Cartolina dal deserto -di Jack Folla

Hola hermanos! È l’albatro invisibile che vi lancia il suo richiamo. Ci hanno tolto il microfono, non c’è una radio né una tv in Italia che abbia avuto le palle e il cuore di far parlare un uomo solo, sia a destra che a sinistra (dico bene, Radio Capital? Mtv? La 7?). Uno di loro ha commentato: «E’ ingovernabile». Poi mi ha scritto: “Spiacenti, non è il nostro target”. Lo so, sono senza target, come i motorini di una volta. E questi generali della comunicazione hanno sbagliato mestiere: dovevano fare il vigile. Ormai in Italia quando vedono passare un’idea la sbattono dentro. Se non sei protetto da un gruppo di potere, che si chiami Raiset o Repubblica-L’Espresso, gettano la chiave. Per cui, fratelli, il prossimo di voialtri che mi scriverà per la millesima volta «Perché non torni in radio, Jack? Perché ci hai abbandonato?» dovrà scrivere col gessetto per 100 volte alla lavagna “Sono un asino, perché non ho ancora capito che nel mio Paese, se non sei allineato, ti è proibito l’accesso a qualunque network radiotelevisivo nazionale”.
Si chiama dittatura mediatica: ti lasciano pubblicare un libro (tanto non vendono un cazzo) o una fiction (realtà romanzata) ma se soltanto ti azzardi a scrivere senza filtri quello che pensi, liberamente, delle torbide trame del tuo Paese, persino su un giornale di periferia, sei disturbante, crei problemi al manovratore, fai invidia e rabbia, (perché la libertà altrui, in Italia, gli manda il sangue al cervello) e quelli stessi che ti avevano fatto accomodare dalla porta (solo per vendere qualche copia in più) ti spingono gentilmente fuori dalla finestra. Con meno chiasso possibile. Con un silenziatore in bocca. E senza che nessuno se ne sia accorto. A volte, neanche i miei fratelli, che magari pensano che a L’Unità mi fossi stufato di collaborare.
Sveglia, hermanos! Dopo Facebook non ci resteranno che i segnali di fumo o l’alfabeto dei sordomuti quando ci incroceremo per la strada. Perché se è vero che nessuno è un martire (tantomeno quelli che fanno i martiri di professione a un milione d’euro l’anno di minimo garantito) è altrettanto vero che qui nessuno è fesso. Durante l’occupazione nazifascista, almeno, c’era Radio Londra. Oggi nemmeno quella. Ma se come uomo sono un po’ provato (e sto spesso in riparazione dal meccanico) in quanto albatro ho più vite di un gatto e metamorfosi infinite, e questo grazie a tutti voi: da latitante a zombie, da zombie a invisibile. E un albatro invisibile non c’è cacciatore che lo tiri giù. Hai voglia a oscurarlo. È già invisibile di suo.
Con la libertà è lo stesso. La libertà è come un gas. Puoi sigillare tutte le porte e le finestre del Paese, puoi imbambolare milioni di persone davanti alla tivù, puoi alzare il volume al massimo, ci sarà sempre un invisibile spiffero di libertà che s’insinuerà da una piccola crepa, e un uomo con un cerino in mano che ci soffierà sopra. Internet, per esempio, è già pieno di crepe. Una è questa, e ci sto facendo capolino. E noi per la libertà siamo cani da tartufo, giusto? Appena ne avvertiamo l’aroma, scaviamo e la troviamo. Un esempio? Me ne stavo volando da solo nel cielo gelato. Poi ho avvertito qualcosa, come un filo di fumo dal sapore dolce e antico, o di pane fresco fate voi, che proveniva da un minuscolo falò nel deserto delle libere opinioni. Sulla sabbia ho letto “Movimento degli Invisibili”. Intorno al fuoco non c’erano che una mezza dozzina di persone. Dei clandestini -ho pensato- vagabondi come me. Mi sono appollaiato su una palma, lì accanto. Mi sono sembrate voci familiari. Uno ha detto: «Fondiamo il Partito Che Non C’E’». Ma che stronzata, ho pensato, però mi faceva simpatia, così mi sono avvicinato. Sono un albatro e, quando cammino sulle tolde delle navi, ho un’andatura buffa, sembro un commendatore con i piedi piatti. Figuratevi sulla sabbia. Ero goffo e