Cattivi propositi

Cattivi propositi, per una volta cominciamo l’anno così. Cattivi propositi, malizie, disappunto programmato, calendarizzare gli errori. Di buoni propositi non se ne può più,  non si mantengono, a febbraio son già belli che dimenticati, tanto vale incaponirci e far le bizze da subito. Dunque, io ingrasserò ventisette Kg, tenterò di fumare un pacchetto in più, parlerò con la bocca piena, non solo poserò i gomiti a tavola ma ci danzerò sopra con gli spaghetti in mano; (a tratti rutterò, soprattutto durante le cerimonie ufficiali e quelle funebri). Diventerò, se possibile, ancora più scorbutico, bisbetico, polemico. Litigherò anche coi santi. Il primo che mi dice buongiorno lo meno. Per un Salve! sparo. Che altro? Ruberò sottilette kraft e ciauscolo nei supermercati, suonerò il clacson a distesa, darò sempre la colpa a te, e non mi taglierò le unghie per un anno. Mi lamenterò di tutto e con tutti. Chiederò l’elemosina ai mendicanti. Dirò che Israele fa benissimo a lanciar bombe sulle scuole, che i serial killer sono il sale della vita, e Bush è stato il miglior presidente che gli Stati Uniti abbiano mai avuto. Farò battute sul colore della pelle, organizzerò una crociata contro i gay, cercherò di diventare amico di Totò Riina su Facebook, e scipperò i pensionati per vedere l’effetto che fa.
Dimenticavo: abbandonerò i figli al loro triste destino; toserò il mio cane e venderò i peli per farne una coperta, poi lascerò il cane nudo sul Monte Bianco; irromperò negli ospedali gridando “A fuoco! A fuoco! Sloggiare immediatamente! Chi rompe la flebo, sarà umiliato di fronte a tutti!” E poi, e poi…L’elenco dei cattivi propositi che mi sono appuntato per il 2009 è infinito, dalla A di “Annientarsi fisicamente e psichicamente” alla Zeta di “Zingaro (Come dar fuoco a)”. Letto, firmato, sottoscritto. A questo punto, ogni cosa che si depenna, è un bene.
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  1. 41 Risposte to “Cattivi propositi”

  2. By cinzia on gen 8, 2009

    E’ questa la casa di un poeta,si mi ricordo, sulla libreria penzolano il libri, beh, si i libri. A terra sulla coperta di peli di cane ha dormito il poeta, rannicchiato, infreddolito. Nel suo silenzio ha tessuto le parole che diventavano urli che spaccavano il vetro oramai sudicio.
    L’aria entra gelida, fa male,ma rende vivi.
    La mia stima, il mio affetto a un poeta.

  3. By Mimma on gen 8, 2009

    http://www.boston.com/bigpicture/2008/12/the_year_2008_in_photographs_p.htmlo

    Tanto ormai apparteniamo al genere disumano.

  4. By Riccardo Brero on gen 8, 2009

    Ciao Diego
    che bellezza rileggerti….
    ….con tutto il mio cuore
    un abbraccio

  5. By Riccardo Brero on gen 8, 2009

    Mimma non riesco a leggere quello che hai postato,mi dice pagina non trovata.
    Ciao

    Cinzia sono contento che sei tornata regolarmente.

    Sperando nella fine dei bombardamenti

    http://www.youtube.com/watch?v=hei7gnUrjSI

    Ciao

  6. By Amelie on gen 8, 2009

    Già i buoni propositi
    sono come le frittelle di Carnevale
    le bugie,
    non solo hanno le gambe corte,ma sono irrealizzabili,
    ho smesso di darmi propositi,
    credo nei matti dichiarati,
    sai ,pensavo oggi al tuo post 24 nero
    c’è molta differenza tra uno scrittore
    e un assassino
    stanno tutti e due sulla stessa riga,
    sottile
    uno crede nel pensiero libero
    l’altro nel sangue
    e ci nuota .
    posso darti il Buongiorno?
    kiss:)

  7. By roxana on gen 8, 2009

    cade a fagiuolo – notasi il trittongo – con quel che ho scritto oggi, frutto notturno di una conversazione folle con un matto consapevole.
    Mo’ v’ammorbo, che e’ piu’ appagante d’er volemose bene.
    Se nun ve frega, saltate a pie’ pari, e questo e’ il ballo della rana.

