Alice nel Paese delle Gozzoviglie
Ripensare il mondo è (dovrebbe essere) lo yoga della mente di un cittadino appena sveglio. Non solo sbuffo, protesta, disincanto, rabbia, acquiescenza e resa; no, troppo comodo, e così maledettamente italiano. Poi, quando hai un briciolo di potere, fai disastri peggiori di quelli che criticavi quand’eri fuori gioco. Ripensare il mondo a partire da noi. Essere i nostri (giusti) dei, e quanto ti svegli cominciare con il farsi pulizia. Lavori casalinghi interiori, anche un po’ ruvidi, possibilmente: «Stai dritto, sorridi, e se pure vivere è un affanno, sei un privilegiato, poiché ove non esistessi, tutto questo spettacolo ti sarebbe precluso. E che la vita sia uno spettacolo non ci piove. Magnifico o infame, non ci si può tagliar fuori; perché non andare a vedere il gioco della vita, non sapere come ci andrà a finire, è sciocco. Non sai mai.» Pulizia dunque. Che ti fotte se gli altri non la fanno? Inizia tu. Guarda il firmamento e chiediti: tu dove la metteresti Sirio? E la costellazione del Perseo è al posto giusto? Strofina gli astri, lucida l’oceano, carezza i boschi con la tua mano infinita: sono tuoi, nessuno te li potrà togliere mai. Ora, dato che non siamo casalinghe onnipotenti che possono trascorrere la giornata a rigovernare il caos degli sciami stellari, veniamo al lavoro duro: noi stessi. Premesso che perdonarsi, e soprattutto perdonare, è il modo più salubre per iniziare la giornata (e compatirsi o maledire, per converso, il più cretino) accogliamoci per come siamo, non per come ci vorremmo o per come supponiamo ci desiderino gli altri. Siamo pieni di vizi, di pretese, di speranze impossibili, di orrori; con un colpo di ramazza cerchiamo di far sfavillare quelle due o tre cose che davvero desideriamo, quelle due o tre cose per le quali siamo nati. Non è arduo ma semplice. Da bambini lo sapevamo benissimo. Ti faccio un esempio? Il mio è lampante. In terza elementare salivo sul banco e cominciavo a far ribellare tutti i bambini con discorsi solenni di rivolta alla suora. Mi piaceva trascinare gli altri, anche se non mi era chiaro “dove”. Sono trascorsi 50 anni e improvvisamente mi accorgo che non è cambiato un bel nulla. A forza di fare pulizia è emerso esattamente quello che era scritto nei miei genii: l’uomo in rivolta. Bene? Male? Non ha importanza. Prendere coscienza di quel che si è nel profondo è comunque fondamentale. Se non sai chi sei e cosa vuoi, non vai da nessuna parte. Tutta la maturità consiste in questo: educare quel sogno di bambino a realizzarsi in modo adulto e consapevole, libero nel rispetto della libertà altrui. Misurarti con il tuo sogno e osare di renderlo compatibile con la realtà che ti circonda. Qualora, invece, si seguisse senza correggerlo il Piccolo Pan onnipotente, stamattina v’inviterei a seguirmi in massa sotto al Parlamento con petardi e mortaretti, fiaccole e frecce, e a far saltare per aria Montecitorio solo “per vedere l’effetto che fa”. Ma non avrei fatto un buon servizio a me stesso (alla Nazione può anche darsi, e ne dubito, ma noi stiamo parlando di noi.)
Fa parte dei miei genii, dicevo, fondare movimenti, organizzare adunate sediziose, reagire alle norme, ribellarmi ai dogmi, rovesciare le frasi fatte, spezzare le tavole della legge, farmi partigiano. Ciascuno ha i pregi e i vizi che gli capitano e si fa capitare. Così, quel che a voi sembra un prodigio (creare qualcosa dal nulla) a me pare una sciocchezza, e viceversa un geometra del Comune che stamattina si siede al tavolo da lavoro dopo aver timbrato il cartellino, a me fa l’effetto di un gigante. Dunque, creare il movimento degli Invisibili mi suona naturale come a un avvocato andare in udienza stamattina. E fin qui, né lui né io abbiamo tradito il bambino che sognava cosa fare da grande. (Qualora l’avessimo tradito -per disgrazia o incoscienza-, dobbiamo correggerci subito: lanciare un ponte invisibile fra ciò che siamo realmente e ciò che da bambini volevamo diventare. E trovare un nobile compromesso). Dicevo: a meno che non si delirii, che non si sogni di diventare torturatori di Guantanamo o piromani (in tal caso consiglio vivamente uno psichiatra) non c’è sostanziale differenza fra l’umo o l’altro di noi. Stessi diritti, pari doveri. Le valutazioni di merito (e la nostra saggia autocritica) scattano solo quando quell’avvocato entra al Tribunale per la sua udienza, quando il sottoscritto, esaurito il suo impulso primario, mette mano davvero al movimento che ha creato, quando il geometra del Comune ha timbrato il cartellino. È qui che il gioco si fa interessante, e la vita ci seleziona. Qui che bisogna “reggere”. Ed essere in grado, nel nostro piccolo, di riprogrammare l’universo.
