CONFESSO, L’HO RIFATTO

«Perché l’hai fatto? Perché l’hai fatto?» All’uscita hanno protestato molti dei miei condomini. Casa buffa, la nostra. Ci chiamiamo tutti con identico nome e cognome. Perché non siamo una persona normale, noialtri. Io non ho un “io” ma un condomin-Io. E il giorno delle elezioni c’è sempre una gazzarra, un braccio di ferro fra gli “ii” astensionisti e gli “ii” che pretendono di esercitare comunque il loro diritto-dovere civile di voto. Avevo smesso di votare da un paio d’anni, mi ha ripreso il vizio, è peggio del fumo. Stamattina avrei barrato una scheda dopo l’altra. Malauguratamente me ne hanno concesso una sola. Poca roba per un compulsivo, ma era comunque un lenzuolone, me lo sono fatto durare, sarò rimasto in cabina sei o sette minuti buoni.
«Perché l’hai fatto? Perché l’hai fatto?» Semplice, mi hanno convinto. Chi, gli “ii” responsabili? No, gli irresponsabili. Anzi, uno solo, lui. Mi ha gettato dal letto ordinandomi di andare a votare il grande io addormentato di questo paese.
Al seggio ero il primo (non avevo aggiornato l’ora legale). Ho atteso tre quarti d’ora. Si è scatenata un’altra gazzarra condominiale, ma più docile, più arresa. La scelta dei miei io era fra Pd e Idv. Veramente possiedo (sono posseduto) anche da un io rivoluzionario. Ma quello stamattina era incazzato rosso perché i giornali di tutto il mondo hanno pubblicato la foto del subcomandante Marcos senza passamontagna. Risultato? Tragico, Marcos ha una faccia da scemo. Ma no, dai, scherzo.

Dunque: Bersani o Di Pietro? Il primo non è uno statista, potrebbe essere un medico di famiglia o l’avvocato di fiducia degli zii, però è onesto, potrei uscirci a cena. Con Di Pietro non ci andrei a cena, però gli va riconosciuto un “antiberlusconismo perfetto”, come la tempesta. Ma sull’onestà di molti dei suoi deputati nutro qualche ragionevole dubbio. In entrambi i casi, roba da turarsi il naso. Ma io sono un italiano di sinistra che non ha più naso a forza di turarselo, me lo sono stritolato, ormai sotto gli occhi ho un buco, come i teschi. E allora «Perché l’hai fatto? Perché l’hai fatto?». Uffa, statevi zitti, basta. Ho votato Pd innanzitutto per la Bonino (ma non dimentico quando i radicali erano alleati con Berlusconi). È una donna che stimo e l’intervento stonato della Chiesa contro l’aborto, a una settimana dalle elezioni, è stata la prima molla che mi ha fatto scendere dal letto. È stata una mossa sleale, se non schifosa, questa dei preti, non potevo astenermi dal ribattere con il mio voto a chi, abusando della propria autorità spirituale sui fedeli, attacca una donna “colpevole” di aver ridotto gli aborti clandestini. Alla faccia delle mammane e di una folla di ginecologi che si facevano pagare migliaia di euro in nero praticando l’aborto la domenica nei loro studi privati.
E poi «Perché l’ho fatto?» Le ragioni sono tante e tutte hanno un nome. Si chiamano Minzolini, Masi, Fede, e il re delle loro protesi, Gianpaolo Tarantini, spacciatore di festini a Palazzo Grazioli più mezzo elenco telefonico nazionale di lustrascarpe. Nel nostro condominio non siamo santarellini e ne abbiamo viste di tutte e di più. Ma le telefonatine di questa gentarella al potere per far fuori Santoro e ossequiare i desiderata del Capo fanno davvero schifo. I “comunisti” non si comporterebbero ugualmente? Può darsi, fatto sta che non sono un qualunquista e non credo affatto che siano tutti uguali. Centrodestra e centrosinistra hanno molti vizi trasversali ma non sono identici. Se fosse vero, questi anni terribili sarebbero uguali a quelli trascorsi. Purtroppo non è andata così. Purtroppo stiamo molto peggio. Anche nel mio condominio la vita è cambiata, non posso più lavorare alla radio della Rai che era la mia passione professionale, oserei dire il mio amore. E sia pure un tempo non era facile ottenere un microfono, adesso è impossibile. E credi che i “tuoi” ti farebbero lavorare? No, e l’hanno già dimostrato, ignorandomi, ma come questi, mai. Chiusa la parentesi personale. Si vota per il paese e non per se stessi.
Ma lo gnomo delle televisioni ha incantato la povera gente e il paese si è addormentato. Non so chi ha visto l’ultima intervista a Mario Monicelli. Non la penso da buonista come Santoro. Credo che quando l’antico regista ha dichiarato che in Italia non c’è mai stata una rivoluzione, e cioè che il nostro popolo, invaso da sempre, non ha mai avuto il coraggio di farla, bene, io credo che Monicelli intendesse proprio rivoluzione. Questa parola è bellissima e da noi si ha vergogna di pronunciarla. Nella nostra famiglia (il mio condominio storico) ci sono stati tredici ragazzi morti per il Risorgimento e l’indipendenza d’Italia. A suo modo fu una rivoluzione. E non ci fa vergogna il sangue versato anzi ci onora. Quindi anch’io la penso così, come Monicelli, senza nasconderlo. Sono andato a votare, ma credo fermamente che questo paese avrebbe bisogno di una rivoluzione, come è stata necessaria quella francese o la guerra civile americana. Quella delle coscienze non basta più.
Vizio

