Brutte facce

Esistono facce brutte, ma brutte assai, cattedrali della bruttezza, l’invisibile potenza dell’anima che le abita, rende, più che attraenti, spettacolari. Ci sono delle brutte (dei brutti) bellissimi. Un naso da pellicano, un mento rincagnato, due labbra a sega come la crepa di un terremoto, un occhio che un dio maldestro sbilencò rispetto all’altro, si arrendono e trasfigurano sotto il giogo di un carattere nobile, si modellano all’estro geniale di chi -quei nasi picassiani, quelle bocche cubiste- li ha ricevuti in eredità naturale. Esistono brutte e brutti celestiali ed erotizzanti. Magnifiche facce da battaglia. Perché l’intelligenza è bella.
Sulle riviste, in Tv, nella pubblicità, vanno in scena, generalmente, facce belle. Per bello ora intendo l’ovviamente bello. Facce col pedigree, facce da cani. Il naso sta esattamente dove ci si aspetta di trovarlo, le forme e le proporzioni della bocca sono quelle dei romanzi d’appendice, è questa la bellezza che vanifica la fantasia. Non facce da inventarsi e da inventare, ma facce da esposizione, da magazzini generali del che bella, facce da toccare. Chi le abita lo sa. Questa consapevolezza è la loro condanna. Anche il bello, non corretto dalla grazia o dalla simpatia, dall’estro o dalla generosità, imbruttisce. Esistono belli orrendi. Facce da apolli che la mediocrità interiore fotografa eternamente nell’imbecillità. Il bello inutile.
Ogni epoca ha le proprie facce, ogni Paese le facce che si merita. In ciascuno di noi le espressioni del viso si fanno Storia.
Sbaglierò, ma in Italia non si erano mai viste così tante brutte facce in una botta sola.
A girare per strada ti viene il magone. O sono facce piene di soldi, o sono facce piene di cazzate, comunque sono facce che quando piangono non ti commuovono, quando gridano ti lasciano indifferente, quando comandano non generano rispetto, e se si ritengono facce autorevoli ti viene da tirargli il naso. Stiamo producendo facce dalle espressioni chiuse, sorde, facce senza risonanza, odiose, sprezzanti, avide (a milioni le facce da ladro) e poi visi apatici, occhi da carpa, bellezze appariscenti e rozze. Facce senza domani. Possibile che non se ne accorgano allo specchio? Possibile che si sia tutti diventati così gonzi da condividere la vita, o da votare facce così?
Certe volte, fra sé e sé, ci si domanda: ma come può venire in mente di nominare ministro uno con una faccia simile? Perché prima di giurare fedeltà alla Costituzione bisogna averla la faccia da ministro, altrimenti fai danni. La faccia è il risultato, è la faccia che ti sei fatto nella vita, la faccia è il tuo riassunto. Naturalmente, da che mondo e mondo, ci sono sempre stati i furbi e i guitti, quelli con facce da contrabbando. Gente, per dire, che stanca di affettar prosciutti o matare maiali, assunse per un certo tempo la faccia da generale, anche se disponeva di quella da salumiere. Ma le facce non tradiscono mai, e certe carneficine sui campi di battaglia sono lo specchio dei macellai nell’anima che le ordirono. Generali con facce da porcelli.
Ciascuno ha la faccia che desidera (le facce non le ordina il dottore) la faccia è il nostro terrazzo sul mondo. Fiorito o spoglio. Ogni volta che guardo una faccia mi domando che semi vi sono piantati. Esistono facce antiche e rugose che germogliano continuamente fiorellini primaverili e facce giovani e belle irrimediabilmente secche. Le ciglia sono fioriere, gli occhi piccoli o grandi vasi. In alcuni intuisci distese di girasoli che essi ancora non hanno. In altri sguardi, ridondanti di fiori tropicali, avverti l’aroma marcio di un carattere che sta precipitando in una pessima stagione. Ma ci si sbaglia anche, eccome, nel leggere le facce. Nella bruttezza redenta (per esempio dalla maternità) e nella bellezza umiliata (per esempio dalla malattia) fiori inauditi crescono in una notte e imprevedibili giochi di luci e ombre trasformano quella faccia in un’altra e in un’altra ancora. Nessuna faccia è mai ferma. Nessun viso è per sempre.
Bisognerebbe prestare maggiore attenzione alle facce, a cominciare dalla propria. Non si possono dire certe cose con una faccia che pensa il contrario. Anche se oggi, nel mio Paese, si usa molto fare così. La cosa, in sé, mi sembra piuttosto ridicola, e finché campo non cesserò mai di domandarmi come possa essere accaduto che un manipolo di facce da impuniti sia riuscito a tenere in scacco qualche milione di facce da creduloni. L’unica risposta passabile è che quei creduloni (in pubblico) si comportassero privatamente da impuniti. Le facce sono calamite universali. Si attraggono fra simili. Sguardo di ferro chiama sguardo di ferro. Tenerezza, tenerezza.
Vorrei, in Italia, un carnevale al contrario. Mi piacerebbe veder cadere le maschere. Meglio morire di terrore guardandosi in faccia, in silenzio, per una volta, che fingere di vivere con indosso una faccia che non la racconta giusta.

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  1. 6 Risposte to “Brutte facce”

  2. By Umbro on apr 16, 2009

    “La questione non è se non faccia ridere questa maschera da clown che non esce dal suo down…”

  3. By roxana on apr 16, 2009

    piace :)

  4. By angela on apr 16, 2009

    Il tema bellezza e bruttezza ogni tanto lo si ripercorre insieme; ciò che vien fuori, prima o poi, è cosa uno ha dentro di sè, l’anima ed il sentimento. Si può nascondere per un pò di tempo, si può fingere, ma non dura per sempre, alla fine ci si scopre.
    C’è lo scambio d’amore tra persone, pure quello fraterno, che non ti fa vedere mai brutto l’altro, ne apprezzi solo le buone qualità.
    Ci possono essere bellezze che danno sensazione di freddezza o sono chiuse di carattere ma non ti pare di avere a che fare con una persona umana, ci sono brutti inaciditi e rosi dall’invidia verso chi credono più bello o chi possiede un granello di più che si inbruttiscono ancora di più, ci son persone nè brutte nè belle che secondo il loro agire diventano belle o brutte (dipende dai sentimenti che li predominano). Molti politici hanno una bella faccia tosta e pure di bronzo, un pò di sana autocritica non guasterebbe loro.

  5. By anna couvert on apr 17, 2009

    http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/urban-camouflage/2.html

    sssssssssssss siamo gli invisibili: ci vedi e non ci vedi ma – dammi retta- ci senti anche se non te ne rendi ancora conto

  6. By Maurizia Menotti on apr 21, 2009

    ci sono tante brutte facce in giro,purtroppo, ma tanto e fin troppo visibili. Speriamo che non scoprano l’indirizzo dove nascerà il movimento degli invisibili, altrimenti sono certa che vorranno andare per guastare la festa.
    Vorrei tanto che la schiera degli invisibili diventasse così grande da oscurare i brutti visibili che ci tocca vedere tutti i giorni, comprese le feste comandate, anche nelle disgrazie….

  7. By cesare on apr 24, 2009

    Mi piacerebbe riconoscere l’anima delle persone che incontro dalla loro faccia. Purtroppo riesco a stento a capirci qualcosa anche dopo che hanno parlato. Finisco così sui carboni ardenti ma non demordo continuo a sperare che esista un pizzico di sincerità e di umanità anche nel cuore dei carnefici. Il Visconte Dimezzato lo hai suggerito tu e io l’ho letto. A presto.

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