    Proviamo a fare una disamina di Internet quindici anni dopo.
    Esiste la sindrome da Internet?
    Alcuni psichiatri potrebbero rispondere di si’, e’ vero che Internet puo’ dare assuefazione, almeno all’inizio, come qualsiasi droga che provoca astinenza, ma non piu’ e non in modo talmente differente da un romanzo o da un film.
    Mi spiego.
    La gente ha bisogno di sogni, se non e’ in grado di crearseli da sola, se non riesce a reinventarsi la vita, la relazione di coppia o vincere la noia, l’abitudine, la consuetudine.
    Ecco allora che giunge Internet, servita su vassoio d’argento.
    A Bologna si dice non e’ tutto oro quel che luccica, e in effetti vale anche per Internet.
    La gente vive doppie identita’, proietta immagini aspettative, miraggi di cio’ che vorrebbe essere o trovare.
    Ma la letteratura, il cinema il teatro, abbondano di personalita’ schizofreniche, paranoiche, che si dissociano, talvolta in maniera lancinante, tra Dr. Jeckill e Mr. Hyde.
    Per cui ci si ritrova in parole scritte, o recitate da copione, o interpretate distortamente, riferimenti a se stessi, associazioni di idee al proprio universo minimale, pseudo allucinazioni da peyota messicano.
    Internet e’ anarchia, caos, alcool, fumo, sesso, liberta’ nel senso piu’ assoluto, palcoscenico di verita’ e finzione, misticismo e pragmatismo, miele e fiele.
    Quante volte la gente ha pensato, espresso, leggendo un libro, guardando un film, ecco vedi parla di me, ecco senti pare la mia storia, ecco sono io.
    L’Io, Internet e’ egocentrica.
    L’ombelico del mondo, concentrati su stessi, diviene cordone ombelicale, con la madre terra, la dea vestale accogliente o adirata, la mamma che temi che ti punisca, e rifugio nel quale vorresti perennemente rientrare.
    Internet e’ la chioccia dei pulcini.
    E fustigatrice inflessibile.
    Puoi vederci il male il bene il sacro il profano, neuroni ormoni istinti pulsioni, cerebrale virtuale, isola montagna mare, oceano nel quale perderti, riaffiorare, o annegare.
    Internet e’ un monolite.
    Accresce, amplifica la percezione del se’, la megalomania, il senso di appartenenza comunitario a cio’ che non esiste, la potenza del fare dilatarsi dell’espandersi, possedere un mondo che non c’e’.
    Sino all’impatto micidiale letale, col reale.
    Esci dalla dimensione immaginata, fantasy matrix, mio tesssoro, e rientri nei tuoi problemi irrisolti, il tempo il lavoro il sociale la relazione.
    Dottore mi aiuti, mi smarrisco mi ritrovo mi riperdo non mi trovo.
    La cura il distacco.
    Da qualsivoglia romanzo, film, opera teatrale, entri nel quadro esci dal quadro, sei un dettaglio, un particolare, non il protagonista.
    Vivendo la gente, anche quella conosciuta in Internet.
    Ti accorgerai di quanto di umano, fragile labile, difettoso e poco peccaminoso, c’e’ su quel pianeta megagalattico, perfetto poiche’ creato a tua immagine e somiglianza, che chiamasi Internet.

  8. By rom on gen 8, 2009

    finalMENTE!:o)
    adesso devo uscire….ma ‘ndo vai…pe’ lumache?= dopo scrivo,
    e intanto :o *

  9. By gavino on gen 8, 2009

    E no! Roxana… proprio non ci sto!
    Non è il web il problema, ma sta dentro di noi, nel come interagiamo con quanto ci è dato manovrare, che sia un libro o un film oppure un file o un sito, un fucile o un fiore, una carezza o uno schiaffo, un morto israeliano o un morto palestinese e via via storeografando secoli di storia si ritorna sempre a noi, uomini o donne non importa, non esiste differenza alcuna, a seconda dell’agglomerato culturale che ci rappresenta in quel momento reagiamo in modi differenti, ma il problema rimaniamo noi “umani”, che ormai siamo costretti ad un adattamento evolutivo anomalo e lo subiamo, chi più chi meno velocemente, inermi ed eternamente erranti. Sono un essere giusto? Quanti errori sono ammessi? Quali errori sono ammessi dalla ragione di crescere, dal diritto di evolvere? Tonellate di filosofìa non hanno ancora raggiunto “lo scopo”, non sappiamo neanche qual’è lo scopo di una esistenza, e ci soffermiamo adorati a contemplare chi della sua vita riesce a farne un capolavoro, ma in pochissimi hanno la volontà, la tenacia e la forza di fare lo stesso oppure abbandonano alla vista della, spesso ricercata assiduamente, prima crepa nella vita dell’essere adorato; l’equilibrio resta sospeso fra il sapersi accontentare e il non averne mai abbastanza, sentirsi arrivati è un capolinea che sa di funerei incensi dei quali non percepiamo fragranza, camminerò per questo sino al mio ultimo giorno perchè dopo ogni meta ce ne sia sempre un’altra, con le mie colpe sempre nel bagaglio a ricordarmi che, anche con esse, quella è per ognuno la propria individuale perfezione. L’esempio migliore risveglia i migliori propositi solo in chi li sa riconoscere, ad altri sfugge impalpabile, internet diventa una scusa, un facile alibi…

  10. By roxana on gen 8, 2009

    chiamale lumache ao’

  11. By roxana on gen 9, 2009

    ok momento serio :)
    ma difatti gavino concordo, non per nulla ho fatto riferimento a internet, cosi’ come a un libro o ad un film, il problema, se problema c’e', e’ come si vivono le cose, con quale valenza, ma soprattutto quanto investimento, in termini emotivi.
    La domanda e’ se il gioco vale la candela, se la risposta e’ si’ proseguire, se no si cambia direzione.

  12. By rom on gen 9, 2009

    ho CAMBIATO idea e mi va di seguire l’esempio di Cettola Qualunque:
    ” ‘ntu u culu” al 2009 e a tutto quel che volevo dire che è evaporato&esploso come le bollicine dello champagne…come vecchie e stanche bolle di sapone.
    La saturazione mi ha colta di sorpresa, come sempre, Brutta come un dolore all’improvviso e ricca di voglia di correre via.
    Stateve buooon’

  13. By Mimma on gen 9, 2009

    per Riccardo e tutti voi:
    scusate l’errore.
    Avevo trovato una pagina interessante che con delle immagini riassumeva ed esaltava il meglio e il peggio che l’umanità ha dato nel 2008.
    Provate a cercare
    DIENNETI nel motore di ricerca; nella pagina di apertura cliccate sulla voce FOTO DEL 2008,PARTE 1-2-3.
    http://www.dienneti.it/

    Auguriamoci di collezionare foto più umane nel 2009.
    Un abbraccio.
    Scusate il ritardo con cui rispondo,ma non ho ancora acquistato un nuovo pc,pertanto mi arrangio con quello della scuola, con quello del centro internet o con quello di amici e parenti.