invisibile eppure loro mi hanno visto e rispettato. «Ciao Jack! Siediti con noi, sei stanco.» Così abbiamo iniziato a parlare sotto le stelle e, come in sogno, dalle dune ne sbucavano altri, prima disorientati, attoniti, poi sempre più loquaci, lucidi e svegli. Ciascuno raccontava la propria storia senza venire interrotto, perché sapevamo ancora ascoltare, qualcosa che nel nostro Paese si era perso. L’ascolto e la gentilezza. E l’accoglienza. Eravamo noi. E questo noi ci lasciava liberi di essere soli pur rimanendo insieme. Non formavamo un branco e non c’erano leader né profeti. Tutta la nostra forza proveniva dal noi, ed era quello il falò.
A un certo punto, verso l’alba, è arrivato uno di città, uno a cavallo. Sulla sella sfavillava un marchio pubblicitario, e anche il suo purosangue era firmato, come il cappello da fantino e il suo completo sportivo. Si è presentato distribuendoci un biglietto da visita con il nome della sua azienda, e ci ha fatto un discorso democratico. Ci ha rinfacciato, con una smorfia paternalistica, che eravamo poeti, idealisti e sognatori. “Eterni bambini”. Che al di fuori del mondo, nel deserto, non avremmo combinato mai nulla di buono e costruttivo. Ha aggiunto che, fuori dalle città globali, e senza lo stipendio di una multinazionale, non si può vivere sani, e che la libertà stava dentro quei recinti non qui. Ci ha intimato di rientrare immediatamente dentro le mura. Tanto -ha aggiunto- nessuno sarebbe stato così sprovveduto da seguirci nel deserto.
Uno di noi, intanto, aveva preparato un caffè. Ma il cavaliere ha gettato via la tazzina che gli avevamo offerto e la sabbia si è tinta di nero. «Io bevo solo Lavazza Oro» ha esclamato. Poi si è accorto che uno di noi aveva in mano una radio. «Che cosa?» ha gridato tutto rosso in faccia. «Non l’hai comprata da Trony Non Ci Sono Paragoni?!?» L’uomo con la radio in braccio gli ha fatto cenno di no. Per poco il cavaliere non si è sentito male. Stava collassando. Allora gli abbiamo offerto un po’ d’acqua. Lui ci ha chiesto: «Liscia, gassata o Ferrarelle?» Gli abbiamo risposto in coro: «E’ acqua.»
«Idealisti! Sognatori! Non esiste l’acqua semplice!”, ha girato il cavallo firmato ed è scomparso nella notte. Rideva a crepapelle perché, sul morso del suo cavallo, aveva fissato un porta-televisore della Trony che stava trasmettendo l’ultima edizione di Striscia la Notizia, risate di Stato contro lo Stato.
All’alba il suo cavallo è tornato, lui no. Era morto di sete.
Abbiamo tolto i finimenti al cavallo, il televisore portatile, la sella Dolce & Gabbana, e io gli ho cancellato personalmente la griffe tricolore “Il cavallo delle libertà”.
«Grazie» mi ha detto il cavallo. Che poi era sempre quello bianco dei vecchi caroselli della Pino Silvestre Vidal. «In cambio, se vuoi, puoi appiccicarmi sulla criniera il logo, quello vostro bello, rosso, del Movimento degli Invisibili». Gli ho risposto che era un marchio invisibile, non un’etichetta, e lo usavamo solo come segnale per riconoscerci nel deserto. Il cavallo ha convenuto che era la scelta migliore e ci ha confessato che lui si era sempre vergognato di non essere nudo e libero come un tempo. «Anche noi» gli abbiamo risposto. «Anche noi.»
E ci siamo incamminati sotto il primo sole come un’armata Brancaleone, senza avere la minima idea di dove stessimo andando, ma con una sola certezza, che non saremmo mai più tornati indietro, in quelle città così anguste e grigie, dove tutti cantavano in coro la stessa canzone fingendosi felici.
Ci vediamo in Sardegna, hermanos! Hasta Siempre.
Jack
 
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  1. 14 Risposte to “Cartolina dal deserto -di Jack Folla”

  2. By Riccardo Brero on mar 4, 2009

    Ciao Jack,che piacere!
    Ci vedremo in Sardegna,per sognare,viverci,e progettare……non vedo l’ora di incontrare altri albatros,fratelli per essere soli e insieme.

