Centocinquanta favolosi euro
Stamattina ho ritrovato casualmente centocinquanta euro in una giacca d’estate. Mi sono ricordato di averli ripiegati in contanti nella tasca interna perché dovevo fare una visita di controllo dal cardiologo che non ha cuore di farmi la ricevuta e disdegna gli assegni per via della finanza. Ma il mio cuore batteva regolare come le mani dei poveri alle nostre porte chiuse, così a giugno saltai la visita e, corna facendo, la mia fabbrichetta di tic-tac lavora a pieno ritmo da sette mesi.
Centocinquanta favolosi euro inaspettati. Sono un prodigo, ho le stimmate degli scialacquoni: mani bucate. Spenderli subito? Non ci piove, anche perché a Roma piove e bisogna consolarsi. Comprare, alla faccia di ‘sta crisi infame, ma cosa? Prima di precipitarmi a prenotare un ristorante (avrei portato i figli dopo scuola, e in un ristorante medio buono ormai si spende quella cifra) mi sono detto: calma, non far il solito che spendi e spandi in timballi e olive ascolane, facciamo un ragionamento.
Dunque, con 150 euro puoi comprarti:
18 confezioni di lamette da barba Mack III;
83 saponette Atkinson quelle blu che ti piacciono;
1 camicia elegante o tre da mercatino;
Una cena indiana per 4 stasera consegnata a casa da “Milleunacena” (il quarto è Sara, il cane, che le piace il riso indiano alle verdure);
Due biglietti in Tribuna Tevere per Roma-Genoa l’otto febbraio;
Tre pieni di benzina;
Un acquario usato;
Una spesa settimanale da Conad (da non confondersi con Conan, il barbaro, e non, appunto, un supermercato);
1 corso d’inglese intermedio da 20 ore Vivastreet;
1 cellulare Nokia N73; un volo per Pantelleria sola andata, un pappagallo africano grigio del Congo (vero, è in vendita su e-bay) o tre scatole e mezzo di praline di cioccolato belga?
Ho pensato che nessuno di questi desideri avrebbe protratto, nel tempo, il tepore dell’appagamento, tranne il pappagallo africano grigio del Congo, con il rischio, tuttavia, che sarebbe stata la cena congolese del mio cane lupo.
Sono andato in Prati, mi sono affacciato in profumeria, in rosticceria, alla sala bingo, dal telefonaro, dal cioccolataro, da un ferramenta, un casalinghi, e dal fioraro.Poi l’ho vista, grande e semideserta, gravida di cartelli “metà prezzo”, con i suoi pensieri di successo impilati, le moltitudini degli scaffali con i capolavori di ieri, la cassiera immobile, i commessi sfaccendati, illuminata a giorno e vuota. Sono entrato e mi sono meravigliosamente perduto.
Sono appena rientrato a casa, e con i miei 150 favolosi euro ho comprato quindici o sedici regni, mondi, tesori, alcuni che avevo perduto da bambino, altri che mi consoleranno quando sarò vecchio, quindici o sedici, ora vediamo, li prendo uno per uno, sono miei, e ci farò il pieno d’intelligenza, avventure, riflessioni, intanto per un mese e poi, in alcuni casi, per sempre.
Gitta Sereny: “In quelle tenebre”. Forse il libro più sconvolgente sui campi di sterminio. La storia di Franz Stangl, comandante di Treblinka. Era fiero del suo lager: «Nello zoo avevamo una quantità di splendidi uccelli, e panchine, e fiori…È difficile farne oggi una descrizione adeguata, ma il posto diventò veramente bello».
Marc Twain: “Il principe e il povero” con la prefazione di Borges.
Stendhal: “Vita di Henry Brulard”. La sua caleidoscopica autobiografia.
Dumas: “I tre moschettieri”. Quanto mi siete mancati! (In realtà doveva chiamarsi i 4 moschettieri. Ma l’editore s’impuntò: “Tre suona meglio” disse allo sbigottito Dumas.)
Una educazione sentimentale ironica e un capolavoro di humour europeo, di uno scrittore e critico che amo: Stephen Vizinczey “Elogio delle donne mature”.
Ancora un Twain perduto in qualche trasloco: “Le avventure di Huckleberry Finn”. Il re della lingua americana.
Philip Roth: “L’orgia di Praga”. Il compimento della trilogia di Zuckerman. Ultima frase: “E ora si torna al piccolo mondo dietro l’angolo”, e il romanzo si potrebbe rovesciare…
Questo lo rileggo, poi lo passo a Francesco, quindicenne. “Il giovane Holden” di Salinger.
Le Lettere di Thomas Mann nei magnifici Meridiani. Una a notte, e già sono felice.
Questo non c’entra, è il primo libro che l’altro mio figlio, tredici, ha cercato miracolosamente in biblioteca a casa ieri sera. “Ragazzi di malavita”. Purché legga, continui a esaltarsi sulla banda della Magliana. Mi sa che la saga di Sky su Romanzo Criminale, deliziosamente compiacente al Male, abbia provocato un bel po’ di morboso casino nei nostri ragazzini. Preferisco che si documenti, allora, e che legga.
Che scemo, mi faccio tenerezza. Gli ho aggiunto “Le tigri di Mompracem”. Temo lo lascerà intonso. Ma gli butto l’esca.
L’infanzia, i libri, la scoperta di un destino nei ricordi di Sartre: “Le parole”. Felice di leggervi.
Ancora Twain: “Un americano alla corte di Re Artù” (io mi ricordavo uno yankee alla…, sarà un altro traduttore) e ancora Vizinczey “Un innocente milionario”. Chi ha letto di questo grande ungherese “I dieci comandamenti di uno scrittore” comprenderà la mia insaziabilità. E infine “La Certosa di Parma” di Stendhal. Mi è bastato rileggere l’incipit per maledire l’amico che non me lo ritornò e acquistarmelo di nuovo: “Il 15 Maggio 1796 il generale Bonaparte entrò in Milano a capo di quella giovane armata che aveva varcato il ponte di Lodi e annunciato al mondo che dopo tanti secoli Cesare e Alessandro avevano un successore.” Così cominciano i capolavori.