  14. By cesare on gen 9, 2009

    non ho più la speranza
    ho cominciato troppe cose
    mai finite
    quanta passione delusa
    poi improvvisamente ho capito
    l’importanza delle cose a metà
    un giorno tutto ritornerà utile
    come le gocce d’acqua che incontrano l’acquifero e da qui risalgono e portano la vita dove prima c’era il deserto.
    cesare

  15. By Riccardo Brero on gen 9, 2009

    Grazie Mimma,
    le foto sono meravigliose e terrificanti,
    alcune ti gelano,altre ti scaldano,altre ti incendiano l’anima.

    Grazie un abbraccio

    Grazie refrattario per le notizie dall’interno
    Sperando nella fine del conflitto lo so che è banale

    Pitzinnos in sa gherra
    http://www.youtube.com/watch?v=TqFSA2jV0Hk

    Scritta dai Tazenda con De andrè
    Ciao

  16. By Riccardo Brero on gen 9, 2009

    Testo e traduzione
    Pitzinnos In Sa Gherra
    (Testo e Musica: L. Marielli e Fabrizio De André)
    Si ses de mutria mala,
    morigande in sos pensamentos,
    lestra de su grecu s’ala
    ispinghet ecos de lamentos,
    brincas sos trabentos,
    ei bessi dae su ludu,
    puru si non as a ottènner bantos
    proa a dare un’azudu.
    No iscurtes sas muidas,
    lassa puru sas peàdas.
    Sa tristessa commo est luida
    e de realidade aundàda.
    Arantzos in bucca a sos pitzinnos
    a sa muda in sa rena setzidos,
    fusileddos in sa pala,
    pedras in sa bertula,
    issos cherent una terra:
    pitzinnos in sa gherra.
    Su destinu in sos isteddos
    (falet subra a sos piseddos)
    est drommende a bentre a chelu
    (un’ateru chelu pro lentolu).
    Tue brinca sos trabentos,
    ei bessi dae su ludu,
    puru si non as a ottener bantos
    proa a dare un’azudu.
    Fintzas a cando sa pena
    su mundu in sas manos at aere
    ischidaticche in bona lena
    fortzis gia giuches su chi cheres.
    Arantzos in bucca a sos pitzinnos
    a sa muda in sa rena setzidos,
    fusileddos in sa pala,
    pedras in sa bertula,
    issos cherent una terra:
    pitzinnos in sa gherra.
    Trenta, quaranta, cinquanta:
    mitragliatrice cànta
    a tenore; tutti seduti giù per terra…
    Quaranta, cinquanta, cinquantuno
    ferite di coltello
    nel cuore.
    Pitzinnos… pitzinnos…
    pitzinnos in sa gherra.
    Traduzione dal sardo: “Bambini Nella Guerra”
    Se sei di cattivo umore,
    rimestando nei pensieri,
    e la veloce ala del grecale
    spinge echi di lamenti,
    evita i precipizi,
    esci dal fango,
    anche se non otterrai alcun riconoscimento
    prova a dare un aiuto.
    Non ascoltare i fruscii
    lascia pure le impronte.
    La tristezza adesso è redenta
    e di realtà inondata.
    Arance in bocca ai bambini
    in silenzio nel terriccio seduti,
    fucilini in spalla,
    pietre nella bisaccia,
    loro vogliono una terra:
    bambini nella guerra.
    Il destino nelle stelle
    (scenda sopra ai bambini)
    sta dormendo a pancia all’aria
    (un altro cielo per lenzuolo).
    Evita i precipizi,
    esci dal fango,
    anche se non otterrai alcun riconoscimento
    prova a dare un aiuto.
    Fino a quando il dolore
    avrà il mondo nelle mani,
    svegliati di buona lena
    forse hai già quello che vuoi.
    Arance in bocca ai bambini
    in silenzio nel terriccio seduti,
    fucilini in spalla,
    pietre nella bisaccia,
    loro vogliono una terra:
    bambini nella guerra.
    Trenta, quaranta, cinquanta:
    mitragliatrice cànta
    a tenore; tutti seduti giù per terra…
    Quaranta, cinquanta, cinquantuno
    ferite di coltello
    nel cuore.
    bambini… bambini…
    bambini nella guerra.
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  17. By domenico porfido on gen 9, 2009

    ciao diego

    magnifica debolezza!

    intanto che cominciamo a depennare qualcosa cerchiamo di dare una mano a obama invitandolo a depennare la pena di morte in quel d’america.

    t’invito e invito quanti “debolmente” credono alla storia e alla forza della coscienza a firmare la petizione di cui a

    http://www.popoliecostituzioni.it/

    yes
    m.

  18. By gavino on gen 9, 2009

    …..nonostante le apparenze, il mio voleva essere per te, e per chi ha “colto”, un “apostrofo rosa”, uno schiaffo invece per chi non si impegna; qualsiasi cosa si faccia, conviene sempre farla bene, col coraggio di abbandonare l’impresa quando si è certi che non darà dei frutti, senza rimpianti o delusioni.
    P.S. Attualissimo il testo dei miei Amici Tazenda… FREE PALESTINE!!!