    Mi sono informato:con Moby la tariffa della tratta Genova-Olbia,partenza da genova venerdì 29 ore 22,00,ritorno da Olbia domenica 31 ore 22,00(ci vogliono circa 10 ore),è di 103,69 euro.
    Se non ci sono altre facilitazioni per gruppi conviene l’aereo con easyjet come dice Alma.

    Diego e per la notte?Che facciamo non dormiamo mai?Che ne dici se qualcuno ci da un campo a disposizione nei dintorni per le tende?O delle pensioni a prezzi agevolati?
    Ostelli?
    Guarda che sono solo idee campate in aria di un fratello invisibile e con tante aspettative.

    Ciao Diego e ciao a tutti

  3. By lucalain on mar 4, 2009

    Ciao Jack,

    ascoltami, e questa è una proposta seria seria: io ho intenzione di fare un investimento, e ripeto, lo voglio fare, per la mia vita, per me stesso pechè qui mi stò consumendo gli zebedei.Tu hai esperienza e hai cognizione: quanto costerebbe aprire una radio? quanto ci vorrebbe? Davvero, non me ne volere, non ne ho la più pallida idea.Ma voglio provarci.Vorrei lottare.E se dovessi dare via il sangue per una radio (magari una radio su internet, che dici? è il futuro) allora sarei disposto davvero a farlo, e lo farei per me, per te e per tutti quelli che vogliono crederci, e siamo in tanti.Che dite Hermanos, The Invisible Radio la facciamo o no?

  4. By rom on mar 4, 2009

    Caro Lacalain, è una vita che lo propongo e mi va STRA-BBBBBBBBENE anche ora…….e sono disposta a mettere una quota (compatibile con le mie finanze).

  5. By roxana on mar 4, 2009

    sono diventata invisibile o qui si pubblicano solo opinioni a favore? :)

    RISPOSTA: Si censura solo il cazzeggio estremo :)

  6. By Rulando on mar 4, 2009

    Riccardo a me da Genova risulta un costo attorno alle 70€ scarse…

  7. By Rulando on mar 4, 2009

    Diego, credo che lucalain abbia colto nel segno. Non ci passano in radio? Facciamone una nostra su Internet! I costi sono irrisori e la Rete (almeno per ora) non risponde alle “logiche di mercato”…

    RISPOSTA: Ho scritto gratis, per tutti voi, centinaia di pagine. E l’ho fatto con infinito piacere. Ma la radio gratis no, mi spiace. Se c’è un network nazionale per Jack Folla, e ripeto nazionale, che lasci assoluta libertà di pensiero, nel rispetto delle leggi, bene. Altrimenti è ingiusto, per me come per chiunque altro autore, pretendere che lavori gratis. Grazie comunque. Un abbraccio.

  8. By cesare on mar 4, 2009

    che ti viene in mente di strafare? Se la gente fa finta di dormire non la puoi svegliare nemmeno utilizzando il mantello dell’invisibilità.
    Ho visto il ragazzo che sono stato sul treno regionale lui mi ha ringraziato per averlo fatto passare e se non fosse stato l’ultimo sono sicuro avrebbe fatto passare prima me come ha fatto con i passeggeri che cercavano di scendere dallo scompartimento di fronte. Se non avessi visto un albatro in carne ed ossa non avrei creduto a nessuna delle tue belle parole e invece di albatros esistono e sono pure invisibili ma io ho quasi imparato a riconoscerli

  9. By Rulando on mar 4, 2009

    Diego, ok ti capisco e l’idea di una web-tv? Basta una semplice web-cam e potresti (quando hai qualcosa da dirci e te la senti di farlo) avere un altro modo per comunicare con noi in aggiunta agli scritti tradizionali…

    Grazie a te!