E tutto questo immenso bene, anni e anni di genî al lavoro, cultura, divertimento, sogno, colpi di teatro, aforismi, drammi, storia, colpi di sole e d’ombra sulla mia coscienza, stamane io l’ho avuto per 150 euro. Quindici onde lunghe stanno per prendere il largo nel mio cuore, mi doneranno deliziosi momenti, mi bagneranno di vergogna o di gloria, mi spruzzeranno emozioni o lacrime, e tutto questo io l’ho avuto per così poco e il migliore negozio del mondo era semideserto. Ho una mezza dozzina di genî a cena per tutto il mese. E pagano loro!
(Roma, 26 Gennaio 2009)
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54 Risposte to “Centocinquanta favolosi euro”
By maddalena on gen 26, 2009
…e Sara scodinzola felice per questa scelta saggia
By Umbro on gen 26, 2009
Io mi sa che della tua lista Diego ne ho letti tre o quattro, ma sono ignorante quindi….
Però io un libro sulla “saga dei Malaussène” (uno qualusiasi dei 5) di Pennac lo avrei preso e magari lo avrei regalato a Francesco.
Buon tutto, a tutti!
By genny on gen 26, 2009
…CIAO!!!!!!
By Amelie on gen 26, 2009
Diego,subito leggendo il post,ti avrei detto vai a vedere la partita Roma-Genoa:),poi leggendo fino in fondo devo dire che hai fatto ottime scelte,anche se non ne ho letto neanche uno,conosco gli autori, me li scrivo tutti i titoli,è vero che le librerie sono sempre deserte,ho un amico che ne ha una,fanno fatica a viverci,poi ormai i libri si scaricano dal web,non riesco a concepire un libro che non sia di carta,quella bella carta un po’ giallina,ho appena finito di leggere Cime tempestose di Bronte,delizioso libro,sono talmente indietro,che non arriverò mai a leggerli tutti,quelli che vorrei,perche a volte mi fisso,su magari,due o tre pagine,e le rileggo,come è successo con Rousseau,e altri pure,da mamma ho ancora libri dell’infanzia,sopravvissuti a noi 4,dentro un libro io ho trovato mille lire,che bella sorpresa,ci compri un accendino neanche più Bic,marca battelapesca-famosa no?anche uno di quei mini assegni degli anni 80,ti ricordi?una cartolina di una nascita di non so chi.un fiore essiccato, i libri sono dei veri contenitori,al mattino mi porto sempre un libro sull’autobus,per il tragitto,tutti leggono questi giornali gratis che regalano,le strade si riempono di carta volante,montagne di carta,inutile forse,notizie flash,lasciano niente dietro perche non approfondiscono,nulla.,servono a poco.a inquinare.
Mi piace girare per le bancarelle dell’usato,si trovano libri che hanno una storia,anche un odore particolare,del tempo che passa e che resta,vendono libri a un euro,faccio scambi,spesso.,però ho libri che se dovesse bruciarmi la casa salverei,dopo i miei animali,
Anzi sono già in borsa.:)
By cinzia on gen 26, 2009
Adorabile spendaccione!!!
Avevo inizialmente temuto per la sorte degli inisperati 150. Grazie al cielo ci siamo ravveduti!(eccetto per la saponetta Atkinson blu, lì mi sarei anch’io trovata difficoltà)
Il miglior modo di spendere e spandere denaro è quello di comprarsi scorci di bellezza, sogni, fantasia.
Personalmente credo di aver dilapidato una fortuna, tutti i dubbi e i buoni propositi di risparmi e di avvedutezza vanno a farsi friggere se incappo in una libreria, non resisto, capitolo (appunto).
Esiste qualcosa di meglio di un mucchietto di libri da leggere? Una felicità più autentica e sincera?
Ritornano nei ricordi, nelle frasi, nei pensieri a volte sorprendono a volte deludono, ma parlano una lingua gentile che s’insinua dentro di noi e ci cambia ogni volta. Una pagina e non siamo più gli stessi, mai.
Come spendere meglio un piccolo tesoro se non in cambio di un tesoro più grande, che si motiplicherà all’infinito di parola in parola e costruirà un mondo nuovo pronto per essere ancora scritto nella vita e in mille altre pagine.
Voglio bene ai libri, al loro odore, a quel calore sovrannaturale che emanano, saperne uno nella borsa, a volte fa sorridere delle piccole miserie che s’incontrano nella vita di tutti i giorni, un angolo speciale dove riposare, ricredersi di una delusione, uno sperone di roccia da dove guardare il futuro.
By funambola on gen 26, 2009
Che meraviglia. Sarei proprio curiosa di leggere la prefazione di Borges a “Il principe e il povero”, uno tra i romanzi che citi che ho letto e riletto da bambina senza mai stancarmi. Mi hai fatto tornare alla mente un sacco di bei ricordi con questi romanzi, grazie.
By Rulando on gen 26, 2009
Certo che Ratzinger ha trovato un modo un pò originale per ricordare la Shoah vero?
Seguono le dichiarazioni di Richard Williamson, uno dei vescovi lefebvriani “discomunicati”…
”Credo che le prove storiche, in misura preponderante, vadano contro il fatto che sei milioni di ebrei siano stati uccisi nelle camere gas come effetto di un ordine deliberato di Adolf Hitler”, ha detto mons. Williamson in un’intervista al canale televisivo svedese Svt andata in onda ieri sera.