  19. By Refrattario on gen 9, 2009

    “Per l’occhio infantile il visibile è sempre intessuto di un’invisibile trama di segni dell’anima, tracce dello sconosciuto, richiami ad un senso ulteriore.”(…) “consente da una parte una totale arrendevolezza di fronte al destino, dall’altra una compassione cosmica.”
    (Giorgio Concato-L’angelo e la marionetta. Il mito del mondo artificiale da Baudelaire al cyberspazio)

    “e da ciò che si guardava non ci si sentiva separati, anzi si seguiva la curva dei colli, l’ombra più parca o più densa, come se fossero stati dei movimenti psichici, dei sentimenti appena appena esternati.”
    (Elemire Zolla-Lo stupore infantile)

    “L’archetipo Fanciullo non si manifesta qui nelle note sembianze
    del puer aeternus mercuriale, con i suoi voli verticali, la sua impazienza, la sua autosufficienza narcisistica. Ci riporta semmai più indietro, a quella magica fase aurorale dell’infanzia, prima della costituzione dell’ego narcisistico, quando l’io e il mondo erano ancora prossimi all’unità, e l’interiorità e l’esteriorità si compenetravano in una nebbiolina trasognata”.
    (Susanna Casoni-Natalia Ginzburg ovvero il Grado Zero della scrittura)

    “amare la vita e crederci vuol dire anche amarne il dolore; vuol dire amare il tempo in cui siamo nati e le sue voragini di terrore; e vuol dire amare, del destino, la sua oscurità e la sua tremenda imprevedibilità. E’ tuttavia ancora vero che su un simile pensiero non si può forse costruire nulla; non essendo per verità un pensiero costruttivo, ma una sorta di fuoco che ciascuno accende in solitudine e per conto suo.”
    (Natalia Ginzburg-Dell’aborto in Non possiamo saperlo)

    “Non riuscivamo a dirgli che vedevamo bene dove sbagliava: nel non volersi piegare ad amare il corso quotidiano dell’esistenza, che procede uniforme, e apparentemente senza segreti. Gli restava dunque, da conquistare, la realtà quotidiana; ma questa era proibita e imprendibile per lui che ne aveva, insieme, sete e ribrezzo; e così non poteva che guardarla come da sconfinate lontananze.”
    (Natalia Ginzburg sul suicidio di Cesare Pavese)

    “La scrittura è, in definitiva, a suo modo, un satori; il satori (l’accadere zen) è un sisma più o meno forte (per nulla solenne) che fa vacillare la conoscenza, il soggetto.”
    (Roland Barthes-L’impero dei segni)

    “Penso di capire, e al tempo stesso penso che questa esperienza si addice, appunto, a un maestro zen che ha liberi canali in noi occupatissimi. Noi, grati, ci accontentiamo di queste inquietudini.”
    (Susanna Casoni-Natalia Ginzburg ovvero il Grado Zero della scrittura)

    ho fatto un Blob saccheggiando Susanna Casoni e il suo lavoro (su grafologiabologna.it) che i post di Roxana (perché non vuoi giocare con noi? perché fai la grande? Guarda che tanto sei piccolina anche tu! Se il pallone fosse il tuo invece che di Diego ci faresti giocare? secondo me no! :-P ),di Gavino e Cesare (siete molto poco virtuali e chiari, grazie) mi hanno spinto a rileggere con molta più attenzione, cogliendone più essenza, rinunciando alla diffidenza che ho sviluppato verso la grafologia usata come mezzo per indagare la psiche.

    Parliamo di cose serie, ho sentito che parecchi puntano a tirare avanti con le stesse mutande di capodanno sino a ferragosto con cambi di dritto & rovescio e fronte & retro bisettimanali. C’è chi ha deciso di farne tela per una pittura intimista e sulle pastose pennellate di marrone stende delicati gialli. Finalmente una pittura olfattiva dice qualcuno. La merda d’artista di Manzoni e le avanguardie che abbandonarono il pennello per l’enteroclisma e la peretta trovano il giusto riscatto e liberazione, dico io e mi appassiono. Finalmente fuori dai musei e nelle strade ci sarà autentico fermento e col sopraggiungere della primavera e poi dell’estate estate tutti, anche i più distratti, avvertiranno a naso il sopraggiungere di un artista, il profumo dell’arte, perché è l’olfatto il più ancestrale dei sensi. Buona Giornata.

  20. By cinzia on gen 9, 2009

    Depenno totalmente, qundi mi capisco da sola, quel tanto che basta a farcela senza pretese, senza la presunzione d’imparare, tanto non serve a niente capire, forse, ( direbbe Shakespeare) amare, sognare.
    I propositi li fallisco, tutti, mi intralciano il passo.
    Un tarlo però me lo devo procurare, una specie di nevrastenico ossessivo punto da raggiungere, niente rotte, punti nave nella notte , voglio navigare alla deriva verso una stella sprofondata nel buio dell’universo che mi attira.
    Saranno pianeti abbandonati o giardini rigogliosi,non lo posso sapere, a che serve il sapere privato del sentire? Amare il viaggio ancora più della meta, ascoltarne il suono, il divenire e poi giungere giusto in tempo per volare.