  10. By cinzia on mar 4, 2009

    Ciao a tutti,
    mi sono presa qualche giorno per capire, per mettere a fuoco, la faccenda di Facebook mi ha traumatizzata, non ho proprio la stoffa!
    In ogni caso avrei avuto comunque la necessità di fermarmi a riflettere, a valutare.
    Oggi dopo una decina di giorni ho avuto la necessità di andarmi a rileggere il post di Diego del 23 febbraio, “Dal virtuale al reale”, il Manifesto del Movimento.
    Si perchè lo ritengo almeno per me un impegno, ho dato la mia parola e quindi vorrei poter entrare nei meriti della questione.
    Comprendo che le prime fasi di qualunque iniziativa possano apparire o essere piuttosto caotiche, che l’idea di vederci, conoscersi possa risultare sotto certi aspetti elettrizzante, ma mi pemetto di dire che le questioni sono altre.
    Secondo il mio modesto parere credo che si debba dare al Movimento uno spessore maggiore, le adesioni sono importanti, ma fondamentali restano per me le idee di tutti Noi, il senso che daremo alla nostra partecipazione ,il valore, insomma, che daremo a tutto questo pandemonio!
    per fare un esempio pratico il NOSTRO Movimento non ha un leader, ma solo portavoci, bellissimo, no? ma molto responsabilizzante non vi pare? le nostre idee devono prendere forma devono essere comunicate, discusse.
    Per il momento non abbiamo accesso a nessun mezzo di comunicazione, quindi non sarà facile trasmettere i nostri contenuti altrove,ci possiamo accontentare di Internet?
    Non basta, Diego non ha accesso alle reti nazionali,e mi sembra corretta la sua scelta di porre un limite quindi rifiutare ogni altra modalità di partecipazione, ma Noi possiamo cercare di sfondare qualche muretto,dovremmo provare a chiedere se lasciano parlare NOI in qualche radio privata, possiamo, non essendo autori farlo gratis,è parte del nostro impegno. Possiamo cercare di scrivere, scrivere, scrivere, ovunque giornalini di provincia, riviste specializzate,giornali e giornalini utilizzando ogni stratagemma,ad esempio rispondere o scrivere nelle migliaia di “Lettere al Direttore” che farciscono tutta la stampa, proporsi come movimento, buttare quà e là semi del nostro entusiasmo, insomma sfondare dal basso, con le pezze al culo, ma non desistere!!!
    Di certo ci siamo entusiasmati per le numerose adesioni avvenute in così breve tempo, ma non bastano, non basteranno mai.
    Ci sono a mio parere persone che sarebbero ben felici di condividere questa avventura con Noi, ma semplicemente non lo sanno, e Noi dobbiamo farglielo sapere!!!
    Non possiamo aspettarci che Diego faccia tutto il lavoro, è assurdo, come Movimento è la coralità che darà una forma alle Nostre idee, abbiamo dei sogni, in un certo senso siamo dei sopravvissuti, facciamo tutto il possibile per farli diventare realtà.
    Ci siamo.

  11. By roxana on mar 4, 2009

    ok recepito il messaggio mo’ intono il t’adoriam corale :)
    cmq dicono dei liguri ma come prezzi li battete eh voi sardi, godra’ la proloco :)

    RISP: A Roxa’, fatte un giretto, perché de qua, il divetto nun ce sta.
    Per cui smamma, con ste allusioni, e nun rompe li Jackkoni :) )