Perché vi sto sbomballando con questi arruffati pensierini?
Perché leggendo tutti, ma proprio tutti i vostri commenti alle mie note, mi è scappata voglia di scrivere una fiaba: Alice nel Paese delle Gozzoviglie. Ci sono quelli che tanto l’Italia va così e non ci puoi fare nulla. Ci sono quelli che a me fan tutti schifo non voto più. Ci sono quelli (col sopracciglio alzato) che: ti scandalizzi ancora? non l’hai capito che gli italiani Lo votano perché sono marci dentro?
Ci sono quelli che cliccano: Rivoluzione! Poi vanno a mangiarsi la pizza ai funghi. Ci sono quelli Ha-ha i soliti sinistri, così continuerete a perdere per sempre! Insomma, ci siamo noi. Noi col nostro vizio storico vero: l’autoassoluzione a 360 gradi. Noi figli di mammà che abbiamo sempre diritto. Nell’autoassoluzione si cela il grande inganno: se fossi io al potere le cose andrebbero molto meglio. Ecco. Sradichiamo stamattina questa illusione fatale. Perché ciò sia possibile (cambiare il Paese) occorre essere, qui e ora, diversi da ciò che siamo stati fino a oggi e saperlo dimostrare nei pensieri, nei comportamenti, nelle opere quotidiane e -perché no?- anche e soprattutto su questo blog.
Di 5000 “amici” , parlo a naso, forse uno o due sarebbero pronti a rinunziare al proprio ego per mettersi al servizio del Paese (e dubito che io sia fra quei due, e dubitarne è l’unico mio piccolo merito).
Passare dallo stato politico-spirituale, meglio, dallo stato larvale di un’Alice nel Paese delle Gozzoviglie a quello di farfalla “invisibile” (nel senso di adesione plastica, e visibile, ai valori del movimento) credo corrisponda a quel “ripensare il mondo” al quale mi riferivo all’inizio. Non puoi pretendere che il Paese cambi se il primo a rivoluzionarti non sei tu. Come con i nostri figli, dobbiamo essere esempi che camminano. Molti vostri post hanno accennato a questo, alcuni con parole sagge e luminose. Provo una grande commiserazione per chi, invece, ostentando la sua presunta superiorità, giudica la nascita di un movimento come questo, inutile, tanto gli italiani non cambieranno mai. Nessuno che abbia ragionato in questo modo ha mai contribuito a cambiare il mondo. Nessuno che abbia giudicato il prossimo con tanta ingenua presunzione ha avuto una vita significante, per sé e per gli altri. Nascere, secondo me, è distruggere un guscio e crearne uno più libero e più grande perché gli altri ci si trovino bene. Solo dopo, di riflesso, potrai godere della porzione di felicità che la vita riserva a ciascuno di noi, basta spolverarci bene, lucidarci, darci anche qualche sonoro ceffone, e lasciar emergere, dal profondo, nel dolore e nel pianto (perché fa male e quanto fa male!) i nostri valori più schietti e più veri.
Mi sa che ho sbagliato mestiere, dovevo fare il prete, per questo mi stanno tanto sulle palle. Amen.