E ha aggiunto ”Credo che le camere a gas non siano mai esistite”, ha detto il vescovo in risposta ad una esplicita domanda dell’intervistatore. A morire nei campi di concentramento nazisti, per il vescovo tradizionalista sarebbero stati solo ”due o trecentomila ebrei. Ma nessuno di loro mori’ per il gas in una camera a gas”. ”Se l’antisemitismo e’ cattivo – afferma ancora Williamson nell’intervista – e’ contro la verita’. Se qualcosa e’ vero, non e’ cattivo. Non mi interessa la parola anti-semitismo”.
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=102746
By roxana on gen 27, 2009
il piu’ bel dono e’ qualcuno che legga un libro per te, un brano, un testo…
Si pensi a chi e’ cieco, o privo di abilita’ sensoriali atte a decodificare segni che si tramutino in parole, racconti, descrizioni…
Vale come gesto di soccorso agli infermi, vale come pensiero d’amore confidenziale e intimo.
Ecco, io cosi’ lo vedo il futuro, due rincoglioniti innevati che invece di passarsi canzoncine come ragazzini o poesie stile lentamente muore – che porta pure sfiga ad una certa eta’ – si prestano occhi e voce, non potendo ahime’ scambiarsi piu’ protesi naturali od artificiali.
Certo che pero’ un pappagallo fa compagnia e la Roma e’ sempre la Roma
By spadino on gen 27, 2009
Caro Runaldo,lo dicevo io che c’era poco da fidarsi di un Papa con la faccia da tasso, che calza ballerine rosse…
By spadino on gen 27, 2009
ohi ohi ohi eresia!
“forse la mia?”
Ego me absolvo
By spadino on gen 27, 2009
..centocinquanta posti ho visitato senza esserci mai stato.
centocinquanta emozioni ho provato senza essere protagonista.
centocinquanta profumi ho percepito con la mente.
centocinquanta lezioni senza entrare nella scuola.
centocinquanta menti diverse sono entrate in contatto con la mia,e mi hanno donato una parte della loro.
centocinquanta viaggi, avventure,paesaggi,colori,e carezze di poesia,sogni e ricami dell’anima.
centocinquanta ed piu , tutti nei libri che ho letto.
By Riccardo Brero on gen 27, 2009
La cosa è contagiosa!
Anch’io non ho niente da dire……sono rimasto senza parole come Amelie!Non che dica mai ose intelligenti,ma almeno le dico.
AH!Obama per le auto a basso consumo….se continua così lo fanno fuori.
Sono dsgustato dalla continua violenza sulle donne….e la maggior parte delle violenze avvengono in famiglia e non se ne viene a sapere niente!
http://it.youtube.com/watch?v=6TZcZPuZBv4
By Rossana Carturan on gen 27, 2009
io sarei stata più volgare.
avrei comprato delle scarpe rosse, che ho visto proprio ieri.
ma per fortuna non siamo tutti uguali.
sei grande, sì.
By cinzia on gen 27, 2009
La solita giornata piovosa!
Quindi, a casa, a pensare al più al meno, magari se da qualche parte ho per caso messo 150 euro, niente, temo di no,pazienza! Niente libri, niente saponi alla lavanda,niente acquari.
Ho ripreso a studiare, dopo tanti anni e tanti errori, ho ripreso la mia musica. Per il momento riparto dal flauto traverso, qualche mese d’incoraggiamento poi lui, il pianoforte, il mio amore più assoluto, la mia ossessione.
Nel vagheggiare di musica in musica mi sono ricordata d’aver visto, sabato scorso, un’intervista a Carla Bruni in Sarkozy e la deliziosa parodia che ne ha fatto Luciana Litizzetto (pianista).
Che idea,la Signora Sarkozy attualmente oltre ad essere la moglie del Presidente di Francia pare che sia un’apprezzatissima cantante e musicista Mi sono messa a pensare quanto sia semplice, oggi, diventare famosi, acclamati e strapagati nella musica e in quasi tutte le forme dell’arte senza avere la minima idea di quello che significa in realtà il lavoro, lo studio, l’esperienza che ogni forma artistica richiede.
Non voglio fare facili critiche a chi forse, dico forse, ha pianificato la propria esistenza come un interminabile scalata verso il vertice del successo e della notorietà, quello che mi indispone è che si banalizzi e strumentalizzi per tale fine la bellezza dell’arte.
Ammiro molto le donne che hanno saputo sfidare le convenzioni, la morale, la vita stessa per percorrere la via della creatività.
Le artiste che attraverso la scrittura, la poesia, la musica, la pittura e in tutte le altre forme d’arte hanno dato forma e visibilità all’interiorità femminile.
Mi vengono in mente biografie di grandi artiste che hanno spesso pagato con la vita la possibilità di arrivare al cuore del loro talento,provo un rispetto totale come credo ognuno di noi di fronte ad esistenze che per se stesse sono opere d’arte.
Sono e credo siamo un pò tutte noi donne in debito con tutte coloro che hanno sfidato in ogni epoca se stesse e il mondo in nome dell’arte, e lo hanno fatto senza risparmiarsi, con una generosità e un amore che meriterebbe un applauso globale.
Sono d’altra parte una stupida, mi scandalizzo ancora nel vedere che delle nullità (pardonez moi, Madame Sarkò!) vengano incensate da critici compiacenti,da folle inconsapevoli e ineducate solo perchè figlie,mogli, amanti.
Mi aspetto sempre l’umiltà del lavoro, dell’impegno, l’amore per quello che si fa e per chi lo si fa.
Un abbraccio a tutti, comme toujour!!
http://www.youtube.com/watch?v=1gTGmbA40ZQ
By cesare on gen 27, 2009
ciao a tutti,
anch’io ho acquistato dagli scaffali di una libreria. Era deserta anche questa. Moby Dick di Melville prefazione e traduzione di Cesare Pavese. SI è TRATTATO DEGLI EURI risparmiati dal collegamento internet perciò mi perdonerete se scriverò meno e leggerò di piu’.E poi ogni libro rimanda a un altro e c’è il rischio che mi metta a studiare l’Antico Testamento.