  12. By Anna on mar 4, 2009

    Niente di nuovo sotto il sole. Destra e sinistra, ormai pensano e agiscono allo stesso modo: conquistare il potere, tenerselo stretto e annientare chi può seminare un solo dubbio nelle coscienze.
    Gli avvenimenti politici, di cronaca e quant’altro degli ultimi tempi hanno risvegliato in me un più forte desiderio di sognare un mondo diverso. La chiamata alle “armi” di Diego è stato, quindi, come se i miei desideri potessero prendere forma.
    E quando poco fa mi è capitato di riflettere su una citazione che ho trovato di Albert Einstein “Nessun problema può essere risolto con lo stesso livello di consapevolezza che l’ha creato” ho avuto la percezione che i problemi che vediamo in questo mondo, non possiamo affrontarli con lo stesso genere di pensiero che li ha creati.
    Per cui voglio farla io una chiamata alle armi: viviamo con leggerezza questo inizio ma con la consapevolezza che debbano prima di tutto essere le nostre coscienze a maturare, tenendo sempre presente la forza del manifesto degli invisibili il “potere alle idee non agli uomini” e “l’essere all’apparire”.
    Deve esserci un mutamento nella coscienza, un risveglio verso una nuova prospettiva che vada oltre la dimensione dell’“io”, e del “mio”, per raggiungere quella dell’essere. Non importa la quantità, ma i contenuti, come ha più volte ripetuto Diego, perché altrimenti rischiamo di farci intrappolare nello stesso circolo vizioso che vogliamo abbattere.
    Per questo Cinzia, ritengo che debbano essere “LORO” ad accorgersi di noi e questo avverrà quando noi – pochi tanti, non importa – avremo aderito con l’anima al manifesto degli invisibili.
    Per quanto riguarda l’incontro stabilito per il 30 e 31 maggio ho seri problemi di lavoro, perché proprio in quei giorni ho delle scadenze importanti ed improrogabili. La mia ferma volontà è quella di organizzarmi e poter, quindi, assentarmi quei due giorni, anche perché aderire agli invisibili significa pure cominciare a cambiare l’ordine delle priorità, non credete?
    Per Roxana: non vedo ancora la tua adesione:-)

  13. By roxana on mar 4, 2009

    mica serve la mia adesione :)
    ciao anna

  14. By alma on mar 4, 2009

    Sono impulsiva di natura ma ho riflettuto a lungo prima di decidere se “volare” verso la Sardegna.
    Non so se ritrovarsi intorno ad un tavolo, guardarsi negli occhi, senza proclami, senza programmi, senza leader, è l’approccio canonico dei movimenti.
    Ma questo movimento degli invisibili è fatto di soffi d’anime, anime che vogliono volare , anime da troppo tempo costrette a spazi angusti, come uccelli in gabbia.
    Un guizzo improvviso del cuore mi ha detto: “ci devi andare ! questa possibilità un po’ “stramba” di ritrovarsi è un’ irripetibile occasione per far volare l’anima, ti hanno aperto lo sportello della gabbia, non essere indecisa o voli ora e forse per sempre, o rimarrai un uccellino lamentoso e cieco.
    Cogli l’occasione prendi il volo, un volo di albatros, tra i profumi e i colori del mare e un senso di libertà ritrovato, senza aspettative, …volo libero.
    Non so quale sarà il futuro del movimento, ma anche il solo provare queste emozioni vale 100 movimenti , il sapore della libertà, aver seguito cuore e anima e soprattutto poter condividere senza pudori ciò che senti e tieni nascosto pensando di essere nata un tantinino storta.

    P.S. Riccardo e Luca .
    Luca ti mando via mail i dati del volo, attendo la tua conferma e quella di Riccardo se il volo è lo stesso, poi prenoto.
    Niente macchina l’incontro è stato fissato a Olbia.

  15. By lucalain on mar 5, 2009

    Ciao Diego,

    ho letto con attenzione tutti i commenti e risposte.Ti do ragione, in questa Italietta un network nazionale non ti ascolta.Bene.
    Allora passo alla fase di studio per vedere i costi di apertura di una radio etere e web.Analizzerò tutto.Ma non ho mai pensato che tu debba lavorare gratis, anzi.In primis l’idea era di poter costruire una radio, che è fatta di musica e tanto altro.E poi l’idea era di avere te e Jack, come stelle.Ovviamente pagate.Perchè molto spesso non si considera che il tuo è lavoro, oltre che passione.E le cose belle si devono giustamente pagare.Ora studierò un po’ di normative, costi e altro.Poi, anche per un semplice dialogo, ti dirò.
    Un abbraccio, la sardegna ci attende.

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