  1. 12 Risposte to “CONFESSO, L’HO RIFATTO”

  2. By spadino on mar 28, 2010

    io, non l’ho fatto
    ha vinto il rivoluzionario, ormai stanco di tapparsi il naso.
    troppo fedore, e nemmeno un leggero vento di aria fresca..
    Cosi il sorversista si è altato per primo , malgrado l’ora legale .
    E con un gesto rivoluzionario ha incrociato le braccia e ha urlato, NO!

  3. By genny on mar 29, 2010

    L’ho fatto …. aggiornato l’ora legale …. sono andata a votare

  4. By Ermanno on mar 29, 2010

    Ciao Diego
    dopo che ho letto il tuo articolo mi viene in mente cosa ti avevo scritto su “Invisibile ma vero” il 2 agosto 2009.
    —————–
    La tua voce alla radio manca anche a me e penso anche a tante altre persone che ti hanno seguito dalla RAI a Radio24; ti prendo in parola e ti provoco: hai mai pensato di rimetterti in gioco allestendo una “Internet Radio” tutta tua, autogestita per mantenere il contatto con 100.000 Invisibili?
    Certo il PC non è il massimo per ascoltare una radio ma senza inquinanti antenne e senza censura, potresti andare di nuovo in onda.
    Pensaci fratello.
    ——————-
    SANTORO in RAIPERUNANOTTE è riuscito ad entrare in contatto con me (ho utilizzato il PC) e con altri milioni di noi “invisibili”; perchè non fai lo stesso anche tu (tra l’altro a costo zero) in Internet con la sola tua voce in diretta???????????

  5. By Kameo on mar 29, 2010

    Sono anni che ho smesso.
    Ricomincerò appena vedrò il bagliore di una politica veramente nuova, veramente rivoluzionaria.

  6. By pezzi.divetro on mar 29, 2010

    “Ci sono due categorie di persone in grado di provare la felicità allo stato puro: i bambini e i rivoluzionari all’indomani della rivoluzione”… Sono anni che sono triste e che mi sto deprimendo in un paese impregnato d’immoralità… Vorrei tanto provare la felicità allo stato puro…

  7. By Amelie on mar 29, 2010

    Ormai il cancro ha dimensioni nazionali,non capisco come abbia potuto vincere una persona che è passata solo dalla tv,i miracolo si è compiuto come sempre gli italiani non si smenticono mai,mi riferisco alle regioni piemonte- lazio,non capisco come una persona di spessore come Emma debba essere vinta da un emerita sconosciuta,mi verrebbe da dire chi cazzo è?
    la polverini?
    cosa deve fare Emma per avere un posto istuzionale di spessore?
    pure sti preti che condizionano sempre
    le elezioni ,con tutti i guai che hanno dentro gli armadi e tetti,

    sono veramente delusa,non delusa,incazzata,per tutti quelli che non votano e rinunciano ad esprimersi e danno spazio al cancro che AVANZA…..non della mia Liguria,
    che non si smentisce mai
    e resta una roccaforte ,nonostante gli assalti della lega,al caro presidente berkusconi è vietato passare da genova,dopo il g8,i genovesi nn dimenticano mai,
    niente
    saremo dei rompicoglioni è vero
    ma non dimentichiano niente.

    meditiamo gente,vince sempre la tv
    non c’è niente da fare.
    non c’è via di scampo
    ciao diego ciao emma
    viva la Resistenza delle persone
    perbene.

  8. By anna di palma couvert on mar 30, 2010

    condivido la proposta di ermanno. raiperunanotte attraverso il pc l’ho potuta vedere anche da dove vivo ora: cap town, sud africa.
    questo per dire le sterminate possibilita’ offerte da internet che per il momento, finche’ ce lo permettono ( poi bisognera’ inventarsi altro ) e’ l’unico canale di liberta’ per far abbracciare tra loro le nostre menti e i nostri cuori.
    solo audio solo audio, non chiederei di piu’…che grandiosa emozione sarebbe !!