Però se prendete in prestito dalla biblio poi siete costretti a sbrigarvi a leggerli.
By gavino on gen 27, 2009
Quanta felicità può nascondersi, in un pugno di €uro….
By Amelie on gen 27, 2009
Oggi dalla finestra,mi pareva di vedere quasi la Corsica,è stata una giornata stupenda limpida,(a proposito come mai a Roma piove sempre?)sarà colpa del governo?ho fatto diversi lavoretti e pensavo tra me,che universo che è casa propria,se ti metti a rovistare trovi cose dimenticate,pure una vibrissa ho trovato,(benché ci veda poco da lontano e da vicino è stato un caso)al quel punto ho detto non sono poi cosi talpa come credo.Sono completamente distaccata dagli avvenimenti goossip tv,li ho eliminati,a parte i tg,la mia tv ormai è questa.internet,vado su tutte le testate dei giornali,e faccio un mix di notizie,comunque Cinzia,forse se fossi una francese ,ti piacerebbe carla bruni,forse no,non lo so,è un genere che mi attizza poco,tutte le volte che l’ho vista mi ha dato l’impressione di un appendice del marito,certo è una bella donna,diffido molto delle donne belle,in generale,la bellezza è un fatto personale,non più essere il cavallo di tutto,per quanto riguarda i meriti o successo,direi che oggi,fanno successo meteore,il tempo di una canzone finisce tutto,mentre invece vedere la gente che cresce,nel suo stile,e nel suo genere sia il vero merito,che debbono darlo altri,sennò diventa isterico narcisismo,la malattia del secolo.
Oggi è il giorno della memoria atrofizzata,ci si mettono pure i cardinali a dare i numeri, li porterei nei campi di concentramento,di oggi,e c’è li lascerei una notte al buio,nel silenzio totale,a sentire ancora le voci che girano nell’aria.
Kiss—————
By roxana on gen 27, 2009
Oggi e’ la giornata della memoria.
Dopo Gaza, fatico inesorabilmente, ma devo, in nome dell’antifascismo, dell’antirevisionismo, del fascismo che sfrutta ogni occasione per rivendicare cio’ che e’ invendicabile, la dignita’.
E tutti coloro che gridano allo stupro, che si vergognino di chiamare ‘gnocche’ le donne, nelle televisioni nelle radio sul web, il rispetto parte anche dal linguaggio.
Cosi’ come l’educazione.
Partite dal vostro piccolo misero cosmo, di battutacce alla berlusca, di sorrisini ammiccanti da caserma, di stili e modi di vita, che sono ahime’ patetici, e impotenti.
E’ il piu’ bel dono che possiate fare alle donne, quelle vere, mai in vendita o sul mercato, altro che mazzo di rose virtuali o reali.
E che le donne si facciano rispettare, mai piu’ mamme o crocerossine di maschi adulti, poiche’ essere ‘gnocca’ e goderne, significa anche essere stupide.
Mentre si puo’ essere belle e intelligenti.
Belle dentro e fuori.
Brutte e antipatiche.
Lasciamo questi epiteti da borgata a uomini inappaganti, boicottiamo i media che propongono modelli sessisti, e rivendichiamo la bellezza dell’essere donna, femmina, che gestisce la propria sessualita’ amore e vita.
Chi ha paura di tali donne, in realta’ teme il suo fallimento di maschio.
Sono stata ad Auschwitz, e ancora sento le voci.
Ma odo anche le grida delle mamme di Gaza.
L’esperienza delle donne in condizioni di estrema vulnerabilita’, rivela il loro coraggio.
Perche’ fu una donna che, prima di entrare – per sempre – ad Auschwitz, scrisse:
‘Trovo bella la vita e mi sento libera’.
Nonostante gli stupri, del corpo o dell’anima.
By roxana on gen 27, 2009
E levo anche la mia difesa a favore di Carla, una signora, italo francese, che ha sempre conquistato uomini d’arte e di potere.
Qualcosa vorra’ pur dire.
Sa parlare, e’ intelligente, e’ bella, e’ sensuale, ama un uomo meno bello di lei, sara’ il fascino del potere, dei soldi non credo, visto il suo passato da ex modella e cantante.
Non ha una gran voce, ma e’ dolcissima, il cielo in una stanza cantato in francese da lei, e’ quanto di piu’ cerebrale ed erotico possa far vibrare.
E gli uomini di un certo lignaggio, impazziscono per donne simili.
By spadino on gen 28, 2009
..Qui a Roma ancora in certe notti si può udire una voce, che corre da Auschwitz a Gaza.
Trilussa
Er grillo zoppo
Ormai me reggo su ‘na cianca sola.
diceva un Grillo ; Quella che me manca
m’arimase attaccata a la cappiola.
Quanno m’accorsi d’esse priggioniero
col laccio ar piede, in mano a un regazzino,
nun c’ebbi che un pensiero
de rivolà in giardino.
Er dolore fu granne… ma la stilla
de sangue che sortì da la ferita
brillò ner sole come una favilla.
E forse un giorno Iddio benedirà
ogni goccia de sangue ch’è servita
pe’ scrive la parola Libbertà!