Fa parte dei miei genii, dicevo, fondare movimenti, organizzare adunate sediziose, reagire alle norme, ribellarmi ai dogmi, rovesciare le frasi fatte, spezzare le tavole della legge, farmi partigiano. Ciascuno ha i pregi e i vizi che gli capitano e si fa capitare. Così, quel che a voi sembra un prodigio (creare qualcosa dal nulla) a me pare una sciocchezza, e viceversa un geometra del Comune che stamattina si siede al tavolo da lavoro dopo aver timbrato il cartellino, a me fa l’effetto di un gigante. Dunque, creare il movimento degli Invisibili mi suona naturale come a un avvocato andare in udienza stamattina. E fin qui, né lui né io abbiamo tradito il bambino che sognava cosa fare da grande. (Qualora l’avessimo tradito -per disgrazia o incoscienza-, dobbiamo correggerci subito: lanciare un ponte invisibile fra ciò che siamo realmente e ciò che da bambini volevamo diventare. E trovare un nobile compromesso). Dicevo: a meno che non si delirii, che non si sogni di diventare torturatori di Guantanamo o piromani (in tal caso consiglio vivamente uno psichiatra) non c’è sostanziale differenza fra l’umo o l’altro di noi. Stessi diritti, pari doveri. Le valutazioni di merito (e la nostra saggia autocritica) scattano solo quando quell’avvocato entra al Tribunale per la sua udienza, quando il sottoscritto, esaurito il suo impulso primario, mette mano davvero al movimento che ha creato, quando il geometra del Comune ha timbrato il cartellino. È qui che il gioco si fa interessante, e la vita ci seleziona. Qui che bisogna “reggere”. Ed essere in grado, nel nostro piccolo, di riprogrammare l’universo.
Perché vi sto sbomballando con questi arruffati pensierini?
Perché leggendo tutti, ma proprio tutti i vostri commenti alle mie note, mi è scappata voglia di scrivere una fiaba: Alice nel Paese delle Gozzoviglie. Ci sono quelli che tanto l’Italia va così e non ci puoi fare nulla. Ci sono quelli che a me fan tutti schifo non voto più. Ci sono quelli (col sopracciglio alzato) che: ti scandalizzi ancora? non l’hai capito che gli italiani Lo votano perché sono marci dentro?
Ci sono quelli che cliccano: Rivoluzione! Poi vanno a mangiarsi la pizza ai funghi. Ci sono quelli Ha-ha i soliti sinistri, così continuerete a perdere per sempre! Insomma, ci siamo noi. Noi col nostro vizio storico vero: l’autoassoluzione a 360 gradi. Noi figli di mammà che abbiamo sempre diritto. Nell’autoassoluzione si cela il grande inganno: se fossi io al potere le cose andrebbero molto meglio. Ecco. Sradichiamo stamattina questa illusione fatale. Perché ciò sia possibile (cambiare il Paese) occorre essere, qui e ora, diversi da ciò che siamo stati fino a oggi e saperlo dimostrare nei pensieri, nei comportamenti, nelle opere quotidiane e -perché no?- anche e soprattutto su questo blog.
Di 5000 “amici” , parlo a naso, forse uno o due sarebbero pronti a rinunziare al proprio ego per mettersi al servizio del Paese (e dubito che io sia fra quei due, e dubitarne è l’unico mio piccolo merito).
Passare dallo stato politico-spirituale, meglio, dallo stato larvale di un’Alice nel Paese delle Gozzoviglie a quello di farfalla “invisibile” (nel senso di adesione plastica, e visibile, ai valori del movimento) credo corrisponda a quel “ripensare il mondo” al quale mi riferivo all’inizio. Non puoi pretendere che il Paese cambi se il primo a rivoluzionarti non sei tu. Come con i nostri figli, dobbiamo essere esempi che camminano. Molti vostri post hanno accennato a questo, alcuni con parole sagge e luminose. Provo una grande commiserazione per chi, invece, ostentando la sua presunta superiorità, giudica la nascita di un movimento come questo, inutile, tanto gli italiani non cambieranno mai. Nessuno che abbia ragionato in questo modo ha mai contribuito a cambiare il mondo. Nessuno che abbia giudicato il prossimo con tanta ingenua presunzione ha avuto una vita significante, per sé e per gli altri. Nascere, secondo me, è distruggere un guscio e crearne uno più libero e più grande perché gli altri ci si trovino bene. Solo dopo, di riflesso, potrai godere della porzione di felicità che la vita riserva a ciascuno di noi, basta spolverarci bene, lucidarci, darci anche qualche sonoro ceffone, e lasciar emergere, dal profondo, nel dolore e nel pianto (perché fa male e quanto fa male!) i nostri valori più schietti e più veri.
