DAI BABBUINI ALLA P3
Sono stato in Sudafrica con mio figlio Francesco. Che bello essere padri. Abbiamo visto la finale, le zebre, i pappagalli e abbiamo letto insieme “La vita davanti a sé” di Romain Gary. Un babbuino gli ha rapinato la cioccolata dal frigobar (lui stava a letto e il babbuino ha spalancato la portafinestra con un “Gnuaaak!”). Francesco si è barricato in bagno mentre il ladro con la coda faceva manbassa. Poi ha chiuso frigo e finestra ed è uscito con la disinvoltura di una cameriera. Fossi stato un pittore starei tentando di dipingere la luce del Sudafrica, un bianco immacolato, da prima di Dio, il dentro della mela. L’aria era fresca e le parole fra noi venivano via come chicchi d’uva. Io non sapevo che il Sudafrica se ne sta appollaiato a 1600 metri d’altitudine neanche fosse Cortina d’Ampezzo. Appena atterrato stavo per baciare l’aeroporto come fa il Papa. Nel senso che mi stavo per allungare per terra a causa della pressione. Ho detto “Eccola là! Jack Folla nato a Fosso del Pratone morto per mancanza d’ossigeno al Johannesburg International Airport.” Poi i polmoni si sono adeguati gentilmente. A Roma c’è un caldo umido che la pelle pare sugo. Laggiù ho conosciuto Fabrizio, un italiano di Parma che l’aveva capita 15 anni fa e se l’è data a gambe. Quando legge dell’Italia tira un sospiro di sollievo. Ha un bel lavoro, una casetta con giardino e Mandela. Meglio di così.
Qui stiamo alla P3. Non se ne può più di questi ladri infami. L’Italia è una escort cafona con il reggiseno di coccodrillo.

11 Risposte to “DAI BABBUINI ALLA P3”
By Kameo on lug 21, 2010
Luce e aria avevano colpito anche me nell’inverno sudafricano, facendo riaffiorare antichi profumi e sensazioni che pensavo dimenticati nella memoria d’infanzia.
By pezzi.divetro on lug 23, 2010
Parole che dipingono perfettamente lo stato d’animo. Non se ne può più: è vero, non se ne può più. Ed io – che non ho neanche trent’anni – continuo a lottare (verbalmente) per strada, alle fermate degli autobus, nei luoghi pubblici, con uomini e donne che insistono nel dire che tutto va bene “perché la televisione dice che va bene”. Continuo a lottare con quelli del “io non vado a votare” e “a me la politica non m’interessa”.
Perché è soprattutto colpa loro se siamo in questo schifo, se i porci mafiosi e corruttori continuano a fare quello che vogliono.
Non è vero che tanto non cambia nulla: io continuerò a lottare e ad incazzarmi finché non cambierà
By tdlemon900 on lug 27, 2010
caro pezzi.divetro io sono uno di quelli che ormai a votare non ci vanno più…. io come te ci credevo, ma alla fine ho alzato bandiera bianca, le testate contro i mulini a vento fanno male e io sono stanco di lottare contro questa italietta, contro la cultura del tutto va bene perchè si ha il telefonino nuovo in tasca, perchè si fa la vasca in centro, perchè il venerdì si va a ballare… sono stanco di discutere con questi connazionali ciechi e sordi e non ho più la convinzione che il mio voto possa cambiare questo schifoso status quo…. non per questo mi sento in colpa, mi sento come dici tu artefice di questo schifo…. per favore, convincimi del contrario…….. Ciao!! un saluto a te jack
By Fabrizio on lug 28, 2010
Anch’io ho la casetta con giardino. Me la diedi a gambe un po’ di tempo fa, anche senza immaginare come sarebbe andata a finire. Eppure di sospiri di sollievo non ne riesco a tirare. Mi manca quello che l’Italia e’ stata, mi manchera’ sempre. Qui i muri sono sporchi solo delle scritte dei bambini fatte con i gessetti. I cigni e le cicogne nidificano praticamente in giardino. E’ una bellezza senza gioia, qualcosa che si avvicina allo stato ideale ma senza la sensualita’, quella sensualita’ che in Italia e’ ovunque, anche nelle pietre dei palazzi. Vivo da re, ma mi sono impoverito. Mia figlia e’ nata all’estero, 3 mesi fa. Lei non lo sapra’ mai, ma appartiene ai muri bianchi lavati dal sole, all’erba secca dell’estate, all’odore e alla luce di una sera di un paese del sud in festa.E soprattutto appartiene a persone gia’ andate via da un pezzo. A quel mondo in cui si era liberi di nascere e morire nello stesso luogo. Oggi, nel mondo in cui sei “libero”, almeno cosi’ ti dicono, di trasferirti dal Giappone alla Nuova Zelanda, solo per darti l’illusione di realizzarti, lei non conoscera’ nemmeno l’un per cento di quello che abbiamo vissuto noi.
By Francy274 on lug 29, 2010
Fresco e amaro questo post, intenso come uno specchio dove il riflesso risalta quei particolari che fanno male e nel quale si è costretti a guardarsi .
Il commento di tdlemon900 è stonato in un simile blog. Chiedo scusa al commentatore, ma non si può seguire un simile spazio per poi dichiarare d’appartenere alla sempre più affollata schiera degli “indifferenti”.