Notte
By sofya on gen 28, 2009
molto bello.. ma con la mente sono legata ai miei.. quelli di hesse, lanzetta con “ridateci i sogni”. ricordo il primo libro che ho letto.. “il cielo cade”, non so di chi, ma quello che mi rimane è l’immagine di un’estate calda.. non molto del romanzo… se non che parlasse credo del duce e chissà dove sta messo… solo per la curiosità di rileggerlo da “adulta”
mi è piaciuto il fatto che hai riaquistato qualche libro che hai prestato e non ti è ritornato indietro… anche a me è capitato… con molta tristezza ne ho persi tre o quattro… ma non importa.. non li posso ricomprare.. non posso ricomprarmi la fiducia di far leggere un libro a qualcuno che non ritroverò mio “amico”…
il pensiero è contorto, volano le parole… molti sono quelli lasciati a metà, con le loro immagini impresse nel cuore… non saprò mai donna floor che ha deciso di fare con le sue passioni… nè oceano mare quanto potrà guarire l’ammalato, la fragile e come sono i quadri dipinti con l’acqua…
non ricordo eric fromm e tutta o poca la filosofia studiata da giovane… sono una che dimentica… ma per fortuna a ricordarmi che devo riprendermi ci sono 104 euri da pagare che mi spingono a dimenticare e a reagire.. probabilmente continuando a pulire cessi d’albergo… non è che sono insoddisfatta.. è solo che…
le parole restano sempre prigioniere e i ricordi rubano il pensiero così uno dorme e il vento volta le pagine al posto tuo..
ciao a tutti:)
By domenico porfido on gen 28, 2009
ciao cinzia
dici bene quando dici:
“sono e credo siamo un pò tutte noi donne in debito con tutte coloro che hanno sfidato in ogni epoca se stesse e il mondo in nome dell’arte, e lo hanno fatto senza risparmiarsi, con una generosità e un amore che meriterebbe un applauso globale.”
ti voglio far conoscere un’altra donna che merita molta attenzione dalla storia, dalla storia delle donne.
ti segnalo il link dove puoi attingere, se vuoi, il libro che io ho trovato molto interessante.
http://www.popoliecostituzioni.it/link3.htm
ciao
By michele on gen 28, 2009
Come tanti ragazzi mi figlio Giuseppe è allergico alla lettura di libri,
e ogni qualvolta gli regalo un libro il commento è sempre lo stesso, di disapprovazione.
L’altro giorno l’ho accompagnato in ospedale per una stupidagine.
Non vivendo più sotto lo stesso tetto ci siamo dati appuntamento alle 13,45 presso fermata dell’atobus .
Lo vedo arrivare!
Vederlo è una ventata di energia tanto che il solo guardarlo mi fa sentire stanco.
Dopo il solito bacio e il solito “come stai”, noto sul suo zaino scolastico una spilla con l’effige di Che Guevara.
Sorpreso gli chiedo sai chi è quello?
“un rivoluzionario”
Conosci la sua vita?
“no”.
Sono andato in libreria e ho acquistato un libro che narrava la sua vita e il diario di quei mesi di guerra.
L’altra sera gli ho inviato un messaggio -hai letto qualche pagina del libro?-
“Papà l’ho quasi finito”
Questo mi ha riempito il cuore.
Un abbraccio a tutti in particolare ad Ameliè.
1146 Michele
By cinzia on gen 28, 2009
Grazie Domenico per la dritta!
Francamente non conoscevo Olympe de Gouges, ma ho provveduto ad informarmi attraverso Sant’Internet degli Impiccioni e ho trovato, grazie a te una donna preziosa, una personalità brillante e un’opera bellissima.
Ti ringrazio ancora, ho molta passione nella ricerca di un mondo femminile appassionato e ispirato. Leggo molto libri di donne, ricordo un suggerimento di Alma di un libro, Alexis, di Marguerite Yourcenair che ho trovato splendido! Insomma le artiste siano esse scrittrici, pittrici o molto altro mi affascinano.
Ti ringrazio ancora Domenico, un’abbraccio.
Cinzia.
By Mimma on gen 28, 2009
Alle precedenti osservazioni su diritti conquistati o negati,alle varie proposte di lettura aggiungo
un FAVOLOSO Gino Strada:
http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/favola_gino_strada.htm
Ciao
By sofya on gen 28, 2009
http://www.youtube.com/watch?v=mKESFaubwdk
By maddalena on gen 28, 2009
E’ un piacere ri-leggerti Michele,anche se mi dà lo struggimento pensare che la tua vita è ancora così faticosa.
Sofya, non posso donarti la felicità di un amico ritrovato,ma,se vuoi, mi farebbe piacere spedirti Donna Floor e Oceano mare.
Se ti fidi, mandami il tuo indirizzo a:
maddalena.rist@libero.it
By Amelie on gen 28, 2009
Shoah. Papa: Mia solidarieta’ incondizionata, no negazionismo
“Monito contro l’oblio, la negazione o il riduzionismo”
Aiuto!!!cosa vuol dire?
che siamo pazzi no?
o quasi vicini
all’aldilà.
kiss
By Amelie on gen 28, 2009
scusa mancava il video:)
http://it.youtube.com/watch?v=FzAbrKJF3Z4&feature=related
baci a michi
e a tutti buena vista!!!
By sofya on gen 28, 2009
carissima maddalena,
sono i libri, un paio dei tanti che ho lasciato volutamente a metà.. e non importa..
ma grazie:)
sono felice perchè sento tracce di jack…
sì, torniamo all’EmozionE.
ciao a tutti
By cinzia on gen 28, 2009
Oggi penso che vi annoierò a morte, ma purtroppo con qualcuno mi dovrò pure sfogare!
Insomma mi sono innamorata cotta, eh si è successo, quindi per la miseria vi racconto.
Un pò di tempo fa mi leggo un libro, parlava di lui, non ci ho dato peso, ho pensato, va bè poi alla fine sono tutti uguali,un cavolo!
Vado in Internet, comme d’abitude (direi solo se fossi francese, però!) e mi guardo le sue foto, in fondo non sembrava niente di particolare, un normalissimo pianoforte 88 tasti e vernice nera lucida a specchio, nome Fazioli, toh, un italien! Ma guarda un pò gli italiani costruiscono pianoforti, incredibile, sapevo di violini splendidi, ma pianoforti proprio no.
In fondo se si voleva qualcosa di molto vicina alla perfezione dovevate, ammesso che riuscivate a trovare la somma adatta nelle tasche di una giacca estiva,accontentarvi di un Bosendorfer o magari uno Steinway, però credetemi, vi giuro, vi sareste accontentati.