  21. By roxana on gen 9, 2009

    lo so che sono grande e piccolina assieme!
    gioco al patto di vincere, detesto perdere, poi di chi sia il pallone non importa, dal 2009 sono sul calcio mercato :)
    ma siccome amo Roma, come Totti, mejo na boccia romana, se de Frascati ancora de piu’ ;)

  22. By cinzia on gen 9, 2009

    BLOG:

    http://www.youtube.com/watch?v=4Xe2Rft62Kg

  23. By Refrattario on gen 10, 2009

    Ti ringrazio Riccardo, anche per Nanneddu meu,
    Non ho i meriti che mi attribuisci, riporto quello che leggo, se ti interessano le analisi lucide sulla società ti consiglio un libro sorprendente, anzi due; Roland Barthes, Miti d’oggi e Claude Levi-Strauss (se lo pronunci Stross, in Italia ti danno una laurea, se l’hai letto una cattedra, se ne cogli le implicazioni la galera) Il pensiero selvaggio.

    Rom, ci sei? Dai ancora la caccia a quelle povere lumachine? ok aspetto.

    Roxy, vuoi farmi intendere in un giuoco di velati sottintesi (anche io ho il trittongo e sotto se guardi bene c’è un palindromo) che il blog di Beppe Grillo sta trattando il tuo acquisto? Io sono fedele ma arrivasse una proposta da Dagospia, non so se resisterei! ;-)

    Ho trovato saputo cose interessanti su Hamas. Ma ormai sarà per domani. un saluto a tutti e un pò di musica.

    I SikitikiS, gruppo di Cagliari prodotto dai Subsonica in una cover di Mina che a Mina è piaciuta:

    http://it.youtube.com/watch?v=Ay3nOdoTB5I

  24. By capricciola on gen 10, 2009

    Buongiorno :)
    Almeno le unghie però si potrebbero mangiare.

    Ciao Diego

  25. By roxana on gen 10, 2009

    refrattario, ne’ grillo ne’ zorro mi avranno, ma cosa mi offri per restare nella squadra? Almeno un bicchiere di buon rosso o una tabaccata come bios comanda :)

  26. By Rulando on gen 10, 2009

    Agnoletto e Ferrero si pronunciano per il boicottaggio, le sanzioni e lo stop ai rapporti commerciali con Israele

    Basta con le stragi di civili a Gaza, l’Onu deve adottare delle sanzioni per fermare Israele. E’ quanto chiede Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc. “Proprio nel giorno in cui il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha trovato un accordo su una risoluzione per chiedere il cessate il fuoco in Palestina, sempre le Nazioni unite hanno denuciato l’ennesima strage di civili compiuta a Gaza da parte dell’esercito israeliano, dove in più di cento civili, ammassati in una casa, sono stati bombardati e uccisi – sotolinea Ferrero -. L’invasione e la guerra lanciata da Israele a Gaza deve fermarsi e subito. Stiamo assistendo a dei veri e propri crimini di guerra e la situazione umanitaria è ormai al collasso. Di fronte alla decisione di Israele di continuare la guerra , nonostante le centinaia di vittime innocenti, la comunità internazionale deve prevedere anche sanzioni per rendere cogenti le sue richieste. Altrimenti, il rischio è che tutto rimanga sulla carta, come accaduto fino ad oggi”.
    “Martedì alle 18 a Strasburgo è stata convocata d’urgenza la commissione Esteri del Parlamento europeo e in quell’occasione chiederemo il boicottaggio dei prodotti israeliani”. A sostenerlo è l’europarlamentare del Prc, Vittorio Agnoletto. “Se qualche altro Stato non avesse rispettato le indicazioni dell’Onu in merito a una tregua dei combattimenti avremmo gia’ sentito Bush definirlo Stato canaglia. Se c’è una lista di Stati canaglia in questa lista c’è anche Israele”, ha proseguito Agnoletto. Sulla manifestazione di oggi indetta a Roma a sostegno dello Stato israeliano “trovo vergognoso – ha sostenuto Agnoletto – che vi partecipino esponenti del centrosinistra. E’ una cosa indecente perchè l’unico striscione che dovrebbero esporre è quello a sostegno del popolo e delle vittime palestinesi”.
    Vittorio Agnoletto presenterà una mozione perchè l’Unione Europea ridimensioni i suoi rapporti commerciali con Israele. Ad annunciarlo è lo stesso componente della Commissione Esteri del Parlamento europeo che ieri sera è intervenuto alla fiaccolata di solidarietà che si è tenuta a Milano. “Il 22 gennaio prossimo presenterò una mozione – ha dichiarato Agnoletto – affinché i rapporti commerciali con Israele non siano più definiti privilegiati dall’Unione europea”. Alla manifestazione è intervenuto anche Luciano Muhlbauer, consigliere regionale di Rifondazione Comunista che ha affermato: “Questa grande partecipazione e’ la risposta dei milanesi che dimostra la futilità delle polemiche riguardanti la manifestazione di sabato scorso. Oggi siamo qui per chiedere la fine dell’assedio di Gaza”.

    http://www.forumpalestina.org/news/2009/Gennaio09/10-01-09AgnolettoFerrero.htm

  27. By Rulando on gen 10, 2009

    Refrattario, se desideri documentarti ulteriormente su Palestina ed Israele ti consiglio questi due link:

    http://www.paolobarnard.info/palestina.php

    http://www.forumpalestina.org/

    P.S.
    Ti ho risposto nel thread “24 nero”

  28. By Amelie on gen 10, 2009

    http://www.youtube.com/watch?v=S7qw75u08S0&feature=related

    Vorrei dedicare un pensiero
    a FABRIZIO che mi manca tanto
    a 10 anni dalla sua morte-
    ma è sempre vicino a me
    come se non fosse mai partito-
    con le sue poesie canzoni
    un bacio a dolce Cinzia
    anche lei ligure
    a tutti quelli
    che mi mancano.
    kiss a tutti.

