chiarire una piccola cosa:
il signor cugia non ha creato nessun partito, per ora, ma si tratta solo di un movimento, un gruppo, un insieme di persone ke la pensano diversamente ma in egual modo.. che poi in futuro da qui a trecento giorni gli iscritti diventassero assai di piu.. allora forse si cercherebbe, tutti insieme, forse di riunirci.
io l’ho sempre desiderato, che si ripetesse un testaccio II un’altra notte degli albatros, vi ricordate?
poi.. facebook è un potente mezzo. prima che ne parlasse diego cugia qualcuno fra voi era restio e implorava di non andare tutti lì, perchè non si voleva che qui sparisse tutto. ed ora dopo le magiche parole di diego, forse qualcuno cambierà idea. mah..
aldilà di tutto, questo è il blog di uno scrittore ed io credo che rimarrà tale.. il potere non puo’ impedirci di pensare,e di esprimerci.
jack io ci credo.
alma senza l’azione non ha nessun valore, è vero.. ma ricordiamoci che qui in questo paese c’è troppo intorpidimento.. a nessuno va di pensare. almeno cominciamo da qui. almeno cominciamo. e poi si vedrà..
sì, diego come hai detto tu, senza troppi entusiami facili.
condivido e approvo, per quel che possa importare..
ciao a tutti e grazie:)
By sue on feb 24, 2009
Mi sono iscritta. C’è il mio nome, la mia faccia, il mio indirizzo e-mail. Invisibile, come sempre, e viva
sue – Susanna
By sofya on feb 24, 2009
mah… forse non ho capito niente.
By conte86 on feb 24, 2009
Grande Diego, questo articolo mi da molta fiducia per andare avanti. Pensavo di essere solo, e invece siamo in molti a pensarla nella stassa maniera. GRAZIE e NON MOLLIAMO!
By ridolfo on feb 24, 2009
ok, mi sono iscritto a FB, ho la mail intasata dalle richieste di amicizia di tutti quelli che si meravigliavano che io non fossi ancora presente…
il mezzo non è il problema, come ho detto altre volte (e come sottolinea diego) sono i contenuti e l’uso che se ne fà.
dovrò fare il mio giro di “come stai” e “come và” ma non è un problema.
la proposta di diego è impegnativa, forse più per lui che per chi vuole aderire. Diego si parla già di costituente, ma ricordo la tua insofferenza del passato a portare avanti qualcosa che non ti soddisfaceva più.
non metto in dubbio la qualità dei tuoi intenti ma se poi le cose cambiano? fondare un movimento culturale, un nuovo rinascimento è opera nobile e solo una persona come te può dare questo imput e portarlo avanti ma lanciare già l’idea di un partito mi sembra un po’ azzardato.
se invece davvero senti che è la cosa che vuoi e devi fare e che sei pronto a caricarti di questo peso (il leader c’è e sei tu, se non ci sei più cambiano le cose) dico ok, Ridolfo= Daniele Gobbo su FB (gli invisibili diventano visibili)
By spadino on feb 24, 2009
Caro freddie.
Non condivido la tua idea ma la rispetto, in merito a facebook.
Personalmente non amo le vetrine specie se virtuali.
Purtroppo ho notato troppo egocentrismo e protagonismo in posti analoghi a facebook, per non parlare delle sindromi perniciose di doppia personalità.
Mi spiace ma resto conservatore, preferisco guardare negli occhi le persone…
..E poi adoro andare controcorrente.
By Charlie on feb 24, 2009
Freddie, chi ti dice che, chi rifiuta di aderire a Facebook sia “vittima di blocchi mentali per princìpio”?
E’ una scelta e non a priori ma dopo aver verificato cosa fosse, così come la tua è stata quella di andar a cercare i tuoi compagni di scuola….
E poi il solo fatto che ci sia tutta la classe politica italiana(e che classe!!!)mi sembra un ottimo motivo per non esserci io.
Mi piace l’idea del Movimento e visto che si può aderire da qui prima di poterlo fare magari nel reale…
By freddie freeloader on feb 24, 2009
Caro Spadino,
Una cosa non esclude l’altra. Anch’io preferisco guardare in faccia le persone, tant’è che non inserisco nella mia lista di amici tutti quanti indiscriminatamente.
Attraverso facebook le occasioni di incontro aumentano, non si riducono.
Ad esempio, può capitare alla sera che si scambi delle opinioni con persone, che conosco personalmente, alle quali per vari motivi non telefonerei mai.
Ultimamente la vita è talmente frenetica che le possibilità di incontro “fisico” si riducono sempre più, e se c’è qualche mezzo per aumentarle…
Per l’egocentrismo e protagonismo, è vero, al mio ingresso su facebook una giovanotta mi aveva inserito nel suo elenco di amicizia, ho scoperto poi per una questione di omonimia, e la stessa si premurava di informarmi (e, come me, tutti quelli della sua lista) delle sue particolari passioni erotico-sessuali.
Anche qui, è questione di cervello: per stare su facebook, non è obbligatorio sbaracarsi completamente. Quello che ci va è quello che mettiamo noi, e la moderazione è sempre un grande strumento.