C’è un piccola fabbrica di Pordenone che è un esempio di italianità, di genio, e di sogno.Fazioli.
Ho capito che sentendo questo nome il mondo della musica s’inginocchiava, il pianoforte più bello del mondo!
La storia è fantastica, l’ingeniere Fazioli laureato e diplomato al conservatorio è figlio di un imprenditore di mobili per ufficio, paccotiglia di finto legno per capirci. Ad un certo punto gli viene in mente un’idea, anzi fa un sogno, “Voglio costruire il pianoforte più bello del mondo”.
Per anni lo prendono, come di regola, per matto, avrebbe potuto fare l’imprenditore come suo padre, ma lui no, crede che lo stesso legno che si utilizza per fare gli Stradivari si possa usare anche per i pianoforti,, va bè è matto!
Inizia a studiare come un matto? no come un sognatore, 300 anni di storia di tecnica di costruzione dei pianoforti, convoca studiosi eccellenti che da illuminati quali erano, trovano la sua idea buona, realizzabile.
Nel 1978 inizia a produrre la sua idea in un angoletto del capannone di suo padre, dopo due anni il primo piano è pronto! E’ perfetto, leggendario.
Oggi in questa impresa lavorano quaranta persone, nell’ora di pausa ascoltano musica classica, impiegano il massimo della cultura artigianale che da sempre il nostro Paese ha espresso creando un patrimonio unico al mondo.
Apprezzato, venerato, amato dai pianisti più importanti del mondo inizia il suo viaggio nella mente di un sognatore.
In una importante premiazione (Grammy Awards)la Steinway & Sons si rifiuta di collocare un proprio strumento vicino ad un Fazioli! Il suono del primo sarebbe completamente scomparso difronte alla bellezza del secondo (tiè!).
Ti viene un orgoglio dentro, quando senti queste realtà, tipo la Coppa del Mondo di calcio e pensi che vivi in un Paese che non smetterà mai di stupire, che amarlo a volte ti sembra impossibile, e come tutti i grandi amori ha bisogno di una dose massiccia d’incoscienza e una capacità di sognare che solo i poeti, quelli veri hanno.
Ciao.
By Amelie on gen 28, 2009
Cinzia,non è per fare la leccalecca,slapppe!hai scritto un post fantastico,mi ha pure ricordato cose accadute,per esempio arrivata al Louvre nella famosa sala della Gioconda,tanto sognata,ho avuto un senso di delusione tanto era piccola,tutta circondata da vetri,l’aria era asfissiante,tantissimi flash,ti parlo dell’era Jurassica ancora non sapevo di avere un lobo sinistro in movimento il destro quasi assente,(parlo del cervello è chiaro)..
Tutte le cose agoniate ,hanno un senso diverso quando le raggiungi,perche la meta è non avere meta come dicono i viaggiatori……mi sono successe cose strane ,sulla scia dei desideri,anche essere in posti giusti con persone sbagliate,per esempio davanti a quadro di Klimt il bacio che è una cascata d’oro e affetto,si può chattare al telefono?essere sulla Torre Eiffel con uno che soffre di vertigini?arrivare al museo egizio di Torino,e trovare le sale ricoperte di cellofhan?di musica mi intendo poco l’unico strumento che ho suonato è il piffero—:)era obbligatorio,a scuola mia madre impazziva,durante gli esercizi,perche di note non me ne intendo,fanno parte della matematica,mia materia killer,mi ha ucciso la matematica,da bambina,avevo 5,per fortuna la maestra mi voleva bene,mi ha salvato la vita diverse volte,sono stata pure bocciata.:) ma non sempre si può salvare,chi annega
Questa estate ho visitato la sala di Paganini con il suo ”Cannone” sotto teca,a Palazzo Rosso,via Garibaldi,ero in compagnia giusta,per fortuna,anzi se vieni,andiamo a vederlo pure i quadri del Piola pittore fantastico,genovese,che città meravigliosa-
la mia.
Un kiss
Ps) da adesso in poi ogni pianoforte ,che vedo-penserò a te-mi piacciono tanto quelli in vernice nera,lucida.
kiss
By alma on gen 28, 2009
.. ciao a tutti, belli davvero questi posts.
Leggendo i post riaffiorano i ricordi legati ai libri, in particolare ai libri letti ai miei figli, di quando erano piccoli e ancora non sapevano leggere. La lettura della sera era una consuetudine. Lettone, libro e il tranquillizzante biberon stracolmo di latte. La scelta del libro era loro, capitava di dover leggere per settimane e settimane tutte le sere lo stesso libro!!. Succedeva che per l’abbiocco da stanchezza gli occhi si chiudessero incontrollati e saltavo qualche riga, allora si sentiva un …“plop” (rumore di biberon scollato dalla bocca) e mi rimproveravano: “Mamma hai sbagliato, non era così”, oppure mi divertivo io, leggendo modificavo gli aggettivi, bello diventava brutto, triste diventava felice, loro ridevano , mi correggevano e io : “ah, bene sei attento”. .. un po’ di nostalgia mi rimane di quella bella, avida e innocente curiosità che hanno i bambini e di quella calda intimità. Roxana ha ragione , leggere un libro a qualcuno è davvero un gesto intimo e d’amore .
Aggiungo alla lista dei desideri :
- che qualcuno (magari uno dei miei figli) legga un giorno un libro a voce alta solo per me. (…biberon e dentiera saranno compatibili…?)
By Andrea e Paola on gen 28, 2009
La certosa di Parma
Era li sulla libreria che mi aspettava da anni, grazie per avermelo ricordato, da domani sarà il mio compagno di code
Che bella rivoluzione sarebbe se ci mettessimo tutti a leggere libri, per protesta, per difenderci dalla televisione, dalla disinformazione e magari anche dalla controinformazione, (non so voi, ma io ultimamente sembro un pugile suonato: la disinformazione imperante mi lavora di continuo ai fianchi e la controinformazione che trovo in rete finisce per darmi la mazzata finale alla testa), non è possibile continuare così
H.S.