  29. By cinzia on gen 10, 2009

    I cattivi propositi si dimenticano più in fretta di quelli buoni, bisogna esserci tagliati, è un talento speciale distruggere sempre, in ogni luogo, ad ogni costo.
    Poi ci sono poeti, i migliori sono quelli che sussurrano, appena li senti non li dimentichi più.
    Sono talmente trasparenti che a volte se non fai attenzione e ti lasci trasportare dalla vita non t’accorgi d’averli accanto, sono come angeli che proteggono l’umanità dalla barbarie, dalla volgarità. I poeti cantano, con le parole e con i silenzi i pensieri di tutti, li trasformano, li restituiscono in cambio di niente. E’ rumore del mare la loro voce.

    Un bacio Amelie un unico grande bacio tutto per te.

    http://www.youtube.com/watch?v=sqxsxuHA_8U

  30. By Rulando on gen 10, 2009

    Gaza, Marcos: «Le nostre grida fermano qualche bomba?»
    Hermann Bellinghausen La Jornada
    [8 Gennaio 2009]

    Pubblichiamo, tratto dal quotidiano La Jornada di lunedì 5 gennaio 2009, ampie parti dell’intervento del subcomandante Marcos dedicato alla guerra su Gaza. L’articolo è di di Hermann Bellinghausen.

    Per gli zapatisti, a Gaza c’è «un esercito professionista che sta uccidendo una popolazione indifesa», come ha detto oggi il subcomandante Marcos dedicando un intervento fuori programma alla nuova guerra in corso.
    Il penultimo giorno del Festival Mondiale della Degna Rabbia si è riempito di indignazione per l’attacco contro la Palestina e la
    repressione a Oaxaca avvenuta poche ore prima, con la cattura di 20 persone che partecipavano a una protesta pacifica contro l’invasione di Gaza, davanti al consolato statunitense.
    Nelle prime ore di questa domenica, centinaia di partecipanti al festival, che si tiene alla periferia di San Cristóbal, oltre i sobborghi indigeni di La Hormiga, sono arrivati nel centro della città per protestare contro l’invasione e chiedere la liberazione
    dei fermati della Appo, ottenuta ieri notte. L’inusuale marcia con le torce proveniente dalla Università della Terra ha fatto chiudere le porte agli hotel e ha fatto ricordare ad alcuni coletos [residenti di San Cristóbal, n.d.t.] la prima alba del 1994.

    Nel pomeriggio Marcos aveva detto: «Non molto lontano da qui, in un posto chiamato Gaza, un esercito fortemente armato ed addestrato, quello del governo di Israele, continua la sua avanzata di morte e distruzione. Una guerra classica di conquista. Prima un bombardamento massiccio per distruggere postazioni militari nevralgiche e indebolire i punti di resistenza, poi il
    fuoco intenso di artiglieria sulla fanteria nemica per proteggere l’avanzata delle truppe. Poi l’accerchiamento e assedio alla guarnigione, e l’assalto che conquisti la posizione annichilendo il nemico».
    Sulla base delle foto delle agenzie, ha aggiunto Marcos, «i ‘punti nevralgici’ distrutti dall’aviazione israeliana sono abitazioni,
    capanne ed edifici civili». Allora, «pensiamo che o gli artiglieri hanno una pessima mira o non esistono tali postazioni. Non abbiamo l’onore di conoscere la Palestina, ma supponiamo che in quelle case, capanne ed edifici abita o abitava della gente, uomini, donne, bambini ed anziani, e non soldati».
    Forse, ha sostenuto Marcos, «per il governo di Israele quegli uomini, donne, bambini e anziani sono soldati nemici, e le capanne, case ed edifici dove abitano sono quartieri che bisogna distruggere. Sicuramente i fuochi d’artiglieria che questa mattina cadevano su Gaza erano per proteggere da quegli uomini, donne, bambini e anziani l’avanzata della fanteria di Israele, e la guarnigione nemica che vogliono sconfiggere non è altro che la popolazione palestinese che vive lì, e che l’assalto cercherà di annichilire».
    Con la voce rotta, Marcos ha chiesto: «Le nostre grida fermano qualche bomba? La nostra parola salva la vita di qualche bambino palestinese? Pensiamo di sì. Forse non fermiamo una bomba, né la nostra parola si trasforma in uno scudo blindato», ma probabilmente riesce ad unirsi ad altre e «si trasforma in mormorio, poi in una voce alta e quindi in un grido che si senta a Gaza. Noi zapatisti e zapatiste dell’Ezln sappiamo quanto sia importante che in mezzo alla distruzione e alla morte si sentano parole di incoraggiamento».
    Per il resto, secondo l’analisi di Marcos, «il governo di Israele dichiarerà di aver inferto un duro colpo al terrorismo, occulterà al suo popolo la dimensione del massacro e i produttori di armi avranno ottenuto un guadagno economico».
    Il popolo palestinese resiste, deve sopravvivere e continuare a lottare, ha detto il portavoce zapatista. «Forse un bambino o una bambina di Gaza sopravviveranno e cresceranno e con loro cresceranno il coraggio, l’indignazione, la rabbia; forse diventeranno soldati o miliziani, forse affronteranno Israele e là in alto scriveranno allora sulla natura violenta dei palestinesi, faranno dichiarazioni di condanna di quella violenza e si tornerà a discutere di sionismo o antisemitismo. Nessuno chiederà chi ha seminato quello che sta raccogliendo».

