“ANNO ZERO”, ovvero l'era glaciale della libertà di pensiero
Ho visto il programma di Michele Santoro sul terremoto. Mentre si faceva luce su alcune presunte ombre nella complessa macchina della protezione civile, rimuginavo che il governo, in questo caso, si era mosso bene e con sufficiente tempestività. Ho confrontato questa mia sensazione complessiva, grazie ad “Anno Zero”, con le segnalazioni delle presunte inadempienze di Bertolaso, e ho tratto, alla fine, le stesse positive conclusioni sull’operato generale della protezione civile.
Non amo il cerimoniale da messa solenne (quasi un’esaltazione iconoclasta e funebre) che introduce il sacerdote del Non Va Bene, quella macchina da combattimento informativo di Marco Travaglio. Recalcitro alle fedi assolute, compresa quella alla Chiesa del No, alla quale sono peraltro battezzato. Ma essendo un culto assai poco praticato nel mio Paese, mi siedo nel banco di prima fila ogni settimana. Il sagrestano Santoro che passa l’ostia del No al vescovo Travaglio, che la celebra, è un rito non di mio gusto, ma che non m’impedisce di apprendere quel rosario d’informazioni snocciolate da Travaglio come una preghiera ortodossa, notizie certamente spregiudicate, (la verità lo è spesso) talvolta faziose, ma assolutamente indispensabili per completare la formazione di un’opinione.
Santoro è un professionista di indubbio talento, ha un’ottima presa scenica, sa riassumere in poche battute il marasma di un dibattito complesso, è intelligente e anche meridionalmente scaltro, che non guasta, considero suo unico limite il credere di essere Michele Santoro (come quando cantò “Bella ciao”).
Marco Travaglio è cherubineo, e il suo apparire un’anima candida, mentre sciorina le malefatte degli altri, mi sta sui marroni. Ma è semplicemente straordinaria la sua puntigliosità da grande cronista nel far riemergere alla memoria storica notizie e particolari rimossi, e se pure li elenca con qualche capziosità, e un’oscena parvenza da chierichetto dei quartieri trasgressivi alti, il servizio pubblico che Travaglio offre è di pregiata fattura, generoso, unico e insostituibile.
A parte “Report”, qualcosa di “Ballarò” e un pizzico di “Blob” e de “Le Iene”, non esiste attualmente nessuna offerta televisiva che, al pari di “Anno Zero”, svolga una sana, indispensabile funzione di giornalismo critico e d’inchiesta in Italia. Per questo, piaccia o meno, mi stia simpatica o un poco “allergica”, la trasmissione di Santoro giustifica ampiamente, per quanto mi riguarda, il pagamento del canone pubblico, perché serve da pungolo, approfondimento e stimolo alla formazione delle opinioni in un mare di desolante pensiero unico o non pensiero tout-court. A partire -salvo rare eccezioni- dalla mediocrità dei telegiornali che sono di una monotonia stucchevole, come se qualcuno avesse ordinato che i Tg si fanno così o niente, mentre credo che il modello, l’impianto, avrebbe urgente bisogno di autori, forse più della carta stampata.
Il fatto che il Governo, presieduto dal proprietario della televisione concorrente, sia sceso in campo contro un programma di due orette a settimana come “Anno Zero”, e si debbano leggere, con imbarazzo di essere italiani, dichiarazioni di fuoco del presidente della Camera e dell’ex ministro delle comunicazioni, è sia tragico che ridicolo. Prima di tutto perché ciò convincerà ancora di più Santoro di essere Santoro (e questo mi costringerà ad assumere dosi spropositate di antiallergico prima di potermi godere il suo programma) in secondo luogo, perché è la millesima riprova (e non se ne sentiva davvero il bisogno) che il nostro governo è schierato contro la libera opinione e l’art.21 della Costituzione.
Il fatto che il neo presidente della Rai e il neo direttore generale Masi, abbiano sollecitamente ordinato un’inchiesta interna su “Anno Zero”, invece di fare quadrato, fieri dell’indipendenza giornalistica dell’azienda pubblica che sono stati chiamati a condurre, non è un bel segnale, anzi, è pessimo. Soprattutto perché sono stati nominati dalla maggioranza oggi al potere.