Chiedi a “pezzi di vetro” di convincerTi a cambiare idea.. Partigiani o lo si è come “pezzi di vetro” o non lo si è, nessuno può convincerci su cosa essere o come essere.
Se posso suggerirTi il testo di Antonio Gramsci “Gli indifferenti”, scritto nel lontano 1917, che ho da poco postato nel mio blog, reperibile su internet, forse capirai cos’è l’indifferenza e quanti danni crea alla società.
Di Gramsci ce ne sono tanti anche oggi, sta a Noi saperli riconoscere e stare al Loro fianco.
Un caro saluto.
By Perladivongola on ago 2, 2010
C’è ogni anno un minuto, secondo me, che assomiglia al bianco immacolato, a quel dentro della mela. E’ il silenzio di un minuto alla stazione di Bologna, quel breve lasso di tempo in cui il dolore condiviso di una nazione sprigiona la sua luce universale. Forse in qualunque parte del mondo, a debita distanza da questa escort col reggiseno di coccodrillo (bleah!!che viva il coccodrillo!), chi va continuerà a sentire il richiamo delle lacrime vere, che ci appartengono.
ciao marchese fuochista, ma dove ti starà portando questo vascello?
By tdlemon900 on ago 4, 2010
Francy274, accetto le tue scuse, ma ti invito a leggere attentamente il siginficato di indifferente:agg. (lett) che non prova non sente e non esprime particolari interessi o emozioni per qc o q.c…. io indifferente non lo sono e non lo sarò mai, mi dispiace per essere stato frainteso e (anche se è SOLO una tua valutazione)non voglio suonare come nota stonata in questo blog…. il mio era solo uno sfogo di chi si sente stanco dopo tante ma tante battaglie compiute non solo digitando in un blog ma direttamente sul campo tentando materialmente di cambiare lo status quo (spero tu abbia fatto altrettanto)….e a volte quando sei stanco è meglio trovarsi una baia reparata e attendere di riprendere il mare dopo aver riparato la propria barca… stavolta sono io a scusarmi con te, ma ti rispedisco al mittente l’invito di leggere Gramsci, certo di averlo già fatto prima di te…..
By pezzi.divetro on ago 10, 2010
Ciao tdlemon900. Come faccio a farti cambiare idea? La mia idea, io stesso, continuo a sentirla sempre più forte quando vado in piazza ad ascoltare persone come Salvatore Borsellino. Oppure quando leggo Diego Cugia o Roberto Saviano. Siamo sempre stati un popolo di artisti e di letterati. L’Italia non si è mai arresa. Siamo usciti dal fascismo: usciremo anche dalla mediocrità e dalla rassegnazione.
Vorrei lasciarti con un testo che amo molto, che racchiude davvero il senso di “resistenza” presente nel cuore di chi ama il proprio paese e lo difende dalle offese degli ingiusti. E’ la “lapide ad ignominia” di Piero Calamandrei.
http://blog.libero.it/sabbiabagnata/8559855.html
A presto
By tdlemon900 on ago 16, 2010
Grazie pezzi.divetro sei molto gentile, leggerò senz’altro ciò che mi hai consigliato… ho già sentito parlare di calamandrei, ma non ho ancora avuto l’occasione di leggere qualcosa di suo…. io amo questo Paese e soffro quanto te nel vederlo ridotto in questo stato….. non so se ce la faremo ad uscire da questa mediocrità, da questo regime di videocrazia, da questa italietta circense, governata da nani, clown e soubrettine, ma finchè persone come noi avranno un sogno, una speranza da inseguire non sarà detta l’ultima parola…Ciao!
By MargheritaD on set 20, 2010
Chissà se Brecht riesce a convincere tdlemon900? Troppo comodo rimanere inerti, lasciandosi scivolare addosso gli eventi. Ricorda che la tua accidia ricade anche sugli altri. Siamo condannati a respirare tutti la stessa aria, e non vale rifugiarsi nel proprio bunker, una specie di bozzolo psicologico, che ti serve a lasciar fuori il resto del mondo. Se siamo al punto in cui siamo è anche per colpa tua!
L’ANALFABETA POLITICO
(Bertold Brecht)
Il peggior analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non ascolta, non parla
né partecipa agli avvenimenti politici.
Non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce,
della farina, dell’ affitto, delle scarpe
e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
Un analfabeta politico è tanto animale
Che si inorgoglisce e gonfia il petto
Nel dire che odia la politica.
Non sa l’imbecille che
Dalla sua ignoranza politica proviene
la prostituta, il minore abbandonato,
il rapinatore ed il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico disonesto,
ingannatore e corrotto,
leccapiedi delle imprese nazionali e
multinazionali.
By soleluna on dic 20, 2010
@ Diego Cugia
Bello Gary e il suo “Momo” io l’ho trovato un libro di una bellezza e di una forza travolgente.
@ Tutti
Anche io non voto dal lontano 1996 e non sono nè indifferente nè, credo, analfabeta politica.
Proprio perché li ascolto e li vedo questi politici, gli stessi, tranne i morti, di quando avevo 15 anni, e nessuno, nessuno al momento merita il mio assegno in bianco, per poi magari andare a bombardare il Kosovo, come fecero l’ultima volta che votai. Non con il mio volere.
Io capisco la vostra posizione, ma chi ora alla fine del 2010, andando a votare voi ora votereste, chi? Ammesso che con la legge elettorale in vigore noi si possa votare qualcuno…