Andrea
By Mimma on gen 29, 2009
http://www.mcq.org/audubon/menu.html
Ho già visto il primo albero in fiore :
all’imminente primavera dedico questa magia di colori,musica,parole.
Ciao
By una on gen 30, 2009
Mi piace girare per librerie, cercare fra gli scaffali libri che non siano i soliti bestseller che muoiono in un mese, sfogliare pagine di racconti o di poesie, discutere non con il “commesso”, ma con il libraio competente, perchè legge, vive di libri, si informa e sa consigliare. Il tempo, lì, si ferma…
Ho sempre considerato la libreria un meraviglioso luogo di libertà, e di fantasia; dov’è possibile,infatti, veder convivere tanti pensieri diversi uno accanto all’altro?
Nel nostro Paese,c’è abbondanza di libri, ma si legge troppo poco e non credo che il motivo sia il costo elevato del libro, manca la curiosità, lo stimolo. Mi piacebbe far prendere confidenza e coinvolgere nella lettura ad alta voce gruppi di persone che non leggono, potrebbe essere un’esperienza formativa e potrebbe trasformarsi anche in un piacevole svago. Mi basterebbe una stanza…
By Amelie on gen 30, 2009
Se penso che c’è da pagare il canone rai 107.50 euro,mi sembra di buttarli dalla finestra,la monotonia ha contaminato tutti pure li,gia da dieci anni Jack ne parlava,del tubo catodico,che oggi ha le sembianze di un ipnotico,ieri per esempio su blob c’era una cosa pietosa nei riguardi di Mino Reitano morto da 2 giorni,vorrei dire che certe volte bisognerebbe ,non confondere la morte con lo spettacolo,indecente,e ridicolo,ora dicono che fosse tanto amato,non lo so,so solo che se fossi stata la moglie a parte che non credo fosse davanti alla tv,pero un minimo di pietà,anche per chi muore,nella malattia,io non lo amavo tanto,diciamo che non è il mio genere,trovo sbagliato ridere dei morti,..nella morte appena avvenuta,in italia la gente è amata solo da morta,da viva è tiro al bersaglio,la tv ormai ha il suo teatro,pure Berlusconi ha i capelli che volano con il vento,solo i laterali è ovvio,quelli sopra sono dipinti,col lucido da scarpe.
Mio marito ha acceso su Santoro ieri sera,ho cominciato a sentire urla,gente che gridava,il solito,travaglio,ora arriva il Festival teniamoci forte forse ,decolleremo in un mondo che non ci appartiene,ma tanto fa lo stesso si può sempre spegnere il telecomando,e pensare ai 107,euro che ci rubano ogni anno,e cosa ne avremmo potuto fare.
C’est la vie!!!
Sigh
By cinzia on gen 30, 2009
Ciao Amelie,
in un certo senso ho avuto lo stesso tuo pensiero a proposito di Reitano.
Come te non lo seguivo molto, anzi per niente, ma insomma devo riconoscere che ha fatto parte di un certo modo di essere, è appartenuto alla cultura musicale italiana.
In fondo l’ho sempre visto come un personaggio tenero, un pesciolino in mezzo agli squali; quando ho seputo della sua morte, sinceramente, mi è dispiaciuto, ma la cosa più brutta è stata l’indifferenza con la quale è stata trattata la notizia. Certo che siamo presissimi dalle tette e dai culetti del Grande Fratello e quindi come possiamo occuparci di rievocare e magari onorare la vita e la carriera di un artista che ha secondo me avuto l’unica colpa di mantenersi semplice senza ostentare un divismo artificiale. Era Mino Reitano, cantava roba semplice per gente che come lui non aveva grilli per la testa, e credo sia proprio questo che l’abbia fatto dimenticare tanto in fretta, oggi il modello di vita è nell’artificio più esasperato e quasi ci vergognamo di essere stati gli italiani d’un tempo, contadini, operai, gente povera, ma a mio avviso con una dignità che oggi ci sognamo!
Oggi si viaggia in auto di lusso con telefonini connettibili con la Nasa, con i quali però fatichiamo a fare una telefonata, indossiamo i panni di uomi d’affari con nelle mani il destino dell’umanità oppure siamo donne in carriera sicure di sè fino al delirio, ascoltiamo musica punk,rock, hip hop,funk,jazz and soul la fischiettiamo sotto la doccia biascicando un inglese alquanto impropabile, ma che ci importa va tutto bene,il passato abbiamo imparato a cancellarlo in fretta,quelle origini così umili ci danno i brividi, che imbarazzo! Meglio non parlarne. E allora Mino Reitano? Chi era costui?
By Rulando on gen 30, 2009
Amelie, ma dai che sei fortunata ad avere un marito a cui piace Annozero! Pensa se ti facesse sorbire l’insetto di Porta a porta…
Ciao
By Amelie on gen 30, 2009
http://it.youtube.com/watch?v=ArNQQmtQDlY
——————————————–
kiss
By roxana on gen 30, 2009
E vai con la saga della retorica.
Nessuno si ricorda lo scherzo telefonico di Libero a Mino Reitano che si prostrava alla voce di uno pseudo Berlusconi?
Se Italia Italia e’ cultura musicale io sono Santa Maria Goretti.
Per me Mino Reitano rappresenta quell’italiano che mai mi e’ piaciuto, altro che umilta’ e semplicita’.
Posso piangere per Faber o per Gaber , ma lascio a voi i cori da prefiche.
Non e’ che la morte cambia la gente, cosi’ come nemmeno la vita, mai in toto almeno.
Come diceva un mio amico mezzo folle, il male del mondo sono i cretini che si credono geni.