    (Traduzione del comitato Maribel di Bergamo)

  31. By roxana on gen 10, 2009

    grazie rulando
    io mi sono rotta le ovaie di poeti sussurranti, preferisco uomini con le palle che gridano come Marcos.

  32. By Germano costa on gen 10, 2009

    già,
    vuoi ingrassare…sapessi quanti problemi si ha quando si è grassi! Oggi vorrei trattare brevemente del modo di comportarsi anche se…quando si è grassi… Non ho difficoltà a confessare di essere anche io un “grasso”,o grosso,come alcuni mi dicono. Tra i sogni ricorrenti sogno di essere un magro,proprio come lo ero circa quattro lustri fa, ma di questa mia volizione onirica ti parlerò magari tra qualche lustro sempre che tu non abbia già tirato,diventando grasso, le famigerate cosidette “cuoia”. D’altronde,anche se sono grosso leggo anche romanzi, adopero l’auto, vado a vedere film comici e a luci rosse. non posso salire sull’autovolante,o sopra i mezzi che cavalcano le montagne russe. Ora penso a… ho potuto ripetutamente notare come, da quando sono grosso, ci si comporta come viene viene, e anche spesso sgarbatamente, con un impaccio che, a ricordarlo da svegli, fa arrossire.
    Se si pensa alle persone come me, non confondere con chi è solo sù di peso, quanti sogni dignitosi ed eleganti noi,non tu, facciamo. i nostri al confronto dei vostri sono inezie, bazzecole da bancarella di mercatino rionale. Robba che non oseresti pensare,un pò come i sogni dei bambini.forse lo siamo ma…molte volte con dolore…
    E’ ormai noto, giacché giornali, radio e televisioni ne hanno fatto materia di indiscreta volgarizzazione, che i nostri corpi sono il risultato di questa vostra società e della nostra mente. Non posso sottacere il fatto che si va diffondendo una idea dei grassi,quale io sono, secondo la quale noi siamo ciò che mangiamo…secondoalcuni,iostesso gli houditi, noi non saremmo ben educati, forse da difficili tomi, al culto affine del cibo. se da un lato questo è un’ulteriore difficoltà degli attuali consumatori di benzina, magri,a comprenderci, mi pare sia una indicazione ontica nei nostri confronti che non ha nulla a che vedere con un galateo che voi cultori delle buone alimentazioni avete creato. se poi pensi alle immagini che spesso mendico del mio passato, e specialmente al comportamento che hanno i cosidetti magri credo che preferisco quasto mio assurdo stato.
    Detto con fermezza siamo giocattoli che nessuno vuole permettersi,nessuno o pochi vorrebbero.Ma ormai, se ci pensi bene,non è questo il punto.Ad ogni buon conto, il 2009 sarà un 2008 invecchiato , decaduto, che no ha nulla da dire. Sarà un anno formato da giovani che non hanno ancora esperienza e da vecchi\e che non l’hanno mai avuta, e da gatti, che si faranno rincorrere dai cani, che si imparenteranno con i topi. Non so se qualche speranza sia da riporre nei topi femmina, ma io visto l’andazzo, non vedrei alcun motivo per fare lo schizzinoso. Spero solo che i topi femmina non siano schizzinose e che non detestino i topi grossi.

  33. By alma on gen 11, 2009

    In memoria

    Si chiamava
    Moammed Sceab

    Discendente
    di emiri di nomadi
    suicida
    perché non aveva più
    Patria

    Amò la Francia
    e mutò il nome

    Fu Marcel
    ma non era Francese
    e non sapeva più
    vivere
    nella tenda dei suoi
    dove si ascolta la cantilena
    del Corano
    gustando un caffè

    E non sapeva
    sciogliere
    il canto
    del suo abbandono

    L’ho accompagnato
    insieme alla padrona dell’albergo
    dove abitavamo
    a Parigi
    dal numero 5 rue des Carmes
    appassito vicolo in discesa

    Riposa
    nel camposanto d’Ivry
    sobborgo che pare
    sempre
    in una giornata
    di una
    decomposta fiera

    E forse io solo
    so ancora
    che visse
    (Ungaretti)

    ..ops … un sussurro!… per “par condicio” la prossima, un discorso di Umberto da Pontida che oltre le palle, ce l’ha anche duro …

  34. By Rulando on gen 11, 2009

    Di niente Roxana ;)

    Girotondo di De Andrè…
    Ciao, indimenticabile Faber!

    http://it.youtube.com/watch?v=XyPDCkNNKao&feature=related

  35. By roxana on gen 11, 2009

    OLTRE IL MITO DEL FANCIULLINO.

    Ma tu ti sganci il candido corsetto,
    o bionda Rosa. Fuori è chiaro il sole,
    e due colombi tubano sul tetto

    Ti slacci il busto. Odore di vïole
    bianche è nell’orto. Oh! lascia come prima.
    Bello è come è. Non altro fior ci vuole.

    Ci son due bocci ch’hanno il rosso in cima.

    Non chiudere entro il bianco petto, o Rosa,
    il fior del sonno. Non la notte e il giorno
    costì si veglia e mai non si riposa?

    Ma senti a un tratto scalpicciare intorno
    alla tua casa… Ora le lievi trine
    tu lieve agganci, ed il corsetto adorno

    richiudi, a un grido delle tue vicine.

