BERSANI, DETTO FILO SGANGA
Mi illudevo che Pier Luigi Bersani sarebbe risultato negativo al test del “cugino di campagna”. Errore. Anche Bersani si sta rivelando fatalmente un “vorrei ma non posso”, uno che non avendo i soldi per comprarsi la Ferrari si fa montare gli pneumatici di un Testarossa sulla sua 500, trucca il motore e sfonda i timpani a tutto il paese con le marmitte della Ferrari, che la gente, sentendo il rombo, strilla: “Eccola! E’ arrivata La Rossa!” e invece sulla curva spunta la solita 500 truccata di sempre, quella di D’Alema, ma con Bersani al volante, unico ritocchino: gli interni leopardati. Insomma la sinistra del cugino di campagna che vorrebbe tanto essere come Berlusconi, ma “nun je la po’ fa”, il Pd del vorrei ma non posso, sempre quello, il peggio di questi anni grevi. Se questa è l’alternativa, perché stupirsi che gli italiani si ostinano a votare il cugino di città con la sua Ferrari nuova di fabbrica? Perché dovrebbero votare un gregario, il cugino campestre in 500 che gli tira la volata?
Il fatto che anche Bersani sia stato contagiato dagli ultracorpi di Arcore lo ricavo da due brevi di cronaca. La prima. Domani sera, all’edizione serale del Tg 4, Bersani sarà ospite di Emilio Fede. “Sarà la prima volta per un leader Pd!” Accipicchia. E non ce la poteva risparmiare? Ma la seconda notiziola è peggio: il cugino di campagna andrà ospite al Festival di Sanremo. Dalla zinnona della “Prova del cuoco”, in quel puzzolente pentolone cucinato da Lucio Presta a uso e consumo dell’Italia trullallera berlusconiana. Non è un caso, infatti, che Mediaset non farà concorrenza al minestrone sanremese della Rai. E perché, invece di stare al gelo fra noialtri, Bersani si precipita dalla calorosa zinnona? “Perché il Pd è un partito popolare, senza snobismi”, ha dichiarato il cugino di campagna, “che va dove la gente ha dei problemi e soffre ma anche dove la gente si diverte.” A parte che chi riesce a divertirsi a Sanremo soffre di problemi quasi più gravi dei nostri, non mi capacito del motivo per cui persone ragionevoli come Bersani possano incorrere in scelte tanto demenziali. “Su, vai da Emilio Fede e poi fai un salto a Sanremo!” Sembra un consiglio di Bonaiuti, il mellifluo portavoce del premier. Perché se vai nell’Italia che fa schifo finisci col fare schifo pure tu. Di Pietro (che sempre di campagna è) almeno è furbo come i contadini e l’ha capito. Il cugino di campagna, invece, si imbocca da Fede o dalla Clerici con tutte le scarpe. Così anche il bravo Bersani (come, prima di lui, Rutelli e tutti gli altri antagonisti di Berlusconi) si è trasformato in un personaggio di Paperino: Filo Sganga. Ve lo ricordate Filo Sganga? Cito da Wikipedia: “Filo Sganga è un papero intrallazzatore sempre in cerca di grandi affari, e sempre disposto a creare imprese strampalate e spesso fallimentari. Ha fatto suo il motto “gli affari sono affari”, rendendosi protagonista di imprese ed avventure che spesso, almeno in partenza, sembrano destinate ad andare per il giusto verso. Sganga vuole soprattutto emulare il successo di Paperon de Paperoni, motivo per cui spesso lo spia o cerca di carpirne i piani. A separare i due è invero una sensibile differenza di mentalità: Sganga ricerca infatti un arricchimento facile e immediato, senza passare per i sacrifici con cui il vecchio miliardario ha costruito la sua fortuna.” Ecco, chiamateli come vi pare, cugini di campagna, “vorrei ma non posso” o Fili Sganga, tutti i segretari del Pd finiscono col patire la stessa sindrome. Non si sacrificano davvero, vogliono il risultato immediato e non si accorgono che la scorciatoia non li conduce all’opposizione ma all’emulazione.
4 Risposte to “BERSANI, DETTO FILO SGANGA”
By loriz on feb 14, 2010
Paragone azzeccatissimo direi… vorrei vedere la base PD rifletterci un po’….
By pezzi.divetro on feb 23, 2010
…spero, comunque, che la soluzione non sia quella di non andare a votare. Non serve a nulla “lasciarsi scegliere” dagli altri… Il voto è il nostro “potere d’acquisto” in questo strano mercato della politica: una delle poche forme che ci rimangono per farci sentire.
By Maurizia Menotti on feb 24, 2010
sono così avvilita per tutto quello che sta succedendo in Italia che non ho la forza di commentare. Leggo volentieri i pensieri di Diego e li condivido, ma non riesco ad aggiungere altro…che tristezza!
By antonio.caprioli on feb 26, 2010
Cerco di condurre una vita onesta fino all’osso. Osservo ciò che accade quotidianamente, dai “furbetti dei quartierini” ai politici senza pa… di sinistra o destra quali essi siano è sono arrivato ad una sola conclusione. Ci vuole una RIVOLUZIONE! Poichè non mi basta sentire bei discorsi da un esponente di sinistra come Bersani, ci vuole una reazione generale collettiva e non solo quando ci toccano gli interessi personali. L’ora è arrivata, diamoci una smossa!