E che lo governano pure, aggiungo io.
By Rulando on gen 31, 2009
Roxana me lo ricordo eccome, e quella volta ebbi proprio l’impressione che fosse un lecchino da competizione…
Ciao
By roxana on feb 1, 2009
ah ecco grazie rulando, e’ che col tempo i ricordi si confondono e la memoria latita, per cui poi mi so’ detta sta a vede’ che ho sparato alla croce rossa…
merci della conferma
By Amelie on feb 1, 2009
certo Rulando
detto da te che sembri il cane
al giunzaglio di Travaglio e company-
come hai dimostrato da anni-
ormai.
non sai forse che competere
fà parte degli sciocchi.
a roxi
dico lascia che gli altri
la pensino diversamente.
non è obbligatorio
pensare tutti allo stesso modo.
kiss
By roxana on feb 1, 2009
casomai lo deve dire Diego, Amelie, al di la’ di perle e ostriche
scusami ma io le mie gelosie le ammetto, tu no
By roxana on feb 1, 2009
e ora fate come vi pare, pubblicate o no, o reggetevi la coda all’unisono, vo a scrivere di stupro, che mi pare tema assai piu’ pregnante.
bye
una ross inka
By roxana on feb 1, 2009
mi pubblichi a rate, teso’?
By Refrattario on feb 1, 2009
Wow! Che belli che siete, davvero in splendida forma, anche nelle schermaglie finali. Mi piacete proprio tanto tutti quanti da Diego in giù (ovviamente in senso di successione temporale dei post) e leggervi così di seguito dopo 10 giorni di assenza mi interessa e mi emoziona quanto la lettura di un capitolo di un bel libro.
La storia di Fazioli, Cinzia, è di quelle che ho bisogno di leggere ora. Ti consiglio ‘La chiave a stella’ di Primo Levi.
Ecco un assaggio:
Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra.
Roxana, ricordi ‘amici miei’ e i loro mitici cori a ‘cappella’? Uno constatava con affetto che:
L’è morto un bischero! tapum!
Siamo tutti bischeri e tutti prima o poi moriamo. La miglior fortuna è che rimanga in vita qualcuno che si ricordi bene della nostra coglioneria e salvi la nostra memoria da balle e retorica. Facendo gli scongiuri, dovessi morire, puoi occuparti tu, per il settore Internet, di ricordare a tutti il grandissimo cazzone che ero?
Ero a Napoli sapete? Per la prima volta. Vi racconterò poi ma una cosa la dico subito. L’unico napoletano stereotipato che ho incontrato è un cane di nome Aroon di notevole stazza e proporzionata intelligenza ‘criminale’ votata al furto con destrezza. In diverse occasioni ho dovuto constatare la mia incapacità a rimproverarlo per cappellini masticati e attrezzature sottratte con la pinza formata dai suoi agili canini. Al suono duro della voce Aroon apriva enormi occhioni neri facendone scivolare gli angoli esterni verso il basso in un ottima interpretazione canina della maschera di pulcinella ma con un cialtronesco ottimismo ancora a vibrare nella coda. Ciao a tutti.
By Amelie on feb 1, 2009
Brava Roxi-
ottimo-
oggi ho avuto conferma di quello che sei-
ora lo hai detto
ti faccio un applauso-
grazie
dimenticati di me-
sennò apro il tuo di armadio-
chissa quanti bei scheletrucci
che hai,sicuramente non hai neanche un guscio
di lumaca.
grazieeeeeeeee
By roxana on feb 1, 2009
refrattario ci stavo pensando sai sotto la doccia, in tempi di recessione, una nuova professione potrebbe essere scrivere necrologi ed epitaffi, non la solita retorica, ma qualcosa di spiritoso, che tanto latita.
Comunque tra mici, cani, galline, ci vuole anche l’aspide no?
By Rulando on feb 1, 2009
Amelie?!? Potrei anche non commentare, data la pochezza del tuo intervento, ma siccome la stronzata è megagalattica preferisco farlo:
Lecchino è chi, per definizione, pur di ottenere favori, compensi, lavori ecc. ecc., si abbassa a leccare il culo ai potenti di turno.
Premesso che, quando Travaglio e company (come dici tu) dicono qualcosa che non condivido sono il primo a criticarli(ad esempio mi sono trovato in totale disaccordo con Marco quando parlava del conflitto di Gaza), essere QUASI sempre d’accordo con ciò che scrivono è un reato? Quali vantaggi ne traggo secondo te? Ottengo forse dei compensi, un lavoro, una poltrona, un riconoscimento da loro? Certo che no, quindi evita in futuro di scrivere certe belinate.
Avrò 1000 difetti, ma leccaculo proprio non lo sono…
P.S.
Quale competizione d’Egitto?!?
By roxana on feb 1, 2009
mi spiace per te amelie, ma non ho ne’ segreti ne’ scheletri, ne’ mariti, io.
Lascio i sogni virtuali o letterari a chi non si accontenta della realta’, la mia realta’ e’ quella che e’, ma non rincorro nessun sogno io, ne’ scrittori.
Pero’ ho qualcuno che mi fa compagnia, anzi piu’ d’uno, al di la’ della rete, e pur nella mia solitudine mai mi sono sognata anche solo di pensare che si parlasse di me in racconti letterari.
Il re e’ nudo e non ci sono regine.
Auguri di buona vita.
By Refrattario on feb 2, 2009
Signore, signori, trovo alquanto scortese da parte vostra aggirare il mio pur goffo tentativo cerchiobottista di stemperare il conflitto, non sono uso al cerchiobottismo anzi aborrro! e se mi sacrifico a cerchiobottare vorrei non fosse ignorato l’intento pacificatore che mi spinge, cazzo…
By alf on mar 5, 2009
Belin,
mi fai venire in mente qudo da ragazzino risparmiavo i soldi della benzina per comprare i libri….
Alf