    Giovanni Pascoli

    Testo tratto da: Giovanni Pascoli, Nuovi Pometti, I filugelli, Canto primo, Zanichelli, Bologna 1909

  36. By cinzia on gen 12, 2009

    Poi in fondo poco importa quale sia l’intento, la ragione che spinge a fare quel salto nel vuoto per provare almeno a volare oltre se stessi oltre tutto.
    Poco sarà la paura o la voglia di cancellare l’orrore che ognuno ha dentro di sè, quello che resterà sarà quel brivido di staccarsi dalla terra, dal fango e sperare che aldilà di quella paura sia solo un volo infinito verso il desiderio di un sogno che non diventerà mai realtà.

    http://www.youtube.com/watch?v=O_FH3GT8BZw

  37. By maddalena on gen 12, 2009

    “Jamin-a non è un sogno, ma piuttosto la speranza di una tregua.Una tregua di fronte a un possibile mare forza 8, o addiritura ad un naufragio.Voglio dire che Jamin-a è un ipotesi di avventura positiva che in un angolo della fantasia del navigante trova sempre e comunque spazio e rifugio”Fabrizio de Andrè.

    Che emozione rivedere e risentire Cristiano de Andrè ieri sera.Gentile,dolce,poetico,e sopratutto ottimo musicista.la più grande soddisfazione di un padre è vedere suo figlio felice. Troppa gente pensa che essere figlio di… semplifichi la vita

  38. By Riccardo Brero on gen 12, 2009

    “Un uomo senza sogni,senza utopie,senza ideali,sarebbe un cinghiale laureato in matematica pura”

  39. By Riccardo Brero on gen 12, 2009

    Scusate siccome sono un genio della tecnologia ho cliccato sbagliando.
    Lo so che lo sapete ma la frase è di Fabrizio De andrè e mi piace molto.
    Ciao
    http://www.youtube.com/watch?v=_RFOdJmBlz8
    Qui c’è Fabrizio

  40. By Mimma on gen 12, 2009

    Ieri sera sono andata al cinema;
    ho visto GALANTUOMINI di Edoardo Winspeare.
    E’ un film ambientato nel Salento e questo mi incuriosiva molto; effettivamente è stato divertente sentire il proprio dialetto sullo schermo, tanto che non mi sono sentita molto spettatrice, ma piuttosto immersa nella realtà cinematografica.
    E’ stato emozionante rivedere le scene anni ‘60 della propria infanzia:particolari,dettagli che guardati oggi acquistano un valore più poetico: i giochi sulla “lamia” tra il rosso dei peperoncini stesi al sole; piacevole vedere qualcosa di molto familiare : le coste,gli ulivi; i viali e i negozi di Lecce,le sue porte,le sue chiese, i suoi balconi,gli interni importanti dei suoi palazzai.
    Ammirevole la bravura dei protagonisti(Donatella Finocchiaro e Fabrizio Gifuni),soprattutto nella scena finale: due mondi,due esistenze,due anime costrette a dividersi,ad allontanarsi,subito dopo essere riusciti finalmente a viversi con passione, con gioia, con amore; il tutto raccontato attraverso un incatenarsi e uno sciogliersi di sguardi.
    Il resto,purtroppo,è sacra corona unita,violenza,sangue,droga,lotta,morte.

    P.S. Ho gustato molto anche le croccanti sfogliatine di patate offertemi dall’Anna.

    Ciao.

  41. By Refrattario on gen 12, 2009

    By gavino on Gen 8, 2009

    Il problema sta dentro di noi, nel come interagiamo con quanto ci è dato manovrare, che sia un libro o un film oppure un file o un sito, un fucile o un fiore, una carezza o uno schiaffo, un morto israeliano o un morto palestinese e via via storeografando secoli di storia si ritorna sempre a noi, uomini o donne non importa, non esiste differenza alcuna, a seconda dell’agglomerato culturale che ci rappresenta in quel momento reagiamo in modi differenti, ma il problema rimaniamo noi “umani”, che ormai siamo costretti ad un adattamento evolutivo anomalo e lo subiamo, chi più chi meno velocemente, inermi ed eternamente erranti. Sono un essere giusto? Quanti errori sono ammessi? Quali errori sono ammessi dalla ragione di crescere, dal diritto di evolvere? Tonellate di filosofìa non hanno ancora raggiunto “lo scopo”, non sappiamo neanche qual’è lo scopo di una esistenza, e ci soffermiamo adorati a contemplare chi della sua vita riesce a farne un capolavoro, ma in pochissimi hanno la volontà, la tenacia e la forza di fare lo stesso oppure abbandonano alla vista della, spesso ricercata assiduamente, prima crepa nella vita dell’essere adorato; l’equilibrio resta sospeso fra il sapersi accontentare e il non averne mai abbastanza, sentirsi arrivati è un capolinea che sa di funerei incensi dei quali non percepiamo fragranza, camminerò per questo sino al mio ultimo giorno perchè dopo ogni meta ce ne sia sempre un’altra, con le mie colpe sempre nel bagaglio a ricordarmi che, anche con esse, quella è per ognuno la propria individuale perfezione. L’esempio migliore risveglia i migliori propositi solo in chi li sa riconoscere, ad altri sfugge impalpabile.”

    Ciao Gavino, ho tagliato via le sbarre.

  42. By rom on gen 13, 2009

    per Refrattario:
    c’ero, ma non riuscivo a dirlo…o c’ero ma non m’andava di esserci. comunque Grazie per avermi cercata.

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