  9. By Tiziana on mar 30, 2010

    Anch’io sono uscita di casa domenica e sono andata a votare.
    Anch’io ho capito che stavolta bisognava esserci, ho capito che chi non c’è perde una grande occasione, una grande opportunità che ci è data e che riteniamo sia scontata … ho capito che ci dovevo andare in quel seggio n° 8 del mio piccolo paese del Veneto, nel Trevigiano … ho capito che il mio vota avrebbe scalfito ben poco dello strapotere di Zaia …
    Il mio voto contava uno, ma c’è stato, ci doveva essere, ci sono tanti modi di votare, si può votare anche “contro”, meglio questo che non andare a votare …
    Anche perchè alla fine a chi interessano i numeri dell’astensione? Solo i giornalisti ne parlano, fanno calcoli ed espongono numeri e percentuali, ci costruiscono sopra teoremi e “romanzi”.
    Ai politici invece importa meno che zero, a loro interessano le percentuali, i conti li fanno sempre su chi è andato alle urne e su quello ragionano … chi è rimasto a casa vale zero, come valeva zero ieri e pure domani.
    Pure io Diego ho un foro al posto del naso a forza di turarmelo negli ultimi 15 anni, non ne posso più davvero … ma loro i grandi strateghi di partito lo capiranno che bisogna ritornare ad ascoltare la gente, che bisogna fare le primarie???
    Lo capiranno Diego? Da D’alema in poi, cosa ci vorrà ancora per capire che sono fuori tempo, che bisogna cambiare e che soprattutto sono loro i primi a doversene andare? Che hanno sbagliato nomi e stategie?

    Sono attuali, nonostante i tanti anni passati, le parole di Moretti: “con questa classe politica non vincemo mai!” …
    E infatti sono ancora tutti là, a tirare i fili.
    Finchè questi non se ne andranno sarà dura vedere dei cambiamenti e sperare in quacosa di buono.

    P.S.: ciao a tutti, ad Ameliè in particolare :-)

  10. By Francy274 on apr 1, 2010

    Anch’io non volevo andare ma alla fine non ho resistito, e nell’urna non ho avuto un attimo di esitazione. In Calabria c’era da scegliere fra zuppa o ban bagnato, così ho scelto Callipo IDV e ne sono contenta, se non altro ci ho provato ad arrestare le onde anomale.
    Sono rammaricata verso chi si è assentato, una piccola croce ci avrebbe almeno risparmiato le danze e i canti d’osanna che sono scaturiti.. era questa la volta buona!

  11. By Ukobach on apr 3, 2010

    Io ho sempre votato e continuerò a votare finché mi verrà concesso questo diritto. Alle ultime politiche votai anch’io come tanti, turandomi il naso, il PD. Risultato: vittoria di Berlusconi, Rifondazione fuori dal parlamento, morte della sinistra italiana. Sarò idealista ma oggi mi fa ribrezzo il concetto di “meno peggio” o di “voto utile”. Sono fra i responsabili della sconfitta della Bresso in Piemonte, avendo votato il movimento a cinque stelle, e ne sono anche piuttosto fiero. Parlando di rivoluzioni, per quanto piccole, un movimento che candida un 29enne presidente della regione e che ha nel proprio programma il rifiuto dei contributi pubblici mi sembra una scintilla non da poco.

  12. By mariap on apr 4, 2010

    Anch’io sono andata a votare,come ho sempre fatto e stavolta ero convinta che tanta gente aveva capito,che sarebbe andata non dico bene ma almeno meglio. E invece no, è andata anche peggio.Non riesco a farmene una ragione,sono troppo amareggiata.Cosa deve ancora succedere perchè si esca da questo incubo?

  13. By MargheritaD on apr 6, 2010

    Anch’io mi sono illusa, ma ormai, dopo quest’ultimo colpo, sono rassegnata: finché la gente, per informarsi e crearsi un’opinione politica, guarderà solo la TV, non ci saranno speranze di cambiamento. L’Italia è condannata, perché chi oggi la “possiede”, in senso quasi carnale e violento, aveva ben studiato come “allevare i suoi polli teledipendenti”. Non c’è scampo! Ricordate la fiaba del Pifferaio di Hamelin?

    “Il pubblico italiano non è fatto solo di intellettuali, la media è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco… E’ a loro che devo parlare” (Silvio Berlusconi, Corriere della Sera, 10 dicembre 2004).

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