Mi sa che ho sbagliato mestiere, dovevo fare il prete, per questo mi stanno tanto sulle palle. Amen.
20 Risposte to “Alice nel Paese delle Gozzoviglie”
By Umbro on mar 25, 2009
Mica sarebbe male, Don Diego! Poi ci mettiamo la maschera, cerchiamo un servo muto, impariamo a usare la spada ed è fatta:)))))
By Cate on mar 25, 2009
Mi lasci senza parole eppure cercando di esprimere la mia meraviglia credo di dar voce a molti altri tuoi lettori…la tua agilità di parlare delle vere verità, anche quelle più pesanti, va molto oltre alla tua capacità professionale e ci rivela tutta la ferocia dell’amore…io non so proprio come ringraziarti (è come dire grazie alla vita?)per aiutarmi a fare le mie quotidiane pulizie da casalinga un po’ spaventata…
Sogno sempre di più di vederti salire su un banco delle nostre scuole e con la tua arte bussare con violenza ai gusci dei nostri giovani nostre vere meraviglie…
By Anna on mar 25, 2009
Cambiare noi per cambiare il mondo, è così semplice, ma ci ostiniamo a non volerlo capire! Ci siamo noi, ebbene si, perché è facile giudicare gli altri: i genitori che giudicano i figli, i figli che giudicano i genitori, i cittadini che giudicano i politici, siamo tutti, indistintamente, giudici, mentre dovremmo essere giudici severi e nel tempo stesso amorevoli di noi stessi. Non è l’esempio esteriore che dovremo dare ma l’esempio dell’essere. Essere prima di tutto amore, nel senso più ampio,amare noi stessi per poter amare il mondo e renderlo migliore, ma iniziando da noi, perché la polarità, la contrapposizione tira fuori sempre la parte peggiore di noi (almeno per me è così).
Ogni tanto, quando la vita di tutti i giorni mi travolge provo a fare un piccolo esercizio partendo dalla certezza (mia) che noi siamo parte dell’universo e se lo siamo significa che siamo tutt’uno e se siamo tutt’uno io sono anche gli altri. Quindi, quando le parole o il comportamento di un mio prossimo mi fa sbavare per la rabbia (perché a volte sono proprio intollerante ed insopportabile) mi dico: sono io che ho detto o fatto quello e, quindi, se proprio devi sbavare per la rabbia fallo rivolta verso di te. E’ un gioco divertente che funziona alla grande e diventa ancora più divertente quando riesci a condividerlo con qualcuno che ti è accanto.
Purtroppo non lo faccio tutte le volte che dovrei
By numb on mar 25, 2009
Per Fabrizio
“La “liberta’ ” di mettere il preservativo non l’abbiamo conquistata. Ci e’ stata concessa dal Potere perche’ al Potere fa comodo. Come tante altre false liberta’. Lo stesso Potere che ha gettato alle ortiche la chiesa cattolica quando non serviva piu’ (questo non vuol dire che la chiesa cattolica fosse portatrice di valori “positivi”, dal momento che ha represso l’uomo per secoli).”
Trovo che ci sia moltissimo di vero in quello che hai scritto. Le tue parole esprimono un approccio “pasoliniano”. Se queste tue parole prendono ispirazione dalla lettura dei suoi scritti, allora a me sembra che tu abbia compreso davvero fino in fondo il suo pensiero.
Se invece è tutta farina del tuo sacco, allora ti consiglio di andarti a leggere un libro intitolato “Scritti corsari” che raccoglie alcuni suoi scritti e articoli su quotidiani. E’ un libro impegnativo, che va letto con molta calma e attenzione. Ma ne vale proprio la pena. Pasolini era davvero un cane sciolto, non si tirava indietro né quando voleva sputare sul clero, ne quando le sue posizioni erano molto vicine alla Chiesa Cattolica (vedi la sua posizione sull’aborto, che Pasolini rifiutava. O l’articolo “Capelli lunghi”, nel quale si schiera dalla parte dei poliziotti che pestavano gli studenti che egli considerava ancora più borghesi e conformisti dei loro padri!). Pasolini era davvero una TESTA INDIPENDENTE, che ha pagato di persona l’impopolarità delle sue posizioni. E “Scritti corsari” è uno dei libri che tengo più cari.