Nelle prime righe di questo articolo ho schiettamente narrato, con un piccolo aneddoto personale, che la puntata sul terremoto di “Anno Zero” mi aveva, semmai, consolidato l’opinione che il governo avesse agito tempestivamente e, tutto sommato, bene. Chi è avverso a questa maggioranza, come il sottoscritto, non per questo deve disconoscerne i meriti. Le bordate ad “alzo zero” su “Anno Zero”, sparate dal presidente del consiglio in giù, sono invece faziose di fatto, senza stile, e senza vergogna. Questa gente dà la brutta sensazione di non aver vissuto nè essere stata educata in Europa, non aver letto un libro, non sapere come ci si comporta a livello istituzionale, di essere ingorda di consenso e digiuna di didattica democratica. Santoro e Travaglio sono giornalisti. “Anno Zero” è una testata giornalistica. Se diffondono notizie false, querelateli. Altrimenti si tratta di pura intimidazione, lanciata dagli scranni più alti delle istituzioni, quindi ancora più preoccupante, e allo stesso tempo ridicola, vista l’enorme disparità dei poteri, oggi più che mai.
Non amo il cerimoniale da messa solenne (quasi un’esaltazione iconoclasta e funebre) che introduce il sacerdote del Non Va Bene, quella macchina da combattimento informativo di Marco Travaglio. Recalcitro alle fedi assolute, compresa quella alla Chiesa del No, alla quale sono peraltro battezzato. Ma essendo un culto assai poco praticato nel mio Paese, mi siedo nel banco di prima fila ogni settimana. Il sagrestano Santoro che passa l’ostia del No al vescovo Travaglio, che la celebra, è un rito non di mio gusto, ma che non m’impedisce di apprendere quel rosario d’informazioni snocciolate da Travaglio come una preghiera ortodossa, notizie certamente spregiudicate, (la verità lo è spesso) talvolta faziose, ma assolutamente indispensabili per completare la formazione di un’opinione.
Santoro è un professionista di indubbio talento, ha un’ottima presa scenica, sa riassumere in poche battute il marasma di un dibattito complesso, è intelligente e anche meridionalmente scaltro, che non guasta, considero suo unico limite il credere di essere Michele Santoro (come quando cantò “Bella ciao”).
Marco Travaglio è cherubineo, e il suo apparire un’anima candida, mentre sciorina le malefatte degli altri, mi sta sui marroni. Ma è semplicemente straordinaria la sua puntigliosità da grande cronista nel far riemergere alla memoria storica notizie e particolari rimossi, e se pure li elenca con qualche capziosità, e un’oscena parvenza da chierichetto dei quartieri trasgressivi alti, il servizio pubblico che Travaglio offre è di pregiata fattura, generoso, unico e insostituibile.
A parte “Report”, qualcosa di “Ballarò” e un pizzico di “Blob” e de “Le Iene”, non esiste attualmente nessuna offerta televisiva che, al pari di “Anno Zero”, svolga una sana, indispensabile funzione di giornalismo critico e d’inchiesta in Italia. Per questo, piaccia o meno, mi stia simpatica o un poco “allergica”, la trasmissione di Santoro giustifica ampiamente, per quanto mi riguarda, il pagamento del canone pubblico, perché serve da pungolo, approfondimento e stimolo alla formazione delle opinioni in un mare di desolante pensiero unico o non pensiero tout-court. A partire -salvo rare eccezioni- dalla mediocrità dei telegiornali che sono di una monotonia stucchevole, come se qualcuno avesse ordinato che i Tg si fanno così o niente, mentre credo che il modello, l’impianto, avrebbe urgente bisogno di autori, forse più della carta stampata.
Il fatto che il Governo, presieduto dal proprietario della televisione concorrente, sia sceso in campo contro un programma di due orette a settimana come “Anno Zero”, e si debbano leggere, con imbarazzo di essere italiani, dichiarazioni di fuoco del presidente della Camera e dell’ex ministro delle comunicazioni, è sia tragico che ridicolo. Prima di tutto perché ciò convincerà ancora di più Santoro di essere Santoro (e questo mi costringerà ad assumere dosi spropositate di antiallergico prima di potermi godere il suo programma) in secondo luogo, perché è la millesima riprova (e non se ne sentiva davvero il bisogno) che il nostro governo è schierato contro la libera opinione e l’art.21 della Costituzione.
Il fatto che il neo presidente della Rai e il neo direttore generale Masi, abbiano sollecitamente ordinato un’inchiesta interna su “Anno Zero”, invece di fare quadrato, fieri dell’indipendenza giornalistica dell’azienda pubblica che sono stati chiamati a condurre, non è un bel segnale, anzi, è pessimo. Soprattutto perché sono stati nominati dalla maggioranza oggi al potere.