By gabrieleferretti on feb 24, 2009
ciao diego!
ti assicuro che quando ho letto il tuo manifesto e le tue spiegazioni sul movimento degli invisibili sono rimasto per un momento con il cuore che batteva a mille e la salivazione a zero mentre mi dicevo “ecco finalmente un movimento che sento mio, ecco un entità di cui voglio fare parte, ecco i miei valori”
unica pecca di tutto questo: facebook
perchè diego facebook? lo so che non bisogna demonizzare alcun mezzo di condivisione, di comunicazione del pensiero libero ma facebook no per cortesia.non lo so ho sempre visto facebook come un mezzo di omologazione, non si parla di altro. facebook di qua, facebook di là. sai su facebook ho risentito una persona che (chissa per quale motivo non sentivo da anni). facebook lo vedo con gli stessi occhi con il quale l’ha guardato un manager di una grande catena di hamburger americana: una moda del momento per apparire.
questo ometto ha avuto una idea davvero geniale. ha inviato a tutti un bel messagio su facebook con sopra scritto: per ogni “amico” che sacrifici ti regalo un hamburger. risultato: non sò quante migliaia di vittime macchiate di ketchup e maionese. “amici”sacrificati a colpi di hamburger.
ecco questo per me è facebook e sinceramente ho preso la decisione di non farne parte.perchè non credo nelle amicizie apparenti nè nelle mode del momento.
per questo motivo ti chiedo: non puoi escogitare un altro modo di aderire a questo movimento?
RISPOSTA: Caro Gabriele, se nel regno delle apparenze tu ci metti sostanza, la sostanza appare al posto del nulla. Io non giro per Facebook, ho una pagina lì, e il gruppo degli Invisibili. E sono piene di contenuti, e le persone che stanno lì, o almeno gran parte di esse, leggono, rispondono, partecipano. Sono uno snob, ma ritengo che comunicare idee, in questo paese tradito, sia un fine che stragiustifica facebook. Quando tutti cominceranno a scriversi Kiao sui gomiti, e si camminerà con i gomiti al vento per farsi scrivere qualcosa dagli altri, userò il mio e gli altri gomiti. E non per scrivere Kiao. Ma un verso di Kavafis, o un’idea nuova. Scusa il cinismo, ma che me ne frega? A me interessano le parole, le emozioni, le idee, le passioni, la voglia di resistere e contrattaccare a tutto questo nulla mediatico con cui ci opprimono. Se gli altri usano Facebook per vanità o dirsi sciocchezze, noi lo utilizziamo in altro modo. Facebook è la carta e l’inchiostro, tutto dipende dalla penna. Così, assai modestamente, penso oggi. Poi magari domani cambio idea, perché è stato inventato un foglio di carta più “resistente”
By invisibileIrene on feb 27, 2009
ciao a tutti, ho gia aderito al movimento su fb!!!Facebook è semplicemente un mezzo…come viene utilizzato dipende solamente dalle persone.Chi lo usa per perdere tempo e fare test e giochini inutili e iscriversi a i gruppi più demenziali,qualche nostalgico per recuperare vecchie amicizie,qualcuno per “rimorchiare”, qualcuno per farsi pubblicità,qualcuno per sentire sempre gli amici,qualcuno per sentirsi meno solo, qualcuno per avere solo amici vip,ci sono persone che utilizzano facebook per lavoro o per volontariato e per far circolare determinate idee e sensibilizzare su determinati argomenti come le associazioni per raccogliere fondi a fin di bene…qualcuno si iscrive un pò per tutte queste cose insieme…e poi da qualche giorno c’è il movimento degli invisibili che in pochi gg ha già raggiunto 3.033 membri…!facebook permette di comunicare e condividere tante cose, dipende solo da NOI cosa abbiamo da dire…e penso che molti di NOI abbiamo tante cose da dire…per cercare di costruire insieme un mondo migliore, di cui sentirsi parte integrante…sentirsi un piccolo pezzo di un puzzle gigante(che da solo non permette di capire la figura intera, come se fosse “invisibile” ma è pur sempre fondamentale)…xkè è solo tutti insieme che possiamo far vedere la meraviglia che siamo…
(spero capirete qualcosa di quello che ho scritto…! un sorriso
By genny on mar 2, 2009
Ciao Diego!!!!!!
dal virtualle …al Reale !!!!!!! si Fa e viva!!!!!!!!!!!!!
By alf on mar 8, 2009
Ciao Diego,
oammetto, sono uno dei tanti che a Facebook ha deciso, testardamente, di dire no.
Potrei fare la lista dei motivi, ma del resto se no l’ho neppure visto forse non posso nemmeno giudicarlo. Ma è tanto che giro in rete, ho visto e provato tutto (tranne secondlife, che ho etichettato subito come inconcludente, sai sono stupido).
In realtà pure Facebook. Tanti, tanti anni fa quando era davvero solo il libro delle faccei per trovare gli amici. E ho detto “che bella idea”. Ma di compagni di suola in USA non ne avevo…. forse nei meandri dei server il mio nome è ancora là.
Sono daccordo con la “to do list” di Roxana ma punto il dito su una cosa da non trascurare: molte delle possibili aderenti sono al momento in zona Grillo, altri in zona Di Pietro. Anche in Internet ci sono i centri di aggregazione.
Ovviamente adersico. Sto valutando se perdere un pò di austerità e iscrivermi a FB, usare uno pseudonimo per non farmi beccare o seguirti attraverso il blog.
Alf
By manuel barone on mar 12, 2009
Diego, condivido tutto lo statuto degli
invisibili, vorrei aderire anch’io.pero’ se mi iscrivo agli Invisibili potrei, per esempio,
aderire a una lista civica del paese in cui
vivo oppure l’adesione agli Invisibili
comporta il divieto di iscriversi a altri gruppi con connotazioni politiche come
le liste civiche locali?