Buona giornata
By lucalain on mar 25, 2009
Io dico solo che hai ragione: io sono egocentrico, molto, ateo, dubbioso e incazzoso, ma cerco nel mio piccolo di fare qualcosa forse, ma forse.Ma forse non faccio un cazo e mi indigno e basta.Che nervi.
Dico che devo si pulirmi Diego, e lo devo fare.Ma vivo una vita semplice, una volta, anni fà, ero un demente che guadagnava tanto e si faceva di coca la sera per star sveglio.Poi ho smesso, son cresciuto e ora ho Alessia e Niobe, la mia cagnolina con handicap.Sono le miei gioie e io mi sveglio al mattino ridendo.La casa è piana di amici sempre, ed è una gioia vivere.Ora so che devo fare qualcosa Diego, ma da dove iniziare? Io scrivo, per me e amici, scrivo racconti ma solo per piacere.Serve a qualcosa? mi piace regalare un sorriso, in ufficio sono un hooligans, ma almeno i miei colleghi han smesso di portare la cravatta.Piccola rivoluzione, li ho modificati.Ma serve? io sono pronto, ditemi come e dove si può fare e io mi faccio il culo, davvero.Al massimo mi fanno fuori.Ma se lascio un’impronta, l’avermi fatto fuori sarà inutile.Perchè le impronte son fatte per esser di nuovo calpestate nel nuovo cammino.
Grazie Diego per la sveglia, ci voleva.
By marcolino on mar 25, 2009
Oggi sono particolarmente contento di essere vivo e nutro tanta speranza di continuare ad eserlo ancora x tanto tempo…
Sai pensandoci bene anch io all asilo radunavo un gruppeto di amici x tentare un evasione;ci mettevamo tutti in fila poi partivamo all attacco della suora ma quando gli arivavamo quasi addosso,lei era girata di schiena,ci limitavamo ad abbassarci e guardarle sotto il vestito.L evasione dall asilo non c è mai stata ma fin da bambino ho sapevo cosa mi piaceva delle donne.Sono un curiosone e la vita mi incuriosisce ancora tanto.w la vita e w le donne.
By Riccardo Brero on mar 25, 2009
A me questi continui richiami sulla religione cattolica non mi piacciono un gran che….senza offesa……
Io il preservativo ho cominciato ad usarlo a 14 anni per rispetto delle compagne e per non ingravidarle.
Alle superiori appena ho avuto la possibilità invece dell’ora di religione cattolica,io solo della mia classe facevo storia delle religioni.
Invece del servizio militare ho fatto il servizio civile e mi hanno mandato fuori sede,ad Alessandria,dove mi sono fermato e tuttora vivo.
Questo per dire che i segnali si possono e si devono mandare….speriamo che qualcuno li raccolga.
Ciao Diego,dobbiamo avere un pò di fiducia in questo movimento nascente!
Ciao a tutti
Grazie Rom per i saluti,spero di incontrarti in Sardegna.
Un saluto a Z10
By satya rosana on mar 25, 2009
“un giorno Dio le disse nella mente: Figliola, osserva queste tre regole: non dire mai’non voglio’ oppure ‘voglio’; non dire mai’mio’ ma ‘nostro’ e mai non ti scusare, ma sii sempre pronta ad accusarti”.
Tratto dal “Trattato del Purgatorio” di Caterina da Genova, di cui si può ammirare la salma incorrotta a Genova.
Come auspicava Breton, i veggenti dovrebbero schierarsi al servizio della rivoluzione e non dovrebbero rivelare segreti alle forze dell’ordine.
Accadrà mai?