Nelle prime righe di questo articolo ho schiettamente narrato, con un piccolo aneddoto personale, che la puntata sul terremoto di “Anno Zero” mi aveva, semmai, consolidato l’opinione che il governo avesse agito tempestivamente e, tutto sommato, bene. Chi è avverso a questa maggioranza, come il sottoscritto, non per questo deve disconoscerne i meriti. Le bordate ad “alzo zero” su “Anno Zero”, sparate dal presidente del consiglio in giù, sono invece faziose di fatto, senza stile, e senza vergogna. Questa gente dà la brutta sensazione di non aver vissuto nè essere stata educata in Europa, non aver letto un libro, non sapere come ci si comporta a livello istituzionale, di essere ingorda di consenso e digiuna di didattica democratica. Santoro e Travaglio sono giornalisti. “Anno Zero” è una testata giornalistica. Se diffondono notizie false, querelateli. Altrimenti si tratta di pura intimidazione, lanciata dagli scranni più alti delle istituzioni, quindi ancora più preoccupante, e allo stesso tempo ridicola, vista l’enorme disparità dei poteri, oggi più che mai.
10 Risposte to ““ANNO ZERO”, ovvero l'era glaciale della libertà di pensiero”
By Perladivongola on apr 13, 2009
sai Diego, anche nelle realtà più piccole e nascoste la libertà di pensiero sta diventando un problema sempre più cocente, avvertito, mi sembra di capire, da chi non ha secondi fini, da chi si muove per senso civico. Lasciarsi intimidire, imbavagliare, è un attimo, senza neanche bisogno della forza.
Nell’Italia berlusconiana siamo diventati tutti un po’ più vampiri, sarà davvero dura. Grazie per scriverci certi rinforzini confortanti.
ti abbraccio, ciao Invisibili!!
By Anna on apr 13, 2009
Non mi interessa se Santoro abbia o meno il limite di credersi Michele Santoro e se le elencazioni di Travaglio facciano parte di un rito e, con tutta onestà, non m’importa chiedermelo. Non voglio cadere nella trappola del giudizio, voglio osservare senza giudicare, serena, pacata e tollerante per evitare scontri che alimentano rifiuti ed impediscono la comprensione, voglio cercare di prendere atto, senza chiusure, facendo mie le informazioni che servono a migliorare il mio sentire e sapere, accantonando ciò che sento estraneo. Se aspetto o pretendo di percepire armonia da chi mi circonda mi colloco in una dimensione esterna alla mia e rischio di entrare in un circuito ingannevole. Non voglio giudicare le persone ma solo i fatti.
I fatti sono che Santoro e Travaglio si sforzano di fare i giornalisti controcorrente, con i loro limiti come tutti noi, ed il lavoro che ne esce può essere pregevole per alcuni e fazioso per altri, ma ognuno sarà padrone di prendere e fare suo quello che ritiene più giusto, senza coltivare o anteporre il giudizio su un loro presunto atteggiamento.
Annozero è un format dove i giornalisti che lo conducono o che collaborano sono protagonisti, qualche volta anche rispetto alla notizia e per questo sicuri bersagli dei fautori del pensiero unico, ma ci mettono la loro faccia e pagano in prima persona. Già solo per questo mi sento di dovergli essere riconoscente e di dover difendere la loro voce che è anche quella di tanti invisibili che non ne hanno più, limitandomi a fare mio quello che sento giusto.
By ANIMA on apr 13, 2009
Scusate so che non c’entra con l’argomento proposto, ma volevo rendervi partecipe di un breve momento radiofonico di ieri mattina ( giorno di pasqua). Mentre ascoltavo Radio Monte Carlo,ieri mattina,all’improvviso si sente una voce, la sua voce, DIEGO …a RMC.. per un istante ho pensato ad un nuovo programma…. purtroppo è stata una breve intervista … cmq sempre piacevole e interessante
By genny on apr 14, 2009
ciao………
By Mimma on apr 14, 2009
Un saluto particolare a coloro che mi hanno pensata,aspettata,cercata.
Attualmente sono impegnata con una collettiva di pittura; mi piacerebbe farvi vedere la mia spumeggiante ballerina di pizzica; come potrei postare qui la foto avendola nella mia e.mail?
Intanto vi dedico queste righe:
Sei nel vortice di una tela
nel diluvio di un sorriso
nel dolore spoglio di una lacrima
nel tono graffiante di un’imprecazione
nelle sinuosità di un punto interrogativo
nelle parole sopraffatte dal battito di un cuore
nelle vele gonfie di scirocco
nelle calde vampate di un falò
nei freschi profumi del sottobosco
nel verde vellutato dei muschi
nel blu silente delle notti
volteggiante fra sogno e realtà
in mani amorevoli
tese a cullarti
a librarti
in un passo di danza
in un verso
in un canto
in una corsa verso il mare
verso il sole
verso te
che riverberi in me,
anima.