By numb on mar 26, 2009
Anna, per cortesia, la tua opinione mi interessa davvero, ma più leggo i tuoi post meno riesco a capire quale sia, questa opinione. Il Papa, e non solo lui, ha espresso una opinione: il preservativo in Africa, proprio perchè rappresenta la cosa più lontana rispetto a quelle culture, ha contribuito a peggiorare la situazione della malattie anzichè migliorarla. Si tratta di una OPINIONE. Ripeto, una opinione. Il Papa non sta VIETANDO NULLA. Non esiste legge che vieti il preservativo. Non esistono preti che entrano nel letto delle persone e tagliano loro le mani se usano il condom. Il Papa e i preti ESPRIMONO UNA LORO OPINIONE, non impngono nulla, non usano la forza, ESPRIMONO OPINIONI. Non sei d’accordo con quello che dicono? Bene, domostra che sbagliano! Dimostra che il preservativo non ha allargato la piaga dell’AIDS. Vai a leggere i documenti dell’Onu. Leggeti i link che ti ho postato. Ma non barricarti dietro il concetto di libertà. Non parlare di divieti e imposizioni. Nessuno impone niente. Nessuno vieterà a Zapatero di inviare gratuitamente 1 milione di preservativi in Africa (gratis per modo di dire, quei condom li pagherà l’Onu che poi li darà gratis agli africani. Ma le aziende che i condom li producono, i soldi li vedranno eccome!). La Chiesa e il Papa esprimono opinioni. Dicono: in Africa ci siamo anche noi e offriamo una ALTERNATIVA. Dimostrami che questa alternativa ha ucciso milioni di persone, anzichè salvarle. Oppure sii chiara, diimi chiaramente che a tuo parere tutti hanno diritto di esprimere una opinione tranne il Papa ed il clero in generale. Mi va benissimo, credimi. Rispetterei anche questa tua opinione. Ma diilo chiaramente, abbi il coraggio delle tue opinioni. Non barricarti dietro imposizioni e divieti che non esistono. Dillo chiaramente: quelle persone devono stare zitte perchè sono esseri umani di serie B. Ripeto: va benissimo. Ma ti prego, esprimi un’idea originale, un’idea TUA, un’idea su cui ANNA ha riflettuto indipendentemente, investendo un pò di fatica. Davvero ci terrei a capire qual’è la TUA idea. E ti prometto che non ti giudicherò, come non ti ho giuicato finora.
Se vorrai esaudire questa “preghiera”, grazie sin d’ora.
By Charlie on mar 26, 2009
..in effetti ..è vero…se un alto prelato ti entra nel letto non è certo per tagliarti le mani….pare che siano interessati ad altro…però poi chiedono scusa.
Emmhhh…scusa numb se intervengo in qualcosa postato per ANNA…ma mi sembri in contraddizione quando dici “E ti prometto che non ti giudicherò, come non ti ho giudicato finora”….quando sopra affermi invece “…esprimi un’idea originale, un’idea TUA, un’idea su cui ANNA ha riflettuto indipendentemente, investendo un pò di fatica. Davvero ci terrei a capire qual’è la TUA idea…..”
Cos’è questo se non esprimere UN GIUDIZIO SUL MODO DI ESPORRE DA PARTE DI UN’ALTRA PERSONA LE PROPRIE CONVINZIONI???
E’ lei che si “barrica” dietro concetti di libertà (che sono suoi oltretutto quindi non indotti) o sei tu che ti barrichi dietro link e dati scritti e raccolti da altri che ovviamente hanno tutto l’interesse a far credere nel buonismo delle affermazioni di SANTA ROMANA CHIESA???
Tutti esprimono opinioni. Ma te sembra che ci tieni in modo particolare a volerci convincere di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Il buono e il cattivo. Il bene e il male. L’inferno e il Paradiso. Sono invenzioni dei preti ovviamente.
In mezzo ci sono tante sfumature invece. E Il libero arbitrio. Che ci permette, per fortuna, di decidere ancora liberamente ciò a cui vogliamo credere. E ci crediamo. Magari sbagliamo . Ma altrettanto liberamente quel giorno lo ammetteremo.
E chiederemo scusa. Oppure negheremo. Il CLERO INSEGNA!
By lucalain on mar 26, 2009
Ma la vogliamo smettere davvero di parlare del preservativo o meno, di questo o di quello, e si caccia fuori un’idea?un pensuiero proprio, e non usare parafrasi, citazioni, visioni di cadaveri incorrotti? ma stiamo scherzando? qui non si discute la fede di ognuno di noi, per chi ce l’ha, ma basta con questa presa di posizione che appena uno cita la chiesa qui partono le radio marie a difesa.Diego ha espresso solo che non ama la chiesa.Punto.Potete fatrci qualcosa? no
gli farete cambiare idea?no
e allora basta cazzo.
Fuori il vostro pensiero, le vostre paure, il vostro nervoso.Basta con questo atteggiamento da struzzi.
Raga, martedì faccio 33 anni, mica mi metteranno in croce?
Un abbraccio
By lucalain on mar 26, 2009
Perdonate, ho dimenticato una cosa:
volevo abbracciare davvero di cuore Roberto Saviano, ieri sera mi sono commosso e arrabbiato guardando la trasmissione.Un certo genere di giornalismo deve essere estirpato.e giovani cronisti e scrittori devono essere preservati.il miop calcio nel culo oggi, e per sempre, è per loro, per quelle bestie chiamati camorristi.e tutti gli altri che sono collusi
By numb on mar 26, 2009
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=339025
By Mimma on mar 26, 2009
http://www.youtube.com/watch?v=N8BwlBnXPpg
By Anna on mar 26, 2009
Sei sicuro Numb di voler conoscere “veramente” la mia opinione, oppure vuoi semplicemente catalogarla nel tuo “Hard Disck”?
In ogni caso penso che ognuno deve credere e prendere dalla vita, comprese le opinioni degli altri, solo quello che sente gli appartenga.
A proposito di giudicare, ti dico cosa ne penso: tu, come tutti gli altri, siete liberi di giudicarmi, ci mancasse pure, per me non è quello il problema che può pregiudicare il proseguire o meno di una discussione. Ritengo che nel momento in cui ci si mette in gioco si deve essere disponibili ad accettarne tutte le conseguenze, compreso il rischio che questa mia risposta possa essere ritenuta da alcuni odiosa ed insolente.
Ciao
By numb on mar 26, 2009
Charlie, se tu mi dici “Oggi in Italia ha fatto bel tempo perchè nella mia città c’era il sole” e io ti rispondo: “Charlie, non è vero che in TUTTA l’Italia è stata una bella giornata, perchè ad esempio nella mia città oggi ha piovuto”, non ti sto giudicando. Sbaglio? Quindi quando ho chiesto ad Anna perchè si barricava dietro divieti e imposizioni che non esistono, ma che sono in realtà solo OPINIONI, cioè contributi ad una discussione, facevo proprio quello che ho provato a spiegarti con l’esempio sopra. Non la giudicavo. Chiedevo qual’era la sua opinione: se riteneva sbagliata l’opinione del Papa perchè la realtà mostrava uno scenario opposto, o se semplicemente le dava fastidio che quella persona esprimesse un’opinione avvalorata dalla realtà, e quindi si augurasse che qualcuno gli tappasse la bocca. Domanda alla quale non ho ricevuto risposta. E non mi interessa giudicarla, qualunque sia la sua opinione. Mi interessa CAPIRE. E’ un reato, cercare di capire? E’ meglio rimanere indifferenti?
By lazzisblao on mar 26, 2009
Le tue perplessità sono più che legittime. Se non che esistono uomini e donne come Roberto Saviano, Antonio Albanese, Paolo Rossi, Sabina Guzzanti, Vauro Senese, Gino Strada, Giorgio Bianchi, Ernesto Verdi, Neri Marcore etc che dimostrano anche che è vero il contrario. La gente integra e con voglia di fare c’è, ma è solo oscurata da un a piaga millenaria: la rassegnazione, indifferenza pinguitudine italica. Siamo stati tropo invasi da Greci, Longobardi, Svevi, Spagnoli, Saraceni americani Mediasettiani e mafiosi per avere ancora nel DNA il gene della sovversione. Nonostante tutto ci credo ancora, ma a tratti tra un libro di Grossman e una pizza, tra un film di Danny Boyle e una birra, tra un disco degli Afterhours e un blog.
By Riccardo Brero on mar 27, 2009
Ciao a tutti
Auguri Luca per i tuoi 33 anni io ne compio 41 venerdì 3 aprile.
Io avevo l’illusione,a quanto pare,di vivere in un paese dove i diritti civili e certi comportamenti conquistati faticosamente nel corso degli anni(aborto,uso del preservativo) fossero cose ormai consolidate e intoccabili,ma non è così.Lotterò e spero lotteremo anche per questo,cercando di diventare un paese normale.
Guardate cosa hanno combinato con il testamento biologico……mi viene da vomitare…….
By Tiziana on mar 27, 2009
Auguri Luca!!!
e auguri anche a Ruiccardo (anche se in anticipo)!
Mi piace leggervi, siete davvero “tosti”!
By Tiziana on mar 27, 2009
Riccardo scusami per la scrittura … (la fretta: brutta bestia!).