Un abbraccio.
By Riccardo Brero on apr 14, 2009
Lo so Diego che non ti piace essere adulato e lo so che non ti piace che ti si dica:sono d’accordo con te e come sei bravo……Ma sono proprio d’accordo co te e te le devo dire.
Sono d’accordo,annozero è un programma di giornalismo critico e può piacere o non piacere,ma è giornalismo,è giornalismo libero…uno può essere d’accordo ma deve esistere,poi se non piace il programma si cambia canale(ma vi ricordate il programmi “giornalistici” di Mario Giordano?)
Anche a me Santoro non è simpaticissimo,ma comunque è un bravo giornalista e un bravo comunicatore.
Travaglio è un ottimo giornalista molto informato e preparato…non mi è simpaticissimo neanche lui….però è un bravo giornalista.
Per questo non sopporto chi vuole tappare la bocca alle persone,ai giornalisti,a noi tutti,siamo tutti coinvolti,uno può non essere d’accordo,ma si ascolta e si discute.
Come diceva Voltaire:
Non sono d’accordo con te,ma darei la vita per consertirti di esprimere le tue idee.
Ma io sono d’accordo co te Diego
Ciao
By Mimma on apr 14, 2009
http://www.facebook.com/album.php?aid=20761&id=1016041273
By roxana on apr 14, 2009
bella mimma
By angela on apr 15, 2009
bello il quadro ed il ballo, ciao mimma.
By Anna on apr 29, 2009
Invece io quattro giorni fa ho fatto la stupidata di fare l’ordine on-line con unilibro, convinta di avere la consegna entro due giorni, come altre volte, invece ancora oggi mi dice che stanno reperendo la merce (che brutto termine) dal fornitore.
Che sia un buon segno e che le settemila copie si stiano rivelando pochine? Mi chiedo, più tarda ad arrivare e più significa che …? Staremo a vedere, vi terrò aggiornati!
Per dire la mia sul fatto che molti rimproverino a Diego di essere incoerente perché pubblica con la mondatori, o perché possiede la porche, dico è meglio lasciar stare, lui non deve giustificare un bel niente, ma proprio niente. Faccio del male a qualcuno se preferisco mangiare pane e cipolla pur di girare in porsche? Ma soprattutto agli altri cosa gliene frega? Pubblico con la Mondadori perché penso che ho la possibilità di vendere qualche copia in più del mio libro, o per altri calcoli che ho fatto, ebbene è un sacrilegio? Cambia il valore del messaggio del mio libro o la mia integrità intellettuale? Se la risposta fosse si, riguarderebbe me e solo me e gli altri scegliessero la loro di strada.
Se non capiamo che ognuno di noi è UNICO con tutti i suoi pregi e le sue debolezze e ci sentiamo così perfetti dal voler cercare negli altri l’assolutezza della perfezione, cadendo nella trappola del giudizio fine a stesso che alimenta lo scontro ed impedisce la comprensione, rischiamo di tirare fuori la parte peggiore di noi lasciando sul campo morti e feriti, ma quel che è peggio ci impedisce di accedere alla parte più profonda dell’essere.
Impariamo a prendere dalla vita e dalle persone quello che sentiamo nostro, cercando di capire senza chiusure preconcette, facendo nostro solo quel che sentiamo ci appartenga e che serve ad arricchire la nostra crescita, escludendo quello che sentiamo estraneo al nostro sentire.
Sforziamoci di avere un atteggiamento di comprensione dell’altro, escludendo ogni simpatia, antipatia e ogni giudizio morale, ignorando dettagli che possono farci perdere di vista il vero obiettivo, in poche parole cerchiamo di penetrare la materia e stabilire un contatto che inneschi l’empatia tra gli esseri.
Ho aderito al movimento degli invisibili, senza pretendere la perfezione né da Diego né da tutti gli altri invisibili, ma come un’occasione di crescita per me, cercando di condividere con tutti gli altri il mio sentire. Se andando avanti mi accorgerò che non sarà più così, con la stessa naturalezza con la quale sono entrata nel movimento ne uscirò, ma non per questo lancerò strali a chi rimarrà, perché sono convinta che quello che sento giusto per me non può esserlo per tutti gli altri.